La classifica dei migliori tool di Competitive Intelligence – PART 1

Conoscere il proprio mercato e come operano i vari player è fondamentale per una solida strategia di pianificazione aziendale.

Gli strumenti di intelligenza competitiva consentono di fare proprio questo.

I tool di  competitive intelligence aiutano nella ricerca di mercato sugli aspetti cruciali di un’azienda, come l’identificazione e l’analisi del panorama competitivo fino alla comprensione di specifiche campagne di marketing che guidano la crescita dei propri concorrenti.

I tool di competitive intelligence, in particolare, offrono un’istantanea della strategia di marketing digitale dei tuoi concorrenti, incluso il modo in cui questi eseguono le attività di SEO, strategia sui Social Media, pubblicità (PPC) e Content Marketing. Forniscono informazioni su come, e in particolare in quali aree, in tuoi concorrenti stanno avendo successo.

SEMrush, l’azienda che offre la famosa suite di marketing digitale, ha realizzato una guida con la classifica dei migliori tool di intelligenza competitiva per ricerche di mercato avanzate.

Vediamola subito, analizzando in dettaglio le particolarità di ognuna.

Panorama Competitivo

Il tuo mercato di riferimento è qualcosa in più delle persone che vuoi raggiungere. Il panorama competitivo svolge un ruolo fondamentale nel plasmare il tuo successo.

Di conseguenza, non dovresti solo studiare il mercato, le sue dimensioni o i segmenti di clienti, ma anche comprendere chi sono le aziende player del tuo mercato e come agiscono.

Due strumenti possono aiutarti a condurre questa ricerca in modo efficace e veloce.

Crunchbase

Crunchbase ti consente:

a) di accedere alle informazioni su aziende private e pubbliche;

b) rivedere le tendenze del mercato e del settore

c) individuare nuovi arrivati nel tuo spazio.

 

 

Oppure puoi analizzare il panorama completo nel tuo mercato in target usando vari filtri.

 

 

Craft

Con Craft, puoi sbloccare approfondimenti storici sulle aziende:

a) dalla crescita nel tempo alla presenza sociale

b) dalle tendenze del brand al posizionamento sul mercato

c) le notizie più recenti e molto altro.

Craft ti consente di sapere come un tuo particolare concorrente sia cresciuto e abbia guadagnato quote di mercato.

Inoltre, tutti i dati vengono segnalati in tempo reale, offrendo un’istantanea aggiornata dell’azienda.

Trend di Mercato

Nel business il tempismo è tutto. Essere al passo con la stagionalità del mercato, le nuove tendenze e gli interessi del pubblico emergente è fondamentale per comunicare efficacemente con il mercato.

È necessario misurare e monitorare continuamente i cambiamenti negli interessi del pubblico per poter pianificare strategie che trasmettano il messaggio giusto, alle persone giuste, nel momento giusto.

Ciò è possibile analizzando ciò che altri brand pubblicano su argomenti rilevanti per ciò che vendi.

Esistono molti strumenti per aiutarti in questo. SEMrush suggerisce di usarne tre:

Google Alert

Lo strumento del motore di ricerca ti consente di monitorare il web alla ricerca di nuovi contenuti su un argomento che ti interessa. Tuttavia, questo strumento è utile anche per monitorare ciò che viene detto sulla tua categoria di prodotto, marchio o concorrenti.

 

Talkwalker Alerts

Talkwalker Alerts funziona in modo simile allo strumento di Google. I suoi risultati includono anche tweet, espandendo ulteriormente le intuizioni che puoi carpire.

 

SEMrush Market Explorer

Un altro modo per rivelare le tendenze del mercato è analizzare le dinamiche del traffico del settore e gli interessi del pubblico; questo è ciò che può rivelare il Market Explorer di SEMrush.

Questo strumento è una parte nuova della suite SEMrush, che richiede solo il dominio di un’azienda per iniziare a ricercare l’intero mercato. Sorprendentemente, un sito web è sufficiente per consentire allo strumento di creare un elenco dei corrispondenti attori del settore e fornire dettagli più approfonditi sulle statistiche del traffico e sulle caratteristiche del pubblico.

