Facebook, Instagram, Google: le novità digital della settimana

Anche questa settimana i giganti del mondo digital non si sono risparmiati quanto a novità nuovi lanci.

Facebook testa le pagine senza il conteggio dei like, così come il Face ID sulle chat di messenger. Instagram lancia la nuova feature di raccolta fondi personale e il laboratorio Area 120 di Google lancia Shoploop, una nuova piattaforma per lo shopping video.

Ma vediamoli in dettaglio.

Arriva il nuovo design di Facebook senza i like counter

La scorsa settimana Facebook ha iniziato un nuovo test che prevede un nuovo design delle pagine senza il conteggio dei “Mi Piace”. Il test ha preso il via con alcuni personaggi pubblici tra cui attori, autori, gruppi musicali e alcune Pagine Aziendali.

Facebook ha affermato che, soprattutto durante la pandemia, sono aumentati i personaggi pubblici e le aziende che utilizzano la piattaforma per connettersi con le proprie community. Da ciò, la decisione di implementare nuove funzionalità per facilitare l’utilizzo dei profili Business.

Il nuovo design offre un layout più pulito ed intuitivo e semplifica l’accesso alle sezioni biografia, post e altre informazioni.

L’immagine rappresenta la differenza tra il vecchio e il nuovo design.

facebook testa nuovo design senza conteggio like

Quindi il nuovo design mostra solo il numero dei follower e il tasto “Segui”.

Quello che rimane, sono i mi piace ai singoli post.

Le pagine che fanno parte del gruppo di test hanno accesso a un nuovo feed di notizie che semplifica la visualizzazione di ciò che gli altri condividono e la partecipazione alle conversazioni. Ad esempio, le pagine di Facebook ora possono commentare e pubblicare attraverso l’app di Facebook come una pagina.

Il nuovo design semplifica inoltre l’accesso e la navigazione di numerosi strumenti di amministrazione e approfondimento.

Facebook Messenger supporta ora Face ID di Iphone

Facebook sta aggiungendo un ulteriore livello di privacy per Messenger su dispositivi iOS. La nuova funzione si chiama App Lock e consente agli utenti di mantenere più sicuri e riservati i propri messaggi e le chat personali. Con il supporto ai sistemi di autenticazione di iPhone è quindi ora possibile richiedere l’autenticazione per accedere all’app.

Questo significa che non è possibile proteggere e rendere privati singoli messaggi e chat, ma solo ed esclusivamente l’intera app e tutti i suoi contenuti.

La funzione non è attivata di default, ma è l’utente che deve provvedere a farlo, accedendo al nuovo menu Privacy.

Instagram: Shop approda nella sezione Esplora

Dopo il recente lancio di Shop, Instagram sta ora inserendo la funzione all’interno della sezione Esplora.

Al momento, la feature è disponibile solo negli Stati Uniti. La società ha però affermato che verrà lanciata a livello globale nelle prossime settimane.

Instagram Shop consente agli utenti di scoprire le ultime tendenzeottenere consigli personalizzati e visualizzare in anteprima i lanci esclusivi dei brand preferiti. Dalla sezione Esplora sarà possibile navigare tra i diversi contenuti ed effettuare l’acquisto.

Per ora, come già annunciato da tempo, solo gli utenti US potranno effettuare il checkout in-platform attraverso Facebook Pay. Instagram addebiterà una commissione per tutti gli acquisti effettuati sulla sua piattaforma.

Arrivano le raccolte fondi personali su Instagram

Già da tempo, su Facebook è possibile creare delle raccolte fondi per cause personali. Ora la società sta implementando una funzione molto simile anche su Instagram, diversa dall’adesivo di donazione che consente agli utenti di raccogliere fondi per cause ufficiali e organizzazioni non-profit.

Questa nuova feature è già in fase di test, solo per un gruppo selezionato di utenti, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Irlanda.

Facebook ha spiegato che dall’inizio del 2020 sono stati raccolti oltre 65 milioni di dollari, a livello globale, per cause come la recente pandemia da COVID-19 e per la giustizia razziale. Inoltre, la società ha affermato che le donazioni su Instagram sono raddoppiate negli ultimi 30 giorni.

Questo trend spiega perché Facebook ha deciso di estendere la capacità di organizzare raccolte fondi personali anche su Instagram.

Google Area 120 lancia Shoploop, una nuova piattaforma per lo shopping video

Si chiama Shoploop, ed è la nuova app del laboratorio Area 120 di Google che offre un modo innovativo di fare acquisti online.

Tra le sue diverse funzioni, Shoploop consente agli utenti di scoprire nuovi prodotti attraverso brevi video, rendendo il processo molto più interattivo rispetto al classico scorrimento di immagini, titoli e descrizioni di qualsiasi sito e-commerce.

I video su Shoploop durano meno di 90 secondi e il loro obiettivo è quello di aiutare gli utenti nel processo di acquisto, con informazioni provenienti da persone reali e che consentono di visionare al meglio i prodotti.

