SEO: la statistica definitiva del 2019

Come è andato il 2019 per ogni segmento del digital marketing? Quali dati hanno tratto i player e le aziende dalle loro attività di marketing? Come si comporta l’utente? Dove si sta muovendo il mercato?  Quali le novità e tendenze?

HubSpot ha raccolto una serie di dati statistici raggruppati per ogni segmento di marketing. Sono statistiche provenienti dalle aziende ma anche da i principali player di settore.  I dati partono dal 2016 fino al 2019, con alcune previsioni statistiche riguardanti il prossimo futuro.

Che tu sia focalizzato su SEO, content marketing, social media, video marketing, email marketing, lead generation, pubblicità, marketing technology o vendite, leggere questi dati ti consente di rimanere aggiornato sulle tendenze di marketing e stare al passo nella gestione del tuo marketing mix, al fine di connetterti con i tuoi clienti, raggiungere i tuoi destinatari e aumentare le conversioni.

Oggi ci focalizziamo sui dati relativi alla Search Engine Optimization.

Statiche SEO

La Search Engine Optimization o SEO ti consente di capire come i consumatori cercano e trovano informazioni sul tuo brand e sulla concorrenza online. Incorporando le strategie SEO nelle tue attività di marketing, aumenterai la visibilità e le classifiche del tuo sito web.

Le seguenti statistiche ti aiuteranno a perfezionare la tua strategia SEO in modo che le pagine del tuo sito Web appaiano più alte nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, nonché ad aumentare il traffico del sito Web e le conversioni.

Conversion Rate Optimization (CRO)

– Solo il 22% circa delle aziende è soddisfatto dei tassi di conversione. (Econsultancy, 2016)

– L’uso di video sulle landing page aumenterà le conversioni dell’86%. (Wordstream, 2018)

– Il 90% degli utenti non ha preso una decisione su un brand prima di iniziare la ricerca. (Status Labs, 2018)

– Per ogni $92 spesi per l’acquisizione di clienti, solo $1 vengono spesi per convertirli. (Econsultancy, 2016)

E-Commerce

– L’84% delle persone non effettuerà un acquisto se ritiene il sito non sicuro. (Blue Corona, 2018)

– Entro il 2021, le vendite globali di retail e-commerce  raggiungeranno i 4,5 trilioni di dollari. (Shopify Plus, 2018)

– Le vendite di e-commerce B2B dovrebbero superare le vendite di e-commerce B2C entro il 2020. (Ecommerce Platforms, 2018)

Local SEO

– Il 72% dei consumatori che ha effettuato una ricerca locale ha visitato un negozio entro cinque miglia. (Wordstream, 2016)

– L’82% degli acquirenti di smartphone esegue ricerche “vicino a me”. (Search Engine Land, 2018)

– Il 28% delle ricerche di qualcosa nelle vicinanze si converte in un acquisto. (Google, 2016)

– Le ricerche locali portano il 50% degli utenti di dispositivi mobili a visitare i negozi entro un giorno. (Google, 2018)

– Il 61% dei ricercatori da mobile ha maggiori probabilità di contattare un’azienda locale se possiede un sito ottimizzato per dispositivi mobili. (Junto, 2019)

Mobile Search

– Google guida il 96% del traffico di ricerca mobile. (Jody Nimetz Co., 2018)

– Più del 46% degli americani controlla il proprio smartphone prima di alzarsi dal letto. (Tech Times, 2017)

– Oltre il 51% degli utenti  ha scoperto una nuova società o prodotto durante una ricerca sul proprio smartphone. (Google, 2018)

– Il 78% delle ricerche mobile basate sulla posizione ha come risultato un acquisto offline. (Junto, 2019)

– L’86% delle persone cerca la posizione di un’azienda su Google Maps. (Junto, 2019)

Organic Search

– Google è responsabile del 94% del traffico organico totale. (Web Presence Solutions, 2017)