 

News di Mercato e Competitor

Ogni giorno e ogni ora, i tuoi concorrenti creano nuovi contenuti. Mentre alcuni di questi finiscono sui loro blog, altri pezzi potrebbero apparire nelle migliori pubblicazioni di settore e in altri contesti.

Nessuno ha il tempo di controllare più e più volte blog aziendali per analizzare quali contenuti i competitor pubblicano. L’opzione migliore è utilizzare uno strumento per monitorare i loro feed, così come altri siti del settore. Uno di questi è Feedly.

Feedly

Feedly è incredibilmente semplice da usare, ed è un lettore di notizie e RSS versatile. Ti consente di seguire blog e pubblicazioni e ottenere aggiornamenti regolari di tutti i nuovi contenuti pubblicati. Puoi anche raggrupparli per canale, facilitando il monitoraggio di concorrenti specifici.

Ma c’è di più.

Puoi anche settare alerts per keyword relative ai competitor del tuo brand, prodotto o qualsiasi altro argomento di tuo interesse. Feedly ha anche un’app mobile robusta, il che significa che non è necessario essere incollati al computer per tenere traccia dei contenuti e delle notizie dei competitor.

 

Non perderti il prossimo articolo con il proseguo della classifica dei migliori tool di “competitive intelligenze“.

 

 

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Video Marketing: la statistica che devi conoscere

Statistica Video Marketing

Come sono andati gli ultimi anni per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, marketing technology o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e dare un boost alle conversioni.

Oggi è la volta dei dati relativi al Video Marketing (se ti interessa, leggi anche i nostri precedenti post sulle statistiche SEO Content Marketing  ).

L’ultima statistica sul Video Marketing

video marketing statistica

Sapevi che oltre il 50% dei consumatori preferisce i contenuti video rispetto ad altre forme di contenuto come e-mail, social e blog?

Il video marketing è altamente efficace nel fare appello e convertire i clienti. E con gli smartphone, è anche conveniente e facile da implementare, indipendentemente dal tipo o risorse dell’azienda.

Queste statistiche forniscono informazioni su come le altre aziende utilizzano lo strumento video per creare relazioni durature con la propria audience e influire sulle loro decisioni di acquisto.

Product Video

– I product video possono aumentare gli acquisti del 144%. (Neil Patel, 2017)

– L’87% dei professionisti del settore afferma di utilizzare il video come strumento di marketing. (Wyzowl, 2019)

– Il 62% delle persone ha dichiarato di essere più interessato a un prodotto dopo averlo visto in una storia di Facebook. (Marketing Land, 2018)

– 4 consumatori su 5 ritengono che i video dimostrativi siano utili. (Workspace Digital, 2019)

– Il 92% dei marketer realizza video con risorse che già possiede. (Animoto, 2017)

Social Video

– Il 41% degli esperti di marketing prevede di aggiungere video di Facebook alla propria strategia di contenuti nel prossimo anno. (HubSpot, 2018)

– Instagram diventerà la piattaforma in più rapida crescita per utilizzare i contenuti video al fine di incentivare gli acquisti.(Oberlo, 2019)

– Su Facebook, i video quadrati hanno più efficacia dei video orizzontali . (Animoto, 2017)

– Il 75% dei millennial guarda quotidianamente video sui social media. (Animoto, 2017)

– Il 93% degli esperti di marketing afferma di aver convertito un lead in un cliente effettivo grazie a dei video sui social media. (Animoto Blog, 2018)

– Il 64% dei consumatori afferma che guardare un video di marketing su Facebook ha influenzato una loro decisione di acquisto nell’ultimo mese. (Animoto, 2017)

– Le tre principali piattaforme social per le aziende sul mercato attraverso i video sono Facebook, YouTube e Instagram. (Animoto, 2018)

