Facebook, Google, Linkedin: le novità digital della settimana

Anche questa settimana ci sono ricche novità dal mondo digital.

I protagonisti sono Facebook, Google e Linkedin ma anche Snapchat, che torna a farsi sentire.

Vediamo in dettaglio cosa è successo.

Facebook & Newsletter: un nuovo connubio per l’email marketing

Facebook, inarrestabile in questo periodo, si sta aprendo anche al segmento dell’e-mail marketing.

In questi giorni, infatti, è stato attivato uno speciale test su diverse Pagine Business, selezionate in modo casuale sulla piattaforma.

Per sapere se hai già la funzione attiva ti basterà andare nella Posta in Arrivo e visionare le diverse opzioni disponibili.

Questo nuovo strumento consentirà agli amministratori di Pagine Facebook di creare elenchi di contatti e-mail direttamente dalla piattaforma, oppure di caricarli da CRM attraverso dei semplici fogli in formato xls. Direttamente Si potranno quindi creare e tracciare delle campagne di e-mail marketing senza passare da ulteriori tool esterni, ma facendolo direttamente dal Business Manager.

La peculiarità di un servizio di email marketing offerto da Facebook potrebbe riferirsi all’ampia possibilità di raccolta dei dati personali ma anche e soprattutto alla possibilità di poter offrire opzioni di invio, come ad esempio giorno e orario ideali di invio email sulla base della posizione dei destinatari, che al momento rimane un’ipotesi.

Come riportato da AdWeek, lo strumento al momento ha solo la possibilità di inviare e-mail agli elenchi forniti dall’inserzionista. Ciò significa che non consente l’invio di e-mail, ad esempio, a un pubblico “lookalike”.

Ciò ha senso dal punto di vista dell’utente e speriamo di saperne di più su come Facebook sfrutterà i suoi dati utente per rendere la soluzione più attraente rispetto ai tradizionali strumenti di email marketing. Per il momento, non appare diverso nulla di diverso o speciale.

Facebook verifica l’identità dei profili dietro a Pagine con vasta portata

Al fine di garantire che i contenuti sulla piattaforma siano autentici e provengano da persone reali (e non BOT o account fake che desiderano nascondere la propria identità), Facebook ha iniziato una verifica a tappeto sui profili che gestiscono Pagine con un pubblico molto ampio, soprattutto negli Stati Uniti.

In particolare, la società verificherà l’identità di tutti coloro che potrebbero assumere modelli di comportamento non autentici e i cui post sono virali negli USA.

I Product Manager Anita Joseph e Michele Pacelli, ha spiegato così la situazione in un recente annuncio:

“Se qualcuno dovesse decidere di non verificare la propria identità, oppure l’ID fornito non corrisponderà all’account Facebook collegato, la piattaforma ridurrà la portata organica del post così da tenerlo “nascosto” a quante più persone possibili. Inoltre, se si tratterà di amministratori di Pagine Facebook, la società li costringerà a completare l’autorizzazione alla pubblicazione prima di poter condividere un qualsiasi contenuto”.

Google rilascia gli annunci Discovery a livello globale

L’anno scorso Google ha introdotto le Discovery ADS: una nuova tipologia di annunci pubblicitari che presentano un’immagine in evidenza e sono pubblicati in tutte le applicazioni Google dotate di feed di notizie da scorrere, come:

  • Home di YouTube
  • Tab Promozioni e Social di Gmail
  • Feed Google Discover

Le Ads Discovery sono un nuovo modo per aiutare le persone a scoprire ed interagire con nuovi brand mentre navigano tra i propri contenuti preferiti. Ora gli annunci Discovery sono disponibili per tutti gli inserzionisti a livello globale e sembra che permetteranno di aumentare di molto le proprie performance.

La società, in una recente comunicazione, ha spiegato quanto segue:

“Sempre più consumatori trovano ispirazione per nuovi acquisti attraverso una crescente varietà di punti di contatto. In effetti, circa l’86% degli utenti online afferma di essere alla ricerca di idee per lo shopping mentre guardano video o esplorano contenuti sul Web. Grazie agli annunci Discovery si potrà far affidamento sulla comprensione da parte di Google degli intenti di ricerca dei consumatori in tutte le nostre proprietà per coinvolgere questi segmenti di pubblico mentre scorrono i loro preferiti, senza necessità di query di ricerca”.

