Facebook, Instagram, TikTok e altro: le novità della settimana

Il digital non si arresta. Settimana di fermento questa del 18 maggio da casa Facebook, in particolare con Facebook Messenger e Instagram, così come da TikTok, Google e per finire Linkedin.

Ma vediamo in dettaglio quali sono le novità.

Messenger Rooms: ora anche nei gruppi e negli eventi

Alla fine di aprile, Facebook ha lanciato Messenger Rooms: una nuova funzione di video chat, che consente ad un massimo di 50 utenti di avviare videochat senza limiti di tempo e senza necessità di un account Facebook. Ora Facebook ha esteso la funzione anche ai gruppi e agli eventi, disponibile su iOS, Android e desktop.

Gli amministratori ed i membri di un gruppo Facebook possono creare delle “Stanze” all’interno dei gruppo stesso o all’interno di eventi che stanno organizzando. Sempre con le stesse regole, cioè fino a 50 persone e senza limiti di tempo.

La cosa interessante è che a queste videochat possono partecipare anche utenti esterni a Facebook, grazie a un link può essere condiviso esternamente.

Ma, se un gruppo ha la funzione di approvazione dei post attiva, allora solo gli amministratori potranno creare una Room, a meno che questa impostazione non venga modificata. Per i gruppi in cui non è presente l’autorizzazione dei post, l’impostazione predefinita è che chiunque nel gruppo è autorizzato a creare videochat.

Facebook, inoltre, sta cominciando ad implementare la possibilità di contrassegnare un evento con il tag “online” e l’integrazione con Messenger Rooms ne faciliterà lo svolgimento. Per ora, ovviamente, si tratta di eventi online privati con un limite di 50 partecipanti.

Il nuovo sticker di Instagram per supportare le attività locali

Dopo aver lanciato gli adesivi “Io resto a casa” e “Grazie” e introdotto sticker per rendere più facile il food delivery e i buoni regalo, Instagram lancia anche un nuovo adesivo per Stories atto a supportare le piccole imprese e attività locali.

Oggi lanceremo il nuovo Sticker “Support Small Business” per la sezione Stories, così da poter aiutare gli utenti a condividere le proprie attività e negozi preferiti. Vogliamo rendere il più semplice possibile supportare le piccole attività in questo particolare momento.

Sono queste le parole di Adam Mosseri, Head of Instagram all’annuncio.

Ancora Instagram: eliminare i commenti fino a 25 contemporaneamente

Instagram, sempre più sensibile al tema anti-bullismo,  consente ora di gestire i commenti collettivi con la possibilità di  eliminare fino a 25 interazioni indesiderate alla volta.

Ancora in fase di rilascio in tutto il mondo, questa nuova funzionalità facilita e alleggerisce la gestione dei commenti negativi, e consente, tra l’altro anche di limitare più account indesiderati.

Per farlo, è necessario cliccare un commento e selezionare “Gestisci”. Questo ti permetterà di raccogliere fino a 25 interazioni da eliminare contemporaneamente.

Infine ti basterà selezionare la voce “Altre opzioni” per bloccare o limitare gli account in blocco.

Google Chrome introduce il raggruppamento delle schede

La scorsa settimana, Google ha annunciato una nuova funzione che permette di raggruppare le schede per argomenti su Chrome.

Questa soluzione consente una navigazione più smart, soprattutto per tutti coloro che hanno sempre decine di schede aperte.

Per farlo, basta fare clic con il tasto destro su una scheda, assegnare un nome e un colore personalizzato e infine, Una  trascinare altre schede nel gruppo appena creato.

Proprio come le normali schede, i gruppi vengono salvati quando chiudi e riapri Chrome.

Ecco come funzionerà:

Per il momento, la funzione sarà  implementata solo su Chrome Beta ma la società dovrebbe iniziare a distribuire il raggruppamento delle schede su Chrome desktop, Chrome OS, Windows, Mac e Linux, non appena verrà lanciata la versione aggiornata del browser.

Google Ads e la possibilità di promuovere il ritiro in negozio negli annunci

La pandemia da COVID-19 ha aumentato a dismisura gli ordini online e questo ha portato a innumerevoli ritardi nelle spedizioni. Per questa ragione, Google sta aiutando i rivenditori e gli inserzionisti a promuovere, per i consumatori locali, il ritiro in negozio.

Chi utilizza gli annunci di inventario locale potrà indicare se i prodotti che gli acquirenti stanno cercando sono disponibili per il ritiro in negozio. La nuova funzione, al momento in beta, è attiva in Australia, Austria, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Diversamente, chi non ha attiva questa funzionalità, può comunicare le opzioni di delivery e take away tramite Google My Business. Questa opzione è disponibile per tutte le aziende a livello globale e può essere aggiunta semplicemente modificando gli attributi al profilo aziendale che appare in Search e Maps.

LinkedIn lancia gli eventi virtuali per le Pagine

Anche Linkedin si sta adeguando alle necessità del momento legata agli eventi virtuali fondamentali per la socializzazione e la formazione. Per questa ragione, ha sviluppato una nuova funzionalità che consente ai brand e alle organizzazione di utilizzare Live per i propri eventi online.

