Customer Journey Map: come integrarla nella tua strategia marketing – Parte 2

customer journey map - aroundigital

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto il concetto di Customer Journey Map e di come creare una mappa del percorso di acquisto del cliente.

In questo articolo ci focalizzeremo su come integrare una mappa di customer journey nella tua strategia di marketing.

Come migliorare la tua strategia marketing con la Customer Journey Map

1. Cerca gli insight

Nessuna mappa del percorso cliente è completa senza gli insight o le potenziali opportunità di miglioramento, come indicato nella mappa di esempio dell’articolo precedente.  Riunisciti con il tuo team marketing e fai brainstorming sulle opportunità di miglioramento che puoi dedurre dalla mappa.

Non esiste un modo unico per farlo e tutto dipende dalla situazione che hai sulla mappa. Ad esempio, se vedi che un particolare touchpoint ha un tasso di conversione molto inferiore al resto, probabilmente c’è qualcosa che devi sistemare o migliorare. Fai ulteriori ricerche a riguardo e fai  un’ipotesi sul perché non performa. Dopodiché cerca di apportare miglioramenti.

2. Migliora i messaggi pubblicitari 

La motivazione che spinge i tuoi clienti a effettuare un acquisto è un fattore determinante. Se scopri che ciò che i tuoi clienti cercano non è ciò che pubblicizzi, è un chiaro segno che dovresti modificare o migliorare i tuoi messaggi pubblicitari.

3. Focalizza gli interessi 

Se stai facendo content marketing (e se non lo stai facendo te lo consigliamo caldamente) , i risultati delle “Categorie di affinità” potrebbero essere utili. Alcuni utenti possono scoprire il tuo prodotto mentre leggono articoli su argomenti ad esso collegati.  Cerca i dati sulle categorie di affinità cosicché tu possa aggiungere qualche altro argomento al tuo piano di content marketing.

4. Concentrati sui canali ad alta conversione

La mappatura del percorso del cliente consente anche di capire quali canali di marketing funzionano meglio. Guarda quali sono i canali prevalenti nella prima metà del percorso del cliente e scopri perché funzionano meglio.

Da quel momento in poi, hai due opzioni. Puoi provare a fare migliorie nei canali che non ti portano abbastanza clienti o raddoppia gli investimenti in quelli che ti offrono già il ROI migliore.

5. Migliora le conversioni sul sito web

La customer journey map fornisce alcune delle migliori analisi sulle azioni sul sito dei tuoi clienti. Questo ti dà l’opportunità di vedere cosa stanno facendo esattamente i tuoi clienti sul sito web prima che convertano e migliorare l’intero processo.

Questo va ben oltre il semplice miglioramento dei punti di contatto che hai. Puoi anche modificare la tua strategia di conversione sul sito e aggiungere nuovi touchpoint.

Ad esempio, potresti notare che le persone che ricevono omaggi o partecipano a webinar, convertono molto più dei normali visitatori. Puoi iniziare a includere queste risorse di conversione nei popup o nella parte inferiore dei post del tuo blog.

Se il problema è che i tuoi venditori o il tema del supporto clienti  non riescono a tenere il passo con la mole di clienti, potresti aver bisogno di un software di canalizzazione di vendita per automatizzare alcune delle attività e lavorare con carichi maggiori.

Migliora ogni aspetto del tuo business con la Customer Journey Map

Una mappa del percorso del cliente è uno strumento che ti aiuta a visualizzare una grande quantità di dati sui tuoi clienti e il loro percorso verso la conversione.

Crea una mappa che rifletta cosa i tuoi clienti fanno realmente, non quello che pensi stiano facendo. Solo così puoi vedere tutti gli errori che la tua attività compie nell’attirarli verso la conversione. Raccogli continuamente i dati e aggiorna la mappa per vedere come cambia il comportamento del cliente, soprattutto in situazioni insolite come una pandemia.

Non solo. Con una mappa del percorso del cliente puoi migliorare la maggior parte dei processi aziendali che coinvolgono i clienti che intraprendono una serie di azioni verso un obiettivo . Tutto quello che devi fare è impostare un altro frame e seguire  i processi consigliati in questa guida.

