Google & Instagram: le novità digital della settimana

Cosa è successo nella passata settimana nel mondo digital?

Quali le novità? Di certo,i protagonisti di questa settimana sono Google e Instagram.

Vediamo in dettaglio cosa è successo.

Instagram Reels arriva in Europa

Nel novembre 2019, Instagram aveva iniziato a sperimentare – solo in Brasile – Reels: una nuova app che permette di registrare brevi video della durata di 15 secondi, inserire musica o altre tipologie di audio e condividerli sulla piattaforma. Questo strumento, che semra voler sfidare TikTok, offre una serie di strumenti di modifica che rendono più semplice la registrazione di video creativi.

Instagram,  avendo ricevuto feedback positivi dal primo test eseguito,  ha deciso di espandere l’app a Francia e Germania, con alcune feature migliorate. A darne notizia è TechCrunch, nel suo post di qualche giorno fa.

Nella versione rinnovata, i Reels restano completamente integrati nell’app di Instagram. con la loro scheda accanto all’icona della griglia e disponibili in Esplora per gli account pubblici, dandogli pertanto ancora più visibilità, essendo più facile da rintracciare adesso. Questo significa che Instagram sta puntando su questo strumento, sapendo bene che potrebbe rappresentare una svolta.

Al momento non è dato sapere se e quando Instagram intende estendere Reels a livello globale e né se intende procedere a piccoli passi. Di sicuro, l’esperimento in Francia e in Germania darà delle indicazioni importanti alla società di Facebook.

Instagram apre lo shopping a Influencer e Piccole Aziende

Questa settimana, Instagram ha annunciato una nuova serie di requisiti di idoneità per il commercio su piattaforma, con un’estensione di Shopping a più tipologie di attività, compresi i Creator che desiderano vendere i propri prodotti.

In questo modo il social ha allentato le regole che per ora consentono solo ad alcuni marchi e attività approvate, di usare il tag Shopping nei post per vendere prodotti.

Dal 9 luglio, annuncia la compagnia, entreranno in vigore i nuovi requisiti, disponibili a questo link, che estendono l’accesso allo strumento Shopping a diverse tipologie di aziende, “compresi i creator che desiderano mettersi in contatto con gli acquirenti e vendere i propri prodotti su Instagram”. Sarà sufficiente avere almeno un prodotto in linea con le normative, per poter utilizzare i tag Shopping di Instagram e portare le persone al proprio sito web per compiere un acquisto.

Le nuove policy saranno disponibili in tutti i Paesi in cui è supportato Instagram Shopping, ma solo le aziende negli Stati Uniti, che dispongono della versione beta, possono utilizzare la funzione per gli acquisti in-app.

I nuovi inserzionisti Instagram non dovranno più avere il collegamento a Facebook

Se fino ad oggi Facebook ha sempre voluto integrare Instagram nel suo ecosistema, al fine di migliorare le capacità pubblicitarie per gli inserzionisti, oggi potrebbe fare un passo indietro.

Instagram, infatti, sta introducendo la possibilità per gli inserzionisti di pubblicare annunci sulla sua piattaforma senza disporre del collegamento con un account pubblicitario Facebook.

Come dichiarato dalla stessa società, la feature è disponibile solo per i nuovi account Business e Creators in Turchia e negli Stati Uniti. Pertanto, se in passato hai utilizzato il collegamento con un account pubblicitario Facebook per fare pubblicità su Instagram, dovrai continuare a farlo.

Questa nuova funzionalità, di fatto non cambia molto il processo per pubblicizzare sulla piattaforma. Chi rientra nei requisiti per utilizzare la feature, dovrà semplicemente creare l’annuncio attraverso il tasto “Promuovi” presente sotto ad ogni post pubblicato, senza alcuna modifica rispetto al procedimento attualmente esistente.

Google e il “fact-check” anche tra le Immagini

 Sui social e, più in generale, su internet, cresce sempre di più la quantità di informazioni veicolate tramite le immagini.

Se da una parte sono un’ottima modalità per trasmettere messaggi, dall’altra possono avere contenuti decisamente fuorvianti. Per esempio, sta diventando sempre più difficile comprendere l’origine, l’autenticità ed il contesto di quello che vediamo sui social media o troviamo nella Ricerca di Google.

Per questo motivo, Google ha deciso di portare il suo “fact check” anche in questo genere di contenuti, specificatamente tramite Google Immagini. Come potrai vedere nell’allegato qui sotto, d’ora in avanti potrà capitarvi di trovare tra i risultati di una ricerca tale dicitura a confermare l’autenticità del contenuto.

