Digital Marketing: 6 trend del 2021 secondo Google

digital marketing trend 2021

Trasformazione digitale, trattamento etico dei dati e raggiungere i consumatori che trascorrono molto più tempo a casa sono solo alcuni dei temi su cui si dovrà concentrare il marketing nel 2021.

Quali altre tendenze di marketing digitale si imporranno l’anno prossimo?

Gli esperti di Google dell’area EMEA hanno condiviso le loro previsioni per il 2021.

1. Trasformazione digitale delle piccole e medie aziende

Secondo Fabio Ercolani, Head of Business Marketing and Strategy & Operations di Google Italia, le aziende di piccole e medie dimensioni sono state tra quelle più duramente colpite dalle conseguenze della pandemia globale, in particolare le attività commerciali, che si sono trovate di fronte alla necessità di ripensare completamente la gestione delle interazioni fisiche con i propri clienti.

In questi mesi, gli strumenti digitali si sono rivelati uno strumento fondamentale per la gestione della crisi e per venire incontro alle esigenze dei consumatori che hanno dovuto cambiare le proprie abitudini di acquisto.

L’adozione di questi strumenti e lo sviluppo di competenze digitali saranno tendenze ancora più marcate nei prossimi mesi, sia per la gestione di quelle che speriamo saranno le fasi conclusive dell’emergenza, che per l’accelerazione della ripartenza nel 2021. L’esperienza di acquisto sarà sempre più omnichannel e le piccole e medie imprese utilizzeranno gli strumenti digitali per veicolare informazioni aggiornate su:

  • orari di apertura;
  • sulla disponibilità dei prodotti;
  • gestire i collaboratori da remoto;
  • sviluppare nuovi canali di vendita e molto altro.

Per aiutare le PMI e gli esercizi locali, Google ha lanciato progetti come Italia in Digitale, che fornisce ad aziende e imprenditori accesso a prodotti e strumenti di formazione gratuiti per potenziare la trasformazione digitale delle imprese.

2. Una nuova era per l’etica dei dati

Matt Brittin, President EMEA Business & Operations di google, afferma che quest’anno gli strumenti online si sono rivelati una vera e propria ancora di salvezza. Più le persone utilizzano Internet, più proteggerne la privacy e i dati diventa una questione fondamentale. La gente si aspetta che i brand proteggano i loro dati e comunichino chiaramente come li utilizzano e cosa offrono in cambio.

Il settore si sta adeguando per rispondere alle necessità delle persone e nel 2021 il dibattito sull’etica dei dati verrà tradotto in azioni concrete da parte di molti brand. Di fatto, l’intero ecosistema digitale funziona solo le persone lo considerano affidabile. Il trattamento etico dei dati significa scegliere di fare ciò che è giusto per le persone e non solo rispettare un livello di base di conformità.

È un tema molto complesso, ma le aziende lo tengono presente e vogliono fare le cose nel modo giusto.

Secondo un recente sondaggio tra i clienti di Google nell’area EMEA, l’etica dei dati è già un argomento presente nelle conversazioni della maggior parte dei loro dirigenti. Uno su cinque afferma di aver creato un centro di eccellenza per la privacy, ossia un team di esperti dedicato alla riservatezza dei dati, che si occupa della preparazione al cambiamento normativo.

3. Fare marketing in un mondo senza cookie

Secondo Paul Coffey, Director Platform, Partnership & Privacy di Google EMEA, la misurazione è più importante che mai per garantire l’efficacia del performance marketing.
Finora, l’efficacia della misurazione online si è basata quasi esclusivamente sui cookie, che registrano informazioni utili su ciò che accade dopo che una persona ha fatto clic su un annuncio. Le aspettative in merito alla privacy da parte degli utenti e i relativi regolamenti come il GDPR, ci fanno capire che gli approcci tradizionali alla misurazione devono evolvere per adattarsi a un ecosistema che sta cambiando.

Nel 2021 verrà data sempre più importanza al bisogno di sistemi di misurazione innovativi e incentrati sulla privacy, e i professionisti del marketing utilizzeranno tecniche sofisticate come i modelli di conversione per quantificare il rendimento delle loro campagne digitali.

Per preparare la tua strategia di misurazione a un mondo in cui non esisteranno più i cookie di terze parti, hai bisogno di varie cose:

  1. innanzitutto devi avere un buon sistema di codifica e analisi;
  2. devi rispettare le preferenze degli utenti ottenendone il consenso specifico per ciascun tipo di attività e archiviando i relativi dati in maniera sicura;
  3. infine, devi investire nei dati proprietari. Costruire un’infrastruttura solida è il metodo migliore per ottimizzare la misurazione riducendo allo stesso tempo la quantità di dati.

4. Raggiungere i consumatori confinati in casa

A causa del COVID-19, i consumatori passano più tempo in casa rispetto al passato. Tuttavia, le persone continuano ad avere bisogno di fare esperienze in compagnia. Gli utenti utilizzano sempre di più i video online per informarsi, divertirsi e coltivare i rapporti con altre persone. Si prevede che nel 2022 più dell’80% del traffico Internet dei consumatori sarà generato dai video online. Inoltre, ci aspettiamo che questa tendenza venga accelerata dall’aumento dell’adozione del digitale in corso durante la pandemia.