L’app, per ora disponibile solo negli Stati Uniti, è attualmente focalizzata sui Creators, editor e proprietari di e-commerce che operano nel settore beauty. L’obiettivo futuro è quello di fornire una piattaforma globale che faciliti gli acquisti online tramite video.

 

MarTech: che cos’è e perché è fondamentale per il tuo business – Parte 1 –

La tecnologia – come sappiamo – si evolve rapidamente. Negli ultimi 5 anni c’è stata una crescita esponenziale rispetto a quella dei 25 anni precedenti. Il settore relativamente giovane del MarTechMarketing of Technology – non fa di certo eccezione.

È comprensibile che, navigare nello mondo del MarTech possa sembrare piuttosto impegnativo.

Per questo motivo, abbiamo ideato una serie di post per esplorare il panorama, entrando nel dettaglio degli strumenti e tecniche attualmente sul mercato e sulla loro funzione e utilizzo nelle strategie di marketing e, per rispondere a molte delle domande che i nostri clienti spesso ci pongono, tipo:

  • che cos’è esattamente il MarTech?
  • come si usa il MarTech nel marketing?
  • in che modo il MarTech aiuta i professionisti del marketing?
  • come possono gli esperti di marketing eccellere nel MarTech?

Questo articolo è un’ introduzione sull’argomento dove spieghiamo i concetti chiave del Marketing of Technology.

Che cos’è il MarTech?

Per usare una citazione di John Koetsier,

Ogni tecnologia utilizzata da un marketer per raggiungere un potenziale cliente è martech“.

MarTech, abbreviazione di Marketing Technology,  è semplicemente l’intersezione di Marketing e Tecnologia.

Martech si riferisce a qualsiasi software e strumento tecnologico utilizzato dai professionisti del marketing per pianificare, eseguire, tracciare, misurare e analizzare le campagne di marketing.

Tutto questo su larga scala, in un ambiente multi-touchpoint, omnicanale, principalmente digitale.

Sviluppo e distribuzione del Martech

L’industria MarTech è stata democratizzata dal modello Software-as-a-Service (SaaS), un modello di distribuzione software lanciato da Salesforce nel 1999.

Salesforce ha introdotto questo modello di business in alternativa al costoso CRM “on-site” o a sistemi di CRM customizzati  che solo le grandi aziende potevano permettersi. Salesforce ha rivoluzionato il settore quando ha reso il software CRM disponibile per aziende di diverse dimensioni con un investimento di capitale decisamente minore rispetto al capitale necessario allo sviluppo e alla distribuzione dei software tradizionali.

Da allora, sono entrati nel mercato una moltitudine di prodotti MarTech, servendo diversi settori e diverse aree di marketing. La rapida crescita di MarTech ha consentito ai professionisti del marketing di automatizzare e semplificare molti aspetti delle loro attività di marketing quotidiane.

Oggi, le soluzioni MarTech sul Cloud possono essere soluzioni:

Point (soluzioni focalizzate su un aspetto chiave del MarTech)

Suite (una suite di soluzioni MarTech su un’unica piattaforma). Entrambi hanno i loro pro e contro e una scelta di implementazione dipende davvero dalle esigenze, competenze e budget del marketer.

In generale, l’insieme degli strumenti, piattaforme e soluzioni tecnologiche di marketing che serve e supporta un team di marketing viene definito “MarTech stack”.

Perché il MarTech è importante?

Non si può negare il fatto che l’attività di marketing richieda l’utilizzo di  molta tecnologia.

Una presenza digitale è obbligatoria per i professionisti del marketing per raggiungere i clienti e attirare nuovi acquirenti. Quindi, al fine di gestire tutti i canali e comportamenti in continua evoluzione, gli esperti di marketing e tecnologia hanno creato la cosiddetta “tecnologia di marketing” o martech stack, che gestisce tutto:

a) sitoweb

b) e-mail

c) social media

d) annunci

e) applicazioni

Contrariamente a quanto molti credono, uno martech stack va ben oltre la pianificazione dei social media o le e-mail automatizzate. Numerose tecnologie sono state raggruppate per creare una serie integrata di strumenti in grado di costruire relazioni con i clienti su più canali contemporaneamente.

Il MarTech offre evidenti vantaggi, come

1. l’automazione dei processi

2. il risparmio di tempo per gli operatori del mercato

consentendo di gestire facilmente una moltitudine di canali di marketing.

Le aziende che effettuano investimenti intelligenti e strategici in MarTech sono in grado di creare una suite completa di strumenti che si integrano perfettamente.

Come creare il tuo Martech stack?

Come ogni progetto, iniziativa di investimento o di marketing, la chiarezza sugli obiettivi aziendali deve essere il punto di partenza. Per quanto ovvio possa sembrare, spesso non è così. Ogni singolo progetto martech  deve contribuire a guidare il tuo obiettivo di business, la sua strategia di marketing e l’esperienza del cliente.

Non puoi costruire un piano senza prima conoscere lo stato di avanzamento. Ciò significa fare auditing. Qualunque cosa tu voglia fare devi prima conoscere quali sono le tue attuali competenze e possibilità.

