Instagram, Facebook, Twitter e Google: le novità digital di agosto

Estate, tempo di vacanze ma non per i big del mondo digital che, anche in queste settimane di agosto hanno continuato a far parlare di se.

Vediamo in dettaglio cosa è successo.

Instagram e i post suggeriti alla fine del feed

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Due anni fa, Instagram ha introdotto una notifica che consente agli utenti di sapere quando raggiungono la fine del feed, così da evitare la dipendenza da scorrimento all’infinito.

Ora, la società sta facendo un passettino indietro lanciando i post suggeriti. Si tratta di contenuti di persone che ancora non si seguono e personalizzati per interesse.

Questa mossa ha lo scopo di aumentare l’engagement e il tempo trascorso all’interno dell’app, portando gli utenti a fare scroll più a lungo sullo schermo dello smartphone.

La funzione si attiverà solo dopo essere giunti al termine del proprio feed, pertanto è probabile che questa modifica impatterà particolarmente sugli utenti che seguono un numero limitato di persone.

Facebook e la chat unificata di Instagram e Messenger

Facebook, in passato, ha dichiarato la volontà di unificare le piattaforme di messaggistica istantanea della sua famosa famiglia di app e sembra che il lancio ci sarà a breve.

Pochi giorni fa, diversi utenti hanno ricevuto una notifica all’interno dei DM di Instagram che li avvertiva di un nuovo modo per inviare i messaggi sulla piattaforma, parlando di nuove funzionalità, più reazioni emoji e la possibilità dichattare con gli amici che usano Facebook.

Con questo nuovo aggiornamento, la normale icona DM verrà sostituita dal logo di Facebook Messenger. La feature sembra essere ancora in fase di test e non si hanno ancora notizie del roll out a livello globale.

Arrivano gli eventi a pagamento su Facebook

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Facebook ha lanciato gli eventi online a pagamento: un nuovo strumento volto a creare nuove opportunità di dialogo con la clientela e di monetizzazione, una soluzione flessibile per creare un evento, trovare un pubblico, addebitare l’accesso e ospitare video dal vivo.

Gli eventi online a pagamento, sono una soluzione che consente ad aziende, creator, artisti, educatori ed editori di organizzare eventi e corsi online a pagamento, trattenendo il ricavato.
Attraverso il nuovo strumento, le aziende potranno creare l’evento, promuoverlo presso i loro follower organici o attraverso annunci su Facebook e ricevere i pagamenti tramite il social e anche creare dei segmenti di audience ad hoc da chi ha seguito un evento o un corso. Gli eventi saranno trasmessi tramite Facebook Live.

Tale funzionalità è stata rilasciata in 20 Paesi, tra cui l’Italia, ed è nata per aiutare le aziende, e tutti i titolari di Pagine Business, a monetizzare sulla piattaforma.

Dato il momento molto delicato, Facebook ha dichiarato che per almeno un anno non tratterrà alcuna percentuale dalle transazioni derivanti dalla vendita di eventi online ed il 100% del guadagno andrà alle aziende e ai creators che li terranno.

Google semplifica la ricerca di lavoro, ricette e prodotti

Compiere una ricerca su Google è probabilmente una delle azioni che più facciamo nell’arco della giornata, che sia per i motivi più futili, come la data di nascita di un attore o cantante, o che sia per un’importante ricerca scolastica o per cercare nuovi annunci lavorativi, “googlare” è la prima cosa che ci viene in mente.

Grazie alle schede attività possiamo anche riprendere la ricerca da dove l’avevamo sospesa, senza essere costretti a rincominciare tutto daccapo e ora Big G per mezzo di un suo consueto post sul blog ha dichiarato la sua intenzione di concentrarsi in particolar modo su tre aree di ricerca: lavoro, ricette e acquisti online.

Alla base di questa decisione probabilmente c’è la consapevolezza di quanto queste siano le categorie di informazioni maggiormente richieste e ricercate dagli utenti, e per questo Google ha convenuto di aggiungere nuove funzionalità che vadano a semplificare i passaggi successivi alla ricerca stessa.

Lavoro

Per rimanere sempre al passo con le nuove opportunità di lavoro oppure per avere sempre a portata d’occhio le posizioni già viste o alle quale ci si è candidati, Google ha pensato di mostrare all’interno della scheda delle attività le nuove e più pertinenti offerte in base all’ultima ricerca effettuata.