Le restrizioni rispetto al distanziamento e all’isolamento domiciliare hanno anche potenziato il passaggio agli schermi TV, dovuto al fatto che alle persone piace guardare i video sullo schermo di casa. La visione complessiva di video online è aumentata e YouTube sulla TV ha registrato un incremento dell’80% a marzo del 2020 rispetto all’anno precedente. Questo cambiamento dà la possibilità ai brand di comunicare con i consumatori in nuovi modi, afferma Jannika Bock, Director Client Solution, Central Europe.

Di fatto, alcuni lo stanno già facendo. Il brand svizzero di scarpe On, ad esempio, ha creato un evento dal vivo su YouTube in occasione del lancio di un nuovo modello di sneaker, dopo che la sua campagna per Wimbledon è saltata per via della pandemia.

Per raggiungere i propri obiettivi nel 2021, i brand dovranno approfittare della tendenza relativa al consumo di video online, in modo da raggiungere e interagire con i consumatori ovunque si trovino, momento per momento.

5. Le app saranno indispensabili per la crescita delle aziende

La grande novità rispetto alla fruizione di contenuti del 2020 è stato il tempo trascorso sui dispositivi mobili. A livello mondiale, le persone hanno trascorso 1600 miliardi di ore sullo smartphone durante la prima metà di quest’anno.

Inoltre, nel terzo trimestre l’utilizzo delle app è aumentato del 25% su base annua, con 180 miliardi di ore al mese trascorse usando un’app. La stessa ricerca mette in luce che le categorie che trarranno più vantaggio da questo aumento della diffusione delle app comprendono la consegna di cibo, i videogiochi, l’apprendimento online, l’intrattenimento e gli acquisti.

Quando guardiamo alla ripresa economica post-COVID, scopriamo che il 30% dei consumatori ritiene che le esperienze di acquisto non torneranno mai più a essere come prima. Ciò significa che per i retailer cogliere questa nuova opportunità di crescita è più importante che mai.

Scaricare un’app è già una dimostrazione di interesse per un brand. Dopo tutto, gli utenti di app tendono a essere clienti più fedeli. Nel caso dei retailer, gli utenti di app spendono tre volte di più rispetto ad altri clienti che utilizzano dispositivi mobili. Siccome questa tendenza continuerà a essere presente nel 2021, le aziende devono dare la priorità alla loro strategia per le app e convertirle in un canale a valore aggiunto per i propri clienti. conclude Eli Lassman, Head of SMB Direct Marketing and B2B Content, Ads Marketing di Google Uk.

6. Uguaglianza nell’agenda di marketing

L’interesse di ricerca mondiale per il termine “black owned business” è aumentato moltissimo verso la metà del 2020, quando il movimento Black Lives Matter ha iniziato a ottenere più attenzione e riconoscimento a livello internazionale. Si tratta di un segnale forte del desiderio delle persone di promuovere un cambiamento reale, e non solo partecipando a manifestazioni ma anche attraverso le proprie decisioni in quanto consumatori.

Il discorso sull’uguaglianza razziale ha fatto un grosso passo in avanti nel 2020, ma nel 2021 le persone si aspettano che i brand non si limitino soltanto a parlarne. Le aziende dovranno adottare un approccio sempre più proattivo e dare la possibilità ai consumatori di poter fare lo stesso. Le persone sono più coscienziose nel fare acquisti e sono loro a decidere dove e come spendere il proprio denaro. I brand che non riescono a soddisfare le loro aspettative potrebbero correre seri rischi.

Secondo Nishma Robb, Brand and Reputation Marketing Director di Google UK, i professionisti del marketing hanno la responsabilità di garantire che l’uguaglianza sia uno dei temi irrinunciabili dei programmi futuri. Tra le altre cose, per riuscirci è necessario promuovere la diversità all’interno dell’azienda e fare attenzione al modo in cui vengono strutturate le campagne.

First-party Data: 6 modi per sfruttarne il potenziale

first-party data - vantaggi e utilizzo - aroundigital

I first-party data sono le informazioni ottenute direttamente dai clienti, tramite le attività di CRM, le analisi dei dati del sito web, le vendite e altro ancora, a cui puoi attingere in modo responsabile e conforme alle normative locali in materia di privacy.

I first-party data possono aiutare i brand a potenziare le strategie di marketing digitale e raggiungere i consumatori che si stanno adattando a un mondo in continuo mutamento.

Secondo il report di Boston Consulting Group (BCG)  i vantaggi dell’utilizzo di dati proprietari sono evidenti: le entrate incrementali derivanti da un singolo posizionamento dell’annuncio, comunicazione o contatto sono fino al doppio di quelle delle aziende con integrazione dei dati limitata. Queste aziende possono registrare risultati 1,5 volte migliori anche in termini di metriche di efficienza dei costi.

