SEO copywriting: come ottimizzare un contenuto in 7 mosse

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Che si tratti di un e-commerce, di un blog o di un sito web, l’obiettivo che si vuole raggiungere – in ottica SEO – è sempre quello di ottimizzare il posizionamento in SERP di Google e migliorare il proprio conversion rate, attraverso l’acquisizione di traffico qualificato e la trasformazione dei lead in clienti fidelizzati.

Pianificare una buona strategia SEO è però solo uno degli aspetti essenziali per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nella sezione dedicata alla Social Media Optimization del nostro blog abbiamo analizzato verticalmente sia come i grandi brand utilizzano i canali che presidiano per comunicare con la loro audience, sia come intervengono per ottimizzare il funnel di conversione, aumentare le vendite ed incrementare il loro indice di conversione.

C’è un altro tema che non possiamo ignorare per condurre una campagna di digital marketing efficace: produrre contenuto SEO di valore.

Google non è un nemico e non bisogna cercare di fregarlo.

Google offre un servizio alle persone e vuole farlo nel migliore modo possibile.
Se si cerca una previsione meteo su Milano, ci si aspetta di trovare informazioni proprio su Milano e non su Roma; allo stesso modo ci aspettiamo di trovare la migliore risposta possibile alla nostra ricerca e “big G” è lì proprio per questo.
La risposta alla nostra domanda è veicolata da Google attraverso un contenuto ed è proprio il contenuto – ancora una volta – a fare la differenza tra un buon posizionamento e la seconda pagina di ricerca.

Per essere chiari, con copywriting SEO intendiamo le tattiche di ottimizzazione dei contenuti al fine di ottenere buoni risultati in SERP in risposta alla query di ricerca corrispondente.

Certo, i contenuti sono funzionali al miglioramento del posizionamento in SERP per catturare l’attenzione della nostra audience, ma non è solo una questione di traffico o di ranking: scrivere contenuto SEO significa coinvolgere il lettore, accrescere la propria autorevolezza sul campo, portare l’utente a cliccare, a condividere e, in ultima istanza, a comprare.

Creare contenuto SEO, significa creare contenuto in grado di spingere l’utente al coinvolgimento e all’acquisto, ed è una delle più grandi sfide per ogni content marketer.

Per questo motivo analizziamo ora 7 consigli utili per ottimizzare un contenuto che colpisca l’utente e favorisca l’ottimizzazione del posizionamento in SERP.

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SEO copywriting: come ottimizzare un contenuto in 7 mosse

Tradizionalmente, il copywriting SEO si è concentrato sull’ottimizzazione attraverso l’individuazione di keyword efficaci a determinate frequenze e con specifiche densità.
Tuttavia l’egemonia moderna conquistata dai social network sul terreno della promozione marketing ci fa comprendere come gran parte dei fattori che determinano il posizionamento in SERP derivino da ciò che succede proprio al di fuori della pagina stessa.

Produrre contenuto SEO nel 2016 significa creare contenuto così convincente che altre persone vorranno promuoverlo, condividendolo e linkandolo: questo non solo aiuterà la nostra pagina a posizionarsi bene secondo determinate keyword ma ci permetterà inoltre di guadagnare fiducia e autorità davanti al nostro pubblico e ai motori di ricerca.

Secondo Copyblogger, infatti:

Google treats the trust and authority of your domain, what others think about your content, and the words they use to describe it in links as an important indication of quality and relevance

1 – Conosci la tua audience

Sembrerà banale ma non c’è consiglio migliore.

D’altronde non ci può essere contenuto che funzioni o che venda, se non viene pensato per riferirsi ad uno specifico tipo di consumatore o di pubblico.
Se non conosciamo il nostro target audience non ci sarà possibile sfruttare al massimo le potenzialità non solo del contenuto stesso, ma anche della piattaforma con la quale scegliamo di condividerlo.

Ogni buona strategia di digital marketing si rapporta direttamente allo strumento e al pubblico scelto, altrimenti il valore creato non potrà che diluirsi nel mare della comunicazione digitale.

E’ importante notare come per ogni audience ci siano degli utenti che agli occhi di Google risultano più autorevoli, i cosiddetti “linkerati”.
Il termine indica tecnicamente utenti che diventano target di campagne di backlink, per intenderci quindi blogger, giornalisti, influencer e content creator. Conoscere il proprio target audience significa conoscere anche questa fetta di pubblico incredibilmente importante, almeno fin quando gli influencer non sarete voi.

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2 – Scrivi per il pubblico e strizza l’occhio a Google [non il contrario]

Brian Clark, CEO di Copyblogger Media ha detto:

“You have to take Google into account, but what Google wants to see is that people love it.”

Nonostante l’obiettivo sia sempre quello di ottenere un buon ranking in SERP, non bisogna mai dimenticare che il lettore, e quindi chi eventualmente condividerà il nostro link e creerà traffico, è una persona come noi.

Se per la SEO sono essenziali i back link, e quindi il contenuto che genera più link in entrata avrà un valore più alto e otterrà una migliore posizione per la query di ricerca corrispondente, non possiamo non tenere conto di quanto sia altrettanto importante catturare innanzitutto l’attenzione del lettore.

