Sales: la statistica utile per il 2020

Come sono andati gli ultimi anni per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende statunitensi ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, martech o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e dare un boost alle conversioni.

Oggi è la volta della statistica relativa alle Vendite.

Se ti interessa, leggi anche i nostri precedenti post sulle statistiche:

SEO

Content Marketing 

Video Marketing

Social Media

Lead Generation

Marketing Technology

La statistica delle Vendite

sales-statistica-2020-aroundigital

Customer Relationship Management

– Il 18% dei venditori non sa cosa sia un CRM. (HubSpot, 2017)

– Il 23% dei venditori considera l’immissione manuale dei dati come la più grande sfida nell’uso del loro attuale CRM . (HubSpot, 2017)

– Il 17% dei venditori vede la mancanza di integrazione con altri strumenti come la più grande sfida del loro CRM.  (HubSpot, 2017)

– Entro il 2025, ci si aspetta che il CRM raggiungerà entrate per oltre 80 miliardi di dollari. (SuperOffice 2019)

– Il 27% dei venditori spende ogni giorno un’ora o più per l’inserimento dei dati. (HubSpot, 2018)

– Gli strumenti di vendita più popolari includono CRM, social prospecting, dati e list services, e-mail engagement, telefono e sales cadence. (Hubspot, 2018)

Selling

– Il 75% delle aziende afferma che chiudere più deal è la loro priorità di vendita. (HubSpot, 2018)

– Il motivo più comune per cui le principali opportunità di vendita falliscono è il budget. (Yesware, 2020)

– I rappresentanti di successo hanno una probabilità 10 volte maggiore di usare parole collaborative come “a noi”, “noi” e “nostro”. (Zety, 2019)

– L’80% delle vendite è realizzato dal 20% dei venditori. (Zety, 2019)

– Il 40% dei venditori afferma che ottenere una risposta dalle prospect sta diventando sempre più difficile. (HubSpot, 2018)

– Il 37% dei venditori ha maggiori difficoltà con i prospect. (HubSpot, 2017)

– Il 30% dei venditori afferma che chiudere i deal sta diventando sempre più difficile. (HubSpot, 2018)

Service-Level Agreement (SLA)

– Solo il 26% degli intervistati ha uno SLA formale tra marketing e vendite. (HubSpot, 2018)

– Solo il 7% dei venditori ha dichiarato che i lead ricevuti dal marketing erano di altissima qualità. (HubSpot, 2018)

– Solo il 28% dei venditori ha dichiarato che l’attività di marketing è stata la migliore fonte di lead. (HubSpot, 2018)

– Le aziende con uno SLA hanno una probabilità tre volte maggiore di essere efficaci. (HubSpot, 2017)

– Il 52% dei marketer afferma di fornire ai venditori i lead di qualità, mentre i venditori classificano i lead del marketing per ultimi. (HubSpot, 2017)

– L’85% dei marketer con uno SLA ritiene che la propria strategia di marketing sia efficace. (HubSpot, 2018)

Social Selling

– Il 28% delle aziende privilegia le vendite sui social. (HubSpot, 2018)

– Il 65% dei venditori che utilizzano i social per vendere, riempiono la pipeline  rispetto al 47% dei venditoti che non lo fanno. (HubSpot, 2018)

– Quattro venditori su dieci hanno recentemente chiuso da 2 a 5 deal grazie ai social media. (HubSpot, 2018)

– La metà delle revenue  è influenzata dalle vendite sui social in 14 settori, tra cui software, assistenza sanitaria, marketing e pubblicità. (HubSpot, 2018)

– L’uso degli strumenti di vendita sui social può aumentare le percentuali di successo. (HubSpot, 2018)

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Leggi anche:

 

Local SEO: perché è importante e come impatta sul tuo business

Probabilmente hai già sentito parlare del Local SEO come uno degli aspetti più importanti del marketing digitale.

