Sito Mobile: più alta la velocità, più alti sono i profitti

In che modo un sito mobile più veloce può far aumentare i tuoi profitti?

È capitato a tutti di abbandonare un sito perché troppo lento da mobile. È importante sapere che, la lentezza di un sito ha un impatto negativo sull’esperienza utente.

È recente un nuovo studio che ha evidenziato molto più chiaramente le opportunità generate dalla velocità di un sito e il suo impatto su metriche concrete come:

– i tassi di conversione;

– i valori medi degli ordini;

– e persino le visualizzazioni di pagina.

La ricerca, commissionata da Google e condotta da 55 e Deloitte, ha esaminato 37 siti di brand tra quelli più importanti in Europa e Asia. I brand scelti operano in quattro verticali: vendita al dettaglio, articoli di lusso, viaggi e lead generation (ad es. siti di compagnie assicurative o concessionari auto).

I tempi di caricamento sui dispositivi mobili sono stati monitorati ogni ora per 30 giorni e i risultati sono stati consolidati in tempo reale a fronte di alcune metriche legate agli acquisti con dispositivi mobili.

Tre opportunità offerte dalla velocità su dispositivi mobili

Lo studio ha mostrato che l’aumento della velocità dei siti per dispositivi mobili può generare opportunità significative per i brand. Inoltre, la sola presenza di un sito per dispositivi mobili non è più sufficiente.

1. I siti più veloci garantiscono che un numero maggiore di clienti proseguirà fino alla fase del pagamento

Una maggiore velocità del sito aumenta i tassi di avanzamento alla fase successiva in quasi tutto il percorso di acquisto con dispositivi mobili, dalla home page alla pagina di pagamento, per la maggior parte dei brand.

Vendiamo in dettaglio le casistiche:

VENDITA AL DETTAGLIO

VIAGGI

ARTICOLI DI LUSSO

LEAD GENERATION

I dati si basano su un miglioramento pari a 0,1 secondi delle quattro metriche sulla velocità oggetto dello studio.

2. Se il sito è veloce gli utenti passeranno più tempo sul sito e acquisteranno più prodotti

Ridurre i tempi di caricamento di un sito per dispositivi mobili di solo un decimo di secondo ha portato a significative crescite del rendimento. In particolare, i tassi di conversione sono saliti dell’8,4% per la vendita al dettaglio e del 10,1% per i siti di viaggi.

Nella sola vendita al dettaglio, il valore medio degli ordini è aumentato del 9,2%. Nei siti di articoli di lusso, le visualizzazioni di pagina per sessione sono aumentate dell’8%.

3. I siti più veloci hanno bounce rate più bassi

In un sito su cinque tra quelli studiati nei settori della vendita al dettaglio e degli articoli di lusso è stato notato un miglioramento della frequenza di rimbalzo per la home page rispettivamente dello 0,6% e dello 0,2%. Nel caso dei brand che fanno lead generation, i risultati sono stati ancora più significativi. Un miglioramento di 0,1 secondi della velocità di caricamento di una pagina informativa nei siti per dispositivi mobili ha ridotto la frequenza di rimbalzo dell’8,3% per un sito su due.

Pensa mobile-first ed entra nel “one-second club”

Persino i campioni di velocità su dispositivi mobili hanno un’ulteriore opportunità: entrare a far parte dell’esclusivo “one-second club”. È un club riservato ai siti per dispositivi mobili con tempi di caricamento minori o uguali a un secondo, di cui fanno attualmente parte Booking.com, Otto.de e Wildberries.ru.

Per ottenere i vantaggi dell’aumento di velocità di un sito e impegnarsi per entrare nel “one-second club” è necessaria una cultura aziendale incentrata sui dispositivi mobili. Ecco alcuni suggerimenti utili:

  1. Comprendi l’impatto della velocità sui tuoi profitti utilizzando i tuoi dati o i dati del report come benchmark.
  2. Se l’impatto è significativo, coinvolgi la dirigenza aziendale e incoraggiala a dare la priorità alla velocità su dispositivi mobili e ad assegnare le risorse necessarie.
  3. Metti a punto la strategia e definisci un budget per la velocità e KPI condivisi sulla velocità per dispositivi mobili su cui i dirigenti commerciali e tecnici possano accordarsi e concentrarsi.
  4. Monitora la velocità del sito e associala ai dati per esaminare l’impatto dei miglioramenti della velocità.