Gli eventi virtuali LinkedIn possono essere promossi ai follower della propria pagina oppure è possibile creare degli inviti diretti alle connessioni di primo grado. Inoltre, le aziende possono anche scegliere di utilizzare soluzioni di targeting per le inserzioni e raggiungere un pubblico pertinente al di fuori della propria rete.

I membri della piattaforma possono trovare gli eventi virtuali pubblici attraverso la funzionalità di ricerca organica.

AR Brand Effect: un nuovo formato per gli annunci AR su TikTok

TikTok sta cercando di arricchire ulteriormente il suo strumento dedicato all’advertising, al fine di competere con concorrenti diretti quali Instagram e Snapchat. Secondo indiscrezioni, ora l’app dovrebbe lanciare un nuovo formato di annuncio AR chiamato “AR Brand Effect”.

Secondo Digiday, il nuovo formato consentirà agli inserzionisti di TikTok di aggiungere effetti visivi interattivi in grado di interagire con l’ambiente fisico che circonda gli utenti che visualizzano l’annuncio.

Il lancio globale di AR Brand Effect è previsto per il terzo trimestre del 2020.

 

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Consumer Behaviour: 3 modi per stare al passo in questo periodo

L’impatto dell’emergenza Covid ha provocato un aumento della presenza di consumatori online e un aumento complessivo tra il 50% e il 70% del traffico su Internet. Milioni di persone, infatti, cercano intrattenimento, lavorano da casa o semplicemente ordinano la spesa online. Questi cambiamenti nel comportamento indicano che le esigenze dei consumatori si stanno evolvendo per adattarsi alla nuova situazione che stiamo vivendo.

La sfida per i brand è capire come stare al passo con questa nuova realtà, offrire ai clienti ciò di cui hanno bisogno e prepararsi nel modo migliore al ritorno alla normalità.

Il valore dei first-party data

Secondo Google un approccio valido è utilizzare meglio i dati di cui sei già in possesso: i dati proprietari, cioè le informazioni ottenute direttamente dai clienti, tramite le attività di CRM, le analisi dei dati del sito web, le vendite e altro ancora, a cui puoi attingere, ovviamente in maniera conforme alle normative locali in materia di privacy.

Questi dati sono particolarmente utili per i professionisti del marketing perché sono direttamente legati al business e offrono informazioni chiare sui clienti e sui tipi di prodotti o servizi richiesti. Puoi utilizzare questi dati anche per migliorare l’esperienza online, aumentando le conversioni e il ritorno sull’investimento.

Persino prima dell’emergenza coronavirus, i migliori professionisti del marketing ritenevano essenziale adottare una strategia basata sui dati per generare entrate e ridurre i costi. Nel futuro, l’utilizzo responsabile dei dati di prima parte avrà un ruolo sempre più importante.

Ma vediamo più in dettaglio quali sono i modi per cavalcare i cambiamenti di questo periodo.

1. Comprendere il pubblico e come cambiano le sue esigenze

Ora che le abitudini e le preferenze delle persone sono state rivoluzionate, potrai osservare nuovi comportamenti degli utenti o l’interesse da parte di nuovi acquirenti appartenenti a gruppi demografici che prima non avevi considerato. L’analisi dei dati proprietari ti aiuterà a comprendere con esattezza la natura di questi cambiamenti.

I dati ti consentiranno inoltre di comprendere a fondo il Customer Lifetime Value e identificare i clienti a maggior rischio di abbandono.

Strumenti come Google Analytics possono essere utili a questo scopo così come Informazioni sul pubblico di Google Ads, un altro strumento che consente di comprendere i dati raccolti e rilevare nuove tendenze e opportunità.

2. Raggiungere e coinvolgere i clienti più importanti

Ora come non mai è importante trasmettere il messaggio giusto e offrire ai consumatori informazioni pertinenti e utili nel momento più adatto del customer journey. Le strategie basate sui dati aiutano i professionisti del marketing a raggiungere i clienti più interessanti e a personalizzare i messaggi, riducendo al minimo le attività (e quindi le spese) poco efficaci. La pertinenza e il risparmio sui costi assumono un ruolo cruciale per i business particolarmente in questo momento.

Uno strumento utile è Customer Match di Google Ads che consente di pubblicare campagne personalizzate per i segmenti di pubblico principali, con il risultato di aumentare il tasso di conversione rispetto al valore medio.

Google Ads o Google Analytics offrono inoltre lo strumento Segmenti di pubblico per il remarketing, che consente di utilizzare i dati proprietari offline o online per raggiungere i clienti potenziali e coinvolgerli sul motore di  Ricerca, Gmail, YouTube e Display, con l’obiettivo di riagganciare gli utenti e con il risultato di aumentare traffico e conversioni.

Questi strumenti consentono di ottimizzare gli annunci per raggiungere solo un segmento di clienti o promuovere solo una determinata categoria di prodotti, offrendo così un aiuto specifico e tempestivo alle aziende che devono affrontare problemi logistici o di fornitura. Ad esempio, un rivenditore in difficoltà con l’evasione degli ordini a causa della riduzione del personale di magazzino può utilizzare Customer Match per dare la priorità ai clienti più fedeli.