A comunicarlo è stata la stessa società di Mountain View con un post sul suo blog nel quale spiega il meccanismo di funzionamento per Google Immagini“Il potere dei media visivi ha le sue insidie?, specialmente quando ci sono domande sull’origine, l’autenticità o il contesto di un’immagine. A partire da oggi, stiamo iniziando a mostrare informazioni sul fact checking in Google Immagini a livello globale per aiutare le persone a navigare in questi problemi e dare giudizi più informati su ciò che vedono sul web”, ha scritto Harris Cohen (Group Product Manager, Search in Google).

Si tratta della possibilità di unire le funzionalità di Google Immagini con quelle relative alla sezione di ricerca e news sempre realizzate dalla società.

I tag di fact check appaiano sui risultati che provengono da fonti indipendenti ed autorevoli sul web, che soddisfano specifici criteri di verifica.

Il controllo si basa su ClaimReview, già utilizzato dai diversi editori per mostrare la propria autorevolezza.

Il nuovo tag non influirà sul posizionamento di un’immagine, proprio come nella Ricerca di Google.

Google e il .new

L’anno scorso, Google ha introdotto una feature di collegamenti “.new” che permette di creare nuovi documenti, fogli, slide, form e altro, solo scrivendo docs.new, slides.new, sheet.new, forms.new, sites.new, e website.new nel browser e premendo invio.

Ora questa funzione sarà disponibile anche per Google Meet, consentendo di iniziare una nuova chiamata solo digitando “meet.new” nella barra e aprendo immediatamente la schermata per la riunione.

Di fatto, qualsiasi azienda organizzazione può registrare il proprio dominio .new, consentendo un accesso più rapido alle funzioni. Ecco un esempio:

  • Playlist.new, per creare una nuova playlist per aggiungere brani su Spotify;
  • Story.new, per scrivere ciò che ti interessa su Medium;
  • Canva.new, per la creazione di grafiche da condividere con il tuo team;
  • Webex.new, per avviare la tua riunione da qualsiasi browser con Cisco Webex;
  • Link.new, per creare link abbreviati attraverso Bitly;
  • Invoice.new, per compilare ed inviare fatture dalla Stripe Dashboard;
  • Api.new, per prototipare e lanciare idee per i nuovi endpoint API Node.js attraverso RunKit;
  • Coda.new, per creare un nuovo documento che combina documenti e fogli di calcolo;
  • Cal.new, per lanciare un nuovo evento di Google Calendar direttamente dal tuo browser.

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Facebook, Google,Twitter: le novità digital della settimana

Come ogni settimana, facciamo un riepilogo di cosa è successo nel mondo digital.

Questa settimana vede protagonisti ancora Facebook, Google e Twitter.

Arriva la Tab Facebook News

Il tema fake news è sempre stato un punto di attenzione per Facebook, essendo ormai la piattaforma diventata un punto di riferimento per l’informazione.

Per questa ragione Facebook ha deciso di introdurre una sezione dedicata alle news. Il progetto è stato lanciato in fase di test lo scorso ottobre in alcuni Paesi degli Stati Uniti. Oggi la tab è attiva e confermata ma solo in questi Paesi, per il momento.

La società ha dichiarato che Facebook News sarà un perfetto mix tra moderazione umana ed algoritmo, così da avere un doppio check contro eventuali fake news.

Gli utenti non potranno commentare le notizie nel feed dedicato a news, ma potranno reagire e condividerle. Allo stesso tempo, sarà possibile nascondere argomenti ed editor specifici che non si intende seguire tramite Facebook News.

Tutti i publisher, ovviamente, sono stati controllati dalla società ed approvati, così da limitare la diffusione di potenziali fake news attraverso questo nuovo strumento.

Facebook lancia la casella di posta per le aziende

Non sarà più necessario scaricare app separate per leggere e rispondere ai messaggi aziendali su Facebook Messenger.

Facebook sta rilasciando Business Inbox in Messenger, una nuova casella di posta elettronica per le aziende integrata nell’app di messaggistica. Con questa nuova possibilità, chi gestisce pagine aziendali non è più costretto ad installare app separate, come Facebook’s Pages Manager, per consultare le mail relative alla propria attività.

L’implementazione è appena iniziata su iOS e nelle prossime settimane arriverà anche sui dispositivi Android.