Per ulteriori suggerimenti e idee sull’ottimizzazione del tuo sito o della tua app per dispositivi mobili, visita la raccolta per dispositivi mobili  di Google. Puoi inoltre accedere ai risultati completi del report scaricando il documento.

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Fonte: https://www.thinkwithgoogle.com/

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Google & Instagram: le novità digital della settimana

Cosa è successo nella passata settimana nel mondo digital?

Quali le novità? Di certo,i protagonisti di questa settimana sono Google e Instagram.

Vediamo in dettaglio cosa è successo.

Instagram Reels arriva in Europa

Nel novembre 2019, Instagram aveva iniziato a sperimentare – solo in Brasile – Reels: una nuova app che permette di registrare brevi video della durata di 15 secondi, inserire musica o altre tipologie di audio e condividerli sulla piattaforma. Questo strumento, che semra voler sfidare TikTok, offre una serie di strumenti di modifica che rendono più semplice la registrazione di video creativi.

Instagram,  avendo ricevuto feedback positivi dal primo test eseguito,  ha deciso di espandere l’app a Francia e Germania, con alcune feature migliorate. A darne notizia è TechCrunch, nel suo post di qualche giorno fa.

Nella versione rinnovata, i Reels restano completamente integrati nell’app di Instagram. con la loro scheda accanto all’icona della griglia e disponibili in Esplora per gli account pubblici, dandogli pertanto ancora più visibilità, essendo più facile da rintracciare adesso. Questo significa che Instagram sta puntando su questo strumento, sapendo bene che potrebbe rappresentare una svolta.

Al momento non è dato sapere se e quando Instagram intende estendere Reels a livello globale e né se intende procedere a piccoli passi. Di sicuro, l’esperimento in Francia e in Germania darà delle indicazioni importanti alla società di Facebook.

Instagram apre lo shopping a Influencer e Piccole Aziende

Questa settimana, Instagram ha annunciato una nuova serie di requisiti di idoneità per il commercio su piattaforma, con un’estensione di Shopping a più tipologie di attività, compresi i Creator che desiderano vendere i propri prodotti.

In questo modo il social ha allentato le regole che per ora consentono solo ad alcuni marchi e attività approvate, di usare il tag Shopping nei post per vendere prodotti.

Dal 9 luglio, annuncia la compagnia, entreranno in vigore i nuovi requisiti, disponibili a questo link, che estendono l’accesso allo strumento Shopping a diverse tipologie di aziende, “compresi i creator che desiderano mettersi in contatto con gli acquirenti e vendere i propri prodotti su Instagram”. Sarà sufficiente avere almeno un prodotto in linea con le normative, per poter utilizzare i tag Shopping di Instagram e portare le persone al proprio sito web per compiere un acquisto.

Le nuove policy saranno disponibili in tutti i Paesi in cui è supportato Instagram Shopping, ma solo le aziende negli Stati Uniti, che dispongono della versione beta, possono utilizzare la funzione per gli acquisti in-app.

I nuovi inserzionisti Instagram non dovranno più avere il collegamento a Facebook

Se fino ad oggi Facebook ha sempre voluto integrare Instagram nel suo ecosistema, al fine di migliorare le capacità pubblicitarie per gli inserzionisti, oggi potrebbe fare un passo indietro.

Instagram, infatti, sta introducendo la possibilità per gli inserzionisti di pubblicare annunci sulla sua piattaforma senza disporre del collegamento con un account pubblicitario Facebook.

Come dichiarato dalla stessa società, la feature è disponibile solo per i nuovi account Business e Creators in Turchia e negli Stati Uniti. Pertanto, se in passato hai utilizzato il collegamento con un account pubblicitario Facebook per fare pubblicità su Instagram, dovrai continuare a farlo.

Questa nuova funzionalità, di fatto non cambia molto il processo per pubblicizzare sulla piattaforma. Chi rientra nei requisiti per utilizzare la feature, dovrà semplicemente creare l’annuncio attraverso il tasto “Promuovi” presente sotto ad ogni post pubblicato, senza alcuna modifica rispetto al procedimento attualmente esistente.

Google e il “fact-check” anche tra le Immagini

 Sui social e, più in generale, su internet, cresce sempre di più la quantità di informazioni veicolate tramite le immagini.

Se da una parte sono un’ottima modalità per trasmettere messaggi, dall’altra possono avere contenuti decisamente fuorvianti. Per esempio, sta diventando sempre più difficile comprendere l’origine, l’autenticità ed il contesto di quello che vediamo sui social media o troviamo nella Ricerca di Google.