Lo strumento può essere abbinato a Segmenti di pubblico simili, che può consentire di aumentare i tassi di conversione entrando in contatto con nuovi utenti simili ai clienti di segmenti redditizi esistenti o visitatori del sito.

I retailer hanno a disposizione anche la funzione Ricerca su sito di Google Analytics per capire se i clienti cercano principalmente informazioni sulla consegna, politiche di reso o dati simili. In tal caso, può essere interessante modificare il sito per rendere questi contenuti più visibili e facilmente rintracciabili.

3. Utilizzare dati e insight per creare migliori esperienze per gli utenti

I dati e gli insight sull’evoluzione dei comportamenti dei clienti sono utili anche per creare esperienze utente migliori. Ad esempio, puoi perfezionare il sito o l’app per migliorare la navigazione e ridurre le frequenze di rimbalzo in determinate pagine o persino adattare le creatività per promuovere i prodotti più richiesti della settimana.

A tal scopo, puoi utilizzare ad esempio Google Optimize, uno strumento gratuito che consente di eseguire test sul sito web, per identificare meglio i contenuti interessanti per i clienti e migliorare di conseguenza l’efficacia del sito.

Conclusioni

In questa fase di cambiamento, è facile sottovalutare l’utilità dei dati per molti brand la cui priorità è ora la sola sopravvivenza. Tuttavia, i business che si affidano all’utilizzo responsabile dei dati proprietari per comprendere i cambiamenti nel comportamento dei consumatori potranno creare strategie di marketing più efficaci sia nel breve termine che al ritorno alla normalità.

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Fonte: Think with Google

 

 

Machine Learning: 3 modi per migliorare la personalizzazione

Come marketer, il tuo lavoro dovrebbe essere focalizzato non solo su come sopravvivere alla concorrenza, ma anche e soprattutto, su come distinguerti e diventare uno dei leader di mercato.

Per diventare un leader di mercato è necessario puntare efficacemente sulla personalizzazione e, per farlo su larga scala concentrandoti su un mercato globale, è necessaria l’automazione. Ed è qui che entra in gioco il machine learning.

È necessario creare una presenza digitale che contribuisca a migliorare il coinvolgimento dei tuoi clienti, sensibilizzare il marchio e rafforzare gli obiettivi aziendali. Fondamentale è lavorare sulla tua strategia content e  sviluppare le capacità di CRM, così come mettere in atto diversi strumenti per automatizzare le tue attività di marketing.

 Il tuo obiettivo finale dovrebbe essere quello di indirizzare i contenuti che offri, ai tuoi clienti e potenziali clienti, in base a ciò che conosci di loro e a ciò che ritieni possano aver bisogno.

Customer Intelligence

Nella ricerca di PWC intitolata “Financial Services Technology 2020 and Beyond: Embracing disruptment” è stato osservato che la customer intelligence sarà il principale fattore predittivo di crescita dei ricavi e dei profitti. La personalizzazione è il risultato della tua customer intelligence che ti garantirà la possibilità di arrivare a monitorare i tuoi clienti con un numero ampio di promozioni, e questo si tradurrà anche in un’enorme riduzione di media buying.

La personalizzazione è un’attività fondamentale per intraprendere un marketing efficace. Una volta che sei in grado di personalizzare il percorso dei tuoi potenziali clienti, puoi aumentare il loro coinvolgimento e la fedeltà a lungo termine.

Puoi prendere spunto dal modo in cui Netflix fornisce consigli sui film, i suggerimenti musicali di Spotify e promozioni speciali su Amazon per comprendere davvero l’effetto che i contenuti personalizzati stanno avendo e che, non solo sta diventando la norma ma è ormai anche un’aspettativa dei consumatori. Tutte queste grandi aziende tecnologiche sono in grado di svolgere questo oneroso compito integrando l’apprendimento automatico, che sta rapidamente diventando uno strumento essenziale e indispensabile nella personalizzazione dei contenuti.

Per farlo, è necessario individuare i punti essenziali nel percorso del cliente che sono ottimali per aggiungere un messaggio personalizzato. Il contesto è sempre stato la fonte delle differenze tra i clienti che di solito innescano la necessità di contenuti specifici.

Un report del 2019 “Magic Quadrant for Personalization Engines” di Gartner mostra che l’adozione di strumenti di personalizzazione è aumentata del 28% dal 2016.

Poiché la personalizzazione è predittiva, il machine learning ha iniziato a svolgere un ruolo centrale.

Di seguito troverai sono 3 modi in cui è possibile utilizzare l’apprendimento automatico per migliorare la personalizzazione.

1. Utilizzo di dati demografici protetti

I dati demografici  ti consentono di  avere accesso ai comportamenti e alle preferenze distintive dei tuoi clienti e ciò è possibile con l’apprendimento automatico.

È fondamentale però mantenere i dati al sicuro per evitare furti di dati da parte dei tuoi competitor o peggio da criminali informatici.

Laddove non disponi dei fondi per una VPN a pagamento, puoi sempre iscriverti ai servizi di una VPN gratuita. Ciò ti consente di mascherare il tuo indirizzo I.P. e crittografare tutto il traffico che aiuterà con i geo-block e contribuirà a tenere i dati demografici protetti e alla massima privacy online.