Ricette

Per quanto riguarda l’aggiornamento della scheda di attività delle ricette, questo è stato pensato per far visualizzare all’utente le ricette sempre correlate alla ricerca effettuata e che sono state recentemente consultate, di cui verrà fornita anche una piccola anteprima.

Shopping

Nel momento di scelta di un prodotto da acquistare le recensioni e gli articoli in merito aiutano non poco nel processo di acquisto. Ed è così che entra in gioco Google Search che con la nuova scheda attività offre agli utenti la possibilità confrontare tutti i prodotti verso cui hanno mostrato interesse così da poter valutare e ponderare la propria decisione molto più velocemente.

In arrivo Google Search Console Insights Tool per i Content Creator

Il nuovo strumento Search Console Insights permette ai Content Creator di ottenere statistiche sempre aggiornate dedicate ai propri contenuti sul Web.

Grazie a questo tool, tutti coloro che dispongono di un blog saranno in grado di comprendere quali sono i contenuti con rendimento migliore, come si comportano i nuovi articoli e come le persone arrivano sul sito specifico di destinazione. Ma non è tutto, come per Search Console sarà possibile verificare le query principali di atterraggio e molto altro ancora.

Search Console Insights è in beta chiusa ed è disponibile solo per un numero ristretto di utenti che hanno ricevuto un’email ufficiale da parte di Google.

Arrivano i biglietti da visita in Search per i professionisti

La ricerca di personaggi famosi su Google è piuttosto semplice, poiché già in Search è possibile visualizzare una vasta gamma di informazioni verificate. Ma cosa succede se si ricerca qualcuno di sconosciuto?

Se si tratta di un professionista o un artista, è probabile che disponga di un sito Web e sia attivo sui social media. In questo caso, come  è ovvio che sia, le informazioni saranno sparse tra diversi siti Web e l’utente che effettua la ricerca dovrà perdere molto tempo per metterle insieme.

Per risolvere questo problema, Google sta lanciando una nuova funzionalità di biglietto da visita in Search. Come spiega l’azienda in un suo recente annuncio:

“La feature permette di creare un biglietto da visita virtuale, in cui i professionisti potranno mettere in evidenza il sito Web esistente, i profili social sui quali desiderano portare gli utenti e altre informazioni.”

Twitter lancia la sua nuova API ridisegnata

In arrivo una buona notizia per gli sviluppatori che utilizzano l’API di Twitter. L’API v2 della piattaforma è stata lanciata ufficialmente nei giorni scorsi, con quasi un mese di ritardo a causa dell’hacking di luglio.

La nuova API di Twitter è il più grande aggiornamento di questi ultimi 8 anni ed è stata ricostruita da zero per fornire nuove funzionalità più velocemente.

Il feedback degli sviluppatori è stato determinante nella creazione e la nuova API risulta essere più pulita e facile da utilizzare, con funzionalità quali la possibilità di specificare i campi restituiti o di recuperare più Tweet dalle conversazioni all’interno della stessa risposta. Ma non solo, la stessa offre feature molto richieste come i thread di conversazioni, i risultati dei sondaggi, i Tweet bloccati, il filtro antispam e molto altro.

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SEO Trend 2020: come si stanno evolvendo i motori di ricerca

SEO Trend 2020: come si stanno evolvendo i motori di ricerca

Quali saranno le strategie e le tecniche SEO con cui dovremo fare i conti? Come si stanno evolvendo i motori di ricerca e quali sfide dobbiamo prepararci ad affrontare?

1 – Com’è cambiato l’algoritmo di Google

Google, il motore di ricerca più usato al mondo, che ogni giorno gestisce 5,4 miliardi di ricerche sul Web, modifica periodicamente i propri algoritmi, inserendo correzioni e aggiustamenti.

Ma questa volta, le novità introdotte sono significative e minacciano di rivoluzionare il modo di fare SEO.

BERT

A fine 2019, Google ha introdotto BERT, la più importante modifica agli algoritmi del suo motore di ricerca finora apportata, con l’obiettivo di recepire nel miglior modo possibile il significato delle richieste che l’utente digita quando cerca qualcosa online.