In questo articolo ti spieghiamo cosa sia esattamente il Local SEO, perché dovrebbe essere dominante nella tua strategia di marketing digitale e come, di fatto, può aiutarti a far crescere la tua attività.

Cosa’è il Local SEO?

Il Local SEO serve a promuovere la visibilità della tua attività nelle ricerche basate sulla posizione. Si tratta semplicemente di una variazione del tuo SEO ordinario e mira a garantire che la tua attività venga trovata online da persone che la cercano in una data località (in questo caso dove è locata la tua azienda).

Sono ricerche che includono determinati qualificatori geografici, come città, provincia, codice postale, ecc. E ricerche “vicino a me”, in cui Google rileva la posizione geografica della persona e fornisce risultati di ricerca da quella zona.

Perché è importante?

Il Local SEO è estremamente importante, soprattutto se la tua attività è un negozio o che fornisce un servizio in una determinata località.

Secondo uno studio condotto da Forbes, il 95% degli utenti di smartphone ha utilizzato il proprio telefono per eseguire ricerche locali, di cui il 61% ha chiamato l’azienda e il 59% se è recata nello store fisicamente.

E SearchEngineWatch ha scoperto che il 70% degli utenti di dispositivi mobili clicca per chiamare un’azienda direttamente dai risultati di ricerca di Google utilizzando il proprio cellulare.

Ora va da se, che i lead delle ricerche basate sulla posizione sono sulla buona strada per diventare potenziali clienti, poiché esse provengono da persone che sono specificamente alla ricerca di prodotti o servizi offerti dalla tua azienda. Pertanto, è lecito ritenere che si tratti di lead qualificati che avranno sicuramente anche un tasso di conversione più elevato.

Il tuo business su Google Local-3 Pack

Inoltre, il Local SEO può aiutare la tua attività a comparire su Google Local-3 Pack, che è una delle posizioni più ambite quando si tratta di risultati dei motori di ricerca. Cos’è questo Google Local-3 Pack? Eccone un esempio:

local Seo - Google 3-Pack Inizialmente, la SERP di Google rispondeva alle ricerche locali mostrando le sette attività commerciali più popolari correlate alla tua ricerca sotto forma di snippet. Si chiamava il Local-7 Pack e presentava gli indirizzi, i numeri di telefono e i collegamenti di direzione a ciascuna di quelle aziende.

Tuttavia, poiché le tendenze di navigazione si sono evolute diventando dominanti sugli smartphone, Google ha ridotto il pacchetto da 7 per includere solo 3 risultati, per offrire una migliore esperienza utente. Per questo ora si chiama il Locale 3-Pack  ed ecco perché una posizione in questa lista è così ambita.

Secondo uno studio di Moz, il 44% delle persone che ha eseguito una ricerca locale ha cliccato su un elenco di local-3 pack, mentre solo l’8% ha scelto di caricare “più opzioni di risultati”. Ciò dimostra che la maggior parte delle persone che cercano elenchi locali trovano ciò che stanno cercando, all’interno delle prime 3 opzioni.

Quindi, ottenere questa posizione nei risultati di ricerca potrebbe portare un’enorme quantità di traffico e potenziali entrate. E questo è ciò che fa un’attività di Local SEO.

 

Le basi del Local SEO

Ora che abbiamo dato un’occhiata al Local SEO  e al motivo per cui è importante, vediamo cosa puoi fare per migliorare il SEO locale della tua attività.

La prima cosa da capire è che questo è un SEO per ricerche basate sulla posizione. Ciò significa che un indirizzo fisico o una posizione è un prerequisito da mostrare nei risultati di ricerca locali. Se l’indirizzo della tua attività commerciale non viene aggiornato in Google My Business e in altre directory online, non verrà visualizzato quando un cliente esegue una ricerca “vicino a me” o “in “tipologia attività e località “.

Un’altra cosa che devi assicurarti è che il NAP della tua attività (nome, indirizzo e numero di telefono) sia coerente in tutte le directory online in cui sei visibile. Se ci sono discrepanze, Google molto probabilmente eviterà di elencare la tua attività nel local-3 pack.