Nonostante i potenziali guadagni, purtroppo solo l’1% delle aziende utilizza in effetti i dati proprietari per offrire ai clienti un’esperienza completamente multicanale. Il raggiungimento di questo obiettivo presenta naturalmente alcune sfide, come l’accesso ai dati dei consumatori e le preoccupazioni sulla sensibilità dei dati. L’eliminazione di questi ostacoli, però, può portare vantaggi evidenti e significativi.

Best practice per i first-party data: lo scambio di valore reciproco

Il report offre linee guida su come le aziende possono incoraggiare i consumatori a condividere i dati personali adottando un approccio mutualmente vantaggioso. In cambio di questo tipo di informazioni, i brand possono, ad esempio, offrire agli utenti valore aggiunto, come contenuti premium, accesso a un’app o offerte esclusive. Le aziende devono anche essere trasparenti e aperte su come verranno utilizzati i dati e consentire ai clienti di revocare il consenso in qualsiasi momento.

Attraverso la ricerca, BCG ha identificato 3 best practice per mantenere vivo lo scambio di valore:

1. Visibilità

Progetta la richiesta di consenso dei dati con un’interfaccia chiara e fruibile, non nascondere i banner e semplifica la revoca dell’autorizzazione mettendo il controllo in mano agli utenti.

2. Trasparenza

Dichiara il motivo per cui raccogli i dati, come li utilizzerai e quali saranno i vantaggi per l’utente.

3. Valore

Evidenzia gli incentivi che derivano dalla condivisione dei dati, ad esempio una migliore esperienza utente.

Per aiutare a implementare queste best practice e realizzare i vantaggi dei dati proprietari, la ricerca evidenzia tre principi organizzativi e tre aree tecniche su cui si concentrano i migliori professionisti del marketing.

Tre enabler organizzativi per ottenere i vantaggi dei first-party data

In a stylised illustration, a woman stands in front of a visualisation with icons showing how different data points are connected

1. Adotta una forma mentis basata sui dati, in cui la responsabilità è fondamentale

Assicurati che la governance e la gestione dei dati siano chiaramente visibili in tutta l’attività. Un modo per mettere in pratica questo consiglio potrebbe consistere nel definire ruoli come Chief Data Officer o responsabile della protezione dei dati, per guidare o gestire la tua strategia sui dati e promuovere una cultura aziendale incentrata sui dati.

Il report cita l’esempio di una multinazionale globale di prodotti per salute e bellezza che ha creato i ruoli di Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) a livello di gruppo e Paese, con un “mini RPD” in ogni team. Di conseguenza, l’azienda ha registrato notevoli miglioramenti nell’utilizzo dei dati e nella facilità di attivazione, compresa l’identificazione delle aree in cui è possibile utilizzarli.

2. Affida le funzioni specialistiche a personale interno

Nonostante le organizzazioni possano attingere a un mix di competenze interne ed esterne per raggiungere gli obiettivi legati ai dati proprietari, il controllo dei contratti per dati e tecnologia è spesso mantenuto internamente e la creazione di modelli proprietari viene affidata ai ruoli di data scientist e cloud engineer.

Secondo il dirigente di un’agenzia, i budget dei clienti per la formazione sono aumentati in modo significativo quando la loro attività si è resa conto quanto fosse più efficace sviluppare le giuste competenze internamente, invece di ricorrere a risorse esterne.

3. Collabora con partner strategici per la tecnologia e l’analisi

Le aziende nella fase più matura stanno espandendo le loro partnership con fornitori di tecnologia. La collaborazione con i partner di tecnologia pubblicitaria consente loro di capire meglio quali siano le soluzioni ideali per implementare gli strumenti disponibili e ottenere la piena funzionalità.

Sono in aumento anche le partnership con fornitori di analisi avanzate: una delle principali aziende di telecomunicazioni europee ha lavorato con un’università prestigiosa allo sviluppo di un modello di attribuzione.

Tre enabler tecnici per ottenere i vantaggi dei first-party data

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1. Configura un data warehouse centralizzato sul cloud

Un data warehouse centralizzato ti consentirà di riunire i dati offline e online per creare approfondimenti sui clienti. Questo approccio tende ad essere più diffuso tra le organizzazioni più recenti, definibili come “native digitali”, che non hanno cioè sistemi legacy da gestire.

Al contrario, le aziende più vecchie spesso creano un livello di integrazione dei dati per elaborare e gestire i dati provenienti sia da sistemi legacy sia nuovi.

2. Migliora i tassi di corrispondenza tra set di dati

L’adozione di una visione unica del cliente ti aiuterà a creare comunicazioni e incentivi pertinenti. Un simile approccio potrebbe anche significare abbinare le comunicazioni o le offerte ai consumatori e incoraggiarli ad agire.

