e-Commerce: come ridurre il tasso di abbandono carrello

abbandono carrello soluzioni

Come acquirente, probabilmente ti sarà capitato alcune volte di abbandonare un carrello e non completare un acquisto su un sito e-commerce. 

Se sei un retailer, ovviamente, desideri che più persone completino effettivamente un acquisto anziché rinunciarvi. 

È possibile ridurre il numero dei carrelli abbandonati e di conseguenza aumentare le vendite?

Certo che sì, ma per farlo devi verificare e migliorare diverse aree e aspetti del tuo shop online, fermo restando che non potrai mai ridurre a zero il numero dei carrelli abbandonati.

Iniziamo con il vedere quali possono essere le ragioni per cui un utente non finalizza un acquisto.

Perché gli utenti abbandonano il carrello?

Le ragioni sono varie ma, dalle più recenti statistiche americane, emerge che le principali cause sono:

1. Costi di spedizione e tempi di consegna

e-commerce-come ridurre tasso abbandono carrello

La spedizione è un grosso problema per molti acquirenti. Il Future of Retail di Walker Sands afferma che l’80% degli acquirenti cita la spedizione gratuita come incentivo principale per lo shopping online. Quando la spedizione non è gratuita, gli utenti perdono decisamente interesse. In effetti,  Statista dice che il 63% degli acquirenti americani abbandona i propri carrelli se scoprono che i costi di spedizione sono troppo alti.

In relazione a ciò, anche i tempi di consegna divengono un fattore importante nell’abbandono del carrello. Walker Sands indica che il trasporto veloce motiva il 54% degli acquirenti a comprare. Quindi, se un articolo impiegherà troppo tempo per arrivare, molti acquirenti lo lasceranno nel carrello e cercheranno un’opzione più rapida.

Inoltre, gli utenti odiano le sorprese, quindi scoprire i costi di spedizione solo alla fine del processo di checkout è un altro importante svantaggio. Secondo Statista, circa un quarto degli acquirenti abbandonerà i carrelli se non riusciranno a capire facilmente i costi di spedizione.

2. Prezzi alti o non chiari

Ma i costi di spedizione non sono l’unico costo che conta per gli utenti. Anche il prezzo del prodotto, in generale, è di per se un fattore importante. 

Gli utenti detestano fare somme complicate per capire quanto costa effettivamente un prodotto/servizio. Se non possono vedere rapidamente e facilmente il prezzo totale finale, circa il 23% di loro lascerà perdere (secondo Baymard). 

Inoltre, se i prezzi sembrano troppo alti, gli acquirenti saranno propensi a cambiare idea e guardare altrove. Ma questo lo vedremo meglio più avanti. 

3.Obbligo creazione di un account

Un’altra causa frequente, che pregiudica circa il 20% degli acquisti online, è connessa all‘obbligo di creare un account per concludere l’acquisto. In questo caso, l’esigenza di effettuare noiosi passaggi, attendere l’email di conferma della registrazione, fornire dati ritenuti non essenziali, come la data di nascita o il numero di cellulare, condiziona negativamente la user experience e scoraggia l’acquisto.

Si tratta in genere di una mancata ottimizzazione del funnel di acquisto, composto da troppi passaggi per giungere alla conclusione della transazione.

4. I sistemi di pagamento

Quando i clienti passano dal carrello alla pagina di checkout non è ancora di fatto finita. In questo passaggio ci possono ancora essere degli aspetti che scoraggiano l’acquisto, come, ad esempio, i sistemi di pagamento.  Secondo Baymard, alcune persone abbandonano le casse perché non trovano il metodo di pagamento che vogliono (8%), o perché la loro carta di credito viene rifiutata (4%).

Non è solo questo l’aspetto che incide in questo passaggio. C’è anche un tema di trust, cioè le riserve sulla sicurezza dei sistemi di pagamento. Gli utenti sono molto attenti alla sicurezza delle transazioni online, e prediligono sistemi ritenuti più sicuri, come quelli offerti da intermediari, come Paypal, evitando sistemi di pagamento poco trasparenti, come la ricarica di carte prepagate – la classica Postepay –  o che richiedono tempi più lunghi, come il bonifico bancario.

5.User Experience

Le statistiche mostrano che l’abbandono del carrello non riguarda solo ciò che accade alla cassa. L’esperienza complessiva dell’utente sul tuo sito ha un grande impatto sulla decisione finale di acquistare o meno.  Questo riguarda due aspetti in particolare: 

a) Statista afferma che la scarsa navigazione del sito è un problema per il 16% degli acquirenti online. È cruciale che l’utente che atterra su un sito riesca a trovare facilmente gli oggetti che desidera acquistare. 

b) Baymard aggiunge che il 20% delle persone abbandonerà i propri carrelli se il sito si blocca, se è troppo lento o se impedisce in alcun modo una navigazione semplice, veloce e chiara

La maggior parte dei visitatori non si preoccuperà di capire come ottenere le informazioni di cui ha bisogno. Se il tuo sito non funziona, guarderanno altrove. 

Come ridurre il tasso di abbandono del carrello medio?

L’abbandono del carrello è un problema, ma non è un problema irrisolvibile.  Esistono soluzioni che possono consentire di ridurre il tasso di abbandono. 

1. Offri spedizione gratuita o scontata

tasso abbandono carrello

Date le statistiche che abbiamo condiviso in precedenza, vien da se considerare che offrire la spedizione gratuita è una grossa leva per concludere un acquisto. Poiché si tratta di un ostacolo per tanti acquirenti, già questa sola soluzione potrebbe fare un enorme differenza di entrate. Se gli acquirenti devono scegliere tra siti che offrono la spedizione gratuita e quelli che non lo fanno, sappiamo già chi sceglieranno.