Video Analytics

– I video marketers dicono di ottenere il 66% di lead qualificati in più ogni anno rispetto a quelli che non si concentrano sul video. (OptinMonster, 2019)

– L’81% degli esperti di marketing sta ottimizzando i propri video social per gli utenti di dispositivi mobili. (Animoto, 2017)

– Avere una miniatura del video nei risultati di ricerca può raddoppiare il traffico di ricerca. (Search Engine Journal, 2018)

– Il video genera un aumento del 157% del traffico organico proveniente dalle SERP. (Wordstream, 2018)

– Il video rappresenterà l’82% di tutto il traffico IP nel 2021. (Business Insider, 2017)

– I video marketers riscontrano un aumento di brand awareness del 54%  con i loro contenuti condivisi con la propria audience.(OptinMonster, 2019)

YouTube

– Il 45% degli esperti di marketing prevede di aggiungere YouTube alla propria strategia di contenuti nel prossimo anno. (HubSpot, 2018)

– Ci sono 1,9 miliardi di utenti attivi mensili su YouTube. (Omnicore, 2018)

– Ogni giorno, in media, vengono visualizzati circa 5 miliardi di video di YouTube. (Omnicore, 2018)

– YouTube è utilizzato dal 95% di tutti gli utenti di Internet. (Omnicore, 2018)

– Il 62% degli utenti di YouTube è di sesso maschile. (Omnicore, 2018)

– Il 65% dei dirigenti senior accede a un sito dopo aver visto un video YouTube correlato. (Single Grain, 2018)

 

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Email Marketing: i benchmark che devi conoscere

email marketing benchmarks

Le aziende che adottano nella loro strategia campagne di email marketing e marketing automation, si ritrovano a dover analizzare non pochi numeri dai loro report: tassi di apertura, click, bounce, abuse complaint ecc. In questa analisi però, potrebbe essere molto utile chiedersi come le statistiche si confrontano con quelle di aziende dello stesso settore.

Che tipo di tassi di apertura dovrebbero aspettarsi le aziende come la tua? Quando il tasso di rimbalzo è eccessivo? Quanti abuse complaint sono accettabili?

Per aiutare le aziende a orientarsi in questa analisi, Mailchimp, una delle più famose piattaforme web dedicata all’invio di newsletter, ha redatto una media delle statistiche dei propri clienti, suddivisa per settore.

 

La statistica di Mailchimp

Mailchimp invia miliardi di e-mail al mese per milioni di utenti. Inutile dire che tracciano molti dati.

Mailchimp ha scansionato centinaia di milioni di e-mail consegnate dal loro sistema (in cui è stato attivato il monitoraggio delle campagne e in cui gli utenti hanno segnalato il loro settore) e calcolato le medie percentuali di apertura, percentuali di clic, soft bounce, hard bounce e abuse dei principali settori.

Il monitoraggio riguarda solo campagne indirizzate ad almeno 1.000 abbonati, ma queste statistiche non sono state ricavate da un sondaggio tra grosse aziende con budget di marketing da milioni di dollari e team dedicati di email marketing.

È invece un sondaggio che spazia  dalle start-up composte da 1 persona a società Fortune 500, quindi l’intero spettro è rappresentato in questi dati.

I dati forniti in questa pagina sono stati aggiornati l’ultima volta a ottobre 2019 e possono variare rispetto ai dati di benchmarking forniti nell’applicazione Mailchimp.

Di seguito la tabella dei benchmarks:

 

La media dei tassi di apertura

email marketing benchmarks

La media dei tassi di apertura per tutti i settori analizzati è stata di 21.33%.

I tassi di apertura sono uno dei modi migliori per stabilire se la tua strategia di posta elettronica funziona.

Questo numero mostra quale percentuale del tuo pubblico apre le email che invii. Se hai un ottimo tasso di apertura, di solito significa che i tuoi argomenti risuonano con il tuo pubblico.

Ecco alcuni esempi di tassi apertura di successo negli Stati Uniti.