Per questo motivo, Google ha deciso di portare il suo “fact check” anche in questo genere di contenuti, specificatamente tramite Google Immagini. Come potrai vedere nell’allegato qui sotto, d’ora in avanti potrà capitarvi di trovare tra i risultati di una ricerca tale dicitura a confermare l’autenticità del contenuto.

A comunicarlo è stata la stessa società di Mountain View con un post sul suo blog nel quale spiega il meccanismo di funzionamento per Google Immagini“Il potere dei media visivi ha le sue insidie?, specialmente quando ci sono domande sull’origine, l’autenticità o il contesto di un’immagine. A partire da oggi, stiamo iniziando a mostrare informazioni sul fact checking in Google Immagini a livello globale per aiutare le persone a navigare in questi problemi e dare giudizi più informati su ciò che vedono sul web”, ha scritto Harris Cohen (Group Product Manager, Search in Google).

Si tratta della possibilità di unire le funzionalità di Google Immagini con quelle relative alla sezione di ricerca e news sempre realizzate dalla società.

I tag di fact check appaiano sui risultati che provengono da fonti indipendenti ed autorevoli sul web, che soddisfano specifici criteri di verifica.

Il controllo si basa su ClaimReview, già utilizzato dai diversi editori per mostrare la propria autorevolezza.

Il nuovo tag non influirà sul posizionamento di un’immagine, proprio come nella Ricerca di Google.

Google e il .new

L’anno scorso, Google ha introdotto una feature di collegamenti “.new” che permette di creare nuovi documenti, fogli, slide, form e altro, solo scrivendo docs.new, slides.new, sheet.new, forms.new, sites.new, e website.new nel browser e premendo invio.

Ora questa funzione sarà disponibile anche per Google Meet, consentendo di iniziare una nuova chiamata solo digitando “meet.new” nella barra e aprendo immediatamente la schermata per la riunione.

Di fatto, qualsiasi azienda organizzazione può registrare il proprio dominio .new, consentendo un accesso più rapido alle funzioni. Ecco un esempio:

  • Playlist.new, per creare una nuova playlist per aggiungere brani su Spotify;
  • Story.new, per scrivere ciò che ti interessa su Medium;
  • Canva.new, per la creazione di grafiche da condividere con il tuo team;
  • Webex.new, per avviare la tua riunione da qualsiasi browser con Cisco Webex;
  • Link.new, per creare link abbreviati attraverso Bitly;
  • Invoice.new, per compilare ed inviare fatture dalla Stripe Dashboard;
  • Api.new, per prototipare e lanciare idee per i nuovi endpoint API Node.js attraverso RunKit;
  • Coda.new, per creare un nuovo documento che combina documenti e fogli di calcolo;
  • Cal.new, per lanciare un nuovo evento di Google Calendar direttamente dal tuo browser.

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Categorie Retail e Ricerche Correlate: come conoscere i trend di crescita

Il comportamento dei consumatori sta cambiando rapidamente e in modo imprevedibile durante questa fase di post- pandemia da coronavirus.

Se sei un marketer o un retailer può essere interessante per te conoscere quali sono le categorie di vendita al dettaglio in rapida crescita in questo periodo, sapere dove crescono e conoscere le ricerche correlate sui motori di ricerca.

Per fare quest’analisi, Google offre uno strumento interattivo che si aggiorna quotidianamente per rispecchiare i cambiamenti negli interessi di Ricerca.

Si chiama Category Trends ed è consultabile a questo link .

La ricerca può essere selezionata a scelta tra periodo Mensile, Settimanale e Annuale.

Ed è possibile selezionare il paese di interesse.

Per ogni categoria, inoltre, è possibile esplorare le ricerche correlate con la relativa percentuale di ricerca.

Consultare questo strumento ti consente di conoscere cosa maggiormente cercano gli utenti per la categoria di tuo interesse (se presente nel trend) e adeguare e ottimizzare la tua strategia keyword per le tue campagne.
Non solo, ma puoi adeguare ed la tua offerta di prodotti e servizi sulla base di tale interesse.

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Fonte:

https://www.thinkwithgoogle.com/feature/category-trends/it/month/it

 

Marketing Automation: perché è fondamentale per il tuo e-commerce – Parte 2

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del concetto della Marketing Automation e di come questo approccio sia diventato oggi uno standard di mercato. Abbiamo spiegato perché una piattaforma di Marketing Automation sia diventata una parte fondamentale di ogni pacchetto di tecnologie per l’e-commerce.