Un altro modo per migliorare la SEO locale della tua attività è attraverso le citazioni. Una citazione è quando un sito web di terzi cita la tua attività commerciale come punto di riferimento. Ciò potrebbe contenere il nome, la posizione o le informazioni di contatto della tua attività commerciale. E non richiede un backlink al sito della tua azienda.

Un esempio di citazione potrebbe essere un food-blog che nomina il tuo ristorante come un buon posto dove cenare nella tua  città. Ciò consente a Google di sapere che la tua attività è affidabile e aumenterà le tue probabilità di entrare nell’elenco local-3 pack.

Infine, Google includerà il numero di recensioni che hai quando classifica le attività commerciali locali. Non importa se sono positive o negative. Quindi, se ti capita di riceverne una, ricordati di ringraziare il cliente per aver dato una recensione positiva. Allo stesso tempo, rispondere alle recensioni negative più velocemente ma sempre professionalmente : )

Come impatta il Local SEO sul tuo business?

Se gestisci una piccola impresa, l’ottimizzazione del SEO locale della tua attività può essere estremamente gratificante. Diamo un’occhiata ad alcuni dei vantaggi della SEO locale:

– il local SEO fa si che potenziali clienti a scoprano la tua attività. Molte ricerche locali provengono da persone non locali che sono alla ricerca di un’attività come la tua e, con un’ottima strategia SEO, la tua attività può catturare quel pubblico.

– il local SEO fornisce ai potenziali clienti le informazioni che desiderano e quando lo desiderano. Ad esempio, se il tuo ristorante ha il WiFi gratuito o accetta gli animali domestici, la visualizzazione di tali informazioni nell’ambito del SEO locale attirerà i clienti che cercano proprio queste caratteristiche.

anche se la tua azienda non ha un sito web, la SEO locale può aiutare la tua azienda a spiccare nelle ricerche locali e contribuire a guidare più traffico attraverso i lead online.

– come accennato prima, il 61% delle persone che ha eseguito una ricerca locale ha finito per chiamare l’azienda. L’ottimizzazione della ricerca locale offre ai potenziali clienti ila possibilità di intraprendere questa azione, e questo a sua volta fornisce alla tua azienda lead qualificati che puoi convertire.

– il local SEO aiuta a guidare le decisioni delle persone a favore della tua attività. Più dati hanno sulla tua azienda, più sei affidabile ai loro occhi. Ciò pone una solida base su cui è possibile costruire una relazione con il cliente reciprocamente vantaggiosa.

Ora che sai come il Local SEO può aiutare la tua attività, puoi gestire meglio la tua presenza online e costruire la tua base clienti. Integrare una strategia SEO nel tuo piano marketing non solo darà un boost al tuo Seo locale, ma aumenterà anche la posizione del tuo sito nella classifica organica dei motori di ricerca .

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Lead Nurturing: perché è importante per la tua strategia 2020

Che sia ben strutturato o meno, è probabile che la tua azienda utilizzi già una qualche forma di lead nurturing nelle attività di marketing. Ma cosa significa esattamente “lead nurturing”?

Che cos’è il Lead Nurturing?

“Nurturing”, che in inglese significa coltivare, nutrire, allevare, è quel processo di costruzione di relazioni efficaci con potenziali clienti durante tutto il percorso di acquisto.

L’attività di lead nurturing consiste nel creare comunicazioni automatizzate e continue con il tuo potenziale acquirente durante tutto il ciclo di vendita e anche oltre. Non tutti i lead che entrano nel tuo database sono pronti per interagire con l’area sales o per effettuare un acquisto, quindi è necessario che vengano “coltivati” nel tempo fino a quando non saranno pronti ad acquistare il tuo prodotto o servizio.

Il lead nurturing automatizza le tue comunicazioni con tali lead in modo che tu possa interagire costantemente con essi e creare una relazione durante il loro percorso di acquisto.