– Il risultato medio della prima pagina di Google contiene 1.890 parole. (Backlinko, 2016)

– Il 50% delle query di ricerca è composto da quattro parole o più. (IMPACT, 2019)

– Il 61% dei marketer afferma che il miglioramento della SEO e la crescita della propria presenza organica rappresentano le priorità del loro inbound marketing (HubSpot, 2018)

– l 70-80% degli utenti dei motori di ricerca si concentra solo sui risultati organici. (MarTech, 2018)

– I contenuti video hanno una probabilità 50 volte maggiore di generare risultati di ricerca organici rispetto al semplice testo. (Omnicore, 2018)

– La SEO organica è circa 5,66 volte migliore degli annunci di ricerca a pagamento. (New Media Campaigns, 2018)

– L’inclusione di un video in un post aumenta del 157% il traffico organico dai risultati di ricerca. (Search Engine People, 2017)

Voice Search

– Il 65% degli utenti tra i 25-49 anni parla con i propri dispositivi vocali almeno una volta al giorno. (PWC, 2019)

– La Voice dovrebbe diventare un canale da $40 miliardi entro il 2022. (OC&C Strategy Consultants, 2019)

– Le spedizioni di altoparlanti intelligenti sono cresciute di quasi il 200% su base annua nel terzo trimestre del 2018 a livello globale. (Strategy Analytics, 2018)

– Entro il 2020, il 50% di tutte le ricerche online saranno ricerche vocali. (Wordstream, 2018)

– A gennaio 2018, c’erano circa 1 miliardo di ricerche vocali al mese. (Wordstream, 2018)

– Due terzi delle persone che usano gli assistenti vocali digitali, come Amazon Echo o Google Home, usano il proprio smartphone meno spesso. (CNBC, 2018)

 

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Google, FB e IG: le big news della settimana

Google, Facebook e Instagram: news settimana

Settimana calda questa del 16-20 dicembre che vede come protagonisti ancora una volta Facebook e Google che sembrano inarrestabili in fatto di aggiornamenti e novità.

Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Facebook introduce nuove metriche in Ads Manager

Il social ha annunciato il lancio di due novità per aiutare gli inserzionisti a comprendere meglio il rendimento delle proprie campagne e migliorare la strategia pubblicitaria riuscendo a capire meglio attraverso un’analisi dei dati demografici e della provenienza delle conversioni.

Stiamo parlando di una funzione di reportistica cross-account e uno strumento per la costruzione di metriche customizzate.

I cross-account reporting – come spiega Facebook nel suo blog – consentono di mostrare metriche di misurazione (come reach, impression e conversioni) tra molteplici profili, fornendo,  “un one-stop-shop per una reportistica chiara e concisa delle performance del vostro business, e vi consentirà di risparmiare quel tempo che prima era impiegato a costruire manualmente i report”.

Lo strumento mostra anche le reach de-duplicate, ossia gli utenti unici raggiunti attraverso i vari account e campagne, in modo tale da rendere più facile per l’inserzionista capire quali utenti sta raggiungendo con una campagna e se il suo targeting è accurato.

La funzione di costruzione di metriche customizzate consente invece ai brand di progettare e salvare metriche di misurazione personalizzate. “Questo strumento – spiega Facebook – rende più fluido il processo di valutazione e ottimizzazione delle campagne, consentendovi di costruire reportistiche tagliate sui vostri specifici obiettivi di business”.

Inoltre, dopo il lancio dei percorsi di conversione all’inizio di quest’anno, oggi Facebook sta lanciando dei report sugli stessi. Secondo uno studio commissionato nel 2018 dall’azienda ad Ipsos , gli acquirenti hanno una grande varietà di canali per compiere un acquisto e, per capire meglio se stai raggiungendo i tuoi potenziali clienti, tutti gli inserzionisti dovrebbero avere un’idea dei percorsi di conversione. Pertanto, questi nuovi report, consentono di visualizzare i publisher più frequenti tra canali e dispositivi, aiutando ad identificare dei funnel più efficaci.