– Le e-mail più aperte sono quelle governative, con un tasso di apertura del 28,77%.
– Le e-mail inviate dal settore hobby sono al secondo posto, con un tasso di apertura del 27,74%.
– Con un tasso aperto del 27,62%, le e-mail a tema religione, sono arrivate al terzo posto.

La media dei tassi di click

email marketing benchmarks

La percentuale media di clic  per tutti i settori considerati è del 2,62%.

Un altro buon modo per verificare il funzionamento delle tue email è quello di dare un’occhiata alle percentuali di clic. La percentuale di clic è una percentuale che indica quante email, inviate correttamente,, hanno ottenuto almeno 1 clic. Questo numero indica se il tuo pubblico trova o meno le e-mail che invii abbastanza pertinenti da fare clic per ulteriori informazioni.

Ecco come si presentano le percentuali di clic standard:

– Il settore hobby ha la più alta percentuale di clic, che è del 5,01%.
– Le e-mail settore media e publishing registrano la seconda percentuale di clic più elevata, al 4,62%.
– Il governo arriva terzo, con una percentuale di clic del 3,99%.

Consigli per migliorare le tue performance

1. Quando si tratta di scrivere il soggetto della email, essere più chiari possibile, funziona molto meglio. Quindi descrivi il contenuto della email, non vendere ciò che c’è dentro.

2. Se vuoi che le persone aprano le tue e-mail, devi prima superare i loro filtri antispam. E il modo migliore per evitare i filtri antispam è imparare come funzionano.

3. Troppi hard bounce sono un segno di un vecchio elenco stantio. Assicurati di inviare regolarmente e-mail ai tuoi abbonati (almeno una volta al trimestre), in modo che il tuo elenco rimanga aggiornato.

4. I soft bounce di solito indicano che il destinatario è “temporaneamente non disponibile”. Forse sono in vacanza o la casella di posta è piena. Puoi conservare quelle e-mail e riprovare più avanti.

5. Gli hard bounce indicano anche che l’indirizzo e-mail non è esatto. Forse non esiste più, o forse qualcuno ha fatto un refuso quando si è iscritto a un elenco. Ma gli hard bounce potrebbero anche essere un filtro antispam: se vedi un numero troppo elevato di rimbalzi dopo una campagna, leggi i tuoi record di rimbalzo per ogni messaggio o verifica indizi dai filtri antispam.

6. Gli abuse complaint si verificano quando i destinatari fanno clic sul pulsante “Questo è spam” nei loro programmi di posta elettronica. Questo di solito significa che non si ricordano di te. Assicurati che le righe “Da” e “Oggetto” contengano il nome della tua azienda, in modo che i tuoi abbonati ti riconoscano immediatamente.

 

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Retail: quali cambiamenti per il 2020

retail 2020

Il consumatore di una volta non esiste più. L’evoluzione tecnologica, le community, i social media hanno profondamente trasformato questa figura.

Oggi il cliente è più consapevole delle sue scelte, si lascia influenzare da diversi fattori e segue un journey verso l’acquisto che può essere diverso per ognuno e cambiare a seconda delle condizioni.

Pertanto, conoscere le nuove abitudini d’acquisto è fondamentale per soddisfare le esigenze degli utenti ed offrire la migliore esperienza d’acquisto possibile.

Google Market Insight Global Retail Insights con Ipsos, CX Report e Smart Shopper con Kantar hanno raccolto alcuni insight e dati aggiornati dalle loro ricerche al fine di comprendere meglio i cambiamenti in atto nel settore e pertanto adottare una strategia più efficace per il 2020.

Lo Shopping è Omnichannel

Secondo Google, la maggior parte dei consumatori inizia il proprio journey online e attraversa diverse fasi prima di procedere all’acquisto.

I consumatori, prima pensano al prodotto che desiderano o di cui hanno bisogno, poi effettuano delle ricerche sia online che offline, e solo una volta acquisito le informazioni necessarie procedono all’acquisto, che può avvenire in negozio fisico o su eCommerce.

retail 2020

In particolare, la ricerca di un prodotto comincia nel 51% dei casi su un motore di ricerca e solo il 31% in negozio. In questa fase gli utenti cercano non solo informazioni sul prezzo, ma sulla trasparenza, i servizi disponibili e ispirazione.