Fatto questo, cerca anche di capire la relazione tra il tuo martech stack e come questo influenzerà il percorso del cliente. Ti consentirà la lungimiranza necessaria per modellarli insieme mentre procedi nella scelta.

Quando deciderai di implementare strumenti di martech, guarda anche alle tue esigenze interne ed esterne. Da un lato l’interno, cioè la tua azienda ossia le persone che devono utilizzare gli strumenti. Dall’altro lato, l’esterno cioè le persone interessate dallo stack, ad esempio i clienti e le parti interessate.

Tra queste parti interessate, potremmo avere anche i dirigenti che desiderano vedere i dati dei report o il team commerciale che cerca di capire meglio le attività di marketing, che li aiuta a raggiungere meglio i potenziali clienti fornendo loro il messaggio giusto.

In sintesi, se stai cercando di cambiare lo stack della tua tecnologia di marketing, tieni presente che il software che scegli ha il potere di influenzare sia il cliente che l’esperienza delle attività interne dell’azienda.

Le 7 categorie dei MarTech tools

Il panorama del MarTech è diffuso in lungo e in largo ed è costituito da innumerevoli strumenti e tecniche. Abbiamo diviso gli strumenti in diverse categorie cercando di mantenere  la classificazione il più semplice possibile.

1. Content Marketing Tools

2. Rich Media Tools

3. Social Media Tools

4. Marketing Automation Platform e Tools

5. Advertising Platform e Tools

6. Sales Enablemet Tools

7. Data e Analytics Platform

Nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio di ogni categoria, descrivendone la funzione e le piattaforme/strumenti che rientrano all’interno di ognuna.

Nel frattempo, se vuoi creare il tuo MarTech stack o migliorare quello attuale, CONTATTACI!

 

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Ottimizzazione Tasso di Conversione: le principali best practices

Nel precedente articolo abbiamo spiegato cosa significa l’ottimizzazione del tasso di conversione (Conversion Rate Optimization – CRO) e quali vantaggi un sito web ricava nell’attuare tale ottimizzazione.

Oggi vediamo più nel dettaglio quali possono essere le principali tattiche da mettere in atto per una strategia di CRO.

1. Un’esperienza personalizzata sul tuo sito web

In un momento, come quello del mercato di oggi, in cui sia i rivenditori che le aziende B2B stanno facendo a gara per distinguersi, non puoi permetterti di offrire un’esperienza sul tuo sito che sia generica e uguale per tutti gli utenti.

Certo, l’esperienza sul tuo sito potrebbe essere piacevole, ma questo non è sufficiente. È importante che il tuo sito si distingua dagli altri per avere più possibilità, rispetto ai concorrenti, di convertire i clienti in target.

Secondo uno studio di Accenture:

  • il 65% dei consumatori ha maggiori probabilità di acquistare da retailer che conoscono la loro cronologia degli acquisti.
  • il 58% dei consumatori ha maggiori probabilità di effettuare un acquisto quando riceve consigli in base alle proprie preferenze o agli acquisti precedenti.
  • il 65% ha maggiori probabilità di acquistare di rivenditori che offrono loro promozioni personalizzate pertinenti.

Sempre più esperti di marketing stanno iniziando a capire l’importanza di offrire un’esperienza personalizzata agli utenti.

Evergage afferma che l’88% degli esperti di marketing ritiene che i propri clienti o potenziali clienti si aspettano un’esperienza personalizzata. Un sorprendente 96% concorda anche sul fatto che la personalizzazione li aiuta a migliorare le relazioni con i clienti.

Lo stesso studio ha anche scoperto che il principale vantaggio della personalizzazione in-app o del sito web è l’ottimizzazione del tasso di conversione.

Il secondo più grande vantaggio è una migliore esperienza del cliente, seguita da un maggiore coinvolgimento dei visitatori.

La personalizzazione aiuta anche in molti altri aspetti come migliorare la percezione del proprio brand, ridurre il tasso di abbandono, ecc.

Esistono molti modi per personalizzare l’esperienza dei visitatori sul tuo sito web: puoi segmentare i tuoi visitatori in base a posizione, dati demografici, comportamento di navigazione, ecc. E poi puoi utilizzare questi segmenti per creare landing page personalizzate, offerte, prezzi, consigli e altro ancora.

2. Fornisci risposte rapide agli acquirenti

Le persone che acquistano online tendono a farlo perché è conveniente. Non vogliono perdere tempo recandosi in un negozio quando possono ottenere ciò di cui hanno bisogno comodamente da casa.

Pertanto, va da se che questi acquirenti si aspetterebbero anche di trovare rapidamente ciò che vogliono e di acquistarlo senza problemi. Quando questo non succede, la frustrazione che ne deriva molto probabilmente provocherà una perdita di opportunità di conversione.

Tienilo a mente durante la pianificazione della tua strategia di ottimizzazione del tasso di conversione.