Ma una cosa altrettanto importante è questa: se offri la spedizione gratuita, mettilo in evidenza.  Non nascondere tale informazione nel footer del sito. Metti un grande banner in grassetto sulla tua home page e nella parte superiore di ogni pagina. 

Prima un utente conosce i dettagli sui costi di spedizione e consegna e meno probabilità avrà di abbandonare il carrello.

Allo stesso tempo, fai attenzione se offri spedizioni gratuite o scontate. Ciò non deve farti andare in perdita. È necessario che ti assicuri di avere margine sufficiente sui prodotti per coprire i costi di spedizione.

In questo caso una soluzione potrebbe essere offrire una soglia. Cioè, offri la spedizione gratuita solo quando le dimensioni del carrello raggiungono un determinato importo.  In questo modo, anche se il margine di un prodotto non copre i costi di spedizione, un carrello con due o tre articoli potrebbe, in generale, avere un margine sufficiente per coprire l’intero costo della spedizione. In più potrebbe essere un incentivo per aumentare il valore medio degli ordini

Se utilizzi una soglia di spedizione gratuita, informa man mano gli utenti quando raggiungono tale soglia o quanto gli manca in termini di euro per per farlo. La spedizione gratuita rende cinque volte più probabile l’acquisto da parte dei visitatori, quindi non trattenerti dal condividere e ricordare questo vantaggio.

2. Prezzi: usa la psicologia

Quando si tratta di convincere gli utenti sui tuoi prezzi, usare tecniche di psicologia può essere una strategia vincente.  Esempio: 

– Usare il numero 9 come numero finale di un prezzo, es. 4,99€ ha sempre ha sempre più appealing di un numero come 5,00€

– Allo stesso tempo, il numero 5,00€ può essere attraente se è il prezzo scontato accanto al prezzo originale

3. Persuadi gli utenti all’acquisto

Se i clienti non sono pronti per l’acquisto, di fatto non lo sono, ma puoi di certo aumentarne le probabilità con tecniche di persuasione, cominciando molto prima del carrello, ad esempio dalla scheda prodotto.

Il famoso trainer Robert Cialdini afferma che sono 6 i principi che guidano il comportamento delle persone:

1. Reciprocità: se ricevi qualcosa, vuoi restituire qualcosa

2. Scarsità: se c’è poca disponibilità di qualcosa o è limitata, viene automaticamente desiderato di più

3. Autorevolezza: se sei un esperto credibile, le persone si fidano facilmente di te

4. Coerenza: quando le persone si danno un impegno, desiderano portarlo a termine

5. Piacere: se tu piaci alle persone, o pensano che tu sia simile a loro, è più probabile che ti dicano di sì

6. Consenso: la tendenza a essere guidati dal comportamento e dalle azioni degli altri

Puoi integrare questi principi nell’esperienza del tuo sito web al fine di  aumentare le conversioni e ridurre l’abbandono.

Shopify, ad esempio, spiega alcuni modi con cui i rivenditori di e-commerce possono farlo:

– la spedizione gratuita è un primo esempio di reciprocità;

– le vendite, gli sconti e i coupon a tempo limitato sfruttano il principio della scarsità;

– il content marketing e il SEO sono utili per costruire l’autorevolezza diventando una fonte credibile di informazioni;

– fai leva sulla coerenza rivolgendoti a utenti che hanno maggiore probabilità di dire di sì.  Ad esempio, se chiedi: “Vuoi risparmiare tempo sulle faccende domestiche”, e la risposta è sì, saranno più aperti a pronti a passare all’azione;

– puoi essere simpatico esprimendo la tua personalità nei tuoi copy e nei messaggi delle tue newsletter;

– le recensioni dei tuoi clienti contribuiscono a favorire il principio del consenso;

Seguendo questi principi è possibile diminuire la probabilità di abbandono del carrello.

4. Migliora il CTA

Anche la call to action (CTA) è essenziale. Non stiamo parlando solo dei pulsanti “aggiungi al carrello” e “scopri subito”. È importante avere altri CTA che portino i visitatori alle pagine dei prodotti e che li incoraggino ad acquistare di più.

I CTA devono ispirare l’azione. Anche se spesso sono messaggi brevi, dovresti:

– includere parole d’azione/verbi come “compra”, “acquista” o “scopri e acquista”

– usare parole d’urgenza come “adesso” o “oggi”

– evidenziare il valore o il beneficio: “PDF gratuito”, “il migliore, il più completo, training professionale” e così via

E fai in modo che siano sempre visibili sul tuo sito.

5. Migliora l’esperienza sul tuo sitoweb

Un altro fattore che aiuta a ridurre l’abbandono del carrello sta nell’ottimizzare il modo in cui i visitatori fanno esperienza del tuo sito. E ciò inizia molto prima che arrivino alla pagina di pagamento.

Pensa a questo scenario: un utente aggiunge qualcosa al carrello e poi cerca di trovare un altro oggetto correlato. Se non riesce a trovarlo, probabilmente deciderà di non acquistare nemmeno il primo. 

Dalla nostra esperienza di agenzia e-commerce notiamo che gli utenti vogliono che i loro acquisti siano personali, pertinenti e veloci e che il processo di acquisto funzioni senza problemi, indipendentemente dal dispositivo che utilizzano per farlo.

Puoi rendere più efficace l’esperienza sul tuo sito dovresti:

a) dividere gli utenti in categorie quando atterrano sul tuo sito. Ad esempio, chiedi loro di scegliere quale area del tuo sito a loro interessa maggiormente; 

b) personalizzare la navigazione e la ricerca in base ai prodotti che guardano;

c) nascondere gli elementi che a loro non interessano.

Amazon fa esattamente questo. Quando vai nella tua pagina Amazon, i prodotti mostrati sono coerenti con le cose che ti piacciono, e ciò ti rende  più propenso ad acquistare.