Il lead nurturing dei tempi odierni, ti consente di ascoltare e rispondere ai consumatori su più canali, non solo tramite e-mail. E oggi, con gli innovativi software di personalizzazione, il marketer può coltivare lead anonimi, toccando l’intero ciclo di vita e creando un’esperienza più personalizzata e coinvolgente che mai.

Il Lead Nurturing coinvolge pratiche come:

– Scoring e segmentazione dei lead

– Creazione di contenuti pertinenti

– Ottimizzazione delle conversioni di pagine del sito e CTA

– Campagne di email marketing

– Diffondere i messaggi tramite canali come i social media

Perché le piccole imprese hanno bisogno di una strategia di lead nurturing?

Le aziende oggi sono in un mercato sempre più connesso. Gli acquirenti si aspettano un’esperienza cross-channel estremamente personalizzata. Non vogliono che gli si parli sopra ma vogliono essere ascoltati. Le aziende, dal loro canto, vogliono creare relazioni con potenziali acquirenti, contribuendo a creare fiducia e advocacy.

L’attività di lead nurturing, aiuta il consumatore a conoscere la tua attività: è essenzialmente un corteggiamento prima del matrimonio. Con il lead nurturing investi il tuo tempo nel stabilire una relazione con il tuo acquirente e costruire fiducia.

Come conseguenza, quando comunichi con i tuoi potenziali clienti, sei accolto benevolmente invece di essere considerato invadente. Senza un lead nurturing efficace, comunicare con i tuoi acquirenti potrà sembrare un primo appuntamento imbarazzante, fatto di sfiducia ed esitazione.

Sviluppando un’efficace campagna di lead nurturing, i professionisti del marketing possono sentirsi più connessi con i propri contatti e pertanto stabiliscono una reputazione più forte nel loro settore. l lead nurturing produce anche altri effetti positivi, come cicli di vendita più brevi e costi per acquisizione dei clienti più bassi: in altre parole, un maggiore ritorno sugli investimenti.

I benefici del lead nurturing per il B2B

La strategia di marketing B2B è “in linea per il lungo raggio“, poiché deve essere orientata verso cicli di vendita più lunghi. Il lato positivo è che ciò crea opportunità per coltivare relazioni più profonde e significative. L’obiettivo principale dei marketer B2B è fornire ai lead valore e formazione che rimangono ampiamente applicabili a una vasta gamma di destinatari.

1. Riduce il ciclo di vendita

Una delle principali funzioni del lead nurturing per il marketing B2B è quella di accelerare il ciclo di vendita dove più ce n’è bisogno. Attraverso tattiche come i test, l’automazione dei flussi di lavoro, la segmentazione dei lead e l’aumento del numero di canali di marketing, una campagna di nurturing trarrà il massimo dall’elevato turnover in valore che i clienti B2B hanno da offrire.

I flussi di lavoro sono esemplificati da campagne di marketing a goccia, che spingono un lead ad accedere al prossimo contenuto nella canalizzazione o intraprendere la successiva azione desiderata. Altrettanto importanti sono i ruoli dell’analisi predittiva e degli A/B test che possono accelerare il ciclo di vendita ottimizzando tutto, dalle landing page all’ oggetto delle email alle offerte stesse.

2. Ti aiuta a approcciare ai lead con tempismo

Lo sviluppo di un rapporto personale con i lead è ancora più importante per il B2B rispetto al B2C, poiché è forgiato tra il singolo marketer e l’acquirente (al contrario di B2C, che cerca di creare un rapporto tra acquirente e marchio).

Ciò comincia sapendo come agire rapidamente senza arrivare troppo forti e intimidire il contatto. Gli elementi di lead nuturing menzionati sopra, come la segmentazione e l’analisi predittiva, possono rendere questa attività più informata ed efficiente.