Abbiamo inoltre dettagliato i vantaggi di usare uno strumento di automatizzazione delle attività di marketing.

In questo articolo entreremo più nel vivo di quali soluzioni offre la marketing automation per l’e-commerce presentando case study di successo e consigliandoti una strategia di implementazione.

Quali soluzioni offre la Marketing Automation per l’e-commerce?

La Marketing Automation risponde alle sfide del commercio elettronico contemporaneo. Grazie alla specializzazione, le più avanzate piattaforme di marketing automation offrono soluzioni su misura per rispondere a specifiche esigenze di e-commerce che si concentrano sulla vendita di diversi tipi di beni.
L’utilizzo di questa tecnologia ti aiuterà a migliorare i KPI, a raggiungere risultati migliori e a stare al passo della concorrenza.

Aumentare le conversioni del negozio

La sfida

Le ragioni per cui gli utenti lasciano il tuo negozio o si disiscrivono possono essere diverse. Forse hanno trovato il sito per caso, o non hanno trovato quello che cercavano, o sono tornati dopo un po’ di tempo per controllare le novità, ma non gli è piaciuto niente.
Controlla le fonti delle visite nel tuo e-store.
Pensa a quale sia il fattore principale che attrae i clienti nel negozio, e poi chiediti perché gli utenti lo lasciano. Cerca di sviluppare scenari di Marketing Automation che rispondano alle esigenze e al comportamento degli utenti.
È un grande spreco lasciare andare gli utenti che sono già sul tuo sito, soprattutto perché di solito gran parte del traffico nel negozio online viene pagato, quindi sono soldi buttati.

Fai attenzione a questi KPI:

  • Tasso di abbandono del carrello
  • Tasso di restituzione del prodotto
  • Tariffa di sconto assegnata
  • Abbandono del carrello per ogni fasenel processo di acquisto
  • Sconti per quote di ordine
  • Conversione per sconto, livello e tipo

Soluzioni

La priorità in ogni e-commerce è la vendita. La Marketing Automation offre soluzioni che aiutano a raggiungere questo obiettivo in modo efficace, perché tra l’altro consente di monitorare costantemente il comportamento degli utenti sul sito web e di regolare l’offerta in tempo reale a livello individuale.
È possibile visualizzare contenuti su misura, come ad esempio raccomandazioni dinamiche di prodotto basate sul motore di intelligenza artificiale che prevedono ciò che il cliente potrebbe voler acquistare, così come mostrare contenuti relativi al contesto in base al comportamento del cliente, utilizzando banner, popup, con contenuti adattati ad ogni visitatore.
A volte l’incertezza sull’acquisto di un prodotto può essere dissipata vedendo quante persone lo hanno appena acquistato. Grazie a meccanismi di social proof si è in grado di mostrare tali numeri sulle pagine dei prodotti e quindi di influenzare la decisione di acquisto.

Funzionalità a supporto:

  • 1-to-1 frame di raccomandazioni sul prodotto
  • Raccomandazioni di IA & Machine LearningSocial proof
  • Dynamic lead generation
  • Popups & forms
  • A/B/X tests per la pagina delprodotto
  • Website automation

USE CASES

Acquisizione effettiva di clienti: pop-up, banner, form, social proof

  1. Lancia form dinamici o pop-up il cui contenuto è abbinato al profilo del cliente, in base ai suoi interessi, aumenta le possibilità di conversione grazie ad un approccio individuale e personalizzato ad ogni potenziale cliente.
  2. Mostra sulla pagina del prodotto il numero di utenti che lo visualizzano in tempo reale o il numero di clienti che hanno appena acquistato quel prodotto. Utilizza la social proof per influenzare le decisioni di acquisto.
  3. Effettua i test A/B/X per vedere quale dei tuoi form o banner si converte meglio.
    Ottimizza le tue operazioni e aumenta ancora di più la conversione selezionando quelli che funzionano meglio.
  4. Lancia banner personalizzati in base al segmento dell’utente. Abbina i banner alla fase del ciclo di vita del cliente. Fai visualizzare banner diversi per l’utente anonimo, così come per l’abbonato che non ha ancora mai acquistato e diversi per il cliente abituale.