È inoltre necessario fare attenzione all’ usabilità del sito. Jakob Nielsen ha coniato questo termine, che non è altro che la capacità delle persone di navigare nel tuo sito e sapere con facilità cosa fare. Ogni volta che i visitatori tornano sul tuo sito, dovrebbero sentirsi ogni volta più confident. L’ottimizzazione della navigazione e della ricerca per consentire agli utenti di trovare facilmente i prodotti, è una parte importantissima di questo aspetto.

È anche una buona idea controllare spesso eventuali errori tecnici, soprattutto nel checkout.

6. Semplifica il Checkout

Meno ostacoli ci sono per effettuare il pagamento, meno probabile sarà l’abbandono del carrello.

Uno dei modi migliori per mantenere il checkout semplice è quello di rimuovere la creazione dell’account includendo un’opzione di pagamento per gli ospiti. Ciò consente alle persone di acquistare i tuoi prodotti e servizi senza creare un account.

Una volta completato l’acquisto, puoi offrire la possibilità di creare un account. Se l’acquisto è andato liscio, è probabile che i clienti siano più propensi a farlo. Puoi anche incentivare la creazione di account offrendo qualcosa in cambio (es. uno sconto per un acquisto futuro o il download gratuito di un info- prodotto, ad esempio). 

Ci sono altri modi per semplificare il pagamento. Ti consigliamo di:

1. rimuovere cose superflue o distrazioni dalla pagina

2. chiedere solo le informazioni strettamente necessarie

3. utilizzare la tecnologia di ricerca degli indirizzi per limitare la quantità di informazioni che le persone devono inserire

4. consentire la compilazione automatica dell’indirizzo di spedizione dall’indirizzo di fatturazione

5. mantenere la cassa su una singola pagina ove possibile

6. mostrare  gli step mancanti man mano che gli utenti proseguono nel checkout

Puoi anche ridurre l’abbandono del carrello e aumentare le vendite  inserendo i messaggi giusti sulla pagina prodotto, carrello e pagine di pagamento. Secondo Smart Insights, le tre frasi magiche sono:

a.  I visitatori che hanno visualizzato questo prodotto hanno visualizzato anche… (responsabile del 68,4 percento delle entrate)

b. I visitatori che hanno recentemente visualizzato questo prodotto lo hanno acquistato (25,1 percento)

c. Potrebbe anche piacerti… (16,1 per cento)

Infine, per i clienti abituali, puoi offrire un checkout ancora più veloce. Tutto quello che devi fare è archiviare le loro informazioni di fatturazione e spedizione che gli utenti potranno inserire con semplice clic (ciò può essere un incentivo per la creazione di un account da parte dell’utente ; quindi assicurati di comunicarlo all’utente).

7. Offri opzioni di pagamento multiple

Quando sei in un negozio fisico e una particolare carta di credito non funziona, cosa fai? Ne tiri fuori un’altra. 

I tuoi clienti online devono avere la stessa possibilità.  Ecco perché è essenziale offrire più opzioni di pagamento. Se accetti solo carte di credito o, peggio, solo un tipo di carta di credito, limiti di gran lunga l’acquisto per tutti coloro che non possiedono quella modalità di pagamento.

Ancora meglio se gli utenti possono scegliere l’opzione che desiderano. Le opzioni di pagamento digitali e mobili sono adesso più che mai essenziali. Le persone a cui non piace condividere i dati della propria carta di credito, pagheranno felicemente con PayPal. E il 44% degli acquirenti è felice di aggiungere la propria carta di credito a una soluzione di pagamento mobile ed effettuare acquisti con questa modalità.

Il nostro consiglio è quello di integrare queste opzioni di pagamento. Se gli utenti possono pagare velocemente con un clic (per di più con modalità che non richiedono l’inserimento di dati sensibili della carta di credito), è più  facile che completino gli acquisti. 

E assicurati che i tuoi sigilli di garanzia di pagamento siano facilmente visibili: le persone devono sapere che il tuo sito è affidabile e che i loro dati di pagamento sono al sicuro.

8. Sfrutta la SEO

Hai mai cercato un prodotto, fatto clic su un link, per poi renderti conto che non era quello che stavi cercando?  Si chiama “pogosticking” e non va bene per il ranking dei risultati di ricerca.

E’ fondamentale fornire descrizioni accurate di pagine e immagini, in modo che ci sia coerenza tra ciò che gli utenti stanno cercando e il contenuto della tua pagina. Solo così aumenti le probabilità che acquistino. 

9. Dai supporto alle vendite

Se gli utenti hanno difficoltà a completare un acquisto, offrire loro un po’ di supporto al momento giusto può contribuire a finalizzare una vendita.  Ad esempio, puoi:

a) guidarli attraverso l’acquisto mano mano che proseguono nel processo e fornire messaggi di errore informativi

b) fornire una pagina FAQ in modo che possano risolvere autonomamente errori o difficoltà di comprensione

c) offrire una chat dal vivo, in modo che gli acquirenti possano parlare con una persona reale 

Quest’ultimo elemento è diventato sempre più importante. Le statistiche della chat live di SuperOffice mostrano che il 30% dei clienti si aspetta che tu abbia una chat dal vivo sul tuo sito web. E questo numero diventa più del doppio se il cliente utilizza un dispositivo mobile. La chat dal vivo incoraggia anche il ritorno dei visitatori abituali e aumenta il valore medio degli ordini.

Puoi anche utilizzare i popup per incoraggiare i visitatori a mettersi in contatto qualora avessero domande o richieste di ulteriori informazioni. Con il giusto incentivo, fornirai loro un servizio e allo stesso tempo riceverai i dettagli di contatto, che ti torneranno utili più avanti. 

10. Fai dei test

Infine, testa, testa e testa ancora. Fare split testing  può aiutarti a ottimizzare ogni aspetto del tuo sito web, dai titoli alle immagini dei prodotti, dalle descrizioni alla pagina di pagamento. 