Mike Weingert, Product Manager di Messenger, ha spiegato le motivazioni di questo aggiornamento.

“Oltre il 90% degli amministratori di Pagine aziendali utilizza già Messenger per comunicare con amici e / o familiari e la stessa ricerca ha sottolineato che la maggior parte degli utenti non desidera scaricare o gestire più app”.

Mike Weingert ha aggiunto che l’azienda è consapevole anche che le piccole imprese hanno bisogno di strumenti affidabili e facili da usare per aumentare la loro presenza online e comunicare con i clienti.

Secondo un sondaggio Hubspot, il 90% dei clienti giudica importante o molto importante una risposta immediata in caso di domande di marketing o di vendita. Al giorno d’oggi i clienti hanno molte domande su orari di apertura, disponibilità dei prodotti, opzioni di consegna e ritiro e altro ancora.

La nuova casella di posta in arrivo in Messenger renderà facile e conveniente per le aziende rispondere rapidamente. Le aziende possono anche scegliere di ricevere notifiche nell’app Messenger per ricordare loro di tornare tempestivamente ai clienti. La posta in arrivo aziendale in Messenger integra l’app Gestione pagine, dove oltre alla messaggistica, le aziende possono gestire i propri post su Facebook, creare annunci e visualizzare approfondimenti sulla Pagina.

Google Meet: niente più rumori di fondo con l’Intelligenza Artificiale

Dal momento che sempre più persone lavorano da remoto, un problema comune delle chiamate vocali o video è il rumore ambientale. Per risolvere questo problema, Google ha sviluppato una nuova funzionalità che utilizza AI per un’efficace cancellazione dei rumori di fondo.

La funzionalità, già annunciata ad aprile di questo anno, verrà implementata gradualmente, prima sul web e poi su Android e iOS.

Google My Business: altri orari disponibili

Per aiutare le aziende ad adattarsi alle sfide attuali e future, Google sta implementando una nuova funzione che consente alle aziende di specificare un diverso set di ore quando sono disponibili determinati servizi. Per esempio, una pasticceria potrebbe essere aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00, ma il servizio di take away potrebbe essere disponibile solo in specifici e diversi giorni e orari.

Il proprietario di un’attività commerciale può ora modificare gli orari su My Business per inserire quelli del ritiro, diversi da quelli dell’apertura del locale.

Quindi, quando gli utenti cercheranno il ristorante, saranno in grado di vedere gli orari extra su Google Maps e nei risultati di ricerca.

Ovviamente, questa funzione sarà attiva solo per quelle aziende che hanno già specificato giorni ed orari di apertura.

 

 

 

 

 

Twitter ricorda di leggere gli articoli prima di twittarli

Anche Twitter sta sperimentando una nuova funzione – attualmente sono per gli utenti Android di lingua inglese – per ridurre l’impatto delle fake news sulle conversazioni online.

E, uno dei modi per fermare la diffusione delle fake news è quello di assicurarsi che le persone capiscano davvero il contenuto che stanno condividendo.

Condividere un articolo dopo aver letto solamente il titolo e senza essersi presi la briga di aprirlo e informarsi sul suo reale contenuto è una pratica che secondo Twitter andrebbe evitata. Per questo motivo il social network ha iniziato a testare una nuova funzione che invita gli utenti a leggere gli articoli prima di ritwittarli.

Il prompt viene attivato ogni volta che una persona fa clic su un link, senza tenere conto del tempo trascorso sulla pagina prima della condivisione.

Un portavoce di Twitter ha spiegato che la viralità dei social media può essere potente e pericolosa allo stesso tempo, soprattutto se le persone non leggono i contenuti che stanno diffondendo (prassi molto frequente).

La società ha dichiarato che eseguirà il test per alcune settimane, così da ottenere dati sufficienti per prendere una decisione sui passi successivi da attivare.

 

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Blog: 5 motivi per cui è un beneficio per il tuo e-commerce

Quali sono le ragioni per cui avere un blog potrebbe essere un ottimo assist per il successo del tuo e-commerce?

I siti di e-commerce devono affrontare una forte concorrenza sul mercato. Ogni anno nuovi commercianti aprono negozi online e, man mano che il campo di gioco diventa sempre più affollato, può essere più difficile farsi notare dai potenziali clienti.

Offrire dei buoni prodotti a ottimi prezzi non è sempre sufficiente per generare traffico per un sito e-commerce e i proprietari delle aziende devono prendere in considerazione altre modalità per farsi notare dai consumatori online.