3. Fornisce contenuti pertinenti al tuo database

Circa l’80% dei marketer B2B afferma di personalizzare le e-mail e il 50% afferma di personalizzare le esperienze sul web. I contenuti premium ti aiutano a capire perché la tua soluzione, in particolare, si adatta meglio al problema di un lead durante la fase di valutazione nel buyer’s journey. E le soluzioni più specifiche e personalizzate del B2B richiedono contenuti più specifici forniti attraverso campagne flessibili “a goccia”.

In questa fase potrebbero essere necessari diversi contenuti, in particolare a causa cicli di vendita più lunghi del B2B e di prodotti servizi più complicati. Le azioni di successo includono case study, white paper, e-book e webinar, tuttavia, anche i testi del contenuto  delle pagine di destinazione e dei CTA non deve essere trascurati. Il formato potrebbe non essere nemmeno interamente digitale.

I benefici del lead nurturing per il B2C

Il marketing B2C o l’ecommerce tende a gestire database di clienti di grandi dimensioni e cicli di vendita più brevi, creando una forte necessità di strumenti per gestire il comportamento potenzialmente instabile dei lead. Ancora più importante, un’azienda deve essere in grado di agire rapidamente e offrire offerte il più direttamente possibile! Questo è il motivo per cui il funnel di una campagna di lead nurturing, di solito, si basa su una complessa serie di email.

1. Aumenta il Customer Lifetime Value (LTV)

Una delle principali differenze tra B2C e B2B è che i primi continuano a essere obiettivi di marketing anche quando diventano clienti. In altre parole, la maggiore probabilità di riacquisti rende i lead esistenti sempre potenziali, in quanto escono e rientrano continuamente nella fase intermedia del funnel.

Il lead nurturing è perfetto in questi casi ed è efficace per aumentare il Customer Lifetime Value, in quanto subito dopo la chiusura di una vendita riparte la comunicazione con il successivo premio fedeltà, ad esempio,  o con upselling oppure offerte di prodotti cross-sell. Le e-mail possono anche essere utilizzate per riportare “delicatamente” un lead in pista, qualora avesse  abbandonato un acquisto durante il processo di checkout o non avesse approfittato di un’offerta.

2. Offerte personalizzate per un database di grandi dimensioni

Le azioni per i B2C forniscono valore in modo più diretto rispetto alle offerte B2B (che spesso si concentrano su istruzione e informazione), distinguendosi per sconti, promozioni, pacchetti, programmi di rewards, ecc. Per questo motivo, devono da un lato essere più semplici nella progettazione perché il loro valore non è soggettivo come quello di un’offerta di contenuto. D’altra parte, il nurturing assicura che le offerte siano ancora pertinenti e abbastanza generose da soddisfare le esigenze e i desideri dei clienti.

3. Previene il decadimento del database

Mentre le e-mail sono al centro delle campagne di nurturing B2C, mantenere costantemente i contatti e i clienti esistenti richiede un numero maggiore di canali di coinvolgimento rispetto al marketing B2B. I brand si aspettano di raggiungere il cliente sul canale che è più adatto a lui in un determinato momento, sia tramite e-mail, canali social o anche tramite attività di content.

Ciò richiede l’implementazione di un valido strumento di marketing automation per riuscire a destreggiarsi tra tutti i canali coinvolti, con flussi di lavoro automatizzati che consentono agli esperti di marketing di pianificare in anticipo e creare contenuti regolari, per rimanere top-of-mind con l’intero database.

4. Trasmetti l’immagine del tuo Brand

Infine, il lead nurturing per il B2C aiuta con l’importantissimo obiettivo di tramettere la consapevolezza del brand ai lead. “Coltivare” i contenuti è un ottimo modo per condividere in modo approfondito i valori, la storia e il messaggio della tua azienda e che ciò che ha da offrire è unico.

La statistica del lead nurturing

Non vedi ancora il pieno potenziale di una strategia di lead nurturing? Allora leggi alcune delle più recenti statistiche:

– il 96% degli utenti che visitano il tuo sito web non è pronto per l’acquisto e circa la metà dei lead non è ancora pronta per l’acquisto;

– il 48% delle aziende afferma che la maggior parte dei propri lead richiede cure “a ciclo lungo”;

– il 64% degli esperti di marketing afferma di aver visto vantaggi nell’utilizzo del marketing automation per “coltivare” i lead, dopo soli sei mesi dall’implementazione della strategia.