Come recuperare le vendite perse dopo l’abbandono del carrello?

Arrivati a questo punto, la buona notizia è che hai a disposizione tutti gli elementi per ridurre il tasso di abbandono del carrello. 

Purtroppo però, ci saranno sempre degli utenti che abbandoneranno il carrello. Questo è inevitabile.

Però a questo proposito, è possibile sfruttare ancora qualche strategia per riportarli sul tuo sito a completare la vendita.

1. Sfrutta la potenza degli annunci di retargeting

Quando si tratta di recupero del carrello, i cookie diventano alleati preziosi. Si tratta di piccoli file di dati che contengono informazioni anonime (principalmente) su dove sono stati i visitatori sul tuo sito e su ciò che hanno guardato. Puoi inserire queste informazioni nei canali pubblicitari, come Google Ads, Facebook e così via, così quando le persone visitano un sito diverso dal tuo, visualizzeranno annunci relativi ai prodotti che hanno lasciato nel tuo carrello. 

2. Invia email di recupero carrello

Una delle tecniche più potenti per recuperare i carrelli abbandonati è l’invio di e-mail per ricordare agli utenti ciò che hanno lasciato nel carrello. Secondo Salesforce, ne vale assolutamente la pena: se invii un’email di reminder entro un giorno, puoi arrivare a recuperare fino al 60% delle vendite.

A riguardo, ti consigliamo:

a) di inviare la email entro poche ore (controllando prima se ci sono stati errori tecnici o altri problemi che hanno impedito il completamento della vendita) ricordando il dettaglio dei prodotti lasciati nel carrello;

b) inviare una seconda email entro 24 ore, con un promemoria del contenuto del carrello e includendo, possibilmente, uno sconto;

c) invia un terza email entro 48 ore, offrendo (o reiterando) uno sconto o un altro incentivo per completare la vendita, adottando la tecnica di persuasione della scarsità (ad esempio dicendo ai clienti che il loro carrello scadrà presto o che lo sconto è valido per poche ore);

Questo è tutto! Ora conosci tutte le principali best practice sull’abbandono del carrello in modo che tu possa recuperare e aumentare le tue vendite.

Scopri i nostri Servizi e-Commerce e se hai bisogno di supporto strategico e operativo per il tuo e-commerce, CONTATTACI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

Le esigenze e i desideri dei clienti sono in costante evoluzione e a volte assistiamo a cambiamenti repentini che rendono impossibile una reportistica affidabile.

Gli scenari cambiano così rapidamente che ogni tentativo diventa inutile. Per questo valutare i risultati delle proprie campagne pubblicitarie diventa sempre più difficilee il problema non fa che peggiorare perché siamo nel bel mezzo di una crisi economica e le risorse sono limitate.

Sfruttando la ritrovata voglia di normalità della gente, i marketer avranno tante opportunità per fare davvero la differenza.

In un nuovo video di Google, facente parte della nuova serie dal nome Update, Marie Gulin-Merle, Global VP di Ads Marketing di Google e Vidhya Srinivasan, VP Measurement & Analytics, entrambi responsabili di metriche e analisi dei prodotti pubblicitari di Google, ci parlano delle metriche che valorizzano gli investimenti nel marketing, per parlare dell’importanza delle misurazioni all’interno dell’attuale contesto.

Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

La misurazione degli investimenti pubblicitari in tempi così turbolenti

I marketer devono restare in ascolto, come mai prima d’ora, suggerisce il team di Google nel video, soprattutto perché lo scenario cambia a vista d’occhio. Nella sostanza, bisogna avere ben chiaro il polso della situazione.

Questo periodo è una congiuntura che nessuno di noi ha mai vissuto prima d’ora, e in generale, regna la massima incertezza.

Tutte le tradizionali metriche di base su cui ci siamo affidati, oggi non hanno più alcun valore.

Stiamo assistendo alla sospensione o al sostanziale ripensamento di intere campagne, e alla fine dipende tutto dal trovare gli insight. Perché è da questi insight che si può sviluppare un piano strategico.

Per capire il momento attuale bisogna affidarsi agli insight o alle metriche e questo vale sia per i leader che per i marketer.

In che modo l’attuale situazione ha messo alla prova il modo in cui i marketer affrontano le misurazioni?

In uno scenario ideale, le misurazioni sono complesse, e per i marketer, soprattutto durante questo periodo così difficile, la posta in gioco è altissima.

Questo è vero per i clienti più grandi, ma è ancora più vero per le piccole e medie imprese. Questo perché cercano di capire dove investire risorse spesso limitate nel modo più efficiente possibile.

Così, le più grandi sfide per i marketer sono capire come acquisire e valutare i dati quanto più possibile e in tempo reale, in uno scenario in evoluzione, capire come trovare insight partendo dai dati, capire come sfruttare questi insight per apportare adeguate correzioni, e sopratutto capire come fare tutto questo tutelando al massimo la privacy dell’utente.

Su queste basi, Google sta ragionando sulle priorità e sul mettere a punto strumenti ideali per il lavoro dei marketer.

Secondo il team Analytics di Google ci sono 3 priorità principali:

  1. aiutare i marketer  a capire l’efficacia del loro investimento nel marketing;
  2. aiutare i marketer a capire il sentiment dei propri utenti;
  3. aiutare i marketer a capire fino in fondo come gli utenti interagiscono con i loro annunci e con l’ecosistema digitale, che sia su un sito o su app.

Il giusto compromesso per una corretta misurazione

Dai feedback dei clienti Google, emerge molto spesso la difficoltà di trovare il giusto compromesso fra misurazioni precise e accurate e contemporaneamente, il raggiungimento del risultato.

Google crede fortemente nelle metriche attuabili.