Cos’è Instagram Photo Booth?

Rimanendo in casa Facebook, Instagram sta testando una nuova funzionalità riservata al formato Stories: una sorta di Photo Booth il cui nome sarà Poses. La nuova funzionalità è stata scoperta da Jane Manchun Wong, la quale ha pubblicato un tweet per mostrarne il funzionamento.

Questa nuova funzione scatta una serie di immagini, ognuna a tre secondi di distanza, che possono essere unite in un video in stop-motion da condividere come Storia. Ma bisogna vedere se la feature sarà rilasciata ufficialmente, perché Instagram non ha ancora annunciato la novità.

Google BERT arriva in tutto il mondo

Ne avevamo già parlato in un nostro recente articolo. BERT, acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers è un algoritmo con intelligenza artificiale che cambierà l’intero sistema di ricerca di Google.

Google, via Twitter, ha annunciato che l’algoritmo BERT è ora disponibile in tutto il mondo.

Grazie a BERT sarà possibile comprendere meglio i risultati di ricerca effettuate dagli utenti. L’intelligenza artificiale, infatti, potrà analizzare una parola in relazione a tutte le altre presenti in una frase, in modo da avere una comprensione superiore del contesto in cui viene pronunciata.

Con questo algoritmo, il motore sarà in grado quindi di contestualizzare una parola andando a interpretare una frase per il suo vero senso.

 Rilasciato in un primo momento solo negli Stati Uniti,  ha interessato circa il 10% delle ricerche e ci si aspetta un risultato molto simile anche a livello globale.

 

Google testa il package tracking nei risultati di ricerca

Google sta lavorando all’integrazione del monitoraggio delle spedizioni direttamente all’interno dei risultati di ricerca, consentendo agli utenti di ottenere le informazioni che necessitano, senza visitare il sito web del corriere. Le persone potranno quindi inserire il numero di tracciamento all’interno della barra di ricerca Google e scoprire così lo stato del loro ordine.

Come dichiarato dallo stesso Google, “le persone entrano spesso all’interno della ricerca Google per cercare le informazioni sul tracking. Per far sì che gli utenti trovino subito quello che cercano, abbiamo creato una nuova funzione per il tracciamento dei pacchi che consente ai corrieri di mostrare lo stato delle spedizioni direttamente su Google Search”.

Questa funzione diminuirebbe il traffico verso i siti web dei corrieri, per questo, ogni azienda potrà aderire in maniera volontaria. Saranno quindi disponibili nella Search di Google, solo i tracking dei corrieri che hanno aderito al servizio.

 

Google inserisce le immagini negli annunci

Non sembrerebbe una grande novità, in realtà lo è perché non si tratta di estensioni per caricare immagini, ma le stesse verranno prelevate in maniera automatica dalla landing page o sito web di riferimento.

La funzionalità, al momento, è una beta riservata a pochi (infatti Google non ha ancora annunciato nulla di ufficiale).  Per scoprire se si è parte del progetto, bisogna entrare nel proprio account Google ADS e verificare se vi è il tasto “attiva estensioni di immagine”. Con questo automatismo sarà fondamentale avere immagini ottimizzate dal punto di vista SEO sul proprio sito web.

 

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SEO: come impostare una valida strategia keyword

SEO: come impostare una strategia keyword al meglio

A partire dall’implementazione della ricerca semantica, Google sta cambiando i suoi algoritmi di ricerca per spostare l’attenzione dalla corrispondenza delle parole chiave al riconoscimento dell’argomento, così da poter soddisfare al meglio l’utente nel suo intento di ricerca e quindi nella risposta.

Tuttavia, ciò non significa che dobbiamo dimenticare le keyword quando costruiamo una strategia SEO.

La ricerca di parole chiave è più rilevante che mai e costituisce la base per tutte le ulteriori attività SEO, tra cui la pianificazione dei contenuti, l’ottimizzazione, la strutturazione, sito web e così via.