I commercianti digitali impiegano molto tempo e denaro nella progettazione di siti che offrono un’esperienza di acquisto sicura e conveniente per i clienti, ma spesso non riescono a considerare uno degli strumenti più potenti per guidare questi clienti verso le loro porte virtuali: un blog dedicato.

L’aggiunta di un blog al tuo sito e-commerce è un modo relativamente semplice per:

  • elevare il tuo profilo online;
  • generare traffico per la tua attività;
  • aumentare la consapevolezza del marchio;
  • stabilire l’autorità online.

Secondo l’ultimo report del Content Marketing Institute, i marketers B2C hanno usato con successo il content marketing negli ultimi 12 mesi per creare brand awareness, costruire fiducia e credibilità, educare l’audience, costruire loyalty con i clienti esistenti e altro.

Ma vediamo in dettaglio come un blog dedicato può aiutare un sito e-commerce ad avere successo.

1. Fare blogging aumenta il tuo ranking in Google

Un ottimo modo per aumentare il tuo posizionamento su Google è alimentare regolarmente il tuo sito con contenuti ricchi di SEO. Una volta che le pagine principali sono state scritte e hai completato la pagina delle FAQ, ha senso coinvolgere il tuo pubblico fornendo regolarmente  spunti utili sul settore attraverso un blog ben curato.

Assicurati che il tuo blog sia ottimizzato per i motori di ricerca. Dovrebbe contenere i seguenti elementi per soddisfare gli standard di Google:

  1. parole chiave pertinenti posizionate in aree come la meta descrizione, il meta tag e il titolo del post, così come quelle all’interno del contenuto;
  2. brevi paragrafi di 2-4 frasi di lunghezza, combinati con punti elenco e liste numerate
  3. backlink incorporati nel relativo testo di ancoraggio

Inoltre, il contenuto, il traffico e i lead generati dal blog possono generare una marea di dati utente utilizzabili.

2. Il blog ti aiuta a posizionarti come un esperto nel tuo settore

Le persone online cercano fondamentalmente risposte e i blogger forniscono informazioni approfondite per i loro lettori, clienti, partner, colleghi e chiunque sia associato al loro settore.

Se fornisci le risposte che gli utenti stanno cercando tramite il tuo blog, è una grande cosa. Se lo fai con precisione, senza necessariamente vendere, con attenzione ai dettagli e alla qualità, è una cosa ancora più grande. Questo approccio crea fiducia nel tuo marchio, così come in ciò che vendi.

Più fiducia = più trust. Più trust = gli utenti sono più propensi ad acquistare.

Quindi, se hai intenzione di scrivere un blog, assicurati di avere qualcosa di cui scrivere che sia prezioso, fresco e formulato in un modo unico. Se il contenuto è la caratteristica più importante del tuo blog, hai l’opportunità anche di affinare il tuo stile autorevole e la voce nei tuoi post.

3. Il blog contribuisce ad aumentare il traffico al sito

Secondo uno studio di  HubSpot, i siti con un blog ottengono il 434% in più di pagine indicizzate rispetto ai siti senza blog.

E, più pagine hai indicizzate sui motori di ricerca come Google, maggiori sono le possibilità che tu possa comparire nelle classifiche dei motori di ricerca.

Ogni volta che pubblichi un blog ottimizzato per parole chiave, questo rappresenta un percorso verso un potenziale cliente che cerca quella parola chiave. Il contenuto educativo che fornisci, nel tempo determinerà se quel traffico si trasforma in lettore, quindi in lead, quindi in vendita.

4. Un blog attira i tuoi clienti e crea una community online fedele e attiva

 

Quando decidi di pubblicare regolarmente contenuti interessanti e pertinenti per i tuoi utenti, motivandoli a interagire con i post nei commenti o a condividerli sui social media, creerai rapidamente un lettore fedele che puoi utilizzare a tuo vantaggio. Rispondere sempre ai commenti, email o tweet relativi al blog assicurerà che la conversazione continui a fluire, invitando i lettori a tornare spesso per contenuti più interessanti.

In dettaglio:

  • un blog può coinvolgere il tuo pubblico e promuovere la brand loyalty;
  • quando gli utenti leggono di nuovi prodotti tramite il tuo blog, è molto probabile che facciano “clic” per saperne di più;
  • è probabile che i lettori visitino altre pagine del tuo sito, soprattutto se fornisci backlink;
  • il blog consente alle aziende di raccontare storie che potrebbero convertire i visitatori in clienti;
  • se un post sul blog diventa virale, potrebbe aumentare radicalmente le visite al tuo sito e la consapevolezza del marchio.

