SEO Trend 2020: come si stanno evolvendo i motori di ricerca

 In Marketing Digitale, SEO

Quali saranno le strategie e le tecniche SEO con cui dovremo fare i conti? Come si stanno evolvendo i motori di ricerca e quali sfide dobbiamo prepararci ad affrontare?

1 – Com’è cambiato l’algoritmo di Google

Google, il motore di ricerca più usato al mondo, che ogni giorno gestisce 5,4 miliardi di ricerche sul Web, modifica periodicamente i propri algoritmi, inserendo correzioni e aggiustamenti.

Ma questa volta, le novità introdotte sono significative e minacciano di rivoluzionare il modo di fare SEO.

BERT

A fine 2019, Google ha introdotto BERT, la più importante modifica agli algoritmi del suo motore di ricerca finora apportata, con l’obiettivo di recepire nel miglior modo possibile il significato delle richieste che l’utente digita quando cerca qualcosa online.

Il cambiamento ha influito su circa il 10% delle pagine dei risultati, con modifiche sostanziali all’ordine dei link mostrati.

A detta di Google, il nuovo sistema offre un servizio migliore, soprattutto quando vengono utilizzate intere frasi come chiavi di ricerca, rendendo più naturale e spontanea la formulazione delle richieste sul suo motore di ricerca.

Cos’è BERT e come funziona

BERT è l’abbreviazione di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, un sistema per l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per trattare automaticamente le informazioni scritte – e parlate – in una lingua naturale, proprio come se gli utenti dialogassero tra di loro.

Il sistema funziona tramite una rete neurale artificiale, un modello al computer che imita il più possibile il funzionamento dei neuroni e il modo in cui comunicano e collaborano tra loro.

I ricercatori sono partiti dai risultati ottenuti negli ultimi anni, da Google, nel campo delle intelligenze artificiali, sviluppando alcuni processi informatici che gestiscono le parole in una frase mettendole in relazione tra loro, anziché gestirle singolarmente come di fatto è avvenuto finora.

I modelli basati su BERT prendono in considerazione l’intero contesto in cui è stata utilizzata una parola, ricostruendolo e analizzando le altre parole presenti nella frase. Un meccanismo, questo, che conduce a un’interpretazione più accurata del senso della frase, migliorando, di riflesso, la qualità della risposta, data dai link nella pagina dei risultati del motore di ricerca.

In sintesi, il nuovo algoritmo appare più accurato nel mettere in relazione tra loro le parole, rendendo più pratica e semplice la ricerca delle cose online.

Senza contare, che il nuovo sistema potrà rilevarsi utile per le ricerche vocali, tramite l’Assistente Google, l’assistente vocale che fornisce direttamente informazioni tramite Android o i dispositivi “intelligenti” per la casa.

2 – Vocal Search

vocal search - seo trends-aroundigital

Gli esperti SEO più pionieristici, che da tempo lavorano sulle ricerche vocali studiando su Alexa e Google Assistant, concordano sul fatto che le Adv, i sistemi, le infrastrutture stanno procedendo in direttissima verso questa direzione.

Arrivare primi sulle ricerche vocali comporta inevitabilmente arrivare primi anche sulle SERP in maniera determinante, scalzando i competitor maggiormente ancorati al vecchio modo di fare SEO.

Basti pensare che il 20% degli utenti mobile esegue già una ricerca vocale sui propri dispositivi.

I contenuti del tuo sito per soddisfare i criteri delle vocal search devono rispondere esattamente a una domanda, contenendo la domanda che l’utente porrà all’assistente vocale e la risposta a essa connessa. Sono molto apprezzate, inoltre, le liste strutturate in bullets points.

I primi contenuti su cui vale la pena lavorare in quest’ottica devono essere quelli già ben posizionati, perché pare proprio che Google prediliga attivare l’assistente locale su pagine valide dal punto di vista qualitativo e pertanto presenti almeno nei primi tre risultati di ricerca, soprattutto quando è già attivato uno snippet feedback.