Il potere delle raccomandazioni di prodotto: frame di raccomandazioni 1 a 1

  1. Utilizza frame di raccomandazione 1 a 1 per visualizzare i suggerimenti di prodotto che interessano maggiormente il cliente. Lancia il frame sulla pagina del prodotto e mostra i prodotti acquistati più frequentemente oltre quello attualmente visualizzato. Nella pagina del carrello visualizza i bestseller o i prodotti complementari a quelli già aggiunti dall’utente.
  2. Suggerisci prodotti durante le conversazioni in Live Chat, dove si ha un’anteprima in diretta del profilo comportamentale del cliente. Invia raccomandazioni di prodotto 1 a 1, cioè quelli generate sulla base di IA & Machine Learning.
  3. Arricchisci le raccomandazioni una piattaforma che analizza il traffico, le transazioni e i profili personalizzati per costruire una rete di collegamento tra di loro e consenti all’utente di scegliere facilmente tra diversi tipi di raccomandazioni che vengono fornite in tempo reale. Utilizza un motore di raccomandazioni per prevedere e suggerire i prodotti che saranno i più interessanti per i vostri clienti e i più propensi all’acquisto. La piattaforma di SALESmanago, ad esempio, offre tutte queste funzionalità.

Ottimizzare i processi di vendita

La sfida

La media del mercato dei carrelli abbandonati è del 67,9%, (Baymard Institute). Il che significa che solo un terzo di tutti i carrelli in un e-commerce termina con un acquisto. Inoltre, il tasso di ritorno nell’e-commerce raggiunge il 20% (Shopify). Se solo il tasso di abbandono dei carrelli e il tasso di ritorno venissero ridotti del 3% ciascuno, il fatturato totale aumenterebbe fino al 13%! A volte ci sono altri problemi che influenzano i risultati del tuo e-commerce. Possono essere associati a bassi importi di acquisto o a una percentuale troppo alta di sconti su tutti i ricavi. Le frustrazioni possono anche essere causate da un tasso di ritorno della merce troppo alto – si vende molto, ma alla fine un gran numero di acquisti viene restituito.

Fai attenzione a questi KPI:

  • Tasso di abbandono del carrello
  • Abbandono del carrello per ogni fase del processo di acquisto
  • Tasso di restituzione del prodotto
  • Tariffa di sconto assegnata
  • Sconto percentuale dell’ordine
  • Conversione per livello e tipo di sconto

Soluzioni

La Marketing Automation risolve i problemi che il cliente può avere nelle diverse fasi del processo di acquisto.
I clienti identificati con il software di marketing automation e soggetti alle campagne condotte attraverso di esso, abbandonano il carrello due volte meno. Le aziende con i migliori risultati nell’uso di Marketing Automation riducono il tasso di abbandono dei carrelli anche al 12,6% (Tendenze dei consumatori online 2019).
Utilizza il retargeting dei prodotti per recuperare i carrelli abbandonati e ricorda all’utente i prodotti che ha visionato, utilizzando vari canali di comunicazione come e-mail, web push, Facebook, reti pubblicitarie o un’adeguata personalizzazione del tuo sito web in occasione della prossima visita del cliente.
L’ottimizzazione può anche consistere nell’aumentare il valore del carrello fornendogli prodotti complementari, cioè l’utilizzo di
campagne di cross-selling e up-selling. La Marketing Automation consente inoltre di utilizzare gli sconti assegnando coupon adeguati sulla base del valore del cliente.

Funzionalità a supporto:

  • Dynamic emails & web push notifications con raccomandazioni
  • Dynamic popups
  • Progressiva attribuzione di sconti
  • Banner personalizzati
  • Website Automation
  • Integrazione di Ad network Facebook
  • Integrazione di Ads

USE CASES

Recupero di carrelli abbandonati in omnichannel

  1. Invia un’e-mail dopo aver abbandonato la navigazione con prodotti visti di recente e prodotti simili per stimolare i clienti a tornare nell’e-commerce.
  2. Invia una notifica via e-mail e web push per recuperare il carrello abbandonato, il più presto possibile dopo che il cliente lascia il sito – le email inviate in tempi relativamente brevi hanno una migliore conversione.
  3. Esegui il popup di exit sull’URL del carrello per i nuovi potenziali clienti, che verrà visualizzato quando l’utente vuole lasciare la pagina. È inoltre possibile aggiungere uno sconto sull’acquisto dei prodotti nel carrello.
  4. Utilizzare le campagne pubblicitarie per visualizzare gli annunci dei prodotti del carrello abbandonati. Cerca di raggiungere l’utente anche quando non è sul tuo sito.