La tua capacità di attrarre e coinvolgere i clienti è una delle risorse aziendali  più preziose. Un blog ben curato accompagnerà il tuo pubblico fornendo un flusso costante di contenuti coinvolgenti.

Indipendentemente dal tipo di attività di e-commerce che gestisci, i blog dovrebbero essere un elemento chiave della tua strategia di marketing. Se gestisci un blog che è stimolante, ponderato, perspicace e coinvolgente, questo può fare molto per aumentare la tua presenza online e far crescere la tua attività.

5. Un blog aumenta le vendite

I blog sono diventati fondamentali per aiutare i consumatori a prendere decisioni di acquisto.

Secondo un sondaggio di di Dynata (precedentemente chiamato Research Now) del 2014 su 1.000 consumatori nel Regno Unito:

  • l’84%  ha acquistato prodotti in base al modo in cui sono stati descritti nei blog;
  • 1 su 4 ha acquistato qualcosa ogni mese in base al contenuto del blog che leggeva;
  • il 46 percento ha dichiarato di aver letto i blog per fare un’indagine iniziale sui prodotti.

Se i clienti hanno la possibilità  leggere un blog informativo prima di effettuare un acquisto, è più probabile che si sentano più sicuri della propria decisione.

Case History – Shopify

Avere successo con il proprio e-commerce grazie a un’attività di blogging non è teoria, ma i risultati si possono provare e misurare.

Prendiamo l’esempio di Shopify, che vende la sua piattaforma di e-commerce a centinaia di migliaia di imprenditori  in tutto il mondo. Secondo Wishpond, dalla sola strategia di blog, Shopify è riuscito ad aumentare il numero di clienti paganti del 55%.

Shopify utlizza parole chiave altamente redditizie nel suo blog, quelle per le quali il loro pubblico di destinazione è attivamente alla ricerca.

Attualmente sono al primo posto per “dropshipping”, una parola chiave con valore maggiore e volume di ricerca mensile, secondo KWFinder.

In che modo Shopify si classifica per parole chiave come questa?

Dipende dal loro blog e dal content marketing. Ogni singolo blog crea la propria autorità con Google e i clienti, come i mattoni che si accumulano per creare un muro indistruttibile.

Shopify è buon esempio per incentivare tutti i marchi di e-commerce a creare una strategia di content marketing focalizzata sul blog.

 

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Fonte:

https://www.searchenginejournal.com/why-ecommerce-site-needs-blog/290201/

Facebook, Google, Linkedin: le novità digital della settimana

Anche questa settimana ci sono ricche novità dal mondo digital.

I protagonisti sono Facebook, Google e Linkedin ma anche Snapchat, che torna a farsi sentire.

Vediamo in dettaglio cosa è successo.

Facebook & Newsletter: un nuovo connubio per l’email marketing

Facebook, inarrestabile in questo periodo, si sta aprendo anche al segmento dell’e-mail marketing.

In questi giorni, infatti, è stato attivato uno speciale test su diverse Pagine Business, selezionate in modo casuale sulla piattaforma.

Per sapere se hai già la funzione attiva ti basterà andare nella Posta in Arrivo e visionare le diverse opzioni disponibili.

Questo nuovo strumento consentirà agli amministratori di Pagine Facebook di creare elenchi di contatti e-mail direttamente dalla piattaforma, oppure di caricarli da CRM attraverso dei semplici fogli in formato xls. Direttamente Si potranno quindi creare e tracciare delle campagne di e-mail marketing senza passare da ulteriori tool esterni, ma facendolo direttamente dal Business Manager.

La peculiarità di un servizio di email marketing offerto da Facebook potrebbe riferirsi all’ampia possibilità di raccolta dei dati personali ma anche e soprattutto alla possibilità di poter offrire opzioni di invio, come ad esempio giorno e orario ideali di invio email sulla base della posizione dei destinatari, che al momento rimane un’ipotesi.

Come riportato da AdWeek, lo strumento al momento ha solo la possibilità di inviare e-mail agli elenchi forniti dall’inserzionista. Ciò significa che non consente l’invio di e-mail, ad esempio, a un pubblico “lookalike”.

Ciò ha senso dal punto di vista dell’utente e speriamo di saperne di più su come Facebook sfrutterà i suoi dati utente per rendere la soluzione più attraente rispetto ai tradizionali strumenti di email marketing. Per il momento, non appare diverso nulla di diverso o speciale.