Lo smartphone svolge ormai un ruolo fondamentale. Metà degli utenti cercano informazioni sugli acquisti sulle applicazioni e il 42% di questi le usa proprio per acquistare. Questo mezzo viene utilizzato per effettuare ricerche online o per guardare video su YouTube mentre si è negozio. Il 36% degli intervistati ha dichiarato infatti di utilizzare lo smartphone in negozio per fare ricerche o acquistare.

C’è da aspettarsi che in futuro il mobile sarà ancora più importante.  I consumatori che hanno partecipato alla ricerca globale hanno dichiarato che il prossimo anno utilizzeranno i pagamenti mobile in store (49%), contatteranno il Customer Service di un’azienda via messaggi mobile (40%) e utilizzeranno gli assistenti digitali per fare shopping e liste (33%). I consumatori si aspettano anche di ottenere offerte sullo smartphone mentre si trovano in negozio (43%).

Al momento di scegliere tra acquisto online e offline, i consumatori dichiarano che optano per gli acquisti offline soprattutto per la possibilità di avere un’esperienza fisica del prodotto e di portare subito il prodotto a casa. Scelgono l’online, invece, per spendere meno e per la praticità dell’avere il prodotto consegnato a casa.

Come gli italiani fanno shopping

I consumatori italiani sono consapevoli delle diverse possibilità di acquisto online, ma allo stesso tempo sono anche molto abitudinari. Dichiarano di conoscere in media 10 store online per i propri acquisti, ma di utilizzarne solo 2, soprattutto quando si tratta di abbigliamento e arredamento ed elettrodomestici.

Lavorare sull’awareness del brand è importante, ma potrebbe non essere più abbastanza: imprimere il proprio brand nella mente degli utenti infatti non significa necessariamente che poi questi si trasformino in acquirenti.

Gli italiani sono molto fedeli: tendono ad acquistare sempre dagli stessi eCommerce e raramente abbandonano i loro siti preferiti (molto meno rispetto a quelli degli altri Paesi). Non sorprende, quindi, che tendano a dare recensioni positive e che siano disposti a raccomandare i loro negozi online del cuore.

Per conquistare nuovi clienti, spingendoli ad abbandonare i retailer a cui sono fedeli, è necessario offrire loro ciò che vogliono, ovvero una customer experience perfetta.

Cosa cerca il consumatore del 2020?

Una volta ottenute le informazioni di cui ha bisogno, cosa spinge un acquirente a scegliere un retailer piuttosto che un altro? Gli acquirenti di oggi sono curiosiesigenti e impazienti e la loro scelta dipende soprattutto dalla soddisfazione di determinate aspettative che considerano più o meno importanti.

Ecco una lista dei servizi che influenzano le scelte d’acquisto dei consumatori italiani.

retail 2020

Secondo la ricerca di Google, possiamo individuare tre fattori determinanti:

– la spedizione gratuita

– la facilità di reso

– la percezione di aver fatto un buon affare.

 

Ciò che i consumatori desiderano è:

– un’esperienza di shopping più chiara e semplice

– un customer support efficiente

– la possibilità di cambiare idea senza rimpianti

– un’integrazione fluida tra online e offline.

Soddisfare le aspettative dei consumatori oggi significa metterli al centro dell’esperienza d’acquisto e venire incontro alle loro esigenze.

Considerare queste richieste e inserirle nella lista di buoni propositi per questo nuovo anno potrà fare la differenza.

 

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Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2019

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2019

Come si sta evolvendo la fruizione di Internet in Italia? Ce lo rivela, come ogni mese, Audiweb che ha pubblicato i dati relativi alla “Total digital Audience” – l’insieme di utenti unici che hanno effettuato almeno un accesso a internet tramite i device rilevati – pc e/o device mobili (smartphone e/o tablet) – nel novembre 2019.

