Google Data Studio: come funziona e come si utilizza

Google Data Studio: come funziona e come si utilizza

Google Data Studio, attualmente disponibile in versione beta, consente di creare rapporti e dashboard dinamici e di forte impatto visivo.

Con Data Studio è possibile:

  • Collegarsi agevolmente a diverse origini dati.
  • Visualizzare i dati grazie a rapporti e dashboard dinamici, interattivi e dall’aspetto accattivante.
  • Condividere e collaborare con gli altri, seguendo la logica in uso su Google Drive.

Requisiti per l’utilizzo di Data Studio

Per visualizzare un rapporto di Data Studio, è sufficiente disporre di un browser web (quelli testati: Chrome, Firefox e Safari).

Per visualizzare i rapporti, non è necessario un account Google.

Ma per creare rapporti e origini dati, è necessario:

  • avere effettuato l’accesso a un account Google
  • trovarsi in uno dei paesi supportati (non lo sono: Repubblica popolare cinese, Russia, Isole Svalbard e Jan Mayen, Iran, Iraq, Crimea, Corea del Nord, Siria, Cuba)
  • essere in grado di utilizzare Google Drive.

In che modo Data Studio si connette ai dati

Le origini dati utilizzano pipeline ai set di dati sicure chiamate connettori. Quando Data Studio si connette per la prima volta a un determinato tipo di set di dati, ad esempio Google Analytics o AdWords, viene chiesta l’autorizzazione alla connessione, che può essere rimossa in qualsiasi momento. A questo punto, per connettersi a un certo tipo di set di dati, ad esempio, per Google Analytics, è possibile connettersi a un solo account, una proprietà e una vista; per AdWords, ci si connette a un account amministratore o standard; per BigQuery, si fornisce un progetto e una tabella o una query personalizzata e così via.

Al momento, un’origine dati può essere connessa a un solo set di dati.

Una volta specificati i dettagli, Data Studio crea una connessione tra il set di dati e l’origine dati. La nuova origine dati presenta la stessa struttura del set di dati, ma i dati in questione rimangono nel sistema originale e non vengono importati da Data Studio. Un’origine dati è una connessione dal vivo ai propri dati, pertanto, i rapporti vengono aggiornati periodicamente per mostrare i dati più recenti a disposizione.

Data Studio utilizza una cache per migliorare le prestazioni e ridurre i costi potenziali di BigQuery. Gli editor dei rapporti possono aggiornare manualmente i rapporti per mostrare i dati più attuali.

Per visualizzare i dati provenienti da un’origine dati, occorre aggiungerla a un rapporto. In questo modo, tutti i campi dell’origine dati possono essere utilizzati nei grafici e nei controlli. Condividendo il rapporto con altri editor, anche loro potranno utilizzare l’origine dati in questione per creare componenti all’interno del rapporto.

Chi può vedere i dati?

L’origine dati utilizza credenziali per determinare chi può visualizzare i dati.
Esistono sono due tipi di credenziali:

Credenziali del proprietario

Questa opzione autorizza l’accesso al set di dati tramite le credenziali del proprietario dell’origine dati. Viene considerato il proprietario chi crea l’origine dati o la persona a cui è stata trasferita la proprietà. L’opzione Credenziali del proprietario permette ad altre persone di visualizzare o creare rapporti che utilizzano i dati senza che debbano disporre di credenziali di accesso proprie per il set di dati. Questa è l’impostazione predefinita per la maggior parte dei tipi di origine dati.

Ad esempio, se un utente desidera comunicare dei dati relativi al suo canale YouTube a Tizio, che non ha accesso diretto ad esso. L’uso delle credenziali del proprietario nell’origine dati consente a Tizio di vedere i dati in tutti i rapporti che utilizzano tale origine dati, proprio come se si trattasse dell’utente proprietario.

Credenziali del visualizzatore

Questa opzione richiede a chiunque cerchi di visualizzare i dati forniti da un’origine dati di disporre di credenziali di accesso proprie al set di dati.

Creare un rapporto

Il modo più semplice per creare un rapporto Data Studio è utilizzare uno dei modelli di rapporto di esempio. Ciascuno di questi esempi dispone di un pulsante UTILIZZA MODELLO che consente di copiare il rapporto e utilizzare l’origine dati. Se non si è ancora in possesso di un’origine dati, è possibile crearne una al volo.

Per creare un rapporto da zero, occorre utilizzare l’editor rapporti. Quando si crea un nuovo rapporto, viene chiesto di aggiungere un’origine dati. E’ possibile selezionare un’origine dati a cui si ha accesso o crearne una nuova.

Per aggiungere grafici, controlli e altri elementi al rapporto, si utilizza la barra degli strumenti nella parte superiore della pagina per selezionare il componente desiderato. A questo punto, si fa clic sul canvas in cui si desidera inserirlo. Ogni volta che viene selzionato un componente sul canvas, è possibile configurarne i dati e le proprietà di stile tramite il riquadro a destra.

Utilizzare più origini dati in un rapporto

In un rapporto Data Studio è pssibile utilizzare quante origini dati vuoi e di qualsiasi tipo. Ad esempio, è possibile inserire una tabella del traffico del sito web di Google Analytics, una che mostra le impressioni dell’annuncio AdWords e un grafico a barre dei costi dei media offline provenienti da un foglio Google, tutti nello stesso rapporto.

Ogni componente può essere connesso a una sola origine dati.

Nozioni di base sulla condivisione

E’ possibile condividere rapporti e origini dati affinché altre persone possano visualizzarli o modificarli. Proprio come per i documenti di Google Drive, i rapporti e le origini dati Data Studio possono essere condivisi con indirizzi email singoli e Google Gruppi. I rapporti possono anche essere condivisi in forma anonima, in modo che non sia necessario disporre di credenziali di accesso a Google per visualizzarli. Per modificare i rapporti e visualizzare e modificare le origini dati è necessario eseguire l’accesso.

E’ possibile condividere un rapporto, senza condividerne l’origine dati. Anche se non viene condivisa un’origine dati con gli editor di un rapporto, questi ultimi possono comunque aggiungere dimensioni e metriche provenienti da tale origine dati, ma non saranno in grado di vederne la configurazione.

Personalizzare un’origine dati

E’ possibile estendere o riconfigurare un’origine dati esistente. Ad esempio, è possibile rinominare i campi, creare nuove dimensioni e metriche calcolate e modificare le aggregazioni di campi. Se un set di dati viene modificato, è possibile riconnettere l’origine dati per visualizzare tali modifiche in Data Studio.

Tutorial

Ecco alcuni video per comprendere al meglio le funzionalità dello strumento:

 

 

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