Per migliorare i tassi di corrispondenza, un numero sempre crescente di aziende incoraggia inoltre i clienti a condividere alcune informazioni personali. Un modo per farlo è dimostrare il valore di questa richiesta, ad esempio invitando gli utenti a utilizzare un’app o un programma di fidelizzazione, in cambio di funzionalità extra, offerte personalizzate e migliori consigli sui prodotti.

3. Sviluppa gli algoritmi proprietari

Nonostante le soluzioni di misurazione pronte all’uso siano apprezzate da molte organizzazioni che corrispondono ai profili di maturità digitale Emergente e Connessa, le aziende che si trovano nella fase finale, definita come “Multimomento”, preferiscono sviluppare i propri algoritmi internamente. Questi ultimi possono basarsi su una particolare metrica, specifica per l’attività, come il Lifetime value cliente o la previsione del tasso di abbandono. Alcuni brand che hanno già raggiunto la maturità regolano le strategie per le offerte automatiche in base al Lifetime value cliente.

Migliora le tue capacità di utilizzo dei first-party data per stimolare uno scambio di valore equo

L’utilizzo di dati proprietari per offrire ai clienti esperienze veramente multicanale può portare vantaggi significativi. Per riuscire nell’intento occorrono però un’attenta pianificazione e un impegno che parta dai vertici dell’organizzazione, al fine di trovare modi di raccogliere dati con efficacia, garantire un’adeguata gestione e creare uno scambio di valore equo tra l’azienda e i consumatori.

 

Fonte:

https://www.thinkwithgoogle.com/intl/it-it/futuro-del-marketing/digital-transformation/first-party-data-infografica/

Immagine in Evidenza:

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CRM: come funziona e perché è fondamentale per il tuo business

Client Relationship Management- come funziona - vantaggi

CRM è l’acronimo di Customer Relationship Management ed è una combinazione di strategia e tecnologia per costruire e migliorare le relazioni commerciali con i clienti.

Gli obiettivi del sistema CRM sono triplici:

  1. acquisire e coltivare lead
  2. aumentare la conversione delle vendite
  3. migliorare la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti

Come funziona un software di CRM?

Un software CRM viene generalmente indicato nel contesto di uno strumento utilizzato nelle aziende per abilitare le seguenti funzioni:

  1. contact management
  2. gestione pipeline
  3. campagne di marketing
  4. servizio clienti

I sistemi CRM hanno una forte componente tecnologica (il software), ma non c’è solo questo. Il CRM deve essere visto come un processo, che comprende attività nei confronti del mercato e dei clienti, sia in fase di marketing, sia in fase di servizio post-vendita.

Una strategia CRM di successo comporta l’acquisizione e l’analisi di trend di mercato e di informazioni sui clienti provenienti da più fonti, in modo da poter implementare attività di marketing efficaci, servizi ai clienti e incrementare le vendite nel tempo mantenendo alta la soddisfazione dei clienti.

I vantaggi di usare un software CRM

customer relationship management - vantaggi - aroundigital

Perché le aziende dovrebbero investire in un software di Custom Relation Management?

Un software CRM, integrato all’interno di una precisa strategia di Customer Relationship Management, può portare numerosi vantaggi alle aziende.

Man mano che la tua organizzazione cresce, diventa essenziale gestire l’afflusso di lead fornendo comunque un tocco personale ai tuoi clienti. Se la tua azienda vuole durare in uno spazio di mercato competitivo, devi avere obiettivi di vendita, campagne di marketing personalizzate e operazioni di help desk intelligenti.

In che modo la tua organizzazione gestirà i vari input di dati che fluiscono dai canali di vendita, marketing, help desk e social media in modo che abbiano senso?

Un sistema CRM automatizzato consentirà al tuo team di interagire efficacemente con i tuoi clienti e gestire l’interazione con i clienti in un’unica finestra di visualizzazione. Fornirà una piattaforma all-inclusive per gestire i punti di contatto di voce, posta elettronica e chat del cliente con i rappresentanti di vendita. Offre una chiara visibilità su ogni contatto o lead in modo che i membri del team possano gestire diverse fasi della pipeline.

In dettaglio un sistema di CMR apporta numerosi vantaggi, tra cui:

Identificare e acquisire nuovi lead

Un sistema CRM può aiutarti a identificare e aggiungere nuovi lead in modo facile e veloce e classificarli accuratamente. Concentrandosi sui lead giusti, i venditori possono dare la priorità a quelli che consentono di chiudere più facilmente le trattative, mentre gli addetti al marketing possono concentrarsi sui lead che necessitano di ulteriori azioni prima di diventare clienti.

Migliorare prodotti e servizi

Conoscere più a fondo i tuoi clienti significa anche conoscere meglio la tua impresa. I sistemi CRM possono fornirti una visione più approfondita dell’opinione che i tuoi clienti hanno di azienda, prodotti e servizi: puoi così identificare meglio eventuali carenze nei tuoi prodotti e servizi e migliorarli.

Offrire un migliore servizio di customer support

Un sistema CRM può aiutare la tua azienda a fornire un servizio di alta qualità, garantendo ai clienti risposte veloci ed efficaci a tutte le loro domande.