Aumentare l’efficacia del marketing

La sfida

L’esecuzione di campagne standard e identiche per tutti gli utenti può influire negativamente sui risultati della tua comunicazione. Prendiamo ad esempio le campagne e-mail.
La ragione del basso tasso di apertura può essere l’oggetto non personalizzato del messaggio, ma anche il momento sbagliato di consegna delle email o un pubblico inappropriato, come quando si invia una email su una nuova promozione per prodotti selezionati all’intero database, comprese le persone che hanno recentemente acquistato quegli stessi prodotti a un prezzo regolare.

La ragione del basso tasso di click può essere il contenuto dell’email non corrispondente, senza raccomandazioni di prodotti su misura, che può anche portare alla cancellazione dell’iscrizione. Costi troppo elevati per l’acquisizione dei clienti (CAC), budget bruciati su campagne a pagamento mal mirate e un’insufficiente attenzione da parte degli utenti possono portare a risultati di marketing insoddisfacenti e a profitti molto bassi.
A volte il problema può non essere che non si svolgono determinate attività, ma che non si colpisce il bersaglio con precisione.

Fai attenzione a questi KPI:

  • Costo di acquisizione del cliente (CAC)
  • Open rate (OR)
  • Click through rate (CTR)
  • Iscrizioni alla newsletter
  • Cancellazione degli iscritti
  • Ritorno dell’investimento (ROI)
  • Ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS)

Le soluzioni

La piattaforma di Marketing Automation è un luogo dove tutti i dati dei tuoi clienti sono integrati e unificati, oltre che facili da usare in qualsiasi momento. Grazie a questo, puoi sapere se i clienti preferiscono la comunicazione via e-mail, o sono più sensibili agli annunci, in quale giorno e in quale ora sono più attivi, quanto spendono, quanto spesso fanno acquisti e molto altro ancora.
La chiave del successo è fornire a un cliente specifico l’offerta personalizzata attraverso il giusto canale di comunicazione nel momento migliore.

Funzionalità a supporto:

  • Opzioni avanzate di targeting del pubblico
  • Offerta di personalizzazioni 1-to-1
  • Comunicazione temporale
  • Offerte cross-channel
  • Analisi delle attribuzioni

USE CASES

Azioni che producono effetti positivi di marketing

  1. Invia messaggi quando la conversione è più probabile. Attivare l’opzione che corrisponde al momento dell’invio delle e-mail al giorno e all’ora della massima attività del cliente.
  2. Indirizza le tue campagne in modo avanzato utilizzando gli attributi dei tuoi utenti, i dati comportamentali o
    transazionali. Esegui campagne per clienti che soddisfano criteri specifici.
  3. Personalizza le tue offerte 1 a 1. Non affidarti a colpi a vuoto e tentativi di indovinare, ma offri ai clienti prodotti che
    corrispondono alle loro precedenti visite, carrelli e acquisti.
  4. Utilizza la Revenue Attribution Analytics per esaminare le transazioni, le fonti che maggiormente
    influenzano le transazioni, e i migliori percorsi di conversione.
  5. Testa i tuoi messaggi utilizzando gli A/B test. Verifica le varianti di e-mail per verificare la presenza di variabili quali ad esempio l’aspetto, l’oggetto, il mittente e l’ora della spedizione. Puoi anche testare
    le tue campagne in flussi di lavoro, configurati in qualsiasi modo, verificando l’efficacia dei vari canali di comunicazione.

Customer Lifecycle

La sfida

Non invoglierai il cliente che compra due volte all’anno ad acquistare una terza volta solo inviandogli una mailing di vendita due giorni dopo l’ultimo acquisto. I tuoi clienti si dividono in utenti che stanno appena iniziando a conoscere il tuo negozio, quelli che hanno già fatto acquisti, e quelli il cui interesse è in calo e non tornano più.
La mancanza di una corretta identificazione del cliente può portare a una situazione in cui i clienti vengono contattati con contenuti che non sono per loro interessanti o, ancora peggio, così facendo li scoraggi nel coinvolgersi nella prossima azione di comunicazione del tuo brand.