Facebook verifica l’identità dei profili dietro a Pagine con vasta portata

Al fine di garantire che i contenuti sulla piattaforma siano autentici e provengano da persone reali (e non BOT o account fake che desiderano nascondere la propria identità), Facebook ha iniziato una verifica a tappeto sui profili che gestiscono Pagine con un pubblico molto ampio, soprattutto negli Stati Uniti.

In particolare, la società verificherà l’identità di tutti coloro che potrebbero assumere modelli di comportamento non autentici e i cui post sono virali negli USA.

I Product Manager Anita Joseph e Michele Pacelli, ha spiegato così la situazione in un recente annuncio:

“Se qualcuno dovesse decidere di non verificare la propria identità, oppure l’ID fornito non corrisponderà all’account Facebook collegato, la piattaforma ridurrà la portata organica del post così da tenerlo “nascosto” a quante più persone possibili. Inoltre, se si tratterà di amministratori di Pagine Facebook, la società li costringerà a completare l’autorizzazione alla pubblicazione prima di poter condividere un qualsiasi contenuto”.

Google rilascia gli annunci Discovery a livello globale

L’anno scorso Google ha introdotto le Discovery ADS: una nuova tipologia di annunci pubblicitari che presentano un’immagine in evidenza e sono pubblicati in tutte le applicazioni Google dotate di feed di notizie da scorrere, come:

  • Home di YouTube
  • Tab Promozioni e Social di Gmail
  • Feed Google Discover

Le Ads Discovery sono un nuovo modo per aiutare le persone a scoprire ed interagire con nuovi brand mentre navigano tra i propri contenuti preferiti. Ora gli annunci Discovery sono disponibili per tutti gli inserzionisti a livello globale e sembra che permetteranno di aumentare di molto le proprie performance.

La società, in una recente comunicazione, ha spiegato quanto segue:

“Sempre più consumatori trovano ispirazione per nuovi acquisti attraverso una crescente varietà di punti di contatto. In effetti, circa l’86% degli utenti online afferma di essere alla ricerca di idee per lo shopping mentre guardano video o esplorano contenuti sul Web. Grazie agli annunci Discovery si potrà far affidamento sulla comprensione da parte di Google degli intenti di ricerca dei consumatori in tutte le nostre proprietà per coinvolgere questi segmenti di pubblico mentre scorrono i loro preferiti, senza necessità di query di ricerca”.

Molte aziende si dicono soddisfatte del rendimento ottenuto dagli annunci Discovery che hanno portato ad un aumento delle performance con un CPA fino al 48% inferiore rispetto alle Social ADS.

Google: nel motore di ricerca arriva l’autovalutazione dei disturbi d’ansia

Google, in collaborazione con Mental Alliance on Mental Illness, arriva in aiuto delle persone che soffrono di disturbi di ansia – poiché sono sempre di più gli utenti che cercano risposte su Google – con una nuova funzionalità presente nel suo motore di ricerca, attualmente in implementazione negli USA. Ecco di cosa si tratta.

Come spiega Daniel H. Gillison, Jr., CEO di The National Alliance on Mental Illness in una nota:

“I disturbi d’ansia colpiscono 48 milioni di adulti negli Stati Uniti. L’ansia si presenta come una vasta gamma di sintomi e può essere il risultato di fattori biologici o innescato da un cambiamento nell’ambiente o dall’esposizione a un evento stressante. Con COVID-19 che introduce nuovi punti di stress, le comunità stanno assistendo a un aumento dei problemi e dei bisogni di salute mentale. I dati del New Census Bureau pubblicati la scorsa settimana mostrano che un terzo degli americani mostra ora segni di ansia o depressione clinica”.

A partire da questa settimana, quando le persone negli Stati Uniti cercheranno informazioni sull’ansia vedranno apparire un questionario validato clinicamente chiamato GAD-7. Questo sondaggio di autovalutazione è composto da sette domande ed aiuterà le persone a comprendere a che livello si trova la propria ansia, fornendo risorse utili per ottenere l’aiuto necessario.

L’autovalutazione per l’ansia, al momento, è disponibile solo per gli Stati Uniti ma Google punta a portarla al più presto anche in altri Paesi.

LinkedIn: arriva il retargeting per le visualizzazioni video e moduli Lead Generation

LinkedIn ha annunciato il tanto atteso retargeting per i suoi annunci.