2. Chi è il tuo pubblico sui social media?

La personalizzazione cross-channel è una fonte di informazioni molto vantaggiosa perché il canale social media preferito da un cliente è una strada per scoprire quanto sia friendly il cliente con il contatto mobile. È anche un canale per accumulare dati demografici per il semplice fatto che età e gruppi social diversi preferiscono piattaforme di social media diverse.

Ad esempio, la Gen Z è nota per avere una preferenza per Instagram e Snapchat, mentre la Gen X e i millennial sono più legati a a Facebook.

3. Rilevare i comportamenti del consumatore

Oltre ai dati demografici e a quale social media appartiene il tuo pubblico, un’altra fonte di informazioni che consente la comprensione del singolo consumatore, è applicare il machine learning per una conoscenza completa del comportamento online del consumatore. Il percorso di navigazione del tuo potenziale consumatore può rivelare molto sulla persona.

Avrai una visione molto utile delle sue preferenza, la quantità di tempo che trascorre a navigare nelle pagine del tuo sito, ad esempio, può essere un indizio rivelatore del grado di priorità e una fonte di dati preziosi. Raccogliere tutte queste preziose informazioni manualmente diventa complicato, mentre l’apprendimento automatico può facilmente dare un senso a un comportamento che può sembrare in qualche modo “irregolare”.

L’apprendimento automatico è in grado di articolare le ripetute visite al sito e fornire un profilo approfondito e informato del cliente e di ciò che sta cercando o a cui è interessato.

È molto importante che tu sappia che per riuscire a integrare il machine learning per migliorare la personalizzazione, devi anche cercare di personalizzare i contenuti su tutti i canali. Ciò garantirà che i tuoi clienti si sentano personalmente coinvolti in tempo reale e ovunque si trovino.

Le pagine dei prodotti sul tuo sito devono essere personalizzate in base alle preferenze di ciascun individuo. Distribuisci pubblicità predittiva sulla piattaforma di social media preferita dal consumatore.

Sfrutta anche l’opportunità di offerta delle email creando un archivio di contenuti personalizzati (potrebbe essere più facile lavorare su contenuti ottimizzati in un’email piuttosto che su una pagina web).

L’integrazione dell’apprendimento automatico come un’applicazione dell’intelligenza dell’artificiale ti offre l’opportunità di migliorare la personalizzazione su vasta scala.

 

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Fonte: Search Engine Watch

Bounce Rate vs Exit Rate: differenze e giusto calcolo

Spesso i marketer hanno difficoltà  a definire una particolare metrica come potrebbe essere il bounce rate, spesso confuso con l’ exit rate o con altri criteri poi di fatto non pertinenti. Proprio per questo, in questa breve guida ti aiuteremo a fare chiarezza a diventare un esperto di bounce rate.

Innanzitutto, per chi è alle prima armi, spieghiamo cos’è il bounce rate o semplicemente frequenza di rimbalzo.

Che cos’è il Bounce Rate

La frequenza di rimbalzo è quella percentuale che indica il numero di visitatori che hanno abbandonato la pagina senza proseguire nella navigazione. Corrisponde alla quantità di utenti che abbandonano una pagina di un sito senza interessarsi delle altre. Il rimbalzo, infatti, corrisponde alla sessione di una pagina sola, in virtù della quale viene attivata una sola richiesta. Non bisogna pensare, comunque, che un’ elevata frequenza di rimbalzo sia sempre un segnale negativo per il sito.

Nello specifico, tale valore serve per capire quante sessioni, una volta giunte sul sito, si limitano a visitare una pagina sola: il bounce rate non tiene conto del tempo in cui si rimane sulla stessa pagina. Questo vuol dire che, ai fini della misurazione della frequenza di rimbalzo, un utente che rimane sulla stessa pagina di un sito per dieci secondi e poi lo abbandona vale come un utente che rimane sulla stessa pagina di un sito per un quarto d’ora. La percentuale viene calcolata da Google Analytics ma può essere misurata anche da altre piattaforme di analisi e statistiche.

Come viene calcolato il Bounce Rate in Google Analytics?

Google analytics è lo strumento indispensabile per elaborare ed interpretare al meglio i dati di un sito web. Questo strumento, totalmente gratuito, permette infatti di analizzare i dati del proprio sito web riuscendo a testare la salute e le performance dello stesso e, più in generale, l’efficacia della strategia digitale adottata. Strumento indispensabile per capire cosa sta andando nel verso giusto e cosa c’è da migliorare, Google analytics permette di avere una panoramica sul traffico che sta generando il sito. Le visite generate vengono suddivise in:

  • Organic search (ricerca organica).
  • Social (visite provenienti dai vari social network associati alla pagina).
  • Referral.
  • Ricerca diretta (utenti che inseriscono nel browser di navigazione direttamente l’url del sito web).

Sapere da dove provengono le visite è un fattore molto importante per capire cosa sta realmente funzionando e cosa deve essere migliorato.

Per calcolare la frequenza di rimbalzo in Google Analytics devi ricordare due cose chiave:

1. un rimbalzo in Google Analytics è una sessione a una pagina singola su un sito web;

2. la frequenza di rimbalzo per una pagina si basa solo sulle sessioni che iniziano con quella pagina

Cosa significa nella pratica?