Fai attenzione a questi KPI:

  • Ciclo di vita del cliente (CLV)
  • Ordini di nuovi clienti
  • Restituzione degli ordini da parte dei clienti
  • Tasso di abbandono

Le soluzioni

La Marketing Automation permette di identificare ogni persona che visita il tuo sito web, sia che si tratti di un visitatore che arriva sul sito per la prima volta, di un nuovo cliente, di una persona che si è già interessata ai tuoi prodotti, di un cliente che ha già acquistato qualcosa o che si tratti del vostro cliente abituale.
Segmenta costantemente e automaticamente il tuo database di contatti in base al valore del cliente e al livello di attività – sia che si tratti di un visitatore frequente, di un cliente abituale o di una persona con una probabilità di rinuncia – ed esegui i processi automatici per aumentare il loro ingaggio.
Adatta la tua comunicazione alla fase del ciclo di vita del cliente – i nuovi clienti hanno bisogno di formazione e di fiducia. I clienti che hanno già effettuato un acquisto richiedono attenzione e inducono ad ulteriori transazioni per aumentare la fidelizzazione. I clienti che state perdendo, cioè che non fanno acquisti da molto tempo e che non tornano all’e-commerce richiedono un’adeguata attivazione e l’incoraggiamento a rivalutare l’offerta.

USE CASES

La segmentazione come primo passo per una corretta gestione

  1. Segmenta il database utilizzando RFM Analytics and Automation, in base al tempo intercorso dall’ultimo acquisto, alla loro frequenza e alla spesa in denaro. Reagisci automaticamente ai cambiamenti nell’attività di acquisto (es. il cliente premium può rientrare nel segmento di coloro non ha acquistato da molto tempo) inviando un’email, un web push, un SMS o aggiungendolo a Facebook Custom Audience per annunci mirati.
  2. Segmenta il tuo database mescolando condizioni multiple e attributi del cliente come la data della transazione, i prodotti
    acquistati, gli importi spesi nel tempo, le fonti della visita al sito. Una volta impostato, il segmento dinamico ricalcolerà sempre il gruppo di contatti che soddisfano tutti i criteri definiti nel momento in cui si utilizza questo segmento come gruppo target (ad es. persone target che hanno acquistato il prodotto del produttore X negli ultimi 30 giorni).

Trattare con i clienti in ogni fase del loro ciclo di vita

  1. Crea un ciclo di lead nurturing per i nuovi clienti, in cui racconterai l’unicità dei tuoi prodotti, la storia del brand e i suoi obiettivi o introduci il processo di produzione passo dopo passo. Coinvolgi i clienti, mostrare ciò che ti distingue.
  2. Crea un programma di fidelizzazione omnichannel basato sugli importi spesi, la frequenza degli acquistio il numero di recensioni aggiunte. Invita ogni cliente al programma per aumentare la sua fidelizzazione.

Conclusioni

La Marketing Automation ha smesso di essere un’aggiunta all’e-commerce, è diventata uno standard e fa la sua parte permettendo una gestione efficace delle attività, conducendo campagne ottimizzate.
Nella scelta della piattaforma di Marketing Automation, scegli un sistema che si adatti alle caratteristiche specifiche dell’e-commerce e che non richieda molti mesi di sviluppo personalizzato, ma che dia soluzioni pronte all’uso, adattabili e immediate, che si possano eseguire in pochi giorni piuttosto che in mesi vedendo i primi risultati già dal primo mese di operatività.

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Facebook, Google,Twitter: le novità digital della settimana

Come ogni settimana, facciamo un riepilogo di cosa è successo nel mondo digital.

Questa settimana vede protagonisti ancora Facebook, Google e Twitter.

Arriva la Tab Facebook News

Il tema fake news è sempre stato un punto di attenzione per Facebook, essendo ormai la piattaforma diventata un punto di riferimento per l’informazione.

Per questa ragione Facebook ha deciso di introdurre una sezione dedicata alle news. Il progetto è stato lanciato in fase di test lo scorso ottobre in alcuni Paesi degli Stati Uniti. Oggi la tab è attiva e confermata ma solo in questi Paesi, per il momento.

La società ha dichiarato che Facebook News sarà un perfetto mix tra moderazione umana ed algoritmo, così da avere un doppio check contro eventuali fake news.

Gli utenti non potranno commentare le notizie nel feed dedicato a news, ma potranno reagire e condividerle. Allo stesso tempo, sarà possibile nascondere argomenti ed editor specifici che non si intende seguire tramite Facebook News.

Tutti i publisher, ovviamente, sono stati controllati dalla società ed approvati, così da limitare la diffusione di potenziali fake news attraverso questo nuovo strumento.