La Total digital Audience nel mese di novembre 2019

Internet in Italia: La total digital Audience nel mese di novembre 2019

Nel mese di novembre 2019 sono stati 41,6 milioni gli utenti che hanno navigato da PC, smartphone e/o tablet, pari al 62,3% della popolazione dai due anni in su, per un totale di 118 ore e 20 minuti complessivi, pari a 4 giorni e 22 ore.

Nel giorno medio erano online 34 milioni di utenti, collegati per 4 ore e 49 minuti in media per persona dai device rilevati suddivisi in:

  • 10 milioni e 100 mila utenti online da computer;
  • 4 milioni e 900 mila utenti (e/o) da tablet;
  • 30,3 milioni di utenti (e/o) da smartphone.

Provenienza geografica degli utenti online nel giorno medio

Internet in Italia nel novembre 2019: Provenienza geografica degli utenti online nel giorno medio

Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online, nel giorno medio di novembre 2019 risultano online:

  • il 59,8% della popolazione del Nord Ovest (9,6 milioni);
  • il 56,9% della popolazione del Nord Est (6,3 milioni);
  • il 58,5% dal Centro (6,7 milioni);
  • il 54,2% dell’area Sud e Isole (11,4 milioni).

Profilo degli utenti online nel giorno medio

Internet in Italia novembre 2019: Profilo degli utenti online nel giorno medio

Per quanto riguarda il profilo degli utenti online nel giorno medio a novembre, troviamo online:

  • il 58,2% degli uomini (17 milioni);
  • il 55,9% delle donne (17,1 milioni).

Tutti valori che, guardando i dati sulla penetrazione della fruizione dell’online in mobilità, risultano fortemente influenzati dalla navigazione via smartphone.

Utenti online da smartphone

Internet in Italia nov 2019: Provenienza geografica degli utenti online nel giorno medio

La navigazione da smartphone nel giorno medio raggiunge il 68% della popolazione maggiorenne che vi spende 4 ore e 41 minuti in media a utente per navigare o utilizzare applicazioni connesse.

Il segmento dei 25-34enni risulta il più coinvolto, con quasi l’80% della popolazione di questa fascia online nel giorno medio per 5 ore e 10 minuti.

Oltre il 75% dei 35-44enni (75,4%) e dei 45-54enni (75,2%) ha navigato nel giorno medio da smartphone per più di 4 ore e 30 minuti, seguiti dal 71,2% dei 18-24enni online per circa 5 ore in media per persona.

Categorie di siti più visitati nel mese di novembre 2019

Categorie di siti più visitati nel mese di novembre 2019

Per quanto riguarda le preferenze online, nel mese di novembre resta confermata la distribuzione degli utenti tra le varie sotto-categorie di siti:

  • Motori di ricerca: raccolgono l’interesse del 96,5% degli utenti mensili (pari a 40,1 milioni)
  • Social Network: 37,7 milioni di utenti per la sotto-categoria Member Communities
  • Contenuti video e servizi e strumenti online: 37,6 milioni per le due sotto-categorie Video/Movies e Internet Tools/Web Services che raggiungono il 90% degli utenti.

L’interesse verso differenti contenuti online viene confermato anche per:

  • Portali generalisti – General Interest Portals & Communities: 37 milioni di utenti (pari all’89,1% degli utenti mensili)
  • Siti di news online – Current Event & Global News -, con 36,1 milioni di utenti (l’86,8%)
  • Siti dedicati allo shopping online – Mass Merchandiser -, con 35,2 milioni di utenti (l’84,7%)
  • Servizi per comunicare: Instant Messaging (35,1 milioni) ed Email (33,9 milioni).

I dati Audiweb sono uno strumento utile per lo sviluppo di strategie di digital marketing, in quanto offrono una visione precisa di come gli italiani fruiscono dei contenuti web e di come le loro abitudini si stanno evolvendo nel tempo.

 

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