Questa nuova funzionalità consente agli inserzionisti di creare segmenti di retargeting di utenti che hanno visionato annunci video o interagito con i moduli di lead generation. Questa nuova funzionalità verrà implementata il mese prossimo.

In particolare, sarà possibile lanciare delle campagne specifiche dedicate a coloro che hanno guardato almeno il 75% di un video pubblicato oppure che hanno aperto o risposto ad un modulo dedicato alla lead acquisition.

Dai test effettuati, queste nuove funzionalità di remarketing hanno contribuito ad un aumento del tasso di conversione e ad una riduzione del costo. Il retargeting su moduli di Lead Generation ha aumentato il CTR di 2-3 volte ed i lead generati hanno mostrato tassi di qualificazione più elevati.

Il retargeting funzionerà sia su LinkedIn che su LinkedIn Audience Network, in modo che i brand possano recapitare il loro messaggio durante tutto il processo di navigazione del potenziale acquirente, su dispositivi mobili e desktop.

Snapchat smette di mostrare le Stories di Trump sulla homepage di Discover

Snapchat, social network molto popolare soprattutto qualche anno fa tra gli adolescenti, ha fatto sapere di aver smesso di promuovere i contenuti del presidente Donald Trump dopo i suoi controversi commenti sulle proteste antirazziste e contro la violenza della polizia organizzate negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. Uno di questi commenti minacciava l’uso di “cani feroci” contro i manifestanti che stavano protestando vicino alla Casa Bianca.

“Non andremo ad amplificare le voci che incitano alla violenza razziale e all’ingiustizia facendo loro promozione gratuita”,

ha detto mercoledì Rachel Racusen, portavoce di Snap, società che possiede Snapchat. L’account di Trump sarà dunque rimosso dalla sezione “Discover”, dove vengono messi in evidenza contenuti informativi di persone celebri o che riguardano la politica. L’account di Trump su Snapchat ha circa 1,5 milioni di follower, e rimarrà comunque sulla piattaforma.

Questa mossa segue la decisione di Twitter di pubblicare degli avvisi pubblici collegati ai tweet di Trump, prima di arrivare alla rimozione dei contenuti, affermando che gli stessi violavano la policy anti-violenza.

 

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Facebook, Instragram, Pinterest e Linkedin: le novità della settimana

Settimana di fermento questa prima di giugno che vede come protagonisti l’inarrestabile colosso di Menlo Park, ma anche Linkedin e Pinterest.

Ma vediamo in dettaglio le novità:

Facebook lancia CatchUp: la nuova app standalone per le chiamate audio

CatchUp è l’ultima arrivata tra le applicazioni sperimentali sviluppata dal team NPW di Facebook, e completamente dedicata alle conversazioni vocali.

Presentando CatchUp, Nikki Shah del team NPE di Facebook ha spiegato che:

“Restare in contatto con amici e familiari è importante, soprattutto durante questo periodo di distanziamento sociale. La messaggistica e le videochiamate sono ottimi modi per inviare aggiornamenti rapidi e connettersi con qualcuno faccia a faccia, ma parlare al telefono offre un equilibrio unico tra convenienza e connessione personale. Sulla base dei nostri studi, abbiamo scoperto che uno dei motivi principali per cui le persone non chiamano più così frequentemente amici e parenti è che non sanno quando sono disponibili per una chiacchierata e sono preoccupati di telefonare in momenti inopportuni. CatchUp risolve questo problema e semplifica anche le call di gruppo”.

A differenza di  Messenger e WhatsApp che offrono già questa funzionalità all’interno delle proprie app, CatchUp ha una caraterristica diversa: quella di sapere chi è disponibile per una chiamata vocale.

Attualmente in fase di test negli Stati Uniti, e disponibile per Android e iOS. Per utilizzare CatchUp è necessario scaricare l’app e non è necessario disporre di un account Facebook.

Facebook annuncia nuovi corsi Blueprint

Sempre in ottica di sostenere le aziende che hanno necessità, ora più che mai, di posizionarsi online per superare il periodo di crisi derivato dal lockdown, Facebook ha pensato di introdurre 15 nuovi corsi Blueprint.

Tutti i corsi Blueprint sono gratuiti e, se sei un professionista del marketing digitale ti viene offerta anche la possibilità di sostenere l’esame per ottenere la certificazione.

Facebook ha affermato che, con questo aggiornamento, le lezioni sono diventate ancora più semplici da seguire, in quanto tutte le tematiche trattate vengono contestualizzate per migliorare la comprensione.