In questo modo, puoi migliorare qualsiasi cosa, dall’aumento delle visualizzazioni sul tuo blog alla riduzione della contrazione dei clienti.

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TikTok, Telegram, Messenger: le novità digital della settimana

I protagonisti delle news digital di questa settimana sono TikTok, Telegram e Facebook Messenger.

Vediamo in dettaglio quali sono le novità.

TikTok e il nuovo formato degli annunci interattivi

Dopo l’annuncio del lancio anticipato di Instagram Reels in oltre 50 Paesi, TikTok va al contrattacco e introduce un paio di funzioni interessanti per Creators e Brand.

L’interesse per la gamification su TikTok è nettamente aumentata rispetto allo scorso anno, con una crescente interazione da parte degli utenti della piattaforma.

tiktok-nuovo formato annunci_aroundigital

Per aiutare i brand a sfruttare il crescente interesse degli utenti per la gamification, nei giorni scorsi l’azienda ha annunciato il lancio di Gamified Brand Effect. Con questa nuova feature, gli inserzionisti avranno la possibilità di creare delle campagne di gamification basate su oltre 20 formati diversi, direttamente all’interno della piattaforma pubblicitaria di TikTok.

All’inizio della scorsa settimana, il portavoce di TikToK ha dichiarato quanto segue:

“Ora più che mai, le aziende sono alla ricerca di nuove modalità per entrare in contatto con il proprio pubblico e abbiamo visto un crescente interesse da parte degli inserzionisti nel declinare i propri messaggi aziendali in maniera divertente e adatta alla piattaforma”.

Il Gamified Brand Effect consentirà di utilizzare le espressioni del viso, le posture del corpo e/o altri movimenti per controllare e interagire con gli annunci. Tale feature, che ricorda Lens Web Builder di Snapchat, è stata resa disponibile per tutte le aziende all’inizio di questo mese.

Ancora TikTok: un fondo di 200 milioni per i Creators

Un fondo di 200 milioni per incoraggiare e supportare i Creators nell’utilizzo della piattaforma: è questa l’ultima novità del social più in voga in questo periodo.

Un investimento che verrà distribuito nel corso del prossimo anno solo a chi ha più di 18 anni, risiede negli Stati Uniti ed ha una base minima di follower, e che pubblichi regolarmente contenuti originali in linea con le norme della community.

Dato che migliaia di Creators hanno costruito una vera e propria carriera attraverso partnership, sponsorizzazioni e accordi di rappresentanza con le principali agenzie di talenti, ora TikTok , con il Creator Fund, desidera aiutarne molti altri.

La società non esclude che vi sarà un’estensione anche ad altri Paesi, ovviamente aumentando il budget destinato a tale attività.

Il nuovo interessante aggiornamento di Telegram

La scorsa settimana Telegram ha annunciato un aggiornamento che riguarda nuove funzionalità utili a migliorare l’esperienza dell’utente con la sua piattaforma.

Tra queste troviamo la possibilità di inserire un video del profilo, quindi con un’animazione e non solo con un file statico. Il video viene riprodotto quando si visualizza il profilo, mentre all’interno delle conversazioni verrà visualizzato un solo fotogramma a scelta dell’utente. Con la nuova versione è anche possibile scorrere le precedenti immagini (o video) del profilo e sceglierli rispetto a quello che viene utilizzato in un determinato momento.

video profilo telegram - aroundigital

Anche l’aumento del limite di dimensioni per i file condivisi via app, che passa da 1,5GB a 2GB per qualsiasi tipo di file, è una novità, così come i miglioramenti dedicati alla persone nelle vicinanzefiltro per chatnotifichestatistiche di gruppo e molto altro.

Infine, Telegram ha rilasciato la possibilità di accedere all’app desktop con 3 account appartenenti a diversi numeri di telefono, senza alcuna disconnessione.

L’app Telegram Desktop, a differenza di WhatsApp, non ha bisogno di alcuna connessione attiva al tuo telefono poiché totalmente autosufficiente.