Aumentare le vendite ai clienti fidelizzati

Acquisendo una maggiore conoscenza dei tuoi clienti e dei loro bisogni, puoi aumentare i loro acquisti e renderli ancora più soddisfatti e fedeli grazie ai servizi di customer service. Conoscere meglio i clienti, i loro bisogni e comportamenti consente di sviluppare azioni di marketing più mirate, su misura e coerenti.

L’azienda che adotta un sistema CRM ha quindi numerosi vantaggi competitivi, che possono portare a:
CRM - custome relation management come funziona

CRM: come contribuisce alla riduzione dei costi

client relationship managemnt - come funziona e vantaggi - aroundigital

L’azienda che adotta un sistema CRM presenta anche una maggiore efficienza, legata anche a una importante riduzione dei costi. In particolare:

Diminuisce i costi di produzione

Il CRM aiuta a mantenere una traccia e un registro di tutti gli acquisti storici di ogni singolo cliente e quindi aiuta (soprattutto nel retail)  ad avere  una visione chiara dell’inventario delle scorte. Inoltre consente di capire quali sono i prodotti più venduti per il riordino immediato, quindi il CRM offre un ottimo vantaggio alle aziende per gli investimenti sullo stock in rapido movimento aumentando così le entrate e i profitti.

Minore utilizzo di report e documenti cartacei

L’abbattimento dei costi non è legato tanto al minore consumo di carta, quanto alla maggiore efficienza e alle minori spese legate all’archiviazione e all’utilizzo di documenti cartacei.

Utilizzo di modelli elettronici

Il CRM consente di risparmiare molto tempo e denaro per la stesura di offerte di vendita, inviti, ecc. Il software CRM renderà disponibili i modelli standard dei documenti personalizzabili in base all’utilizzo. Ciò consentirà di risparmiare tempo inviando i documenti direttamente tramite il sistema di posta elettronica integrato con il sistema CRM.

Reportistica efficiente

Il software CRM mantiene le informazioni aggiornate e il suo strumento di reporting genera automaticamente i dati risparmiando un gran numero di ore uomo, documenti e aumentando l’accuratezza e l’efficienza con conseguente riduzione dei costi aziendali.

Come scegliere un software di CRM

customer relationship management - come funziona e vantaggi - aroundigital

Se stai pensando di adottare una soluzione di CRM devi fare in modo che risulti strategica e in linea con i tuoi obiettivi.

È importante quindi che tu definisca gli obiettivi aziendali e i requisiti che una soluzione CRM deve avere per raggiungerli. 

Il successo di un progetto CRM si misura in primo luogo in termini di accettazione e uso da parte del personale aziendale. Se il CRM non viene utilizzato e non si integra con lavoro e processi aziendali, anche il miglior software al mondo potrà non apportare benefici alla tua impresa.
Una volta che una soluzione CRM è stata implementata e accettata dagli impiegati della tua azienda, dovrà facilitare la condivisione di informazioni tra i singoli addetti, ma anche tra i diversi dipartimenti. Un flusso di informazioni efficace tra i vari reparti aziendali migliorerà le relazioni e la collaborazione interne, incrementando la capacità dell’azienda di mettere in campo le proprie strategie di raggiungere i propri obiettivi.
Naturalmente il successo di un progetto CRM non si misura solo internamente (accettazione e uso, maggiore efficacia dei flussi informativi, collaborazione, ecc.), ma deve tradursi anche in un diverso impatto sui clienti fidelizzati e potenziali. Nel complesso, questo si traduce in un incremento delle vendite e in una maggiore efficacia ed efficienza dei processi di vendita, marketing e customer support.

In termini di ROI, è fondamentale il miglioramento delle relazioni con i clienti, che è naturalmente il fattore che più giustifica gli investimenti in CRM.

I clienti preferiscono acquistare dove si sentono apprezzati e valorizzati. Un sistema CRM può aiutare la tua impresa a conoscere meglio i tuoi clienti e a comunicare con loro nel modo più appropriato.

Nell’implementare una soluzione CRM è quindi importante mantenere al centro il cliente e i suoi bisogni; e per avere successo l’azienda deve avere chiari i propri obiettivi e comunicarli a tutto il personale da coinvolgere. Solo così una strategia CRM potrà essere l’elemento che sostiene marketing e vendite della tua azienda.

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Fonte Immagini:

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Total Digital Audience: i dati settembre 2020

total digital audience - audiweb

AUDIWEB: A SETTEMBRE TOTAL DIGITAL AUDIENCE DI 42,2 MILIONI. RISALE L’USO DEL PC (+30,9%). CRESCE LA FRUIZIONE DI CONTENUTI DEDICATI A CIBO E CUCINA: FOOD & COOKING +2,5% DI UTENTI E +27,4% DEL TEMPO.

Risultano online il 57,2% degli uomini (17 milioni) e il 53,1% delle donne (15,9 milioni)

Due giorni fa Audiweb ha distribuito  i dati della fruizione di internet (total digital audience) del mese di settembre 2020.