Un sondaggio condotto negli USA dal Pew Research Center ha rilevato che avere la possibilità fare domande e ricevere risposte chiare e veloci è importante per l’83% degli adulti quando acquistano qualcosa che non hanno mai acquistato prima.

È importante avere le risposte a tutte le domande possibili nella pagina delle FAQ in quanto lo stesso studio ha rilevato che gli utenti preferiscono non chiamare l’azienda.

Rispetto alle FAQ, è preferibile anche comunicare via chat (soprattutto per i millenials) perché ciò consente di risparmiare tempo ottenendo risposte veloci e in tempo reale.

Quindi è chiaro che una delle migliori pratiche per l’ottimizzazione del tasso di conversione è quella di aiutare gli acquirenti fornendo risposte rapide. Non farti chiamare. Fornisci invece risposte all’istante.

Questa strategia di ottimizzazione del tasso di conversione potrebbe funzionare sia per le aziende B2C che per le aziende B2B nel migliorare l’esperienza dei visitatori e favorire le conversioni.

Il supporto della live chat può essere quindi un’aggiunta chiave al tuo sito se desideri aumentare le vendite. Fornendo risposte rapide rendi più semplice la scelta del prodotto da acquistare.

Anche se i tuoi operatori non sono disponibili per chattare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, puoi comunicare chiaramente le ore durante i quali sono disponibili e, poi anche invogliare gli utenti a lasciare un messaggio in modo che gli operatori possano rispondere al più presto non appena tornano online.

3. Implementa efficacemente gli UGC

La fiducia è un fattore importante per l’ottimizzazione del tasso di conversione. Puoi ottimizzare le tue pagine web con dichiarazioni e contenuti per dimostrare che le persone possono fidarsi di te e che il tuo prodotto è valido. Ma questo non basta.

Le persone tendono a fidarsi più di altri clienti che delle tue affermazioni. Quindi devi validare le tue qualità e caratteristiche dei tuoi prodotti attraverso i contenuti generati dagli utenti (UGC).

In effetti, sempre il Pew Reasearch Center ha scoperto che l’82% degli utenti ha letto valutazioni e recensioni di altri clienti prima di acquistare qualcosa online per la prima volta.

Ma è probabile che questo tu lo sappia già e che hai già attive recensioni e valutazioni nelle pagine dei tuoi prodotti. Questo potrebbe funzionare abbastanza bene da generare una discreta quantità di conversioni.

Tuttavia, potresti concentrarti ulteriormente su come visualizzare i contenuti generati dagli utenti per l‘ottimizzazione del tasso di conversione. Oltre al solito metodo di visualizzare recensioni e valutazioni, puoi optare per contenuti visivi generati dall’utente.

Secondo uno studio di Olapic:

  • uno su quattro intervistati ha acquistato un prodotto dopo averlo visto descritto nei contenuti generati dagli utenti;
  • il 56% degli intervistati ha maggiori probabilità di acquistare un articolo dopo averlo visto in un’immagine (positiva e in linea con loro) generata dall’utente;
  • il 52% degli intervistati afferma che le foto sono la forma più interessante di contenuti generati dagli utenti.

Questi numeri suggeriscono che i contenuti visivi generati dall’utente possono migliorare significativamente la strategia di ottimizzazione del tasso di conversione.

Pertanto un suggerimento che possiamo darti, è quello di inserire le foto inviate dagli utenti tramite i social media sulle pagine dei tuoi prodotti o sulla tua home page.

Sebbene non sia ancora una strategia ampiamente utilizzata, è una delle migliori pratiche che può aiutarti a superare rapidamente i tuoi competitor.

Se sei un’azienda B2B e desideri visualizzare contenuti generati dagli utenti, prova ad aggiungere foto dei tuoi clienti accanto alle loro recensioni o testimonianze. Questa strategia di ottimizzazione del tasso di conversione fornisce una prova reale del fatto che i tuoi servizi sono apprezzati.

4. Ottimizza la pagina di Checkout

La tua pagina di checkout è uno degli elementi cruciali nella tuo funnel di vendita. È la pagina che determina se si chiude o meno la vendita.

Anche se un acquirente è riuscito ad arrivare fino in fondo, ci sono buone probabilità che possa ancora cambiare idea se qualcosa va storto nella pagina di pagamento.

In effetti, il Baymard Institute ha riscontrato che i rivenditori di e-commerce registrano un tasso medio di abbandono del carrello di quasi il 70%.

Ciò dimostra che molti retailer potrebbero non aver fatto abbastanza per garantire che le loro pagine di pagamento siano ottimizzate per le conversioni. Pertanto, è fondamentale che la strategia di ottimizzazione del tasso di conversione implichi anche l’ottimizzazione della pagina di pagamento.

Secondo lo studio del Baymard Institute, il motivo principale dell’abbandono del carrello riguarda i costi extra troppo elevati.

Ciò suggerisce che la maggior parte dei retailer non riesce ancora a visualizzare correttamente i costi aggiuntivi dei prodotti prima che i clienti aggiungano gli articoli ai loro carrelli. Sebbene ciò possa essere incontrollabile e ingestibile per molti rivenditori, prova a cercare un modo per essere più trasparente sui costi aggiuntivi.