Parlando di accuratezza, esse si basano esclusivamente sul contesto e lo specifico utilizzo dei marketer.

Ma da una lettura superficiale di una situazione potrebbero sfuggire certe sfumature.

Allo stesso tempo, l’eccessivo approfondimento o la ricerca di un livello di precisione irraggiungibile

potrebbe portare i gruppi di lavoro a non intervenire.

Quindi, il compromesso ideale richiede il raggiungimento di un livello di precisione che possa stimolare l’attuabilità.

L’attuabilità dovrebbe essere la lente da usare per definire le metriche da tenere sott’occhio.

Nel video Google riporta degli esempi su come i marketer del proprio team hanno raggiunto dei risultati e ispirato i clienti.
Prendendo ad esempio l’impatto del brand successivo all’avvio della campagna pubblicitaria, è preferibile fare un resoconto poco dopo l’avvio della campagna, mentre la tendenza è di aspettare la fine: questo è un trade off sul livello di precisione.
Questo vale anche per la misurazione della reach. In entrambi i casi,  il trade off fra il tempismo e la precisione è la scelta giusta per quell’utilizzo.

Il comportamento degli utenti e gli strumenti di analisi

Assistiamo attualmente a molte situazioni riferite ai comportamenti dei clienti.

Ad esempio, da un lato,la gente cerca informazioni sull’apertura degli hotel e delle concessionarie dall’altro lato, assistiamo anche a gente che pianifica una vita prettamente domestica.

Per mettere ordine fra tutti gli input, Google Analytics continua ad essere uno dei modi migliori per intuire come i tuoi clienti stiano interagendo con i tuoi principali touch point aziendali, che si tratti del sito o dell’app.

Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

Grazie ai più recenti aggiornamenti, Analytics riesce a fornire una panoramica completa dell’interazione fra l’utente e la combinazione di sito e app.

Inoltre, Google Analytics può vantare capacità di machine learning per evidenziare insight fondamentali che potrebbero passare inosservate, oltre a offrire uno sguardo sul futuro grazie all’analisi predittiva.

Oltre a questo, è integrato nel sistema di Google Ads e nella Google Marketing Platform, che consente l’attuabilità diretta delle analytics.

Fra gli altri strumenti Google cita anche Data Studio, eccezionale strumento di produttività per mettere a frutto gli insight. È integrato con collegamenti diretti a strumenti come come Google Ads e Google Analytics,

e ti permette di visualizzare un aggiornamento in tempo reale dei tuoi dati per velocizzare il tuo processo decisionale.

Inoltre, fornisce template di marketing per accedere ai propri report preferiti e già dotati delle metriche più rilevanti, ed è anche possibile sfruttare funzionalità come l’invio programmato di email per ricevere reportistica sui trend.

Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

Quindi parola d’ordine velocità, che si traduce anche in agilità e, a tal proposito, Google cita anche Google Optimize, grazie al quale, dopo i recenti aggiornamenti, puoi postare rapidamente un banner sul tuo sito per veicolare informazioni come un cambio d’orario, nuovi servizi e tanto altro.

Puoi anche scegliere su quali pagine del sito mostrare il banner, oltre a personalizzare la visualizzazione dei banner in base alla posizione geografica.
Analytics: strategie di misurazione per valorizzare i tuoi investimenti

Come investire in questa fase: il modello di attribuzione

Mai come prima d’ora è importante investire in un modo equilibrato. Un modo di gestire il tutto, secondo Google, è tramite l’attribuzione in Google Ads.

Il modello di attribuzione in Google Ads aiuta a comprendere l’ investimento legato alle varie dinamiche che alimentano le conversioni di un sito.

Essenzialmente, assegna crediti ai vari annunci, clic e altri fattori che compongono queste dinamiche.

Google ha da poco presentato una nuova modalità di fruizione dell’attribuzione in Google Ads, per aiutare i clienti a visualizzare e comprendere i resoconti in un modo estremamente veloce.

In sostanza hanno messo in evidenza le metriche e le dinamiche a cui è necessario prestare molta attenzione per ottimizzare l’investimento.

Di recente, sono stati aggiunti ai resoconti di attribuzione anche gli insight per YouTube dedicati agli inserzionisti.

Grazie a queste nuove funzionalità, l’attribuzione in Google Ads ti aiuta a comprendere il modo in cui i clienti interagiscono con i tuoi annunci su YouTube, Search e Shopping prima della conversione per poi regolare di conseguenza il tuo investimento nel marketing.
Hai bisogno di un supporto strategico e operativo per le tue attività di Analisi e Reportistica?
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Local SEO: perché è importante e come impatta sul tuo business

Probabilmente hai già sentito parlare del Local SEO come uno degli aspetti più importanti del marketing digitale.

In questo articolo ti spieghiamo cosa sia esattamente il Local SEO, perché dovrebbe essere dominante nella tua strategia di marketing digitale e come, di fatto, può aiutarti a far crescere la tua attività.

Cosa’è il Local SEO?

Il Local SEO serve a promuovere la visibilità della tua attività nelle ricerche basate sulla posizione. Si tratta semplicemente di una variazione del tuo SEO ordinario e mira a garantire che la tua attività venga trovata online da persone che la cercano in una data località (in questo caso dove è locata la tua azienda).

Sono ricerche che includono determinati qualificatori geografici, come città, provincia, codice postale, ecc. E ricerche “vicino a me”, in cui Google rileva la posizione geografica della persona e fornisce risultati di ricerca da quella zona.

Perché è importante?

Il Local SEO è estremamente importante, soprattutto se la tua attività è un negozio o che fornisce un servizio in una determinata località.

Secondo uno studio condotto da Forbes, il 95% degli utenti di smartphone ha utilizzato il proprio telefono per eseguire ricerche locali, di cui il 61% ha chiamato l’azienda e il 59% se è recata nello store fisicamente.