Il cambiamento ha influito su circa il 10% delle pagine dei risultati, con modifiche sostanziali all’ordine dei link mostrati.

A detta di Google, il nuovo sistema offre un servizio migliore, soprattutto quando vengono utilizzate intere frasi come chiavi di ricerca, rendendo più naturale e spontanea la formulazione delle richieste sul suo motore di ricerca.

Cos’è BERT e come funziona

BERT è l’abbreviazione di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, un sistema per l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per trattare automaticamente le informazioni scritte – e parlate – in una lingua naturale, proprio come se gli utenti dialogassero tra di loro.

Il sistema funziona tramite una rete neurale artificiale, un modello al computer che imita il più possibile il funzionamento dei neuroni e il modo in cui comunicano e collaborano tra loro.

I ricercatori sono partiti dai risultati ottenuti negli ultimi anni, da Google, nel campo delle intelligenze artificiali, sviluppando alcuni processi informatici che gestiscono le parole in una frase mettendole in relazione tra loro, anziché gestirle singolarmente come di fatto è avvenuto finora.

I modelli basati su BERT prendono in considerazione l’intero contesto in cui è stata utilizzata una parola, ricostruendolo e analizzando le altre parole presenti nella frase. Un meccanismo, questo, che conduce a un’interpretazione più accurata del senso della frase, migliorando, di riflesso, la qualità della risposta, data dai link nella pagina dei risultati del motore di ricerca.

In sintesi, il nuovo algoritmo appare più accurato nel mettere in relazione tra loro le parole, rendendo più pratica e semplice la ricerca delle cose online.

Senza contare, che il nuovo sistema potrà rilevarsi utile per le ricerche vocali, tramite l’Assistente Google, l’assistente vocale che fornisce direttamente informazioni tramite Android o i dispositivi “intelligenti” per la casa.

2 – Vocal Search

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Gli esperti SEO più pionieristici, che da tempo lavorano sulle ricerche vocali studiando su Alexa e Google Assistant, concordano sul fatto che le Adv, i sistemi, le infrastrutture stanno procedendo in direttissima verso questa direzione.

Arrivare primi sulle ricerche vocali comporta inevitabilmente arrivare primi anche sulle SERP in maniera determinante, scalzando i competitor maggiormente ancorati al vecchio modo di fare SEO.

Basti pensare che il 20% degli utenti mobile esegue già una ricerca vocale sui propri dispositivi.

I contenuti del tuo sito per soddisfare i criteri delle vocal search devono rispondere esattamente a una domanda, contenendo la domanda che l’utente porrà all’assistente vocale e la risposta a essa connessa. Sono molto apprezzate, inoltre, le liste strutturate in bullets points.

I primi contenuti su cui vale la pena lavorare in quest’ottica devono essere quelli già ben posizionati, perché pare proprio che Google prediliga attivare l’assistente locale su pagine valide dal punto di vista qualitativo e pertanto presenti almeno nei primi tre risultati di ricerca, soprattutto quando è già attivato uno snippet feedback.

3 – Visual Search

SEO TREND 2020: le visual search

In un mondo sempre più social addicted, le immagini la fanno sempre più da padrone.

Prendiamo ad esempio  Google Lens, uno strumento già ampiamente utilizzato, capace di offrirti una risposta su circa 1 miliardo di oggetti: la traduzione di un cartello di un paese straniero, informazioni su un monumento, una strada o un negozio o ancora la ricetta e le proprietà nutrizionali di un piatto.

Come deve essere un’immagine per essere funzionale alla visual search?

Per rispondere efficacemente ai criteri della visual search, un’immagine deve essere il più corrispondente possibile a ciò che vuole comunicare, senza metafore: se cerchi una lampada, devi trovare l’immagine di una lampada.

I criteri a cui prestare attenzione sono:

  • Posizionamento dell’immagine nella parte alta della pagina.
  • Ranking e autorevolezza della pagina in cui è contenuta l’immagine
  • Ottimizzazione della Query di ricerca nel nome dell’immagine, nel titolo e nel tag alt
  • Utilizzo di un appropriato Markup dei dati strutturati a correlazione dell’immagine.