Vediamo tutti i dati in dettaglio.

La Total Digital Audience di Settembre 2020

La total digital audience nel mese di settembre è rappresentata da 42,2 milioni di utenti, online per 59 ore e 23 minuti (2 giorni e 11 ore complessivi).

Settembre è il mese dei rientri e della graduale ripresa delle attività. Infatti, a livello generale si rileva un incremento dell’audience online nel giorno medio pari al 2,3% rispetto al mese di agosto, con 32,9 milioni di utenti unici collegati dai device rilevati per 2 ore e 32 minuti.

Tra i dispositivi usati per accedere a internet nel giorno medio, il Computer registra l’incremento più significativo: +30,9% gli utenti online da questo device (10 milioni) e +46,3% il tempo complessivo online. Tra gli altri device rilevati, con 4,3 milioni di utenti unici nel giorno medio anche il Tablet registra dati in crescita (+8,1%), mentre lo Smartphone registra un dato pressoché stabile (-0,1%), con 28,3 milioni di utenti.

digital audience -audiweb

A settembre la metà della popolazione italiana dai 2 anni in su, il 55,1% (32,9 milioni), ha navigato almeno una volta nel giorno medio. Se allarghiamo l’osservazione a tutti gli individui che hanno navigato almeno una volta nel mese, quindi con una frequenza di fruizione minore, il dato si estende al 70,8% della popolazione (42,2 milioni).

Ritornando alla composizione della popolazione che ha navigato nel giorno medio a settembre, risultano online il 57,2% degli uomini (17 milioni) e il 53,1% delle donne (15,9 milioni) e, più in dettaglio, il 72,1% dei 18-24enni, il 79,8% dei 25-44enni, il 77,5% dei 45-54enni, il 68,8% dei 55-64enni e il 27,9% degli over 64 anni.

audiweb - digital audience

La ripresa delle attività lavorative e, a partire dalla metà del mese, della graduale riapertura delle scuole hanno fatto registrare un incremento dell’audience online da Computer (+30,9%), tipico di questo periodo post estivo. I maggiori incrementi si registrano tra i più giovani: +36,2% i 2-12 anni e +60,5% i 13-17 anni e +45,6% i 18-24 anni online nel giorno medio.

audiweb - total digital audience

Lo Smartphone resta in ogni caso il principale device per navigare, con il 62,8% degli individui maggiorenni (28,3 milioni) online nel giorno medio, generando il 77,6% del tempo complessivo trascorso su internet. Tra i segmenti più attivi nella fruizione dell’online da Smartphone nel giorno medio si distinguono le donne (il 65,4% delle donne maggiorenni), i 25-44enni (il 71,5% di questa fascia d’età) e i 45-54enni (il 68,4%).

audiweb - total digital audience

L’incremento dell’audience nel giorno medio risulta così distribuito su tutto il territorio nazionale: +3% nell’area Nord Ovest (con il 57,9% della popolazione di quest’area), +2,8% nell’area Centro (il 55,1% della popolazione), +2% nel Nord Est (il 54,7% della popolazione) e +1,8% nel Sud e Isole (il 53,4%).

audiweb - total digital audience

La conclusione della stagione estiva e la ripresa delle attività lavorative, scolastiche e di interessi legati alla quotidianità hanno influito positivamente sui dati mensili di alcune categorie di siti, come ad esempio nel caso di:
  • siti e applicazioni dedicati agli strumenti e ai servizi web online (Internet Tools/Web Service) che nel mese registrano un incremento del +1,4% degli utenti online e del 31,4% del tempo complessivo trascorso su questa tipologia di siti;
  • portali generalisti (sotto-categoria General Interest Portals & Communities) con +1,1% di utenti e +13,5% del tempo;
  • siti e app per la gestione delle Email con +2,4% degli utenti e +24,7% del tempo;
  • sotto-categoria Software Manufacturers con +3% di utenti e +15,2% del tempo;
  • sotto-categoria Corporate Information che raggiunge +2% di utenti con +24,1% del tempo;
  • sotto-categoria Health, Fitness & Nutrition che registra +4,8% di utenti e +50,7% tempo;
  • sotto-categoria Food & Cooking che registra +2,5% di utenti e +27,4% del tempo.

audiweb - total digital audience

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Social Media Marketing: i trend del 2021

social media marketing - trend 2021 - aroundigital

Cosa ci aspetta nel 2021 lato Social Media? Come impatteranno sulla nostra vita e sulle attività di marketing e comunicazione?

Quest’anno è più difficile fare delle previsioni, per via della situazione senza precedenti che stiamo tutti, globalmente, vivendo.

Alcuni interessanti spunti sono comunque emersi da una report di Talkwalker, realizzato in collaborazione con Hubspot, che ha intervistato 70 esperti del settore per conoscere cosa si aspettano dal futuro dei social media.

Ciò che emerso dalla ricerca è che, se c’è una lezione da imparare, è l’importanza di essere preparati. Sia per il previsto che per l’inaspettato.