Ora è possibile andare live su Facebook da Messenger Rooms

Al fine di agevolare i suoi utenti nel creare delle dirette sulla piattaforma, la scorsa settimana Facebook ha introdotto la possibilità di trasformare facilmente le chiamate di Messenger Rooms in trasmissioni Live.

Per farlo, sarà sufficiente creare una Room da Facebook o Messenger Web e invitare le persone che si desidera avere nella live. Come amministratore della stanza, si può trasmettere la videochiamata su un profilo, una pagina o in un gruppo, e così facendo, si possono anche invitare altre persone a sintonizzarsi e guardare.

La società ha affermato che potrebbe raccogliere gli audio e video trasmessi ai fini di controllare che seguano gli standard della community.

La nuova funzionalità è attualmente disponibile solo in alcuni Paesi, ma Facebook afferma che presto verrà rilasciata a livello globale anche per app mobile.

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Immagine TikTok: <a href=”https://it.freepik.com/vettori/tecnologia”>Tecnologia vettore creata da freepik – it.freepik.com</a>

 

 

Customer Journey Map: come integrarla nella tua strategia marketing – Parte 1

CUSTOMER JOURNEY MAPPA

Come è possibile integrare efficacemente la Customer Journey Map all’interno della tua strategia di marketing?

Di seguito troverai una guida alla mappatura del percorso del cliente che ti aiuterà a comprendere il ruolo della trasformazione digitale e la customer experience per il successo della tua azienda.

Cos’è il Customer Journey?

Il Customer Journey indica l’insieme dei passi compiuti da un acquirente prima e dopo l’acquisto. Tenendo traccia di tutte le interazioni dei clienti con il tuo business, sei in grado di capire il loro modo di pensare e agire.
Questo ti aiuta a identificare le opportunità di approfondimento del rapporto con i clienti e, di conseguenza, ti consente di migliorare le tue vendite.

Ogni consumatore segue un certo itinerario di acquisto, sulla base del tipo di prodotto o servizio. E non è tutto: i clienti continuano a interagire con la tua azienda anche dopo, ad esempio contattando il servizio clienti o seguendo training specifici sull’uso del prodotto o servizio acquistato.

È importante conoscere i tuoi clienti, mappare il loro percorso e stimolarli con i giusti messaggi e le call to action più adeguate al momento giusto. Questo “viaggio” è conosciuto come customer journey.

Come creare una mappa del  Customer Journey

È possibile creare una mappa del percorso del cliente per la maggior parte dei processi che comportano decisioni e utilizzare questa mappa per scopi diversi. Per migliorare le conversioni è possibile utilizzare una mappa dettagliata che va dall’ultima fase del sales funnel all’acquisto. Anche una mappa dopo la prima conversione ti aiuterà ad aumentare il customer lifetime value.

Per ora, ci concentreremo sulle nozioni di base e vedremo come creare una mappa generale del percorso del cliente che copra il percorso di un cliente dall’interesse per il tuo prodotto all’acquisto. Questo ti aiuterà a migliorare la tua strategia di marketing generale.

La prima cosa che devi fare è impostare il frame della mappa del cliente, dove dovrebbe iniziare e dove dovrebbe finire. Dal momento che stiamo realizzando una mappa generale che copre l’intero imbuto, potremmo partire con l’inizio dell’interesse al mercato e concludere con il primo acquisto.

La cosa più importante, tuttavia, è trovare la strada giusta da tracciare. La maggior parte delle aziende ha diversi tipi di clienti che hanno percorsi diversi. Pertanto, inzia definendo il tuo user personas.

Un esempio di customer journey map visto da NNGroup.

1. Definisci il tuo User Personas

Inutile dire che un utente alla ricerca di siti di shopping online differirà dall’utente che cerca le migliori idee di business online. Questo è il motivo per cui la definizione degli utenti è così importante per una mappatura efficace del percorso del cliente.