I tuoi sforzi di ottimizzazione del tasso di conversione dovrebbero concentrarsi sull’evidenziare in maniera funzionale e corretta i costi di spedizione. Ad esempio, se hai un costo di spedizione forfettario, assicurati di visualizzarlo. Oppure, se hai un requisito minimo per la spedizione gratuita, assicurati di visualizzare i termini in modo chiaro e visibile.

Puoi visualizzarlo come banner o puoi anche inserirli accanto ai dettagli dei prezzi dei prodotti visualizzati. Molti grandi brand hanno utilizzato questa best practice per l’ottimizzazione del tasso di conversione con risultati fenomenali (vedi Amazon per esempio).

Un altro motivo frequente per l’abbandono del carrello è un processo di checkout troppo lungo o complicato che spesso comporta la creazione obbligatoria di un account.

Per ottimizzare la pagina di pagamento, assicurati di ridurre il numero di passaggi necessari per completare un acquisto. Inizia eliminando la necessità di creare un account e introdurre un’opzione di pagamento “ospite”. Se questo non è praticabile per il tipo di attività che gestisci, puoi anche offrire agli acquirenti la possibilità di registrarsi utilizzando i loro account dei social media.

È possibile ottimizzare ulteriormente la pagina di checkout aggiungendo sigilli di trust. Questo è fondamentale perché il 22% dei consumatori abbandona i propri carrelli perché non si fida di inserire i dati della propria carta su un sito web.

È anche importante offrire agli acquirenti diverse opzioni di pagamento se desideri aumentare le vendite. La comodità di scelta per i clienti è fondamentale per l’ottimizzazione del tasso di conversione.

5. Utilizza strumenti di machine learning 

Il panorama del machine learning si sta sempre più evolvendo creando maggiori opportunità per i rivenditori online di implementarlo nella loro strategia di ottimizzazione del tasso di conversione.

Zebra prevede che entro il 2021 l’apprendimento automatico sarà ampiamente utilizzato dai rivenditori per personalizzare le esperienze dei clienti. Migliorerà anche la loro capacità di prevedere tendenze e cambiamenti nelle esigenze dei consumatori, oltre a migliorare la loro visibilità.

Gli algoritmi di machine learning possono anche essere utilizzati dai retailer per identificare i principali problemi del sito che causano la perdita di conversioni. La cosa bella è che questi algoritmi riducono di gran lunga il tempo impiegato da un umano per identificare questi problemi.

Uno strumento di apprendimento automatico analizza migliaia di sessioni del sito in ogni momento. Attraverso questa analisi, lo strumento identifica i comportamenti dei visitatori che indicano i più comuni problemi di usabilità di un sito.  Ciò riduce i tempi e gli sforzi necessari per l’ottimizzazione del tasso di conversione.

Utilizzando questa best practices per l’ottimizzazione del tasso di conversione, è possibile concentrare propri sforzi e risorse sulle pagine che non offrono una buona esperienza di usabilità.

Queste sono alcune delle principali best practices per l’ottimizzazione del tasso di conversione che di base dovresti attuare. Come sempre, si tratta di dare priorità alle esperienze dei tuoi clienti e anticipare le loro esigenze e aspettative.

Devi concentrarti su ciò che i tuoi clienti stanno cercando e su cosa li spinge a fare un acquisto. Questo ti aiuterà ad apportare modifiche e aggiustamenti che alla fine aumenteranno le tue vendite.

 

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Growth Hacking: perché è fondamentale per il tuo business?

Il termine Growth Hacking è stato coniato per la prima volta da Sean Ellis nel 2010. In un articolo del suo blog, Ellis dichiarò che un Growth Hacker è “una persona il cui unico scopo è la crescita di un business e le cui campagne marketing vengono studiate in base all’aumento (di conversione ed utenti) che possono apportare”.a

Costruire una forte presenza online è la chiave per far crescere una piccola o media impresa. Tutto inizia con il lancio del sito web, ma poi bisogna il gestirlo in modo efficace, generando traffico e accrescendo il pubblico e la base di clienti. 

E qui entra in campo il Growth Hacking.

Che cosa è il Growth Hacking?

Il Growth Hacking è un nuova area , una combinazione di  marketing, dati e tecnologia. È un processo di sperimentazione cross channel basato sull’identificazione dei modi più efficaci (molto spesso a basso costo) per fare crescere un’azienda. 

Il Growth Hacking è quindi ideale per le startup, a causa dei loro budget e risorse limitati, ma si presta anche ad aziende più ampie. 

Il growth hacking è una tattica small-scale e low cost, in termini di risultato e investimento. Deve essere misurabile, ripetibile, scalabile e allineata a un obiettivo aziendale reale. Che si voglia crescere in termini di pubblico, conversioni, vendite, traffico o tutto questo assieme, scegliere la giusta “mossa” e quando implementarla è la chiave di qualsiasi campagna di growth marketing. 