Ma poiché il concetto di ricerca è cambiato, dovrebbe cambiare anche l’approccio alla ricerca delle parole chiave.

Vediamo come sfruttare al meglio la ricerca delle parole chiave nel 2020.

Come valutare l’efficacia delle parole chiave?

In termini SEO, una parola chiave efficace è quella che può rientrare nel ranking di una pagina di ricerca e che può indirizzare una quantità sufficiente di traffico organico verso il tuo sito web.

Quindi, prima di iniziare la ricerca di parole chiave, è necessario definire i criteri che ti aiutino a valutare l’efficacia delle keyword. Pertanto, dovrai assicurarti che le tue parole chiave in target generino traffico pertinente e che, in seguito, sarai in grado di convertire questo traffico.

Ecco alcuni criteri che potrebbero aiutarti a capire se le parole chiave sono in linea con il tuo account.

1. Rilevanza della keyword

Se una parola chiave ha una relazione con ciò che offri, è rilevante. Tieni presente che avrai bisogno non solo di parole chiave che descrivono il tuo prodotto o servizio, ma ti occorrono anche quelle che caratterizzano diversi problemi e bisogni che il tuo servizio può risolvere e soddisfare.

2. Il potenziale di traffico organico delle parole chiave

Se vuoi di indirizzare traffico verso il tuo sito web, devi assicurarti che una parola chiave possa farlo. Tuttavia, come valutare una quantità sufficiente di traffico dipende fortemente dal settore. Ad esempio, se lavori in una nicchia ampia, come i servizi turistici, le parole chiave possono avere ricerche da 10K a 100K al mese, mentre in alcune nicchie specifiche di settore come ad esempio ‘attrezzi da paracadutismo’, i volumi di ricerca potrebbero essere molto più bassi.

Per capire se il traffico potenziale è sufficiente, è necessario esaminare l’ambiente competitivo. Conoscendo i volumi di traffico che il tuo business può produrre, sarai più o meno sicuro di quali parole chiave scegliere e quali lasciar perdere.

3. Concorrenza di Keyword

Conoscere la concorrenza delle parole chiave è importante per capire se hai qualche possibilità di classificarti per una parola chiave. Di solito, gli strumenti SEO ti forniscono due parametri che devi considerare:

– concorrenza tra parole chiave

– difficoltà delle parole chiave

La difficoltà delle parole chiave è molto più istruttiva, in quanto tiene conto non solo del numero di concorrenti per la parola chiave, ma anche della loro forza (compresi i profili di backlink, ecc.).

È possibile comunque valutare la difficoltà di posizionamento di una parola chiave senza utilizzare strumenti SEO. Basta cercare su Google una parola chiave e guardare i siti web che occupano le prime 3 posizioni. Se vedi dei grandi nomi come, ad esempio, Wikipedia o Amazon, probabilmente c’è una bassa possibilità di classificarti ai primi posti.

4. Cerca l’intento dietro a una keyword

Le persone cercano cose diverse con scopi diversi e l’intento dietro alla ricerca indica lo scopo della ricerca stessa. Per rientrare nel ranking di Google oggi, è assolutamente necessario soddisfare l’ intento di ricerca degli utenti (ricorda, Google tiene molto alla classifica dei risultati di ricerca). Quindi, guardando una parola chiave, devi chiederti qual è l’intento di ricerca dietro di essa.

Le tipologie di intento che muovono una ricerca includono informazioni (cosa è …, come …, ecc.);  navigazione (di solito sono termini di brand); indagini commerciali (es. “le migliori macchine da caffè” o “zaini da uomo in pelle nera”); e transazionale (acquista qualcosa, iscriviti, scarica, ecc.). Il modo migliore per capire l’intento dietro le parole chiave è esaminare le SERP per vedere che tipo di contenuto Google produce principalmente come risultato di ricerca per determinate parole chiave.