Facciamo un esempio con 3 sessioni.

Immagina che ci siano state tre sessioni utente sul tuo sito web. Durante queste sessioni, le seguenti pagine sono state visualizzate in questo ordine:

  • Sessione Uno: Pagina A > Pagina B > Pagina C > uscita
  • Sessione Due : Pagina B > Pagina A > Pagina C > uscita
  • Sessione Tre: Pagina A > uscita

Bounce Rate pagina A = 50%
Bounce Rate pagina B = 0%
Bounce Rate pagina C = 0%

Perché? Potresti pensare che la frequenza di rimbalzo della Pagina A sia del 33% perché la pagina è stata visualizzata tre volte e l’utente è uscito dal sito solo dopo aver visualizzato la pagina A. È un malinteso tipico, ma stata logica è in realtà la definizione di “tasso di uscita“.

Allo stesso modo, potresti essere tentato di pensare che la frequenza di rimbalzo della Pagina C sia del 100%, poiché tutte le sessioni che hanno incluso la Pagina C come parte del loro percorso sono state immediatamente seguite da un’uscita. Tuttavia, solo le pagine che iniziano una sessione sono incluse in questi calcoli.

Facciamo un altro esempio con 5 sessioni:

  • Pagina B > Pagina A> Pagina C> uscita
  • Pagina B > uscita
  • Pagina A > Pagina C > Pagina B > uscita
  • Pagina C > uscita
  • Pagina B> Pagina C> Pagina A> uscita

La frequenza di rimbalzo della pagina C è del 100%. È stata visitato quattro volte, tuttavia, solo una sessione è iniziata con essa. È, quindi, l’unica conteggiata da Google Analytics nei suoi calcoli della frequenza di rimbalzo.

Cos’è un Exit in Google Analytics?

In poche parole, un’uscita è quando un utente esce dal sito in un modo o nell’altro.

Ciò significa che, se uno degli obiettivi del tuo sito è di portare gli utenti a cliccare su un rivenditore di terze parti dopo aver visitato la pagina di un prodotto, gli utenti dovranno uscire dal sito per essere conteggiati come una conversione.

In questo caso particolare, in teoria potresti avere contemporaneamente pagine con una frequenza di rimbalzo del 100% e una percentuale di conversione del 100%. Ma ridurre il numero di sessioni a pagina singola sul tuo sito è davvero il tuo obiettivo?

In caso contrario, potresti prendere in considerazione un KPI diverso per la tua attività. Per gli esperti di marketing SEO, spesso è l’indicatore KPI “go-to” quando si riferiscono sulle prestazioni, ma altri indicatori – come il tasso di uscita – potrebbero adattarsi meglio a seconda degli obiettivi del tuo sito web.

Come dovremmo utilizzare la frequenza di rimbalzo e la frequenza di uscita per un reporting efficiente?

1. Bounce Rate a livello di sito

“A livello di sito” – il calcolo generalmente presente nella dashboard di Google Analytics – la frequenza di rimbalzo indica solo la percentuale di sessioni a una pagina singola rispetto alle sessioni complessive.

A causa delle sue impostazioni predefinite, Google Analytics può essere fuorviante in quanto indicherà una percentuale decrescente con una freccia verde, suggerendo che è “buona”, mentre qualsiasi rialzo è contrassegnato in rosso e percepito come “non buono”. Tuttavia, avere una frequenza di rimbalzo più alta può essere una buona cosa, può darsi che l’utente habbia necessità di  visitare solo una pagina per trovare le informazioni di cui ha bisogno. Ciò dipende interamente dal tipo di sito su cui stai facendo l’analisi e dal contenuto che offre (e-commerce, blog, informazioni o altro).

Le variazioni della frequenza di rimbalzo a livello di sito web non devono essere utilizzate per valutare le prestazioni del sito stesso, ma piuttosto per notificare una modifica che richiede ulteriori indagini.

2. Bounce Rate a livello di pagina

Se la frequenza di rimbalzo aumenta per una determinata pagina, è importante valutare il tipo di pagina per capire se la il cambiamento è positivo o negativo.

Facciamo alcuni esempi:

  • homepage: un aumento della frequenza di rimbalzo è generalmente negativa e significa che pochi utenti vogliono visitare il tuo sito oltre la homepage.
  • contenuto/articolo: un aumento della frequenza di rimbalzo potrebbe significare che gli utenti hanno trovato le informazioni di cui hanno bisogno. In questo caso, la frequenza di rimbalzo da sola non può essere utilizzata per determinare una variazione positiva o negativa.
  • pagina prodotto: un aumento del bounce rate sulle pagine con funzionalità di e-commerce deve essere analizzato insieme alle recenti modifiche del template del sito per garantire che l’esperienza dell’utente non influisca negativamente sull’esperienza di acquisto.

3. Exit Rate a livello di sito

A livello di sito, l’exit rate non fornisce dati molto significativi poiché gli utenti dovranno sempre uscire da un sito da una delle sue pagine, a un certo punto.