4 – Ricerche Locali

Anche la SEO local sta prendendo rapidamente piede, soprattutto ora che, archiviato il fallimento di Google Plus, Mountain View ha deciso di puntare su  Google My Business.

Questo strumento, che ti consente di aprire un profilo gratuito della tua attività, allo scopo di metterti in contatto facilmente con i clienti sulla Rete di Ricerca Google e Google Maps, ha visto di recente:

  • Un totale restyling dei local pack, sempre più ricchi e completi.
  • Una sempre maggiore importanza riservata alle immagini, con tanto di caroselli di foto.
  • La possibilità di pubblicare post, iniziative e notizie per arricchire di informazioni utili il proprio profilo.
  • Ads sviluppate sui servizi locali.
  • Badge di garanzia rilasciati direttamente da Google.
  • Possibilità di acquistare biglietti per attrazioni turistiche.

Fino a qui, appare evidente lo spostamento del trend sugli utenti, con focus sui loro bisogni reali, in quanto persone.

Da ciò si deduce la necessità di dare sempre più valore ai contenuti di alta qualità.

5 – Link Building & Brand Building

E se parliamo di contenuti non possiamo non toccare un punto fondamentale della SEO, la Link Building, da alcuni esperti del settore considerata una tecnica paleozoica.

In realtà, la link building contribuisce sempre di più ad aumentare il valore di un dominio e, se fatta bene, il posizionamento su Google di un sito web.

Se BIG G valuta il tuo sito autorevole – e di conseguenza il brand che ne viene veicolato – lo fa anche grazie ad altri siti altrettanto autorevoli che “parlano” di te.

Ma attenzione, perché il modo di fare Link Building si è evoluto adattandosi ai cambiamenti dell’algoritmo di Google, sempre più abile nel captare link messi lì a caso e scarsamente contestualizzati.

Sia il contenuto in cui è presente il link, sia il sito a cui questo rimanda, devono essere di valore, apportando informazioni utili e reali agli utenti.

Google premia sempre più la naturalezza perché conosce le nuove esigenze degli utenti del web, peraltro non più così ingenui come un tempo da abboccare facilmente ai trabocchetti che erano soliti utilizzare i guru improvvisati della SEO.

Programmare la strategia SEO partendo dai contenuti

Una strategia SEO efficace non può prescindere dai contenuti, ma anzi deve proprio partire da questi.

Se il tuo obiettivo è portare in alto il tuo Brand, attraverso la sua presenza online, devi tenere conto necessariamente di questi elementi:

  • Branding: valorizzare sempre il brand.
  • Esperienza dei clienti/utenti.
  • Storytelling: raccontare una storia nella sua evoluzione.
  • Parlare la lingua dei tuoi clienti/utenti.
  • Ascoltare e comprendere il tuo target di riferimento, anticipandone le esigenze.
  • Rendere sempre più agevole la fruizione del tuo prodotto/servizio.
  • Essere più umano e meno attento ai numeri.

 

Hai bisogno di supporto per la tua strategia SEO? Scopri come possiamo aiutarti! 

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Google, FB e IG: le big news della settimana

Google, Facebook e Instagram: news settimana

Settimana calda questa del 16-20 dicembre che vede come protagonisti ancora una volta Facebook e Google che sembrano inarrestabili in fatto di aggiornamenti e novità.

Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Facebook introduce nuove metriche in Ads Manager

Il social ha annunciato il lancio di due novità per aiutare gli inserzionisti a comprendere meglio il rendimento delle proprie campagne e migliorare la strategia pubblicitaria riuscendo a capire meglio attraverso un’analisi dei dati demografici e della provenienza delle conversioni.

Stiamo parlando di una funzione di reportistica cross-account e uno strumento per la costruzione di metriche customizzate.

I cross-account reporting – come spiega Facebook nel suo blog – consentono di mostrare metriche di misurazione (come reach, impression e conversioni) tra molteplici profili, fornendo,  “un one-stop-shop per una reportistica chiara e concisa delle performance del vostro business, e vi consentirà di risparmiare quel tempo che prima era impiegato a costruire manualmente i report”.

Lo strumento mostra anche le reach de-duplicate, ossia gli utenti unici raggiunti attraverso i vari account e campagne, in modo tale da rendere più facile per l’inserzionista capire quali utenti sta raggiungendo con una campagna e se il suo targeting è accurato.