Prima di tracciare il percorso del cliente, devi avere un’idea di chi sta facendo quel percorso. Per fare ciò, è necessario conoscere almeno questi quattro set di dati principali sul cliente:

  • informazioni demografiche (ad esempio età, genere, paese)
  • quali problemi risolvono con il tuo prodotto
  • cosa valutano del prodotto
  • dove ottengono informazioni

Con questi dati, sarai in grado di saperne di più sui tuoi clienti e sul loro percorso.

Ci sono diversi strumenti per  raccogliere queste informazioni. Eccone alcuni:

  • Form di iscrizione
  • Google Analytics
  • Facebook Analytics
  • Pop-up surveys
  • Email surveys

Customer Journey Map: come integrarla nella tua strategia marketing_aroundigital

Con il form di contatto, puoi raccogliere facilmente le informazioni demografiche di base dei tuoi contatti. Quando si registrano sul sito o scaricano un tuo omaggio, chiedi loro di darti qualche informazione in più rispetto al solo indirizzo email. Così facendo avrai già un database decente. Se gestisci un’azienda B2B ad esempio, potrebbe essere estremamente utile per te richiedere informazioni sul tipo di occupazione.

Oppure, puoi raccogliere i dati con gli strumenti analitici di Google o Facebook.  Puoi anche avere un’idea di ciò che interessa ai tuoi utenti cercando Affinity Categories in Google Analytics.

Molto probabilmente, non avrai uno ma diversi dati demografici principali. Cerca i gruppi di fasce di età e sesso più ampi ed esegui rapporti sulle categorie di affinità. Potresti scoprire che dire, uomini e donne trentenni che acquistano da te hanno in media interessi diversi.

Per sapere perché le persone acquistano da te e che cosa apprezzano di più possono essere dedotte solo dai sondaggi degli utenti. Fallo tramite pop-up o invia sondaggi ai tuoi iscritti alla newsletter.

2. Identifica i Touchpoint

Ora che sai chi è il tuo cliente, puoi iniziare a tracciare il suo percorso verso l’acquisto. Dovrai tracciare i punti di contatto che hanno con il tuo brand mentre attraversano ogni fase della canalizzazione di vendita.

Chiedere agli utenti come sono arrivati sul tuo sito potrebbe non essere così efficace in quanto molti punti di contatto verranno dimenticati prima dell’acquisto. Ecco alcuni strumenti con cui puoi farlo in modo più efficiente:

  • Google Analytics
  • Lead scoring software
  • Form di iscrizione

Comincia guardando i punti di contatto off-website, cioè  i punti di contatto che portano un cliente al tuo sito:

  • Sito web
  • Venditori/commessi
  • Negozi fisici
  • Pubblicità
  • Email
  • Social network
  • Telefonate al centro clienti

Puoi facilmente misurarli osservando da dove proviene il traffico nel pannello di Google Analytics.

Non dimenticare di aggiungere i codici UTM ai diversi collegamenti che lasci sul Web per assicurarti di ottenere il quadro completo.

Puoi anche ottenere un’immagine approssimativa includendo una domanda tipo “Come ci hai trovato” nei form di iscrizione. Tuttavia, questo mostra solo il fondo del funnel e non ti fornirà il quadro completo.

L’idea alla base è quella di assegnare più punti alle azioni che portano alla conversione. Puoi utilizzare questo sistema per tenere traccia delle azioni che portano a una conversione.

In questo modo, saprai quale serie di azioni esegue un potenziale acquirente sul sito web. L’altro metodo per imparare a mappare è utilizzare il Reverse Goal Path in Google Analytics. Questa scheda ti consente di prendere un obiettivo dalla tua campagna e vedere quali azioni ha fatto una persona che ha finito per convertire sul tuo sito.

3. Disegna la mappa

Una volta individuata la base di questa ipotetica mappa, e aver raccolto tutti i dati necessari per la pianificazione, hai bisogno di un tool per disegnare materialmente la struttura.

Puoi farlo come vuoi, assicurati solo che sia sempre utile per un uso futuro.