Google Analytics fornisce ancora questo tipo di dati nella scheda “Comportamento“, ma non è consigliabile utilizzare queste informazioni per fare un report delle performance web.

La percentuale di uscita a livello di sito non può essere che del 100%. Tuttavia, tieni presente che Google Analytics calcola una media di exit page per tutte le pagine del sito al fine di ottenere una “media del sito”.

4. Exit Rate a livello di pagina

Qui è dove il tasso di uscita acquista senso. Se hai una user journey ideale per il tuo sito, l’ exit rate può aiutarti a identificare i cambiamenti nel comportamento degli utenti. Da qui, è possibile modificare i template delle pagine per portare gli utenti da un punto all’altro – utilizzando più pagine e monitorando dove gli utenti escono – e quindi terminare il percorso.

Ora che hai imparato la differenza tra frequenza di rimbalzo e frequenza di uscita potrai utilizzarli in modo efficace nei tuoi rapporti. Accedi a Google Analytics e inizia a scoprire cosa significano realmente queste statistiche per il tuo sito.

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Fonti: Google Analytics, Search Engine Watch,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Social Media Marketing: 12 tecniche che fanno la differenza

Social Media Marketing: 12 metodi che fanno la differenza-aroundigital

Il fatto che ogni azienda oggi abbia bisogno di una forte presenza sui social media, è un dato di fatto. Non importa se gestisci un piccolo negozio  o un’azienda multinazionale, i social media dovrebbero essere una parte essenziale della tua strategia di marketing.

Una piattaforma di social media non solo ti aiuta a connetterti con il tuo pubblico di destinazione, ma aumenta anche la consapevolezza del tuo marchio, così come il numero dei tuoi contatti e le tue vendite in larga misura.

Oggi,  circa 2,96 miliardi di persone usano piattaforme di social media in tutto il mondo questo non è un trend passeggero. Secondo Statista.com, entro il 2021, questo numero raggiungerà i 3,09 miliardi. Quindi, se non stai ancora utilizzando questo fantastico strumento, stai sicuramente perdendo un’incredibile opportunità di marketing.

Social Media Marketing: 12 metodi che fanno la differenza-aroundigital

Indubbiamente, i social media sono una delle piattaforme ideali per commercializzare la tua attività. Tuttavia, a causa della crescente concorrenza e della crescita degli algoritmi, l’intero panorama dei social media è cambiato. Se vuoi davvero stare al passo con la concorrenza, devi cercare e applicare idee uniche di marketing che possano rendere efficaci le tue campagne sui social media.

In questo post, ti faremo conoscere alcune idee creative di marketing sui social media. Ma prima di farlo, diamo un’occhiata ad alcune statistiche sui social media che è importante che tu sappia.

  • Il 95% degli adulti (di età compresa tra 18 e 34 anni) ha maggiori probabilità di seguire un marchio attraverso i social network. (Fonte: MarketingSherpa)
  • Circa il 63% dei clienti si aspetta che le aziende offrano supporto ai clienti attraverso i canali dei social media. (Fonte: Smart Insights)
  • Il 42% della popolazione mondiale ha un account su una o più piattaforme di social media. (Fonte: Statista)

Tips per dare un boost alla tua strategia di social media marketing

Social Media Marketing: 12 metodi che fanno la differenza-aroundigital

1. Definisci  tuoi obiettivi

Avere un solido obiettivo di marketing è essenziale per ogni azienda.

Prima di partire con un’attività di social media marketing, stabilisci obiettivi chiari che si allineino ai tuoi sforzi di marketing.

Per organizzare i tuoi obiettivi, puoi:

  1. considerare un numero (come per esempio, raggiungere 10.000 follower di Facebook)
  2. stabilire una scadenza
  3. rendere i tuoi obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e basati sul tempo (SMART)

2. Conosci il tuo pubblico

Per creare una strategia di successo sui social media, devi avere un’adeguata conoscenza del tuo pubblico. Dovresti essere in grado di conoscerne bisogni, desideri, interessi e necessità. Di seguito sono riportate alcune tattiche che possono aiutarti a comprendere meglio il tuo pubblico.

  1. Esamina il tuo pubblico per conoscere meglio i suoi punti deboli.
  2. Dai un’occhiata ai dati demografici.
  3. Partecipa alle conversazioni sui forum usati dal tuo pubblico di destinazione.
  4. Rispondi ai commenti sui tuoi canali social media.
  5. Chiedi feedback.

3. Produci contenuti diversificati per le diverse piattaforme

Per la maggior parte delle aziende, è facile pubblicare foto su Instagram e brevi tweet su Twitter. Tuttavia, è importante diversificare il contenuto dei tuoi post. Oggi, è possibile postare diversi tipi di contenuto, tra cui video, foto, infografiche, post di blog e altro ancora. È essenziale perché se continui a produrre gli stessi contenuti più volte, potresti annoiare il tuo pubblico e questo può impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi. Fornendo contenuti diversificati, sei in grado anche di stabilire quali sono i tipi di contenuto che piacciono di più al il tuo pubblico.

Fonte: SmartInsights

4. Non ignorare contenuti video

Il video marketing è una di quelle tendenze  in continua crescita. Nel 2018, l’85% di tutti gli utenti Internet -negli Stati Uniti – ha guardato i contenuti video mensilmente su diversi dispositivi. Ciò mostra che il video è un mezzo eccellente per promuovere la tua attività.