3 – Visual Search

SEO TREND 2020: le visual search

In un mondo sempre più social addicted, le immagini la fanno sempre più da padrone.

Prendiamo ad esempio  Google Lens, uno strumento già ampiamente utilizzato, capace di offrirti una risposta su circa 1 miliardo di oggetti: la traduzione di un cartello di un paese straniero, informazioni su un monumento, una strada o un negozio o ancora la ricetta e le proprietà nutrizionali di un piatto.

Come deve essere un’immagine per essere funzionale alla visual search?

Per rispondere efficacemente ai criteri della visual search, un’immagine deve essere il più corrispondente possibile a ciò che vuole comunicare, senza metafore: se cerchi una lampada, devi trovare l’immagine di una lampada.

I criteri a cui prestare attenzione sono:

  • Posizionamento dell’immagine nella parte alta della pagina.
  • Ranking e autorevolezza della pagina in cui è contenuta l’immagine
  • Ottimizzazione della Query di ricerca nel nome dell’immagine, nel titolo e nel tag alt
  • Utilizzo di un appropriato Markup dei dati strutturati a correlazione dell’immagine.

4 – Ricerche Locali

Anche la SEO local sta prendendo rapidamente piede, soprattutto ora che, archiviato il fallimento di Google Plus, Mountain View ha deciso di puntare su  Google My Business.

Questo strumento, che ti consente di aprire un profilo gratuito della tua attività, allo scopo di metterti in contatto facilmente con i clienti sulla Rete di Ricerca Google e Google Maps, ha visto di recente:

  • Un totale restyling dei local pack, sempre più ricchi e completi.
  • Una sempre maggiore importanza riservata alle immagini, con tanto di caroselli di foto.
  • La possibilità di pubblicare post, iniziative e notizie per arricchire di informazioni utili il proprio profilo.
  • Ads sviluppate sui servizi locali.
  • Badge di garanzia rilasciati direttamente da Google.
  • Possibilità di acquistare biglietti per attrazioni turistiche.

Fino a qui, appare evidente lo spostamento del trend sugli utenti, con focus sui loro bisogni reali, in quanto persone.

Da ciò si deduce la necessità di dare sempre più valore ai contenuti di alta qualità.

5 – Link Building & Brand Building

E se parliamo di contenuti non possiamo non toccare un punto fondamentale della SEO, la Link Building, da alcuni esperti del settore considerata una tecnica paleozoica.

In realtà, la link building contribuisce sempre di più ad aumentare il valore di un dominio e, se fatta bene, il posizionamento su Google di un sito web.

Se BIG G valuta il tuo sito autorevole – e di conseguenza il brand che ne viene veicolato – lo fa anche grazie ad altri siti altrettanto autorevoli che “parlano” di te.

Ma attenzione, perché il modo di fare Link Building si è evoluto adattandosi ai cambiamenti dell’algoritmo di Google, sempre più abile nel captare link messi lì a caso e scarsamente contestualizzati.

Sia il contenuto in cui è presente il link, sia il sito a cui questo rimanda, devono essere di valore, apportando informazioni utili e reali agli utenti.

Google premia sempre più la naturalezza perché conosce le nuove esigenze degli utenti del web, peraltro non più così ingenui come un tempo da abboccare facilmente ai trabocchetti che erano soliti utilizzare i guru improvvisati della SEO.

Programmare la strategia SEO partendo dai contenuti

Una strategia SEO efficace non può prescindere dai contenuti, ma anzi deve proprio partire da questi.

Se il tuo obiettivo è portare in alto il tuo Brand, attraverso la sua presenza online, devi tenere conto necessariamente di questi elementi:

  • Branding: valorizzare sempre il brand.
  • Esperienza dei clienti/utenti.
  • Storytelling: raccontare una storia nella sua evoluzione.
  • Parlare la lingua dei tuoi clienti/utenti.
  • Ascoltare e comprendere il tuo target di riferimento, anticipandone le esigenze.
  • Rendere sempre più agevole la fruizione del tuo prodotto/servizio.
  • Essere più umano e meno attento ai numeri.

 

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