2021: quali saranno le tendenze del Social Media Marketing? 

social media marketing trend 2021

Fonte: Talkwalker

10. Il remix è il nuovo User Generated Content

Lo user generated content (contenuto generato dagli utenti) non è una novità; tuttavia il modo in cui viene oggi creato, trovato e condiviso è un tema di attualità. Il remix è in crescita attraverso applicazioni come TikTok, Koji ed Instagram Reels.

È l’arte di prendere dei format, dei template o degli spunti e combinarli per esprimere la personalità o le idee di un utente.

Cui si aspetta quindi, che  il 2021 porti ancora più opportunità per il remix, con i brand che coinvolgeranno un nuovo pubblico e creeranno contenuti che sapranno distinguersi.

Tra gli intervistati, Giovanna di Troia – giornalista e blogger – ha individuato come lo UGC favorirà un rapporto diretto con il brand, mentre Ben Jeffries – Ceo di Influencer – puntualizza come questo genere di contenuto sia popolare tra il segmento di pubblico della Gen-Z.

9. Le quattro C del contenuto relativo al COVID-19

Anche se la pandemia dovesse risolversi nel 2021, le ripercussioni si faranno sentire per gli anni a venire. L’ombra gettata dal COVID probabilmente perdurerà, rendendo difficile per i consumatori dimenticarne le conseguenze.

I brand dovranno adattare la loro comunicazione alla luce di ciò. Il tono della conversazione nel 2021 sarà determinato dalle quattro C del contenuto relativo al COVID-19.

  • Community – comunità
  • Contactless – assenza di contatto
  • Cleanliness – igiene
  • Compassion – compassione

Alla luce di ciò è interessante notare l’insight di Andrea Romoli – Facilitator and Digital Connector di In Sprint Srl – per il quale la situazione pandemica rende necessario il ricorso ad un nuovo business plan che possa compensare la scarsità di opportunità di business offline. Adele Savarese – General Manager di Ninja Academy – ha indivduato nello stesso tipo di criticità la necessità di ricorrere al phygital, come nesso tra il mondo fisico e quello digitale. Francesco Ambrosino – Blogger, Social Media Manage – riporta invece la sete di informazioni accurate e di facile reperibilità da parte del pubblico dei social media.

8. I meme

Dimentica le emoji. Ripulisci il tuo desktop dalle GIF. I meme sono ora il nuovo modo di comunicare che si sta diffondendo su internet come un modo divertente per coinvolgere le comunità. Non sono tutti positivi e simpatici, però. Come per ogni tipo di comunicazione, possono essere usati per influenzare la mentalità del pubblico. I meme possono contribuire a contrastare situazioni estreme, come nel caso di agenzie esterne che interferiscono con le elezioni o altri eventi importanti.

Nel 2021 bisognerà essere pronti a proteggere il proprio brand dai meme.

A questo proposito, Valentina Tanzillo – Social Media Marketing Consultant – sottolinea l’importanza di mettere il pubblico in condizione di poter diventare creatore di contenuto a fianco dei brand.

7. Nostalgia marketing

È naturale guardare indietro al 2019 e considerarlo come un anno migliore. Le emozioni positive legate ai “bei tempi andati” contribuiscono a migliorare lo stato d’animo attuale. Il fascino del nostalgia marketing è evidente. Associa forti emozioni positive al brand e gli dà una spinta di tipo sentimentale.

In tempi di incertezza e di recessione economica i consumatori cercano di connettersi sempre più frequentemente con i tempi più felici per distrarsi dalla situazione attuale.

Miriam Bertoli -Digital & Content Marketing Strategist di Miriambertoli.com – ha individuato tra i suoi temi portanti per i social media nel 2021 le sensazioni positive di un richiamo al passato, unitamente all’importanza della comunità e di un coinvolgimento sociale, al fine di controbilanciare l’incertezza percepita dal pubblico. Eleonora Rocca – CEO @ Elle Innovation Consulting – sottolinea altresì l’importanza delle icone del passato che generano un sentiment positivo nel pubblico odierno. Rudy Bandiera – divulgatore e creator – si spinge persino oltre, individuando nel sentimento di nostalgia il fattore più determinante per posizionare il brand nel 2021.

6. Ancora più conversazione (AI marketing)

Il marketing è come una strada a doppio senso. I brand non possono più gridare i loro messaggi nel vuoto e sperare che vengano recepiti. Al contrario, si tratta di conversazioni e connessioni: bisogna mantenere la conversazione con i consumatori per costruire quelle relazioni generano vendite.

La pandemia ha portato questo fattore in primo piano. Le vendite non sono più una priorità per i clienti. Sono invece l’informazione, l’impegno e le questioni sociali a guidare il coinvolgimento e la fidelizzazione. Collegarsi con queste storie sarà fondamentale nel 2021.