Non vi è alcun dubbio che milioni di ore di contenuti video sono stati guardati ogni anno sulle diverse piattaforme di social media. Tuttavia, i tuoi video devono essere guardati dalle persone giuste. Dopotutto, in un video non è utile diventare virali se gli spettatori non appartengono al tuo mercato.

Cerca di targettizzare le persone giuste in modo che possano intraprendere delle azioni dopo aver visto i tuoi video. Allo stesso modo, è necessario definire il pubblico di destinazione prima di pianificare le strategie di marketing. Alcuni degli strumenti che puoi utilizzare per identificare il tuo pubblico includono Google Analytics – Tab Audience, Keyword Planner, Facebook Business Page Insights.

Restringi il tuo pubblico in base a genere, interessi, età, occupazione, livello di istruzione o posizione. Inoltre, crea un video di qualità che spieghi con precisione il tuo prodotto o servizio, e risponda alla maggior parte delle domande del tuo pubblico e dei potenziali clienti.

Non dimenticare che gli alti valori di produzione, l’uso intelligente delle parole chiave e i tempi dei tuoi video sono molto importanti per il successo del tuo video marketing. Inoltre, monitora i tuoi risultati di volta in volta e personalizza le tue tattiche in base a tali risultati.

Per aiutarti su questo dai un’occhiata al nostro articolo su Video Marketing: la statistica che devi conoscere.

5. Condividi gli user-generated content dei tuoi fan e follower

Quando condividi contenuti generati dagli utenti sui tuoi profili social media, stai dando ai tuoi follower una nuova prospettiva sul tuo brand e ti aiuta a costruire relazioni più forti.

Anche un sondaggio rivela che le persone si fidano dei contenuti di una persona comune più di quanto non facciano dalle aziende.

Potresti chiedere ai tuoi clienti di condividere le loro esperienze con i tuoi prodotti o servizi in modo da poter utilizzare tali contenuti sui tuoi profili social media.

Ad esempio, se gestisci un negozio di mobili, puoi chiedere ai tuoi acquirenti di condividere l’immagine di come posizionano i tuoi mobili nelle loro case. Successivamente, puoi condividere quelle immagini nei tuoi profili social con il link del profilo degli acquirenti per dare ad altri potenziali clienti un’idea di come possono utilizzare i tuoi prodotti. Aumenterà sicuramente l’interesse di altri potenziali clienti per il tuo marchio.

6. Educa

Indipendentemente dai tuoi obiettivi, devi educare i tuoi clienti sui tuoi prodotti o servizi. Fornire istruzioni e informazioni utili è uno dei modi migliori per costruire relazioni con il pubblico di destinazione. Quando dai al tuo pubblico consigli pratici o informazioni preziose, vieni considerato un’autorità e in questo modo diventano clienti fedeli. I social media sono un’ottima piattaforma in cui puoi educare i tuoi follower sulla tua attività. Puoi fornire risorse educative come post di blog, white paper, webinar e altro.

7. Meno promozione e più storytelling

Quando adotti un approccio educativo, fai più insegnamento che vendita. Lo storytelling può essere uno strumento di natura educativa. Tuttavia, il potere della narrazione non sta nell’insegnare alle persone cose di cui non erano a conoscenza, ma nel mostrare personaggi e situazioni rilevanti che evocano risposte emotive. Queste risposte stimolano l’azione in modo più efficace di quanto possa fare un contenuto che implichi l’autopromozione.

8. Prova l’influencer marketing

L’influencer marketing è una modalità ideale per promuovere i tuoi prodotti tramite piattaforme di social media. Quando collabori con una persona influente non solo aumenti la consapevolezza del tuo brand, ma crei anche fiducia. Forse questo è il motivo per cui, nel Nord America, circa i 2/3 dei rivenditori  usa una qualche forma di marketing per influencer.

Fonte: MediaKix

Scegli sempre un social media influencer la cui visione sia in linea con la tua. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per la scelta dell’influencer perfetto per il tuo marchio.

  1. Esamina le metriche di engagement e altre insight del tuo potenziale influencer.
  2. Investi po ‘di tempo nel social listening in modo da poter trovare un influencer che sia rilevante per la tua attività.
  3. Dai un’occhiata alle loro skill. Il marketing degli influencer è molto più che simpatie, comunicazione e coinvolgimento: un influencer deve avere alcune conoscenze tecniche. Sarà un vantaggio se il tuo potenziale influencer è un esperto nella progettazione grafica, nel crisis management e in altre esperienze pratiche.

9. Usa la VPN (Virtual Private Network)

Se ritieni che la VPN sia solo uno strumento per nascondere il tuo indirizzo IP, ti sbagli. La VPN non è solo uno strumento di sicurezza che garantisce la tua privacy su una rete pubblica, è molto più di questo.

La maggior parte delle nuove aziende non è a conoscenza del fatto che una VPN può aiutarle a comprendere la concorrenza. Dal lancio di campagne di marketing al monitoraggio degli annunci PPC, alla valutazione del posizionamento nei motori di ricerca, ci sono molti casi in cui la VPN è utile.