Ci sono strumenti professionali, in grado di riportare in modo chiaro tutti i passaggi da utilizzare per il percorso. Uno dei nomi più importanti in questo settore è quello di www.sugarcrm.com che ti consente di gestire una mappatura del percorso svolto dal cliente in relazione alla tua azienda con grande precisione. Senza dimenticare, però, che ci sono anche una serie di strumenti gratuiti:

Inizia con la definizione dello user personas per la mappa che stai disegnando. Poiché diversi utenti possono avere percorsi diversi, potrebbe essere necessario disegnare diverse mappe.

Di seguito un esempio di mappa reale del noto brand di cosmetica Lancome.

Fonte immagine: https://www.behance.net/gallery/Lancom-brand-journey/5217737

Nella mappa di Lancome vediamo che prima di tutto è stato impostato un percorso “tipo”, a cui vengono associate le emozioni. La cliente di Lancome:

  1. ha un bisogno (emozionata)
  2. controlla su Google cosa consigliano le altre (emozionata tendente al confusa)
  3. fa ricerche online (confusa / preoccupata)
  4. ne parla con le amiche (fiducia / sicurezza)
  5. fa un ordine (emozionata)
  6. aspetta la consegne (stufa di attendere)
  7. riceve l’ordine e reagisce in una determinata maniera (positiva e la relazione con il brand va avanti, negativa e la relazione con il brand si interrompe).

Poi il brand si pone una serie di domande: che cosa stanno valutando le nostre clienti? Qual è la loro esigenza? Cosa chiedono? Di cosa hanno bisogno per acquistare? Ad ognuna di queste domande vengono assegnate una o più risposte.

La mappa del Customer Journey serve per visualizzare il Customer Journey attuale: proprio per questo motivo è utile arricchire eventuali schemi con elementi visivi come immagini dei prodotti, del negozio, screenshot del sito web e del processo d’acquisto (da mobile e da desktop), e di tutto quello che può essere utile / interessante per tracciare una traiettoria visiva più efficace.

Potete prendere tutti i dati che aevte raccolto e metterli in un documento di varie pagine ma è utile avere anche  una tavola sintetica che ci permetta di percepire subito, anche visivamente, il Customer Journey nel suo complesso: è molto più efficace per il modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni e preferisce le immagini e gli schemi ai lunghi testi.

Nel prossimo articolo ti spiegheremo come integrare la mappa nella tua strategia di marketing e migliorare l’efficacia delle tue campagne.

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Percorso di acquisto: come la fase centrale influenza le decisioni finali

Come si comportano gli utenti nel percorso di acquisto? Ci sono dei cambiamenti nel loro comportamento?

Una recente ricerca di Google ci ha fornito insight preziose sui consumatori e sul processo decisionale degli acquirenti.

Il modo in cui le persone prendono decisioni è caotico e lo diventerà ancora di più. Tuttavia, ci sono alcuni punti saldi che conosciamo in merito al comportamento di acquisto. Sappiamo che quanto avviene tra il primo trigger, ovvero il primo stimolo che innesca il funnel, e l’effettiva decisione di acquisto non è lineare e che si tratta di una complicata rete di touchpoint che cambia da una persona all’altra.

Quello che conosciamo meno è in che modo gli acquirenti elaborano tutte le informazioni e le opzioni che incontrano durante il percorso. Il punto fondamentale, che Google ha cercato di capire con questa ricerca, è come questo processo di elaborazione influenzi le decisioni finali di acquisto delle persone.

Con la diffusione di Internet, il Web si è trasformato, passando da essere uno strumento per confrontare i prezzi a uno strumento per confrontare praticamente qualsiasi cosa. Questo si è visto chiaramente nel modo in cui il comportamento di acquisto è cambiato nel corso degli anni sulla Ricerca Google.

Prendiamo ad esempio i termini “cheap” (economico) e “best” (migliore). A livello mondiale, l’interesse di ricerca per “best” ha superato di gran lunga quello per “cheap”. Questo vale per molti paesi di tutto il mondo, compresa l’Italia dove la stessa dinamica ha riguardato i termini “economico” e “migliore”.