Tornano i sondaggi su Messenger

Dopo circa un anno dalla loro scomparsa, Facebook ha reintrodotto i sondaggi  su Messenger, disponibili solo nelle chat di gruppo, così da facilitare la presa di decisioni e la comunicazione tra i diversi membri.

Per creare un sondaggio tocca il segno + nella finestra della chat di gruppo e seleziona la voce “Sondaggi”. Aggiungi la tua domanda e le possibili risposte, quindi clicca su “Crea sondaggio”, e il gioco è fatto.

Gli utenti che desiderano partecipare possono cliccare sul poll per visualizzare i dettagli, scegliere la loro risposta e inviarla.

La  feature è disponibile su Facebook Messenger per Android, iOS, app desktop e web.

Instagram lancia le IGTV Ads e i badge in Live

Per la prima volta nella sua storia, Instagram inizierà a condividere le revenue con i “Creators attraverso annunci in IGTV e badge che i viewers possono acquistare su Instagram Live. Il vantaggio per influencer ed aziende presenti su IGTV è che i guadagni ricavati dagli inserzionisti verranno condivisi al fine di sostenere gli investimenti effettuati per la creazione di video di lunga durata.

Secondo Instagram, gli annunci video appariranno solo quando un utente cliccherà per guardare un video IGTV dal pulsante di anteprima nel suo feed. Gli annunci saranno video verticali ottimizzati per dispositivi mobili e dureranno fino a 15 secondi.

Gli annunci inizieranno a essere pubblicati in IGTV da un gruppo selezionato di partner e inserzionisti negli Stati Uniti con piani per continuare ad espandersi a livello globale. Gli annunci di marchi come IKEA, Puma, Sephora e altri partner di test inizieranno ad apparire già da questa settimana.

Creators famosi come Avani Gregg e Salice Rose saranno tra i primi a testare la nuova funzionalità di monetizzazione, con un rilascio internazionale più ampio nei prossimi mesi.

Nel loro ultimo comunicato stampa, Instagram ha condiviso che continueranno a testare varie opzioni di annunci IGTV, “come la possibilità di saltare le pubblicità”, per assicurarsi che il risultato finale funzioni bene per utenti, creatori e inserzionisti.

Pinterest presenta Shopping Spotlights in collaborazione con influencer e publisher

Dopo aver introdotto nuove feature per lo shopping sulla piattaforma, al fine di renderlo più semplice e stimolante, ora Pinterest una nuova funzionalità con Shopping Spotlights, la quale include le raccomandazioni di fashion influencer e publisher.

Come indicato dallo stesso annuncio di lancio della funzione:

“Sembrerà di avere sempre con sé un personal shopper, ma con l’aspetto di un catalogo sempre aggiornato sulle ultime tendenze dettate da influencer esperti in determinati settori”.

La funzione è stata rilasciata su Android, Web e iOS negli Stati Uniti e presto arriverà anche in Italia.

LinkedIn ha bloccato 7,8 milioni di account fake nella seconda metà del 2019

Come altre piattaforme social, anche Linkedin non è immune dagli account fake, creati con l’intendo di truffare o molestare altri utenti iscritti alla piattaforma.

Nella seconda metà del 2019, LinkedIn ha annunciato di aver bloccato oltre 7,8 milioni di utenze false attraverso i suoi strumenti proattivi di sicurezza e controlli manuali.

Oltre questo, la piattaforma ha diffuso anche i dettagli relativi ai contenuti rimossi dalla sua piattaforma nel medesimo arco temporale:

  • 15.635 casi di molestie
  • 9.337 contenuti per adulti
  • 1.839 materiali violenti
  • 500 contenuti di odio o incitamento allo stesso
  • 167 qualificabili come sfruttamento minorile

La piattaforma ha inoltre ricevuto 11.564 richieste di rimozione per violazione del copyright, riguardanti 290.170 contenuti, di cui 290.145 eliminati.

Nel Community Report Linkedin pubblica quanto segue:

“Il lavoro dietro le quinte di LinkedIn, al fine di costruire una community sicura e professionale, è davvero molto ampio. Per questo, con il passare degli anni, sono stati ideati nuovi strumenti per limitare le molestie sulla piattaforma e donare un’esperienza migliorata ai membri che segnalano contenuti. Continueremo a ricercare nuove modalità per perfezionare ed espandere le nostre capacità già dal prossimo futuro”.

 

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