Dato che in questo post discutiamo delle piattaforme di social media, scopriamo come può aiutarti la VPN con la pubblicità su YouTube.

 YouTube è la piattaforma video più popolare del tempo. Secondo Alexa, YouTube è il secondo motore di ricerca più popolare al mondo, dopo Google. La pubblicità su YouTube offre numerosi vantaggi. Uno dei vantaggi più significativi è che offre una portata più ampia alla tua attività.

Se il tuo pubblico si trova in diverse regioni o Paesi è necessario che tu sappia cosa funziona meglio in quella particolare area. La VPN può aiutarti in questo. Utilizzando una VPN, puoi ottenere la tua posizione nella regione o area in cui si trova il tuo pubblico di destinazione. In questo modo impari a conoscere il tuo pubblico, i suoi problemi e le sue esigenze. Sulla base di tali informazioni, puoi comprendere la persona che c’è dietro al tuo cliente, ciò che sta cercando e creare pertanto strategie di marketing ad hoc.

Al giorno d’oggi, ci sono diversi provider VPN disponibili sul mercato, ma non tutti sono uguali in termini di qualità e assistenza clienti. Ti consigliamo di cercare solo la migliore VPN. Leggi le recensioni di diversi fornitori prima di prendere la decisione finale.

10. Trai vantaggio dall’entusiasmo dei tuoi clienti più affezionati

Il tuoi clienti più fedeli e affezionati hanno il potenziale per diventare sostenitori del tuo marchio. Possono aumentare la consapevolezza del tuo brand fornendo testimonianze che porteranno i potenziali clienti ad avere fiducia nella tua attività molto più rapidamente.

I social media sono un ottimo strumento per motivare i tuoi clienti fedeli a diventare sostenitori del tuo marchio. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti che puoi mettere in pratica.

  • Chiedi ai tuoi follower di lasciare recensioni sui social network.
  • Fai delle interviste ai tuoi clienti soddisfatti e condividi le loro storie su Facebook e Instagram.
  • Supporta l’invio di contenuti positivi generati dagli utenti e utilizzali nelle tue diverse campagne sui social media.
  • Organizza concorsi e offri sconti. Motiverebbe le persone a spargere la voce sulla tua attività sulle diverse piattaforme di social media.

11. Aumenta l’umanizzazione

Tutti preferiamo le persone rispetto ai robot. Umanizzando il tuo marchio sulle piattforme social, puoi potenziare la tua strategia di marketing. Forse già interagisci con i tuoi follower rispondendo ai tuoi commenti e ai contenuti generati dagli utenti. Tuttavia, non è abbastanza. Per stare al passo con la concorrenza, devi mettere in evidenza i membri del tuo team e le loro storie, e ricollegare ciascuno dei tuoi sforzi di marketing sui social media con la storia del tuo marchio, unico.

Cerca di infondere umorismo nei tuoi post. Tuttavia, ciò non significa che puoi fare qualsiasi cosa. Mantieni un equilibrio tra divertimento e informazioni.

12. Usa i chatbots

Nel corso degli anni, i chatbot hanno fatto molta strada. I robot di oggi sono più intelligenti e utili. Sono in grado di fornire un servizio clienti iniziale e automatizzare una funzione migliorando l’esperienza dell’utente.

Anche le persone hanno iniziato a apprezzare i robot. Un sondaggio condotto da HubSpot ha concluso che il 47% degli intervistati era aperto all’acquisto di prodotti solo utilizzando un chatbot. Non sarebbe sbagliato affermare che i chatbot sono diventati più diffusi sui social media.

Puoi sincronizzare il tuo chatbot con più piattaforme. Ad esempio, puoi offrire un chatbot sul tuo Facebook Messenger e può anche essere utilizzato con i messaggi diretti di Twitter. Garantirà un’esperienza coerente tra i profili dei social.

I chatbot possono essere utilizzati per avviare conversazioni, spronare le vendite, rispondere alle domande e offrire assistenza ai singoli clienti.

Conclusioni

I social media si sono trasformati in una parte essenziale della strategia di marketing per qualsiasi azienda. Essi sono un ottimo modo per raggiungere un vasto pubblico, dimostrare la tua competenza, mostrare la tua autenticità, aumentare il coinvolgimento e offrire un supporto rapido e reattivo.

Sebbene il marketing sui social media richieda molto duro lavoro, i suoi benefici sono ripaganti. Se non lo fai sul serio, perderai contatti, clienti e infine vendite.

Non dimenticare, le piattaforme social sono create per conversare con gli altri. Non vedrai i risultati desiderati fino a quando non renderai il tuo pubblico una priorità assoluta. Inoltre, ogni piattaforma di social media è diversa, quindi devi sapere quale tipo di contenuto funziona meglio su ognuna.

Ci auguriamo che i metodi sopra menzionati ti aiuteranno a portare il tuo social media marketing a un livello successivo ; )

Ma se hai bisogno di supporto per la tua Strategia di Social Media Marketing, i nostri esperti sono a tua disposizione  offrendoti un’ora di consulenza gratuita in videochiamata! CONTATTACI

 

Fonte: Search Engine Watch