Riccardo Scandellari – Brand Ambassador per l’Italia di GetResponse – riporta la necessità di stabilire una comunicazione il più diretta possibile con il proprio pubblico. Cristiano Carriero – Storyteller, Digital PR e Consulente di Marketing – eleva nel suo insight la comunicazione ad essenza del brand, piuttosto che semplice fattore di persuasione. Analogamente, Luca Crivellaro – founder di Bee Social –riporta l’importanza dell’empatia e dell’utilità del brand nel quotidiano del proprio pubblico di riferimento.

5. Social gaming = gaming social

Durante il confinamento dovuto al COVID-19 le persone si sono rivolte ai videogiochi come ulteriore forma di distrazione. Il pubblico di forum e gruppi sui videogiochi è cresciuto, creando intere comunità dedicate alle varie fanbase.

Mentre apprendiamo sempre di più come i videogiochi apportino benefici ai giocatori (come lo sviluppo di abilità cognitive che possono essere messe a frutto nel mondo reale) nel 2021 il videogioco in quanto medium sarà meno stigmatizzato, poiché i brand si rivolgeranno alle comunità che gli appartengono.

In questo contesto la tecnologia è fondamentale, e difatti Nur America –Director and Founder di Newness – riporta l’importanza della realtà aumentata e della realtà virtuale nei social media nel futuro prossimo.

4. Marketing old school per un nuovo mercato

Alcuni trend vanno e vengono in un battito di ciglia. Alcuni continuano a circolare e fanno capolino nella coscienza collettiva di tanto in tanto.

Lo stesso vale per le tecniche di marketing. Le tattiche che abbiamo visto in precedenza possono apparire improvvisamente, soprattutto in tempi di incertezza, con i professionisti della comunicazione che ritornano a metodi collaudati applicati ad idee nuove.

Nel 2021 assisteremo a un ritorno del “marketing old school”, mentre i brand torneranno a un modo più semplice di coinvolgere i consumatori.

Federica Brancale – CEO at Marketing Freaks – riporta l’importanza del micro-targeting in questo tipo di strategia, mentre Cheryl King – Managing Director di markettiers MENA – ritiene che il podcast sia un media fondamentale in questo contesto.

3. I giganti dei social media si adattano alla nuova normalità

Quando si esaminano i trends dei social media accade spesso che ci siano persone che gridano che una piattaforma sta morendo o che un’altra prenderà il sopravvento. A questo proposito prevediamo che le piattaforme di social media dominanti di oggi rimarranno tali nel 2021 e oltre.

Potranno avere nuove caratteristiche e si adatteranno alle tendenze del momento, ma è molto improbabile che la loro popolarità diminuisca nei prossimi anni.

David Meerman Scott – Marketing Strategist e WSJ Bestselling Autore di  Fanocracymette – in guardia rispetto al pericolo di discriminazione sociali, mentre Karen Sutherland – Social Media Educator e Ricercatrice presso la University of the Sunshine Coast, Australia – sottolinea l’importanza degli eventi e della loro evoluzione nel mondo post COVID-19.

2. L’ascesa della trasformazione digitale

I social media hanno sempre offuscato i confini tra realtà e finzione: dalla rappresentazione edulcorata delle vite di alcuni Instagrammer, agli account parodia di Twitter.

La crisi dovuta al COVID-19 ha portato in primo piano il tema della disinformazione. La società si trova ad affrontare un futuro incerto e questa incertezza ha creato un focolaio di disinformazione, con storie false la cui risonanza può avere un impatto rilevante. Il 2021 sarà l’anno in cui i brand e i canali dei social media si concentreranno nell’evidenziare la verità e sul mettere a tacere le fake news.

Cirtina Maccarrone – formatrice per SEO copywriting – riporta nel suo insight la necessità di monitorare costantemente le fake news, poiché possono costituire un pericolo tangibile per il proprio brand.

1. L’impatto del pubblico socialmente consapevole

Secondo l’indagine di Talkwalker e Hubspot, questo è il trend numero uno. Nel 2020 è divenuto lampante come questa generazione socialmente consapevole (e la futura generazione Alpha) abbia un impatto sui brand, sulla politica e sulla società nel suo complesso.

I brand dovranno impegnarsi maggiormente su temi come la salute mentale, l’inclusività e la giustizia sociale, altrimenti rischiano di diventare irrilevanti e potenzialmente obsoleti nel 2021.

L’umanizzazione del brand è il tema portante dell’insight fornito da Roberto Zarriello – docente di Comunicazione Digitale e Social Media – mentre la consapevolezza sociale è al centro di quello di Angelo Cerrone, Digital Strategist.

Conclusione

La pandemia ha portato un cambiamento globale già in corso da essere un’aggiunta simpatica nella propria strategia  a “essenziale per la sopravvivenza”. Come ci spiega Christina Garnett – Insights Strategist di VIZIT – “vedremo un’attenzione più profonda sulla formazione della comunità e sull’intelligenza del pubblico. La pandemia ha creato nuove opportunità per connetterci, e i brand stanno capendo l’importanza del promuovere questi legami. I brand dovranno praticare più social listening e ricerca per capire meglio perché i consumatori si lasciano coinvolgere.”

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