– il 67% dei marketer B2B afferma di vedere un aumento di almeno 10% delle opportunità di vendita attraverso il lead nurturing, il 15%  invece, che vede aumentare le opportunità del 30% o più.

– le aziende che eccellono nel lead nurturing generano il 50% in più di lead pronti per le vendite al 66% del costo;

– le email per la cura dei lead hanno un tasso di risposta 4-10 volte maggiore rispetto allle emissioni di email stand-alone.

 

Se vuoi approfondire, leggi anche il nostro articolo sul Marketing Automation e su Account-Based-Marketing.

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Advertising: la statistica utile per il 2020

Come sono andati gli ultimi anni per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende statunitensi ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, martech o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e dare un boost alle conversioni.

Oggi è la volta del segmento Advertising.

Se ti interessa, leggi anche i nostri precedenti post sulle statistiche:

SEO

Content Marketing 

Video Marketing

Social Media

Lead Generation

Marketing Technology

 

Advertising: la statistica

Non è un segreto che una buona pubblicità attiri i clienti, migliori la consapevolezza del marchio e generi revenue. Queste statistiche ti aiuteranno a capire come i consumatori interagiscono con i tuoi me e quali tattiche pubblicitarie stanno funzionando per le aziende.

Adblocking 

– Il 47% degli utenti di Internet in tutto il mondo utilizza oggi un blocco per pubblicità . (Digital Information World, 2019)

– La percentuale di utenti desktop e laptop che usano i blocchi è più del doppio rispetto alla percentuale di utenti smartphone che usano i blocchi. (Business Insider, 2017)

– Adblocker Plus è l’app di blocco degli annunci più popolare. (VPN Mentor, 2019)

– A partire dal 2020, 35 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria digitale globale andranno persi ogni anno a causa del crescente utilizzo degli ad blocker. (99 Firms, 2019)

– L’83% delle persone afferma che sebbene vogliano filtrare gli annunci fastidiosi, si rendono conto che non tutti gli annunci sono intrusivi e che possono essere utili. (HubSpot, 2017)

– “Troppe pubblicità”, “pubblicità fastidiose o irrilevanti” e “pubblicità intrusive” sono le tre principali motivazioni per il blocco degli annunci. (VPN Mentor, 2019)

– Il blocco degli annunci negli Stati Uniti è aumentato dal 15% al 30% negli ultimi quattro anni. (Statitsa, 2018)

Display Advertising

– Negli Stati Uniti più dei due terzi della spesa pubblicitaria digitale per il display  è programmatic. (Match Craft, 2018)

– Gli annunci display sono il formato più popolare per la pubblicità mobile, dopo gli annunci e i messaggi di ricerca. (Statista, 2019)

– Le tipologie di annunci display più popolari sono banner, annunci nativi e annunci sui social media. (Match Craft, 2018)

– Il 30% dei marketer pensa che le tattiche di outbound marketing siano sopravvalutate. (HubSpot, 2018)

– La pubblicità globale su mobile è arriverà ad avere un valore di $ 247 miliardi nel 2020. (Statista, 2019)

– I dati hanno dimostrato che il Native Advertising ha avuto una crescita più rapida rispetto alla pubblicità display negli ultimi anni. (Statista, 2019)

– Il Native Advertising ha rappresentato circa l’80% della spesa pubblicitaria sui social media nel 2019 rispetto alla spesa pubblicitaria display e di altro tipo. (Statista, 2019)

– Il 53% degli utenti afferma di avere maggiori probabilità di guardare un annuncio native rispetto a un banner pubblicitario. (Small Business Trends, 2018)

Mobile Advertising

– La spesa pubblicitaria digitale, che include desktop, laptop e dispositivi mobili, è il segmento in più rapida crescita di tutto settore pubblicitario. (Statista, 2019)