Ecco alcuni esempi famosi:

  • Dropbox ha aumentato la propria base utenti del 3900% con un semplice programma di referral che assegnava un ulteriore spazio libero agli utenti per ogni amico che si fosse registrato;
  • Airbnb ha trovato un modo per aggirare i limiti di Craiglist ed è stato in grado di pubblicare i propri annunci immobiliari su tale piattaforma, innescando una visibilità, e  quindi una crescita, sbalorditiva;
  • la citazione di HotmailP.s: I love you! Get your free email at Hotmail” inclusa nella parte inferiore di ogni e-mail inviata, ha aumentato notevolmente  il numero degli utenti iscritti.

Questi risultati non sono stati frutto del caso o della fortuna. Le aziende, e in questo caso i growth hackers,  hanno eseguito dozzine, o anche centinaia di test, prima di trovarne uno che abbia funzionato. 

Quindi chi è il growth hacker, cosa fa e quali competenze deve avere?

Cosa fa esattamente il Growth Hacker e quali competenze deve avere?

Un growth hacker pone l’obiettivo al di sopra dei mezzi; l’aumento delle revenue è il suo obiettivo principale e quale canale, tecnica o strumento viene utilizzato per questo scopo, è secondario.

Ecco perché è così importante che un growth hacker abbia un ampio set di conoscenze e abilità.

In termini di skills di growth hacking,  è necessario conoscere e saper leggere i dati  perché questo è l’unico modo per trovare il problema principale e la sua causa: in questo caso il growth hacker tiene traccia di tutti i dati riguardanti il prodotto/servizio e le campagne eseguite,  effettua test multivariati, progetta e testa contenuti e web design.

Poi arriva la creatività  per escogitare soluzioni al problema e infine, un growth hacker ha bisogno di competenze tecniche per portare queste soluzioni alla realtà.

Le competenze tecniche che un growth hacker dovrebbe avere sono:

– creazione landing page

– costruzione siti web

– conoscenza del design, colori, caratteri, branding, ecc.

– progettazione campagne su canali come AdWords, Facebook, LinkedIn, ecc.

– HTML e CSS di base

– implementare strumenti di monitoraggio come Google Tag Manager, Google Analytics, Hotjar, ecc.

– e molti altri concetti / tecniche, come l’ottimizzazione del tasso di conversione, l’intelligenza artificiale nel marketing, il webscraping, i chatbot, le API, ecc.

In definitiva un growth hacker ha più competenze tecniche di un marketer e  deve essere in grado di lavorare velocemente e quindi deve essere il più indipendente possibile. Ecco perché è importante che  sia in grado di programmare, gestire i dati e progettare.  Non deve essere un esperto in tutto, ma in ogni caso deve capirne le basi per essere in grado di lavorare più autonomamente possibile. 

Quale è la differenza tra Growth Hacking e Digital Marketing?

Il growth hacking non è un sostituto del marketing digitale. In realtà, lungi dall’essere entità separate, anzi sono intrinsecamente collegate. La mentalità condivisa di entrambe può rappresentare un’enfasi sulla sperimentazione, la creatività e la misurazione per il raggiungimento  degli obiettivi.

Growth hacking e marketing condividono gli stessi principi fondamentali e possono persino condividere le stesse metriche; maggiore coinvolgimento, aumento della conversione, aumento della retention. 

La differenza principale tra i due è la portata dei loro obiettivi.

Ad esempio, un marketer potrebbe utilizzare il tasso di engagement per analizzare un obiettivo generale di creazione di brand awareness. Un growth hacker , al confronto, potrebbe stabilire l’obiettivo di aumentare la condivisione social del 50%. In poche parole, le attività di marketing possono avere un’ampia focalizzazione che comprende qualsiasi parte della canalizzazione, mentre il growth hacking dipende dalla definizione di obiettivi altamente definiti e raggiungibili, al fine di raggiungere un risultato specifico e singolare, correlato alla crescita aziendale.

Gli step fondamentali in un processo di growth hacking

Ci sono vari passaggi in un processo di growth hacking ma i più importanti e fondamentali sono:

  • identificare obiettivi circoscritti e perseguibili
  • utilizzare strumenti di analisi
  • sperimentare
  • ottimizzare l’esperimento
  • iterare il processo corretto

Oggigiorno anche trovare spazio all’interno del web può essere difficoltoso. Per questo attuare strategie di growth hacking diventa fondamentale, soprattutto  per le startup.

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10 requisiti fondamentali per avere un e-Commerce di successo

caratteristiche per un e-commerce di successo -aroundigital

Avere un sito e-commerce può essere una grande opportunità, soprattutto per le aziende che operano in mercati competitivi.

Averlo non è sufficiente però, è fondamentale conoscere e integrare tutti gli aspetti che rendano il tuo negozio efficiente e profittevole al massimo. Al contrario diventerebbe uno spreco di denaro, tempo e risorse.

Per portare uno shop online al successo vi è un presupposto indispensabile: elaborare una strategia vincente.