Il preciso valore di ciò che si può definire economico può variare da persona a persona, ma in ogni caso il termine ha un unico significato. Al contrario, il concetto di migliore ha un’ampia varietà di interpretazioni, che prendono in considerazione aspetti come il valore, la qualità, le prestazioni o la popolarità.

È questo il tipo di comportamento da analizzare e che si manifesta in quello che Google definisce “messy middle”, ovvero quelle fasi del percorso d’acquisto, molto confuse, che avvengono tra il primo trigger e l’acquisto effettivo. Con l’emergenza COVID-19 che ha accelerato il passaggio agli acquisti online e alle ricerche sul Web in tutto il mondo, anche per i brand cercare di capire il senso di tutto questo è più importante che mai.

Applicare i principi delle scienze comportamentali al processo decisionale di acquisto

L’anno scorso Google si è prefissata di aggiornare la propria prospettiva sul processo decisionale dei consumatori e, con l’aiuto di esperti nel campo delle scienze comportamentali, The Behavioural Architects, ha iniziato un percorso per decifrare il modo in cui i consumatori decidono cosa acquistare.

Il team di Market Insight di Google ha esaminato la letteratura esistente e condotto studi sull’osservazione del comportamento di acquisto, analisi sulle tendenze di ricerca e un esperimento su larga scala. L’obiettivo era quello di comprendere il modo in cui i consumatori prendono decisioni in un ambiente online con innumerevoli opzioni e infinite informazioni a disposizione. H Si è scoperto che le persone sfruttano i bias cognitivi, o distorsioni cognitive, radicati a fondo nella mente per affrontare e gestire i concetti complessi e su larga scala.

Lo studio si è focalizzato sul comprendere in che modo, i bias cognitivi,  influiscono oggi sulle decisioni di acquisto delle persone.

Che cosa succede nel “messy middle”? Due approcci mentali

Nel corso della ricerca, ha iniziato a delinearsi un nuovo tipo di modello decisionale aggiornato. Al centro di questo modello regna il caos, uno spazio complesso tra il primo trigger e l’acquisto finale, in cui i consumatori sono sopraffatti e confusi.

Le persone cercano informazioni su prodotti e brand di una categoria e poi valutano tutte le opzioni a loro disposizione. Questo si riflette in due schemi mentali diversi che prendono forma nel “messy middle” del percorso di acquisto: esplorazione, un’attività espansiva, e valutazione, un’attività riduttiva. Qualsiasi cosa stia facendo una persona, in un’ampia varietà di fonti online, come motori di ricerca, social media, aggregatori e siti web di recensioni, può essere classificata in una di queste due mentalità.

Visualizzazione del processo di acquisto e del ‘messy middle’, ovvero le fasi di Esplorazione e Valutazione

Le persone si muovono continuamente tra queste modalità gemelle di esplorazione e valutazione, ripetendo il ciclo tutte le volte necessarie per arrivare a una decisione di acquisto finale.

Bias cognitivi che influenzano il comportamento e le decisioni di acquisto

Nel processo di esplorazione e valutazione i bias cognitivi modellano il comportamento di acquisto delle persone e influiscono sui motivi che spingono i consumatori a scegliere un prodotto rispetto a un altro. Sebbene esistano centinaia di bias, nella ricerca, Google ha dato priorità a sei di questi:

Sei bias che influenzano le decisioni di acquisto

  1. Euristica di categoria: brevi descrizioni di informazioni chiave del prodotto possono semplificare le decisioni di acquisto.
  2. Potere dell’immediatezza: più tempo bisogna aspettare per usufruire di un prodotto e minore diventa l’intenzione di acquistarlo.
  3. Prova sociale: consigli e recensioni da altre persone possono rivelarsi molto efficaci.
  4. Bias di scarsità: un prodotto diventa più desiderabile se la sua disponibilità diminuisce.
  5. Bias di autorità: l’opinione di un esperto o di una fonte attendibile è particolarmente influente.
  6. Potere della gratuità: un regalo incluso con un acquisto, anche se non correlato al prodotto acquistato, può essere un ottimo incentivo.