– I consumatori trascorrono più di cinque ore al giorno sui loro smartphone. (AdWeek, 2018)

– I marketer e gli inserzionisti stanno investendo il 51% del loro budget in annunci su dispositivi mobili. (Impact, 2017)

– Sia gli annunci per desktop che per dispositivi mobili sono efficaci in termini di branding, ma gli annunci mobile hanno un rendimento migliore. (Punteggio Com, 2016)

– Google guida il 95% di tutti i clic sugli annunci della rete di ricerca a pagamento sui dispositivi mobili. (Business Insider, 2016)

– Due terzi dei consumatori riescono a ricordare un brand specifico che hanno visto pubblicizzato sul cellulare nell’ultima settimana. (Business Wire, 2018)

– Il 60% dei consumatori fa clic sugli annunci mobile almeno una volta a settimana. (Business Wire, 2018)

– Negli Stati Uniti, i dispositivi mobili rappresenteranno quasi il 36% di tutta la spesa pubblicitaria nel 2020. (Statista, 2019)

PAY-PER-CLICK (PPC)

– Il 49% delle persone ha dichiarato di fare clic su annunci di testo sponsorizzati (Blue Corona, 2019)

– Le aziende guadagnano in media $ 2 per ogni $ 1 che spendono in AdWords. (Blue Corona, 2019)

– Il 63% delle persone ha dichiarato di cliccare su un annuncio sponsorizzato su Google. (Search Engine Land, 2019)

– È stato dimostrato che gli annunci a pagamento generano una percentuale di clic dell’11,38% su Google. (Blue Corona, 2019)

– Il 66% delle parole chiave cercate dall’acquirente sono clic a pagamento. (Clever Clicks, 2018)

– Gli annunci PPC sono più efficaci se utilizzati in combinazione con le tattiche SEO. (New Media Campaigns, 2019)

video advertising

– Il 54% dei consumatori desidera vedere più contenuti video da un marchio o un’azienda di cui sono sostenitori(HubSpot, 2017)

– I millenials preferiscono di gran lunga i contenuti video dei brand. (HubSpot, 2017)

– Il 99% dei marketer che usano già i video afferma che continueranno a farlo nel 2018. (HubSpot, 2018)

– Se video e testo sono entrambi disponibili sulla stessa pagina, il 72% delle persone guarderà il video per conoscere un prodotto o un servizio piuttosto che leggere il testo. (HubSpot, 2018)

– L’81% dei consumatori disattiva l’audio degli annunci video. (Optinmonster, 2018)

– Il 65% di coloro che attualmente non usano video, afferma di voler iniziare a farlo nel 2018. (HubSpot, 2018)

– Entro il 2021, la pubblicità video crescerà fino a diventare un settore da $ 22 miliardi. (eMarketer, 2018)

– Nel 2017, il più grande salto nel CTR video è stato tra gli utenti desktop, mentre il CTR sui tablet è leggermente diminuito. (Wordstream, 2018)

 

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Marketing Technology: la statistica da non perdere

Come sono andati gli ultimi anni per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende statunitensi ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, martech o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e dare un boost alle conversioni.

Oggi è la volta del Marketing Technology.

Se ti interessa, leggi anche i nostri precedenti post sulle statistiche:

SEO

Content Marketing 

Video Marketing

Social Media

Lead Generation

Marketing Technology: la statistica

La tecnologia ne marketing impatta sul modo in cui raggiungi il tuo pubblico, su come questo consuma i tuoi contenuti e su come interagisce con il tuo marchio. Le statistiche e le tendenze dei marketing technology evidenziano le modalità migliori per connettersi con la propria audience attraverso varie applicazioni, software e canali mobile.

app di messaggistica

– Il 24% degli esperti di marketing prevede di aggiungere le applicazioni di messaggistica alla propria strategia di contenuti per il prossimo anno. (HubSpot, 2018)