E SearchEngineWatch ha scoperto che il 70% degli utenti di dispositivi mobili clicca per chiamare un’azienda direttamente dai risultati di ricerca di Google utilizzando il proprio cellulare.

Ora va da se, che i lead delle ricerche basate sulla posizione sono sulla buona strada per diventare potenziali clienti, poiché esse provengono da persone che sono specificamente alla ricerca di prodotti o servizi offerti dalla tua azienda. Pertanto, è lecito ritenere che si tratti di lead qualificati che avranno sicuramente anche un tasso di conversione più elevato.

Il tuo business su Google Local-3 Pack

Inoltre, il Local SEO può aiutare la tua attività a comparire su Google Local-3 Pack, che è una delle posizioni più ambite quando si tratta di risultati dei motori di ricerca. Cos’è questo Google Local-3 Pack? Eccone un esempio:

google 3packInizialmente, la SERP di Google rispondeva alle ricerche locali mostrando le sette attività commerciali più popolari correlate alla tua ricerca sotto forma di snippet. Si chiamava il Local-7 Pack e presentava gli indirizzi, i numeri di telefono e i collegamenti di direzione a ciascuna di quelle aziende.

Tuttavia, poiché le tendenze di navigazione si sono evolute diventando dominanti sugli smartphone, Google ha ridotto il pacchetto da 7 per includere solo 3 risultati, per offrire una migliore esperienza utente. Per questo ora si chiama il Locale 3-Pack  ed ecco perché una posizione in questa lista è così ambita.

Secondo uno studio di Moz, il 44% delle persone che ha eseguito una ricerca locale ha cliccato su un elenco di local-3 pack, mentre solo l’8% ha scelto di caricare “più opzioni di risultati”. Ciò dimostra che la maggior parte delle persone che cercano elenchi locali trovano ciò che stanno cercando, all’interno delle prime 3 opzioni.

Quindi, ottenere questa posizione nei risultati di ricerca potrebbe portare un’enorme quantità di traffico e potenziali entrate. E questo è ciò che fa un’attività di Local SEO.

 

Le basi del Local SEO

le basi del local seo

Ora che abbiamo dato un’occhiata al Local SEO  e al motivo per cui è importante, vediamo cosa puoi fare per migliorare il SEO locale della tua attività.

La prima cosa da capire è che questo è un SEO per ricerche basate sulla posizione. Ciò significa che un indirizzo fisico o una posizione è un prerequisito da mostrare nei risultati di ricerca locali. Se l’indirizzo della tua attività commerciale non viene aggiornato in Google My Business e in altre directory online, non verrà visualizzato quando un cliente esegue una ricerca “vicino a me” o “in “tipologia attività e località “.

Un’altra cosa che devi assicurarti è che il NAP della tua attività (nome, indirizzo e numero di telefono) sia coerente in tutte le directory online in cui sei visibile. Se ci sono discrepanze, Google molto probabilmente eviterà di elencare la tua attività nel local-3 pack.

Un altro modo per migliorare la SEO locale della tua attività è attraverso le citazioni. Una citazione è quando un sito web di terzi cita la tua attività commerciale come punto di riferimento. Ciò potrebbe contenere il nome, la posizione o le informazioni di contatto della tua attività commerciale. E non richiede un backlink al sito della tua azienda.

Un esempio di citazione potrebbe essere un food-blog che nomina il tuo ristorante come un buon posto dove cenare nella tua  città. Ciò consente a Google di sapere che la tua attività è affidabile e aumenterà le tue probabilità di entrare nell’elenco local-3 pack.

Infine, Google includerà il numero di recensioni che hai quando classifica le attività commerciali locali. Non importa se sono positive o negative. Quindi, se ti capita di riceverne una, ricordati di ringraziare il cliente per aver dato una recensione positiva. Allo stesso tempo, rispondere alle recensioni negative più velocemente ma sempre professionalmente : )

Come impatta il Local SEO sul tuo business?

Se gestisci una piccola impresa, l’ottimizzazione del SEO locale della tua attività può essere estremamente gratificante. Diamo un’occhiata ad alcuni dei vantaggi della SEO locale:

– il local SEO fa si che potenziali clienti a scoprano la tua attività. Molte ricerche locali provengono da persone non locali che sono alla ricerca di un’attività come la tua e, con un’ottima strategia SEO, la tua attività può catturare quel pubblico.

– il local SEO fornisce ai potenziali clienti le informazioni che desiderano e quando lo desiderano. Ad esempio, se il tuo ristorante ha il WiFi gratuito o accetta gli animali domestici, la visualizzazione di tali informazioni nell’ambito del SEO locale attirerà i clienti che cercano proprio queste caratteristiche.

anche se la tua azienda non ha un sito web, la SEO locale può aiutare la tua azienda a spiccare nelle ricerche locali e contribuire a guidare più traffico attraverso i lead online.

– come accennato prima, il 61% delle persone che ha eseguito una ricerca locale ha finito per chiamare l’azienda. L’ottimizzazione della ricerca locale offre ai potenziali clienti ila possibilità di intraprendere questa azione, e questo a sua volta fornisce alla tua azienda lead qualificati che puoi convertire.

– il local SEO aiuta a guidare le decisioni delle persone a favore della tua attività. Più dati hanno sulla tua azienda, più sei affidabile ai loro occhi. Ciò pone una solida base su cui è possibile costruire una relazione con il cliente reciprocamente vantaggiosa.

Ora che sai come il Local SEO può aiutare la tua attività, puoi gestire meglio la tua presenza online e costruire la tua base clienti. Integrare una strategia SEO nel tuo piano marketing non solo darà un boost al tuo Seo locale, ma aumenterà anche la posizione del tuo sito nella classifica organica dei motori di ricerca .