Molte aziende si dicono soddisfatte del rendimento ottenuto dagli annunci Discovery che hanno portato ad un aumento delle performance con un CPA fino al 48% inferiore rispetto alle Social ADS.

Google: nel motore di ricerca arriva l’autovalutazione dei disturbi d’ansia

Google, in collaborazione con Mental Alliance on Mental Illness, arriva in aiuto delle persone che soffrono di disturbi di ansia – poiché sono sempre di più gli utenti che cercano risposte su Google – con una nuova funzionalità presente nel suo motore di ricerca, attualmente in implementazione negli USA. Ecco di cosa si tratta.

Come spiega Daniel H. Gillison, Jr., CEO di The National Alliance on Mental Illness in una nota:

“I disturbi d’ansia colpiscono 48 milioni di adulti negli Stati Uniti. L’ansia si presenta come una vasta gamma di sintomi e può essere il risultato di fattori biologici o innescato da un cambiamento nell’ambiente o dall’esposizione a un evento stressante. Con COVID-19 che introduce nuovi punti di stress, le comunità stanno assistendo a un aumento dei problemi e dei bisogni di salute mentale. I dati del New Census Bureau pubblicati la scorsa settimana mostrano che un terzo degli americani mostra ora segni di ansia o depressione clinica”.

A partire da questa settimana, quando le persone negli Stati Uniti cercheranno informazioni sull’ansia vedranno apparire un questionario validato clinicamente chiamato GAD-7. Questo sondaggio di autovalutazione è composto da sette domande ed aiuterà le persone a comprendere a che livello si trova la propria ansia, fornendo risorse utili per ottenere l’aiuto necessario.

L’autovalutazione per l’ansia, al momento, è disponibile solo per gli Stati Uniti ma Google punta a portarla al più presto anche in altri Paesi.

LinkedIn: arriva il retargeting per le visualizzazioni video e moduli Lead Generation

LinkedIn ha annunciato il tanto atteso retargeting per i suoi annunci.

Questa nuova funzionalità consente agli inserzionisti di creare segmenti di retargeting di utenti che hanno visionato annunci video o interagito con i moduli di lead generation. Questa nuova funzionalità verrà implementata il mese prossimo.

In particolare, sarà possibile lanciare delle campagne specifiche dedicate a coloro che hanno guardato almeno il 75% di un video pubblicato oppure che hanno aperto o risposto ad un modulo dedicato alla lead acquisition.

Dai test effettuati, queste nuove funzionalità di remarketing hanno contribuito ad un aumento del tasso di conversione e ad una riduzione del costo. Il retargeting su moduli di Lead Generation ha aumentato il CTR di 2-3 volte ed i lead generati hanno mostrato tassi di qualificazione più elevati.

Il retargeting funzionerà sia su LinkedIn che su LinkedIn Audience Network, in modo che i brand possano recapitare il loro messaggio durante tutto il processo di navigazione del potenziale acquirente, su dispositivi mobili e desktop.

Snapchat smette di mostrare le Stories di Trump sulla homepage di Discover

Snapchat, social network molto popolare soprattutto qualche anno fa tra gli adolescenti, ha fatto sapere di aver smesso di promuovere i contenuti del presidente Donald Trump dopo i suoi controversi commenti sulle proteste antirazziste e contro la violenza della polizia organizzate negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. Uno di questi commenti minacciava l’uso di “cani feroci” contro i manifestanti che stavano protestando vicino alla Casa Bianca.

“Non andremo ad amplificare le voci che incitano alla violenza razziale e all’ingiustizia facendo loro promozione gratuita”,

ha detto mercoledì Rachel Racusen, portavoce di Snap, società che possiede Snapchat. L’account di Trump sarà dunque rimosso dalla sezione “Discover”, dove vengono messi in evidenza contenuti informativi di persone celebri o che riguardano la politica. L’account di Trump su Snapchat ha circa 1,5 milioni di follower, e rimarrà comunque sulla piattaforma.

Questa mossa segue la decisione di Twitter di pubblicare degli avvisi pubblici collegati ai tweet di Trump, prima di arrivare alla rimozione dei contenuti, affermando che gli stessi violavano la policy anti-violenza.

 

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