– 105 milioni di persone usano Facebook Messenger mensilmente. (Statitsa, 2018)

– Entro il 2021, si prevede che 2,48 miliardi di persone disporranno di app di messaggistica. (Statitsa, 2018)

– Il 17% degli utenti elimina le app perché non sono utili e un altro 17% le elimina perché occupano troppo spazio di archiviazione. (Marketing Sherpa, 2017)

– L’app di messaggistica mobile più popolare a livello globale a partire da luglio 2018 è WhatsApp. (Statitsa, 2018)

– Facebook possiede le due app di messaggistica più famose al mondo: Facebook e WhatsApp. (Statitsa, 2018)

– Nel 2020, le entrate medie delle app di messaggistica dovrebbero superare i $15 per utente. (Mediakix, 2019)

– Nel 2020, le entrate medie delle app di messaggistica per utente dovrebbero essere guidate dai chatbot. (Mediakix, 2019)

– È stato dimostrato che le app di messaggistica hanno circa il 20% in più di utenti attivi mensili rispetto ai social network. (Mediakix, 2019)

– Il 20% dei consumatori che utilizza app di messaggistica afferma di utilizzare due app di messaggistica in totale e il 16% di questi consumatori afferma di utilizzarne tre o più. (Mediakix, 2019)

– Entro il 2020, si prevede che le entrate medie delle app di messaggistica superino i $15 per utente, trainate principalmente dai chatbot. (Media Kix, 2017)

– La maggior parte dei Millennial che hanno interagito con i chatbot di un’azienda, afferma che il bot ha influenzato positivamente la loro percezione dell’azienda. (Mediakix, 2019)

Mobile

– Il 48% degli utenti ha iniziato a cercare un prodotto acquistato, prima sul cellulare. (Google, 2018)

– Un’esperienza mobile positiva con un marchio renderà l’89% delle persone più propensa a raccomandare quel marchio. (Maggiore visibilità, 2019)

– I tassi di conversione medi su dispositivi mobili sono aumentati del 64% negli ultimi due anni. (Higher Visibility, 2019)

– L’89% delle persone utilizza le app su smartphone , mentre solo l’11% utilizza siti Web standard. (Disruptive Advertising, 2018)

– Il 57% di tutti gli utenti di dispositivi mobili non consiglierà un’azienda se il suo sito mobile è progettato male o non è responsive. (Sweor, 2017)

– Gli utenti trascorrono in media il 69% del loro tempo multimediale su smartphone. (Comscore, 2017)

– I siti web mobile che si caricano in cinque secondi o meno termineranno in una sessione di visualizzazione più lunga del 70% rispetto alle loro controparti più lente. (Google, 2017)

– La mancanza di un design ottimizzato per dispositivi mobili è la ragione numero uno per cui il 40% dei visitatori di sito mobile esce e si reca sul sito di un concorrente. (Maggiore visibilità, 2019)

– Un ritardo di un secondo nella risposta della pagina mobile può ridurre le conversioni del 7%. (99 Firms, 2019)

– Il 90% di tutto il tempo sui dispositivi mobile viene speso in app. (eMarketer, 2018)

intelligenza artificiale

– Ad oggi solo il 15% delle aziende utilizza l’intelligenza artificiale, ma il 31% dovrebbe utilizzarlo nel prossimo anno. (Adobe, 2018)

– PWC ha definito l’IA una delle otto tecnologie essenziali nel mondo degli affari. (Huff Post, 2017)

– Ci sono 1.652 startup di intelligenza artificiale e società private che hanno incassato oltre $12,24 miliardi di finanziamenti. (Venture Scanner, 2018)

– L’uso dell’IA è cresciuto del 270% negli ultimi quattro anni. (Leftronic, 2019)

– L’87% delle aziende che hanno adottato l’IA, la sfruttano per migliorare la propria attività di email marketing. (Leftronic, 2019)

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Martech: cos’è e perché ogni marketer dovrebbe interessarsene

Martech: quali sono i principali tool per ogni segmento di marketing

 

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