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MarTech: che cos’è e perché è fondamentale per il tuo business – Parte 1 –

La tecnologia – come sappiamo – si evolve rapidamente. Negli ultimi 5 anni c’è stata una crescita esponenziale rispetto a quella dei 25 anni precedenti. Il settore relativamente giovane del MarTechMarketing of Technology – non fa di certo eccezione.

È comprensibile che, navigare nello mondo del MarTech possa sembrare piuttosto impegnativo.

Per questo motivo, abbiamo ideato una serie di post per esplorare il panorama, entrando nel dettaglio degli strumenti e tecniche attualmente sul mercato e sulla loro funzione e utilizzo nelle strategie di marketing e, per rispondere a molte delle domande che i nostri clienti spesso ci pongono, tipo:

  • che cos’è esattamente il MarTech?
  • come si usa il MarTech nel marketing?
  • in che modo il MarTech aiuta i professionisti del marketing?
  • come possono gli esperti di marketing eccellere nel MarTech?

Questo articolo è un’ introduzione sull’argomento dove spieghiamo i concetti chiave del Marketing of Technology.

Che cos’è il MarTech?

Per usare una citazione di John Koetsier,

Ogni tecnologia utilizzata da un marketer per raggiungere un potenziale cliente è martech“.

MarTech, abbreviazione di Marketing Technology,  è semplicemente l’intersezione di Marketing e Tecnologia.

Martech si riferisce a qualsiasi software e strumento tecnologico utilizzato dai professionisti del marketing per pianificare, eseguire, tracciare, misurare e analizzare le campagne di marketing.

Tutto questo su larga scala, in un ambiente multi-touchpoint, omnicanale, principalmente digitale.

Sviluppo e distribuzione del Martech

L’industria MarTech è stata democratizzata dal modello Software-as-a-Service (SaaS), un modello di distribuzione software lanciato da Salesforce nel 1999.

Salesforce ha introdotto questo modello di business in alternativa al costoso CRM “on-site” o a sistemi di CRM customizzati  che solo le grandi aziende potevano permettersi. Salesforce ha rivoluzionato il settore quando ha reso il software CRM disponibile per aziende di diverse dimensioni con un investimento di capitale decisamente minore rispetto al capitale necessario allo sviluppo e alla distribuzione dei software tradizionali.

Da allora, sono entrati nel mercato una moltitudine di prodotti MarTech, servendo diversi settori e diverse aree di marketing. La rapida crescita di MarTech ha consentito ai professionisti del marketing di automatizzare e semplificare molti aspetti delle loro attività di marketing quotidiane.

Oggi, le soluzioni MarTech sul Cloud possono essere soluzioni:

Point (soluzioni focalizzate su un aspetto chiave del MarTech)

Suite (una suite di soluzioni MarTech su un’unica piattaforma). Entrambi hanno i loro pro e contro e una scelta di implementazione dipende davvero dalle esigenze, competenze e budget del marketer.

In generale, l’insieme degli strumenti, piattaforme e soluzioni tecnologiche di marketing che serve e supporta un team di marketing viene definito “MarTech stack”.

Perché il MarTech è importante?

Non si può negare il fatto che l’attività di marketing richieda l’utilizzo di  molta tecnologia.

Una presenza digitale è obbligatoria per i professionisti del marketing per raggiungere i clienti e attirare nuovi acquirenti. Quindi, al fine di gestire tutti i canali e comportamenti in continua evoluzione, gli esperti di marketing e tecnologia hanno creato la cosiddetta “tecnologia di marketing” o martech stack, che gestisce tutto:

a) sitoweb

b) e-mail

c) social media

d) annunci

e) applicazioni

Contrariamente a quanto molti credono, uno martech stack va ben oltre la pianificazione dei social media o le e-mail automatizzate. Numerose tecnologie sono state raggruppate per creare una serie integrata di strumenti in grado di costruire relazioni con i clienti su più canali contemporaneamente.

Il MarTech offre evidenti vantaggi, come

1. l’automazione dei processi

2. il risparmio di tempo per gli operatori del mercato

consentendo di gestire facilmente una moltitudine di canali di marketing.

Le aziende che effettuano investimenti intelligenti e strategici in MarTech sono in grado di creare una suite completa di strumenti che si integrano perfettamente.

Come creare il tuo Martech stack?

Come ogni progetto, iniziativa di investimento o di marketing, la chiarezza sugli obiettivi aziendali deve essere il punto di partenza. Per quanto ovvio possa sembrare, spesso non è così. Ogni singolo progetto martech  deve contribuire a guidare il tuo obiettivo di business, la sua strategia di marketing e l’esperienza del cliente.

Non puoi costruire un piano senza prima conoscere lo stato di avanzamento. Ciò significa fare auditing. Qualunque cosa tu voglia fare devi prima conoscere quali sono le tue attuali competenze e possibilità.

Fatto questo, cerca anche di capire la relazione tra il tuo martech stack e come questo influenzerà il percorso del cliente. Ti consentirà la lungimiranza necessaria per modellarli insieme mentre procedi nella scelta.

Quando deciderai di implementare strumenti di martech, guarda anche alle tue esigenze interne ed esterne. Da un lato l’interno, cioè la tua azienda ossia le persone che devono utilizzare gli strumenti. Dall’altro lato, l’esterno cioè le persone interessate dallo stack, ad esempio i clienti e le parti interessate.

Tra queste parti interessate, potremmo avere anche i dirigenti che desiderano vedere i dati dei report o il team commerciale che cerca di capire meglio le attività di marketing, che li aiuta a raggiungere meglio i potenziali clienti fornendo loro il messaggio giusto.

In sintesi, se stai cercando di cambiare lo stack della tua tecnologia di marketing, tieni presente che il software che scegli ha il potere di influenzare sia il cliente che l’esperienza delle attività interne dell’azienda.