Quali caratteristiche deve avere un buon sito e-commerce?

1. La Piattaforma e l’Hosting

In primo luogo, è importante scegliere la piattaforma più adatta, che corrisponde al motore sul quale il negozio online dovrà essere costruito.

Le proposte a disposizione sono molteplici, sia che si intenda puntare su una soluzione a pagamento sia che si preferisca una realtà open source. Quest’ultima, tuttavia, è sempre da preferire, almeno in una fase iniziale, ma solo a condizione che sia assicurato un supporto costante. Ci sono molte piattaforme di questo tipo, ma tra le più famose vale la pena di menzionare WP Commerce, PrestaShop e Magento.

Inoltre, scegli un buon hosting. Il sito deve essere navigabile in maniera scorrevole e veloce 24 su 24. Infatti se il sito è troppo lento, rischi che l’utente lo abbandoni prima di effettuare transazioni, se invece non dovesse risultare sempre visibile online a causa di malfunzionamenti, corri il pericolo di perdere molte vendite.

 

2. Grafica e Usabilità

La grafica è il primo fattore che l’utente valuta quando approda su un sito web, dunque è importante che sia ben curata, attinente, accattivante e moderna: al contrario sarebbe come entrare in un punto vendita sciatto o arredato in modo incoerente. Ti verrebbe voglia di acquistare?  Su Internet il principio è lo stesso, e inoltre l’aspetto grafico è destinato a condizionare anche la user experience.

Questo non vuol dire che basta avere un e-commerce bello perché sia vincente, perché l’Usabilità è il primo obiettivo da perseguire e da conseguire. Il menu di navigazione deve essere ben progettato e le pagine devono avere una struttura ordinata.

In particolare, devono essere ben chiari e visibili tutti i pulsanti, a cominciare da quello relativo al carrello. Gli utenti non devono impazzire per trovare le icone che stanno cercando,  ne per portare a termine i propri processi di acquisto, a causa di indicazioni poco chiare o addirittura del tutto mancanti.

Il sito e-commerce deve essere strutturato in modo che la  grafica sia in grado di conquistare la curiosità e la fiducia degli utenti. I potenziali clienti, in sostanza, devono essere prima di tutto rassicurati.

 

3. Mobile

Rendi il tuo e-commerce mobile friendly:  gli acquisti da smartphone e da tablet aumentano sempre di più, per questo è importante che il tuo sito sia ottimizzato al meglio per i dispositivi mobili, attraverso una grafica leggibile, accattivante e soprattutto funzionale.

 

4. I Contenuti per la SEO

Utilizza descrizioni ottimizzate per la SEO (Search Engine Optimization): ovvero l’insieme delle pratiche finalizzate a posizionare le pagine web in cima alle SERP.

Scrivi descrizioni chiare e dettagliate dei prodotti.

Le schede prodotto devono essere il più complete possibile e contenere all’interno dei testi le parole chiave giuste per farti trovare dai motori di ricerca. Se ti vuoi rivolgere ad una clientela straniera e realizzare la versione in altre lingue del tuo sito, avvaliti di traduttori esperti in scrittura di contenuti per il web, in modo da ottenere un buon posizionamento all’interno dei motori di ricerca internazionali.

È  importante che sia tu a scrivere descrizioni personalizzate dei prodotti che vendi.   Sembrerà banale, ma non lo è perché la maggior parte degli e-commerce vendono prodotti uguali ad altri cento e-commerce (di solito usano un feed o comunque dati che i produttori stessi rilasciano), con l’esito  che le descrizioni dei prodotti risultano identiche. Cosa succede in questi casi? Che usare gli stessi contenuti  provoca contenuti duplicati, scarsa qualità del contenuto, scarsa visibilità del prodotto on line .

Dopodiché è necessario affrontare uno dei passaggi più importanti per il posizionamento del proprio e-commerce sui motori: la ricerca delle parole chiave. La selezione delle keyword richiede molta attenzione in quanto su di essa si basano molti processi, tra cui la creazione di contenuti con i quali intercettare i visitatori che stanno effettivamente cercando i tuoi prodotti o servizi.

 

5. La Disposizione dei Prodotti

È fondamentale avere un’adeguata presentazione dei prodotti. Molto spesso l’ordine è prettamente temporale: l’ultimo inserito è quello più in vista. Come anche la gestione degli spazi.  Bisogna avere una logica in questo, cioè capire che i prodotti “migliori” devono essere ben visibili sin dalla home page.

Per “migliori” si intende, ad esempio, i prodotti che hanno maggior profitto, maggiore disponibilità, maggiore richiesta, ecc. È una valutazione prettamente commerciale, cioè un e-commerce deve poter presentare subito i prodotti commercialmente strategici ogni qualvolta ci sia la necessità (campagne estive, campagne invernali, improvvisi trends di mercato, più profittevoli commercialmente, ecc.).