Questi bias hanno costituito la base dell’ esperimento di Google sugli acquisti su larga scala con acquirenti in-market reali, in cui hannosimulato 310.000 scenari di acquisto nelle categorie di servizi finanziari, beni di largo consumo, vendita al dettaglio, viaggi e servizi pubblici.

Nell’esperimento, il team di Google ha chiesto agli acquirenti di scegliere il loro primo e secondo brand preferito all’interno di una categoria e in seguito ha applicato una serie di bias per vedere se le persone erano disposte a cambiare le loro preferenze da un brand a un altro. Per testare uno scenario estremo, l’esperimento prevedeva anche un brand immaginario in ciascuna categoria al quale gli acquirenti non erano mai stati esposti prima.

I risultati hanno mostrato che anche il concorrente meno efficace, un brand di cereali fittizio, è riuscito a conquistare il 28% delle preferenze degli acquirenti rispetto a un brand preferito consolidato quando ha dimostrato di avere una quantità innumerevole di vantaggi, tra cui recensioni a cinque stelle e un’offerta con uno sconto extra del 20%. E nel caso più eclatante, un’agenzia di assicurazioni auto immaginaria ha attirato l’87% della quota delle preferenze dei consumatori quando le hanno attribuito vantaggi per tutti e sei i bias.

L’esperimento ha rivelato che, quando applicati in modo intelligente e responsabile, i principi delle scienze comportamentali (e le esigenze comportamentali e informative in linea con questi) sono strumenti potenti per conquistare le preferenze dei clienti e fidelizzare gli acquirenti nelle fasi centrali del processo decisionale.

In che modo i professionisti del marketing possono farsi notare nel “messy middle”

Anche se queste fasi possono sembrare complicate, è importante ricordare che i consumatori le percepiscono semplicemente come normali fasi del percorso di acquisto. L’obiettivo non è quello di forzare le persone a uscire dal ciclo mostrato nel modello, ma di fornire loro informazioni e riassicurazioni necessarie per aiutarle a prendere una decisione.

Fortunatamente, che la tua attività sia un gigante della categoria o un brand concorrente, l’approccio è lo stesso:

  • Garantire la presenza del brand in modo strategico affinché il tuo prodotto o servizio sia notato e ricordato dai clienti mentre esplorano le opzioni.
  • Applicare i principi delle scienze comportamentali in modo intelligente e responsabile per rendere la tua proposta convincente quando i consumatori valutano le opzioni.
  • Avvicinare il momento del trigger a quello dell’acquisto in modo da ridurre il tempo di esposizione dei tuoi clienti esistenti e potenziali a brand concorrenti.
  • Creare team flessibili e competenti per andare oltre il branding tradizionale ed evitare barriere tra reparti che rischiano di lasciare spazi vuoti nel percorso decisionale dei consumatori.

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Fonte: Think with Google

 

Facebook, Instagram, Google: le novità digital della settimana

Anche questa settimana i giganti del mondo digital non si sono risparmiati quanto a novità nuovi lanci.

Facebook testa le pagine senza il conteggio dei like, così come il Face ID sulle chat di messenger. Instagram lancia la nuova feature di raccolta fondi personale e il laboratorio Area 120 di Google lancia Shoploop, una nuova piattaforma per lo shopping video.

Ma vediamoli in dettaglio.

Arriva il nuovo design di Facebook senza i like counter

La scorsa settimana Facebook ha iniziato un nuovo test che prevede un nuovo design delle pagine senza il conteggio dei “Mi Piace”. Il test ha preso il via con alcuni personaggi pubblici tra cui attori, autori, gruppi musicali e alcune Pagine Aziendali.

Facebook ha affermato che, soprattutto durante la pandemia, sono aumentati i personaggi pubblici e le aziende che utilizzano la piattaforma per connettersi con le proprie community. Da ciò, la decisione di implementare nuove funzionalità per facilitare l’utilizzo dei profili Business.

Il nuovo design offre un layout più pulito ed intuitivo e semplifica l’accesso alle sezioni biografia, post e altre informazioni.