Facebook lancia la casella di posta per le aziende

Non sarà più necessario scaricare app separate per leggere e rispondere ai messaggi aziendali su Facebook Messenger.

Facebook sta rilasciando Business Inbox in Messenger, una nuova casella di posta elettronica per le aziende integrata nell’app di messaggistica. Con questa nuova possibilità, chi gestisce pagine aziendali non è più costretto ad installare app separate, come Facebook’s Pages Manager, per consultare le mail relative alla propria attività.

L’implementazione è appena iniziata su iOS e nelle prossime settimane arriverà anche sui dispositivi Android.

Mike Weingert, Product Manager di Messenger, ha spiegato le motivazioni di questo aggiornamento.

“Oltre il 90% degli amministratori di Pagine aziendali utilizza già Messenger per comunicare con amici e / o familiari e la stessa ricerca ha sottolineato che la maggior parte degli utenti non desidera scaricare o gestire più app”.

Mike Weingert ha aggiunto che l’azienda è consapevole anche che le piccole imprese hanno bisogno di strumenti affidabili e facili da usare per aumentare la loro presenza online e comunicare con i clienti.

Secondo un sondaggio Hubspot, il 90% dei clienti giudica importante o molto importante una risposta immediata in caso di domande di marketing o di vendita. Al giorno d’oggi i clienti hanno molte domande su orari di apertura, disponibilità dei prodotti, opzioni di consegna e ritiro e altro ancora.

La nuova casella di posta in arrivo in Messenger renderà facile e conveniente per le aziende rispondere rapidamente. Le aziende possono anche scegliere di ricevere notifiche nell’app Messenger per ricordare loro di tornare tempestivamente ai clienti. La posta in arrivo aziendale in Messenger integra l’app Gestione pagine, dove oltre alla messaggistica, le aziende possono gestire i propri post su Facebook, creare annunci e visualizzare approfondimenti sulla Pagina.

Google Meet: niente più rumori di fondo con l’Intelligenza Artificiale

Dal momento che sempre più persone lavorano da remoto, un problema comune delle chiamate vocali o video è il rumore ambientale. Per risolvere questo problema, Google ha sviluppato una nuova funzionalità che utilizza AI per un’efficace cancellazione dei rumori di fondo.

La funzionalità, già annunciata ad aprile di questo anno, verrà implementata gradualmente, prima sul web e poi su Android e iOS.

Google My Business: altri orari disponibili

Per aiutare le aziende ad adattarsi alle sfide attuali e future, Google sta implementando una nuova funzione che consente alle aziende di specificare un diverso set di ore quando sono disponibili determinati servizi. Per esempio, una pasticceria potrebbe essere aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00, ma il servizio di take away potrebbe essere disponibile solo in specifici e diversi giorni e orari.

Il proprietario di un’attività commerciale può ora modificare gli orari su My Business per inserire quelli del ritiro, diversi da quelli dell’apertura del locale.

Quindi, quando gli utenti cercheranno il ristorante, saranno in grado di vedere gli orari extra su Google Maps e nei risultati di ricerca.

Ovviamente, questa funzione sarà attiva solo per quelle aziende che hanno già specificato giorni ed orari di apertura.

 

 

 

 

 

Twitter ricorda di leggere gli articoli prima di twittarli

Anche Twitter sta sperimentando una nuova funzione – attualmente sono per gli utenti Android di lingua inglese – per ridurre l’impatto delle fake news sulle conversazioni online.

E, uno dei modi per fermare la diffusione delle fake news è quello di assicurarsi che le persone capiscano davvero il contenuto che stanno condividendo.

Condividere un articolo dopo aver letto solamente il titolo e senza essersi presi la briga di aprirlo e informarsi sul suo reale contenuto è una pratica che secondo Twitter andrebbe evitata. Per questo motivo il social network ha iniziato a testare una nuova funzione che invita gli utenti a leggere gli articoli prima di ritwittarli.

Il prompt viene attivato ogni volta che una persona fa clic su un link, senza tenere conto del tempo trascorso sulla pagina prima della condivisione.

Un portavoce di Twitter ha spiegato che la viralità dei social media può essere potente e pericolosa allo stesso tempo, soprattutto se le persone non leggono i contenuti che stanno diffondendo (prassi molto frequente).

La società ha dichiarato che eseguirà il test per alcune settimane, così da ottenere dati sufficienti per prendere una decisione sui passi successivi da attivare.

 

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