Non basta produrre un ottimo contenuto se non sarà presentato in modo accattivante e scritto con linguaggio chiaro e semplice.

Quello che vogliamo dire è quindi… scrivi come se stessi scrivendo ad un amico.

Soprattutto se si tratta di un blog, sarà molto più efficace adottare uno stile colloquiale, utilizzare parole e frasi che risultino familiari al nostro pubblico e non perdersi in tecnicismi.

Lipattsev, Search Quality Senior Strategist di Google,  alla domanda su quali fossero i 3 fattori più rilevanti rispose:

Posso dirvi cosa sono. Sono i contenuti. E i link che puntano al tuo sito.

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3 – Usa titoli di grande impatto

Proprio perché è il lettore che deve scegliere di cliccare sul nostro link e condividerlo, è di fondamentale importanza saper sfruttare tutto il potenziale di una buona presentazione grafica e di un titolo d’impatto.

Un titolo ben pensato e accattivante ha fatto già metà del lavoro: farà una grande prima impressione e darà il tono all’articolo. Se poi sarà anche ottimizzato in termini di SEO, il gioco è fatto.

Nessuno conosce il potere di un titolo ad effetto meglio di Buzzfeed…

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4 – Non sottovalutare il potere delle liste

Perché la maggior parte dei contenuti online si presenta ancora oggi con la tipica struttura a lista?

I post sotto forma di lista o di elenco possono sembrare troppo classici o abusati, ma risultano sempre essere i più efficaci.

Ai lettori piacciono perché è fin da subito chiaro quello che promettono e saranno certamente più semplici e scorrevoli da leggere. Ancora una volta un buon titolo è essenziale: più sarà specifico e fornirà informazioni al lettore, più saremo sicuri che una volta cliccato sul contenuto, l’utente arriverà fino in fondo.

Risultano particolarmente efficaci titoli con i numeri – soprattutto se dispari!

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5 –Vuoi sapere qual è il punto 5? CLICCA QUI

Ovvero, fai buon uso delle call to action.

Si tratta certamente del metodo più semplice per richiamare l’attenzione dell’utente e spingerlo a rispondere al contenuto proposto, condividendolo o commentandolo.

In fondo, cliccare significa convertire.
Integrare bene la call to action con il contenuto proposto è un metodo estremamente semplice ma efficace per sostenere le possibilità di conversione.

E’ importante però non lasciarsi tentare dall’utilizzare bottoni con call to action generiche o banali, molte keyword dall’alto traffico possono essere direttamente claim efficaci.

Il messaggio deve essere chiaro e attraente: se il contenuto è informativo e di valore, anche la call to action deve rispecchiarlo.

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6 – Non sottovalutare la meta-description

Non far finta di non avere tempo! Scrivere un buon contenuto SEO diviene quasi vano senza delle meta description curate.

Un alto ranking non significa necessariamente che si otterrà più traffico.

Per migliorare il CTR tra impressioni e click bisogna utlizzare meta-description accurate, come abbiamo scritto nell’articolo su “SEO e Google Search Console: come incrementare CTR e traffico qualificato”:

Se una pagina ha generato molte impressioni significa che Google ha valutato positivamente il contenuto prodotto e crede che meriti autorità per la query di ricerca corrispondente.
Gli user non la pensano allo stesso modo e non ci premiano: il re e la regina stanno litigando.

Le meta description aiutano gli strumenti di ricerca a comprendere quale sia il topic del contenuto: incidono fortemente su quanto traffico una pagina web riesce ad ottenere da una data ricerca.

Sono solo 160 caratteri: fai in modo che descriva bene il contenuto e che contenga alcune keyword specifiche perché saranno evidenziate nel risultato di ricerca.

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7 – Includi link esterni

Non solo gli inbound link sono importanti e favoriscono l’esperienza di lettura: il tuo contenuto risulterà di maggior valore per gli strumenti di ricerca se saranno già presenti link esterni a siti, blog o contenuti già validati.

Dal punto di vista del lettore è importante mostrare come ciò che si scrive viene sostenuto anche da altri contributor autorevoli: link a fonti inerenti di spessore possono supportare le nostre argomentazioni e fornire un contenuto aggiunto al lettore.

Non dimenticare però di citare correttamente le fonti e gli autori dei contenuti citati.

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Perché il content marketing possa essere veramente efficace e riesca a catturare la tua audience in un mercato così competitivo, il contenuto prodotto deve informare, ispirare e spingere gli utenti alla condivisione.

Creare contenuto di qualità è essenziale ad ogni stadio del nostro funnel di conversione: è importante quindi che la nostra strategia definisca il tempo di contenuto appropriato per ogni stadio del funnel.

In ultimo, non dimenticarti di tracciare il risultato ottenuto dal contenuto proposto ad ogni stadio: monitorare le analytics è fondamentale per comprendere quali argomenti sono più letti e ottengono più click e condivisioni, e modulare su questi il proprio piano marketing.

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