Le 7 categorie dei MarTech tools

Il panorama del MarTech è diffuso in lungo e in largo ed è costituito da innumerevoli strumenti e tecniche. Abbiamo diviso gli strumenti in diverse categorie cercando di mantenere  la classificazione il più semplice possibile.

1. Content Marketing Tools

2. Rich Media Tools

3. Social Media Tools

4. Marketing Automation Platform e Tools

5. Advertising Platform e Tools

6. Sales Enablemet Tools

7. Data e Analytics Platform

Nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio di ogni categoria, descrivendone la funzione e le piattaforme/strumenti che rientrano all’interno di ognuna.

Nel frattempo, se vuoi creare il tuo MarTech stack o migliorare quello attuale, CONTATTACI!

 

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<a href=’https://it.freepik.com/foto-vettori-gratuito/infografica’>Infografica vettore creata da katemangostar – it.freepik.com</a>

 

Google, Facebook, Instagram: le novità digital della settimana

I big del mondo digital non vanno mai in vacanza. Anche la settimana appena trascorsa è stata ricca di novità per Facebook, Instagram e Google.

Scopriamole in dettaglio.

Instagram Reels: in arrivo in oltre 50 Paesi

In un precedente post abbiamo parlato di Instagram Reels, la nuova app, nota come il clone di TikTok, che permette di registrare brevi video della durata di 15 secondi, inserire musica o altre tipologie di audio e condividerli sulla piattaforma.

L’app, in fase di test da fine 2019 inizialmente solo in Brasile, sembra arriverà in oltre 50 Paesi già a partire dai primi di agosto. Un bella accelerazione che potrebbe dare un ulteriore duro colpo all’app cinese TikTok che si è già vista perdere 47 milioni di utenti indiani dopo il divieto del governo di utilizzare l’app, a causa delle tensioni al confine tra i due Paesi.

Non solo. Le recenti dichiarazioni del Segretario di Stato americano circa la valutazione di seguire l’esempio indiano nel vietare TikTok, ha spinto il colosso di Menlo Park a rivedere i piani di distribuzione e anticipare il rilascio della funzionalità, la quale potrebbe essere disponibile già dai primi di agosto.

Riuscirà Instragram Reels a oscurare TikTok?

Messenger e la condivisione schermo su Android e iOS

Il periodo del lockdown, e il conseguente lavoro da remoto, ha notevolmente aumentato l’uso di piattaforme di videoconferenza, la cui peculiarità è stata proprio quella di poter condividere lo schermo del proprio pc o telefono per riunioni più efficaci.

La novità è che, molto presto, questa possibilità arriverà anche sull’app Facebook Messenger per iOS e Android e sarà disponibile per le videochiamate one-to-one, ma anche per quelle di gruppo fino ad un massimo di otto persone.

L’annuncio è arrivato dalla Product Manager Nora Micheva in un post:

“Questa nuova funzione consentirà agli utenti di condividere qualsiasi cosa. Ricordi nella galleria fotografica, acquisti online, feed social media e molto altro ancora, così da avvicinarsi sempre di più ai propri cari anche in un momento in cui siamo tutti più lontani.”

La Micheva ha anche affermato che Facebook aggiungerà presto la possibilità di controllare chi può condividere lo schermo all’interno di Rooms.

Facebook e il possibile blocco degli annunci politici in vista delle elezioni 2020

In risposta alla diffusione di disinformazione e fake news all’interno del social network, sembra che Facebook  stia attualmente valutando un possibile divieto di advertising politico sull’intera piattaforma.

Questa decisione, potrebbe essere stata influenzata anche dal fatto che , nelle ultime settimane, la società è stata presa di mira proprio per non aver cercato di fermare notizie false e discorsi di odio politico.

Le campagne di natura politica portano un grande profitto a Facebook, che ad oggi è lo strumento preferito di diffusione delle informazioni elettorali da parte dei funzionari di governo. Basti pensare che il Presidente Donald Trump ha stanziato oltre 90 milioni di dollari per pubblicizzare la sua campagna di rielezione. In risposta, il candidato democratico Joe Biden ha speso circa 5 milioni di dollari nel corso di pochissimi giorni la scorsa settimana.

Inutile dire che un divieto riguardante gli annunci politici avrebbe un impatto enorme sul fatturato della società, ma allo stesso tempo invierà un segnale molto forte agli utenti ed inserzionisti.

Google rilascia il suo nuovo formato di annunci 3D Swirl

Dopo mesi di test, che hanno coinvolto brand internazionali come Adidas, Belvedere Vodka e Nissan, Google ha annunciato il rilascio del nuovo formato di annunci 3D Swirl a livello globale.

Swirl è una piccola rivoluzione per l’advertising online. Il formato offre agli inserzionisti una rara opportunità di mostrare i prodotti in 3D su dispositivi mobili e consentirà agli utenti di ruotare, ingrandire ed espandere l’unità pubblicitaria.

La società ha dichiarato che “gli annunci Swirl permettono ai brand di illustrare le prestazioni e le caratteristiche uniche di un prodotto. Inoltre, le aziende stanno riscuotendo un grande successo nell’utilizzo di questo nuovo formato per diversi obiettivi di campagna”.

3D Swirl è disponibile già dalla scorsa settimana per tutti i clienti Display & Video 360.

YouTube lancia la nuova dashboard di Analytics for Artists

YouTube è sempre stato un riferimento importante per le persone che desiderano ascoltare la musica. Gli artisti lo sanno fin troppo bene, non a caso molte delle superstar a livello musicale di oggi hanno iniziato a farsi conoscere proprio sulla piattaforma.

Per aiutare gli artisti musicali a vedere le performance complete, YouTube sta lanciando una nuova dashboard di Analytics for Artists, una nuova versione di Analytics che consentirà agli artisti  di vedere diverse nuove metriche, come per esempio in che modo la loro musica viene scoperta dai fan.

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