Workflow della ricerca keyword

Esistono diverse tattiche di ricerca per parole chiave. A nostro avviso, il modo migliore per trovare parole chiave pertinenti che possono potenzialmente generare traffico è quello di esplorare l’ambiente competitivo rispetto al tuo business e quindi rispetto ai tuoi contenuti.  Guarda le parole chiave che indirizzano il traffico verso i siti web più importanti nella tua nicchia. È un’ottima fonte di idee per le parole chiave (funzionano già!).

Il processo può essere suddiviso in diversi passaggi, ad esempio:

a) definisci i tuoi concorrenti: conosci la tua nicchia e hai già in mente un paio di parole chiave che descrivono i diversi servizi o prodotti che offri. Quindi, fai un elenco dei tuoi argomenti e puoi usali per iniziare la tua ricerca di parole chiave, scoprendo i tuoi concorrenti per ogni argomento.

Puoi cercare queste parole chiave su Google e vedere quali siti web occupano le prime posizioni. Quelli sarebbero i tuoi concorrenti. Per rendere il processo più semplice e veloce, puoi utilizzare degli strumenti SEO;

b) individua le parole chiave usate dai tuoi competitor: questa ricerca ti darà molte idee su come le persone trovano i siti web che funzionano nella tua stessa nicchia e forniscono gli stessi tuoi servizi. Puoi scoprire, anche quali parole chiave portano loro la maggior parte del traffico;

c) seleziona le parole chiave in target: ora che hai una chiara idea delle parole chiave, devi selezionare quelle che potrebbero superare i tuoi competitor nella classifica degli annunci della pagina di ricerca. Per essere sicuro di poterti classificare devi sapere chi sono i top player nella SERP per quelle determinate parole chiave. Dopo aver deciso quali parole chiave desideri scegliere come target, aggiungile al tuo elenco di parole chiave. Bene, il tuo primo elenco di parole chiave  è pronto. Ma devi ancora decidere come sfruttarlo al meglio;

d) identifica l’intento della ricerca: è importante ricordare che la ricerca di parole chiave serve innanzitutto per costruire (o ottimizzare) i contenuti del tuo sito web attorno alle parole chiave trovate. Per assicurarti che le tue pagine vengano classificate in base alle parole chiave in target e ti portino traffico, devi identificare quali contenuti gli utenti si aspettano di trovare quando inseriscono questa o quella parola chiave nella barra di ricerca. In altre parole, è necessario identificare l’intento di ricerca dietro le parole chiave.

Per fare ciò, è necessario prendere le parole chiave selezionate e controllare la SERP per ognuna di queste e guardare i risultati della ricerca per vedere se la parola chiave soddisfa la necessità di informazioni degli utenti o se usano un certo termine di ricerca per confrontare i prodotti o acquistarli;

e) mappa le parole chiave sulla base del contenuto/pagine del sito: ora, devi decidere come utilizzare le parole chiave che hai selezionato: decidi quali pagine creare intorno ad esse o quali pagine ottimizzare in base ad esse. La mappatura delle parole chiave sulle pagine può aiutarti a tracciare, in seguito, il loro rendimento, e capire se ci sono pagine che si classificano sul motore di ricerca per parole chiave sbagliate e, pertanto, mantenere il controllo del tuo SEO.

 

Ora hai le basi per impostare la creazione dei contenuti del tuo sito web.

Devi assicurarti che sia indirizzato al pubblico giusto e che soddisfi l’intento di ricerca degli utenti. È importante che imposti gli obiettivi per i tuoi contenuti, il tuo pubblico e creare contenuti con le giuste parole chiave.

La ricerca di parole chiave rimane una delle fasi più importanti di una strategia SEO. In effetti, aiuta a costruirla e determina molte altre attività SEO (es. ottimizzazione on-page, scrittura e promozione di contenuti per fare link-bulding, e altro).

Quello che devi ricordare è che non puoi separare la ricerca delle parole chiave dagli obiettivi SEO che desideri raggiungere.

 

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