Storytelling: gli insegnamenti del 2020 sui principi fondamentali

Storytelling gli insegnamenti del 2020 sui principi fondamentali - aroundigital

Qual è il modo giusto per entrare in contatto con le persone in questo periodo di pandemia? Bisogna prevedere una nuova formula per uno storytelling efficace?

Un interessante riflessione di Google a tema storytelling nel contesto di questo strano e difficoltoso 2020, cerca di rispondere a queste domande.

Secondo Big G, questo anno, nella sua difficoltà, ha mostrato anche un lato positivo, in quanto ha spinto molti professionisti del marketing a valutare gli aspetti più importanti, a ridimensionare le aspettative e a impegnarsi nel rispettare e sostenere i propri valori.

Un esempio è dato dai brand come Google, Nike o Snickers, che hanno avuto l’occasione di riflettere sui loro principi di base:

  1. Conosciamo davvero il brand purpose?
  2. Stiamo sfruttando tutto il suo potenziale in questo periodo?
  3. Stiamo effettivamente distribuendo il nostro tempo, le persone e i budget nei modi più intelligenti possibili?
  4. Stiamo promuovendo completamente i nostri valori sia all’interno che all’esterno dell’azienda?
  5. Stiamo entrando in contatto con i clienti in modi significativi?

I principi dello storytelling restano invariati

In particolare, l’ultima domanda lascia perplessi alcuni professionisti del marketing che si sono posti una serie di domande, come:

– Qual è il modo giusto per entrare in contatto con le persone in questo periodo?

– Considerando la pesantezza di quest’anno, dobbiamo prevedere una nuova formula per uno storytelling efficace?

– Dobbiamo aspettarci un cambiamento sostanziale nel tono delle creatività e delle comunicazioni di marketing?

Google risponde affermando che i principi dello storytelling restano invariati, indipendentemente da quanto sia cambiato tutto il resto.

Le storie migliori e di maggiore impatto sono sempre quelle radicate nelle verità umane fondamentali e che sono in grado di creare connessioni efficaci tra questi valori e quelli unici che i brand possono trasmettere, in un modo che sia in sintonia con il contesto culturale.

Tuttavia, davanti a significativi cambiamenti, come quelli causati dalla pandemia di COVID-19 o dalla rinascita del movimento Black Lives Matter, i brand devono rivalutare il modo in cui unire tutti questi pezzi per entrare in contatto con le persone utilizzando l’approccio migliore possibile con la giusta dose di empatia, personalità e tempestività.

Lanciare un nuovo spot di 30 secondi con un messaggio tipo “Lo affronteremo insiemenon è probabilmente sufficiente. (Questo è solo un esempio dello storytelling apatico e del mare di messaggi monotoni e identici che abbiamo visto all’inizio della pandemia).

Scava a fondo nei sentimenti delle persone e personalizza in modo unico

Nel suo articolo dedicato allo storyrtelling, Google prende come esempio la creatività di NikeNever Too Far Down“.

Questo messaggio, basato sull’idea che non si è mai troppo in basso per risalire in vetta, combina perfettamente tutti gli elementi chiave. Con una pandemia globale che continua a peggiorare e a farci sentire scoraggiati e frustrati, Nike ha usato in modo appropriato l’esempio delle rimonte sportive per motivarci a trarre forza dalla speranza collettiva e a risollevarci. Come estensione naturale del posizionamento del brand, questa creatività ha avuto un forte impatto poiché riflette i sentimenti delle persone, rispecchia la personalità di Nike e si è posta come una potente testimonianza del momento che stiamo vivendo.

Utilizza il tono giusto e trasmetti messaggi empatici

C’è poi la questione del tono. Il marketing parla agli esseri umani, che sono creature complesse e piene di sfumature con infiniti modi di pensare e diverse esigenze. Analogamente, anche i brand presentano molteplici sfaccettature in termini di personalità.

Quindi, sebbene ci sia stata una deviazione verso messaggi più seri all’inizio dell’anno, le creatività e le comunicazioni si espanderanno di nuovo per rivelare un’ampiezza e una varietà di stili e toni. A volte, le creatività serie e pesanti funzioneranno meglio, ma per altri brand e contesti, la leggerezza e la positività saranno l’orientamento da seguire.

Ad esempio, con la creatività “Return of the Macks” realizzata di recente da Google, il team si è basato su un’idea di semplicità e schiettezza, con un tocco di umorismo, per entrare in contatto con i clienti pronti a sostenere le piccole imprese. Una creatività successiva è stata poi incentrata sull’aspetto pratico e sull’orgoglio di supportare nello specifico luoghi nelle vicinanze trasmettendo una sensazione di calore e familiarità.

E poi c’è Snickers, che fa l’occhiolino ai suoi clienti. La sua creatività “First visitors” amplia il suo messaggio “you’re not you when you’re hungry”, ovvero che non sei più tu quando hai fame, in un modo che, sfrontatamente, ricorda alle persone di fare attenzione alle proprie abitudini quando torneranno a socializzare nella vita reale.