L’immagine rappresenta la differenza tra il vecchio e il nuovo design.

facebook testa nuovo design senza conteggio like

Quindi il nuovo design mostra solo il numero dei follower e il tasto “Segui”.

Quello che rimane, sono i mi piace ai singoli post.

Le pagine che fanno parte del gruppo di test hanno accesso a un nuovo feed di notizie che semplifica la visualizzazione di ciò che gli altri condividono e la partecipazione alle conversazioni. Ad esempio, le pagine di Facebook ora possono commentare e pubblicare attraverso l’app di Facebook come una pagina.

Il nuovo design semplifica inoltre l’accesso e la navigazione di numerosi strumenti di amministrazione e approfondimento.

Facebook Messenger supporta ora Face ID di Iphone

Facebook sta aggiungendo un ulteriore livello di privacy per Messenger su dispositivi iOS. La nuova funzione si chiama App Lock e consente agli utenti di mantenere più sicuri e riservati i propri messaggi e le chat personali. Con il supporto ai sistemi di autenticazione di iPhone è quindi ora possibile richiedere l’autenticazione per accedere all’app.

Questo significa che non è possibile proteggere e rendere privati singoli messaggi e chat, ma solo ed esclusivamente l’intera app e tutti i suoi contenuti.

La funzione non è attivata di default, ma è l’utente che deve provvedere a farlo, accedendo al nuovo menu Privacy.

Instagram: Shop approda nella sezione Esplora

Dopo il recente lancio di Shop, Instagram sta ora inserendo la funzione all’interno della sezione Esplora.

Al momento, la feature è disponibile solo negli Stati Uniti. La società ha però affermato che verrà lanciata a livello globale nelle prossime settimane.

Instagram Shop consente agli utenti di scoprire le ultime tendenzeottenere consigli personalizzati e visualizzare in anteprima i lanci esclusivi dei brand preferiti. Dalla sezione Esplora sarà possibile navigare tra i diversi contenuti ed effettuare l’acquisto.

Per ora, come già annunciato da tempo, solo gli utenti US potranno effettuare il checkout in-platform attraverso Facebook Pay. Instagram addebiterà una commissione per tutti gli acquisti effettuati sulla sua piattaforma.

Arrivano le raccolte fondi personali su Instagram

Già da tempo, su Facebook è possibile creare delle raccolte fondi per cause personali. Ora la società sta implementando una funzione molto simile anche su Instagram, diversa dall’adesivo di donazione che consente agli utenti di raccogliere fondi per cause ufficiali e organizzazioni non-profit.

Questa nuova feature è già in fase di test, solo per un gruppo selezionato di utenti, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Irlanda.

Facebook ha spiegato che dall’inizio del 2020 sono stati raccolti oltre 65 milioni di dollari, a livello globale, per cause come la recente pandemia da COVID-19 e per la giustizia razziale. Inoltre, la società ha affermato che le donazioni su Instagram sono raddoppiate negli ultimi 30 giorni.

Questo trend spiega perché Facebook ha deciso di estendere la capacità di organizzare raccolte fondi personali anche su Instagram.

Google Area 120 lancia Shoploop, una nuova piattaforma per lo shopping video

Si chiama Shoploop, ed è la nuova app del laboratorio Area 120 di Google che offre un modo innovativo di fare acquisti online.

Tra le sue diverse funzioni, Shoploop consente agli utenti di scoprire nuovi prodotti attraverso brevi video, rendendo il processo molto più interattivo rispetto al classico scorrimento di immagini, titoli e descrizioni di qualsiasi sito e-commerce.

I video su Shoploop durano meno di 90 secondi e il loro obiettivo è quello di aiutare gli utenti nel processo di acquisto, con informazioni provenienti da persone reali e che consentono di visionare al meglio i prodotti.

L’app, per ora disponibile solo negli Stati Uniti, è attualmente focalizzata sui Creators, editor e proprietari di e-commerce che operano nel settore beauty. L’obiettivo futuro è quello di fornire una piattaforma globale che faciliti gli acquisti online tramite video.