La funzione di costruzione di metriche customizzate consente invece ai brand di progettare e salvare metriche di misurazione personalizzate. “Questo strumento – spiega Facebook – rende più fluido il processo di valutazione e ottimizzazione delle campagne, consentendovi di costruire reportistiche tagliate sui vostri specifici obiettivi di business”.

Inoltre, dopo il lancio dei percorsi di conversione all’inizio di quest’anno, oggi Facebook sta lanciando dei report sugli stessi. Secondo uno studio commissionato nel 2018 dall’azienda ad Ipsos , gli acquirenti hanno una grande varietà di canali per compiere un acquisto e, per capire meglio se stai raggiungendo i tuoi potenziali clienti, tutti gli inserzionisti dovrebbero avere un’idea dei percorsi di conversione. Pertanto, questi nuovi report, consentono di visualizzare i publisher più frequenti tra canali e dispositivi, aiutando ad identificare dei funnel più efficaci.

Cos’è Instagram Photo Booth?

Rimanendo in casa Facebook, Instagram sta testando una nuova funzionalità riservata al formato Stories: una sorta di Photo Booth il cui nome sarà Poses. La nuova funzionalità è stata scoperta da Jane Manchun Wong, la quale ha pubblicato un tweet per mostrarne il funzionamento.

Questa nuova funzione scatta una serie di immagini, ognuna a tre secondi di distanza, che possono essere unite in un video in stop-motion da condividere come Storia. Ma bisogna vedere se la feature sarà rilasciata ufficialmente, perché Instagram non ha ancora annunciato la novità.

Google BERT arriva in tutto il mondo

Ne avevamo già parlato in un nostro recente articolo. BERT, acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers è un algoritmo con intelligenza artificiale che cambierà l’intero sistema di ricerca di Google.

Google, via Twitter, ha annunciato che l’algoritmo BERT è ora disponibile in tutto il mondo.

Grazie a BERT sarà possibile comprendere meglio i risultati di ricerca effettuate dagli utenti. L’intelligenza artificiale, infatti, potrà analizzare una parola in relazione a tutte le altre presenti in una frase, in modo da avere una comprensione superiore del contesto in cui viene pronunciata.

Con questo algoritmo, il motore sarà in grado quindi di contestualizzare una parola andando a interpretare una frase per il suo vero senso.

 Rilasciato in un primo momento solo negli Stati Uniti,  ha interessato circa il 10% delle ricerche e ci si aspetta un risultato molto simile anche a livello globale.

 

Google testa il package tracking nei risultati di ricerca

Google sta lavorando all’integrazione del monitoraggio delle spedizioni direttamente all’interno dei risultati di ricerca, consentendo agli utenti di ottenere le informazioni che necessitano, senza visitare il sito web del corriere. Le persone potranno quindi inserire il numero di tracciamento all’interno della barra di ricerca Google e scoprire così lo stato del loro ordine.

Come dichiarato dallo stesso Google, “le persone entrano spesso all’interno della ricerca Google per cercare le informazioni sul tracking. Per far sì che gli utenti trovino subito quello che cercano, abbiamo creato una nuova funzione per il tracciamento dei pacchi che consente ai corrieri di mostrare lo stato delle spedizioni direttamente su Google Search”.

Questa funzione diminuirebbe il traffico verso i siti web dei corrieri, per questo, ogni azienda potrà aderire in maniera volontaria. Saranno quindi disponibili nella Search di Google, solo i tracking dei corrieri che hanno aderito al servizio.

 

Google inserisce le immagini negli annunci

Non sembrerebbe una grande novità, in realtà lo è perché non si tratta di estensioni per caricare immagini, ma le stesse verranno prelevate in maniera automatica dalla landing page o sito web di riferimento.

La funzionalità, al momento, è una beta riservata a pochi (infatti Google non ha ancora annunciato nulla di ufficiale).  Per scoprire se si è parte del progetto, bisogna entrare nel proprio account Google ADS e verificare se vi è il tasto “attiva estensioni di immagine”. Con questo automatismo sarà fondamentale avere immagini ottimizzate dal punto di vista SEO sul proprio sito web.

 

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