Conclusione

Creare contenuti di marketing e storytelling efficaci sarà sempre sia un’arte che una scienza. Se teniamo a mente i principi intramontabili dello storytelling, la parte artistica diventa uno degli aspetti più interessanti e gratificanti del nostro lavoro, non malgrado le circostanze difficili che dobbiamo affrontare, ma grazie a queste.

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Immagine in evidenza:

unplash.com

Fonte:

ThinkwithGoogle

Content Marketing: l’ultima statistica

CONTENT MARKETING STATISTICA 2020

Come sono andati gli ultimi anni per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, marketing technology o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e dare un boost alle conversioni.

Oggi ci focalizziamo sui dati relativi al Content Marketing.

Dai anche un occhio al nostro precedente articolo sulle statiche SEO.

 

L’ultima statistica sul Content Marketing

Il content marketing è una strategia di marketing che si concentra sulla creazione e la diffusione di contenuti (ma anche mezzi multimediali quali quali immagini, video, grafici, file audio, studi e sondaggi) informativi e di qualità per raggiungere un target definito al fine di far conoscere il proprio brand, expertise, prodotto o servizio.

Lo scopo principale non è quello di trasmettere messaggi pubblicitari, ma di rendere disponibile qualcosa di rilevante e di qualità, ovvero buoni contenuti che si rivolgono alla potenziale cerchia di clienti.

Le statistiche elencate di seguito, possono essere utili per la tua strategia di marketing in quanto forniscono informazioni su come gli altri marketer stanno approcciando a quelli che sono i pain points del loro pubblico e come stanno generando lead. Ciò può aiutarti a determinare quali tecniche possono funzionare meglio per la tua azienda, i tuoi clienti e i tuoi lead.

Blogging 

statistica 2020 content marketing

– Il 55% degli esperti di marketing afferma che la creazione di contenuti per il blog è una loro priorità di inbound marketing in entrata. (HubSpot, 2018)

– Gli utenti di WordPress producono oltre 70,5 milioni di nuovi post sul blog e oltre 52 milioni di nuovi commenti al mese. (WordPress, 2019)

– Il 36% delle persone preferisce i titoli basati su elenchi. (IMPACT, 2019)

– Oltre i ¾ degli utenti di Internet afferma di leggere regolarmente blog. (Quoracreative, 2019)

– I marketer che danno priorità al blog hanno una probabilità 13 volte maggiore di vedere un ROI positivo. (HubSpot, 2019)

– Negli Stati Uniti nel 2020, oltre 31 milioni di persone potranno definirsi blogger. (Quoracreative, 2019)

– Il 66% degli esperti di marketing ha utilizzato sondaggi nei loro contenuti sui social media. (Social Media Examiner, 2019)

– Gli elenchi sono il formato di post blog più popolare tra i blog aziendali. (Responsive Inbound Marketing, 2019)

– L’uso delle statistiche nei post dei blog migliora la fiducia dei consumatori. (Forbes, 2018)

– Il 43% dei marketer B2B afferma che i blog sono la loro tipologia di contenuto più importante. (Social Marketing Industry Report, 2017)

– Il 43% delle persone ammette di scremare i post sul blog. (HubSpot, 2018)

– Il 23% dei post di oggi sui social media include un link a un post sul blog. (Quoracreative, 2019)

 

Strategia di Contenuto

– Il 32% degli esperti di marketing afferma che le immagini visual sono la forma di contenuto più importante per le proprie attività. (HubSpot, 2018)

– Il content marketing ottiene tre volte più lead rispetto alla pubblicità di ricerca a pagamento. (Content Marketing Institute, 2017)

– Il 51% dei marketer B2B ha come priorità quella di creare risorse visive come parte della propria strategia di content marketing.  (HubSpot, 2019)

– Il 45% dei marketer B2C ritiene che i contenuti visivi siano il loro tipo di contenuto più importante. (Content Marketing Institute, 2017)

– LinkedIn è la piattaforma di social media più efficace per fornire contenuti e garantire il coinvolgimento del pubblico. (LinkedIn, 2017)

– Il 72% dei marketer ha affermato che avere una buona strategia per i contenuti è stata la chiave del loro successo nel 2018. (B2B Content Marketing, 2018)

 

Podcasts

content marketing statistica 2020

 

– Il 17% degli esperti di marketing prevede di aggiungere il podcasting alla propria strategia di content marketing nei prossimi 12 mesi. (HubSpot, 2018)

– Gli ascoltatori di podcast mensili sono cresciuti dal 24% al 26% anno su anno. (Edison Research, 2018)

– Gli ascoltatori di podcast hanno maggiori probabilità di possedere uno smart speaker. (Edison Research, 2018)

– Il 27% degli uomini e il 24% delle donne ha ascoltato podcast nell’ultimo mese. (Edison Research, 2018)

– I podcast sono la fonte audio numero uno in base al tempo speso tra gli ascoltatori di podcast. (Edison Research, 2018)

 

Infine, agli intervistati è stato chiesto su quali canali avrebbero puntato per la distribuzione dei loro contenuti nel 2020.

 

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