 

6. Come nei Negozi Fisici, così Online

Avete mai notato che in un supermercato, o in qualsiasi altro tipo di store, più vi avvicinate alle casse e più notate prodotti che costano meno? Come caramelle e cioccolatini al supermercato o ombrelli, elastici per capelli e calze nei negozi di abbigliamento. Questo viene fatto perché la percezione del loro prezzo è praticamente nulla rispetto al carrello tendenzialmente pieno e quindi aumentare di qualche euro la spesa, viene percepito dal cliente quasi come ininfluente rispetto alla spesa complessiva.

La stessa cosa dovrebbe avvenire in un e-commerce durante il processo di acquisto. Lo si può fare mostrando prodotti correlati, ma dal prezzo decisamente più basso e possibilmente in relazione ai prodotti acquistati: questo incrementa la possibilità che vengano acquistati anche loro, aumentando quindi il valore del carrello medio per cliente.

Un’altra strategia vincente per aumentare il valore del carrello del cliente, potrebbe essere quella di mostrare nella pagina carrello i prodotti che hanno sconti importanti. È  possibile che l’utente non li abbia notati/cercati perché interessato ad altro ma, una volta arrivato alla cassa, potrebbe essere più ricettivo nel notarli e allettato dagli sconti, decidere di acquistarli.

 

7. Assistenza Prima, Durante e Dopo l’Acquisto

Un buon e-commerce non può esimersi dall’avere un servizio di customer care che possa andare a rispondere alle richieste degli utenti in qualsiasi momento della customer journey si trovino. Che si tratti di un nuovo utente che ha bisogno di informazioni specifiche ancora prima di decidere di acquistare un prodotto, oppure un cliente fidelizzato che necessita di specifiche in merito all’acquisto già effettuato, o ancora un cliente che abbia bisogno di conferma di avvenuto pagamento. Le casistiche sono infinite e, per essere competitiva, un’azienda e-commerce deve essere pronta su tutti i fronti, sempre.

Per essere in grado di rispondere a tutte le diverse esigenze, la strategia migliore è quella di offrire più strumenti di supporto al proprio pubblico in modo da dare facoltà al cliente stesso di scegliere il canale che preferisce.

I tool principali che ogni sito e-commerce dovrebbe offrire sono: email, assistenza telefonica, live chat, social network, FAQ.

I motivi per cui un cliente potrebbe aver bisogno di assistenza e supporto possono essere i più disparati ed avere priorità differenti. Sulla base dell’urgenza, ma anche delle abitudini personali, un utente può prediligere un canale piuttosto che un altro. Quello che è certo, però, è che il livello di assistenza che un’azienda offre deve essere uguale ed omogeneo per tutti e su qualsiasi strumento. Pertanto, se non si dispone di risorse o personale dedicato per implementare più strumenti di supporto ai clienti, è consigliabile attivarne solamente alcuni e presidiarli con costanza per assicurare al proprio pubblico un servizio di qualità.

Quale è il vantaggio di un servizio clienti efficiente?  Immagine e notorietà agli occhi del pubblico. Clienti soddisfatti, che hanno ricevuto il supporto e le informazioni di cui avevano bisogno, saranno ben più propensi a tornare sullo store ed effettuare nuovi acquisti. Si parla quindi di lead generation e acquisizione di nuovi clienti e, soprattutto, di fidelizzazione al brand o all’azienda.

Puntare quindi su un buon servizio di customer care con cui curare il rapporto con clienti, assicurare la propria presenza con costanza e qualità e saper soddisfare le loro necessità ed esigenze, darà al tuo e-commerce quella spinta in più, portando nel medio-lungo maggiore notorietà e successo.

 

8. Fidelizzazione

Come si fa a fidelizzare un cliente? Oltre a fornire un buon servizio di customer care, è necessario sfruttare strumenti e opportunità che la tecnologia mette a disposizione. Per esempio si può domandare ai clienti di registrarsi alla newsletter in modo da essere informati per primi sulle promozioni previste e su eventuali sconti dedicati in esclusiva a loro.

box di iscrizione ai servizi che vengono proposti sulle pagine del sito devono essere messi in evidenza, e ogni processo di fidelizzazione va favorito, magari con l’integrazione dei meccanismi di registrazione con i plugin di social login, che sono disponibili – al giorno d’oggi – per tutte le piattaforme.

 

9. Reputazione

Guadagnati la fiducia dei tuoi clienti, mettendo in evidenza: riferimenti fisici della società, condizioni di vendita, garanzia dei prodotti, metodi di pagamento certificati e spese di spedizione, ma anche con un servizio clienti presente, tempestivo e professionale.

 

10. Porta Traffico al Sito

Cerca di portare traffico sul tuo sito e fai in modo che i visitatori ci ritornino spesso: attira utenti attraverso campagne Google Adwords, Campagne pubblicitarie su facebook,  e-mail marketing e, successivamente attraverso campagne di remarketing, che mostrano annunci ad hoc a chi ha già visitato il tuo sito in precedenza. Fai in modo che chi ha mostrato interesse per determinati prodotti e servizi, torni di nuovo nel tuo negozio online a finalizzare l’acquisto.

 

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