Trovare nuovi clienti con Facebook ads: come impostare correttamente il Pubblico Simile

Trovare nuovi clienti con Facebook ads: il Pubblico Simile

Con la modifica dell’algoritmo di Facebook, di cui ti abbiamo parlato qui, si rendono sempre più necessarie le campagne Adv su Facebook, per rendere visibili i post sulle pagine fan.

In questo articolo, trattiamo una delle feature di Facebook Ads: il Pubblico Simile o Lookalike Audience, ossia un pubblico composto da utenti con caratteristiche comuni o affini ad un pubblico di riferimento o pubblico di origine.

Saper identificare il pubblico di origine con precisione ci aiuterà a trovare nuovi clienti e registrare minori costi di conversione rispetto a una targetizzazione basata solo sugli “interessi”.

L’importanza di un pubblico di origine coerente

L’efficacia della targettizzazione basata sul pubblico simile dipende sempre dal pubblico di origine.

Se il pubblico di origine è incongruente, e quindi non in target, il pubblico simile erediterà le stesse falle. Capita spesso, infatti, che la fanbase sia costituita da parenti, amici del community manager o di chi ne fa le veci, quindi da utenti che fanno numero ma di certo non convertono.

Se il pubblico di origine invece è in target e pulito e cioè omogeneo, con una fanbase costituita da clienti/lead o visitatori di una pagina chiave del nostro sito web, anche il pubblico simile sarà omogeneo e ci aiuterà a trovare nuovi clienti attraverso Facebook ads.

Il pubblico di origine dovrà essere composto da almeno 100 persone, caratteristica fondamentale per essere utilizzato per la creazione di una Lookalike audience.

E più sarà ampio, più sarà agevole costruire un efficace pubblico simile.

Come creare un pubblico simile

Dal pannello Gestione inserzioni, possiamo accedere alla sezione pubblico e creare il pubblico simile.

Impostiamo il pubblico di origine, che può essere costituito da un qualsiasi pubblico personalizzato creato in precedenza, compresa l’opzione per il Lifetime Value della propria lista clienti per trovare persone simili a quei clienti che spendono maggiormente complessivamente nel tempo.

Possiamo poi scegliere il paese nel quale individuare il pubblico simile.

Possiamo anche scegliere un paese straniero, partendo da un pubblico di origine italiano: in questo caso, Facebook cercherà persone simili all’estero per le nostre campagne.

Durante la creazione di un pubblico simile, possiamo scegliere la dimensione dello stesso in base ad un parametro percentuale che va da 1 a 10, che sta ad indicare la percentuale di popolazione del paese di riferimento che lo va a comporre.

Selezionando “1%”, creeremo il pubblico più ristretto e quindi più simile al pubblico di origine, perciò sarà fondamentale non rinunciare a questa opzione.

Se valuteremo i risultati saranno soddisfacenti, potremmo provare a sfruttare le performance anche di porzioni maggiori di pubblico simile (fino al 10%), al fine di raggiungere un pubblico più ampio anche se è meno vicino al nostro pubblico di origine, previo test che ci consentano di verificare esattamente che il ritorno sull’investimento pubblicitario sia positivo.

Cliccando sulla voce Mostra opzioni avanzate, potremo inoltre creare contemporaneamente più varianti di dimensione di pubblico simile, senza che queste si sovrappongano tra loro.

Non optando per questo metodo, potremo invece utilizzare l’opzione di esclusione pubblico nelle impostazioni della campagna.

Quando usare il pubblico simile

Possiamo utilizzare il pubblico simile quando dobbiamo scalare le nostre campagne, quando cioè dobbiamo incrementare il numero delle nostre conversioni ma un aumento del budget non risulta più efficace o quando le prestazioni cominciano gradualmente a calare a causa della saturazione del pubblico: in entrambi i casi è necessario trovare nuove persone.

Queste persone esistono anche se non le abbiamo mai raggiunte prima, perché probabilmente siamo partiti male impostando un target per “interessi” – per natura poco preciso – su quello che avevamo individuato come il nostro cliente modello.

Poi abbiamo utilizzato campagne con una strategia d’offerta oCPM con continue ottimizzazioni e restringimenti del pubblico per ridurre i costi delle nostre conversioni.

Per rimediare a lead e potenziali clienti persi per strada, la strada giusta è proprio ripartire da una nuova base: la funzione del pubblico simile.

Fonte: Webinfermento

Investimenti pubblicitari in crescita: quali sono i canali in crescita e i settori trainanti

Investimenti pubblicitari in crescita: quali sono i canali in crescita e i settori trainanti

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia ha chiuso il mese di novembre in crescita del 2,9% (+1,1% senza search e social).

Ce lo rivela Nielsen che aggiunge un ulteriore dato: la raccolta nel periodo consolidato gennaio – novembre 2017 è stabile (0%), confrontato con lo stesso periodo del 2016.

Se si esclude dalla raccolta web, la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento degli 11 mesi registra una contrazione del 2,6%.

Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen, spiega:

Dopo il rallentamento del mese scorso, a novembre il mercato ha raggiunto quota zero. A meno di sorprese dell’ultima ora, l’anno chiuderà in positivo con una crescita entro il +1%. Si avvia dunque alla conclusione un 2017 caratterizzato da una primavera in sostanziale parità, da una perdita nei due mesi estivi, che si confrontavano con gli eventi sportivi dell’anno precedente, e da un autunno in recupero.

Investimenti pubblicitari: i canali

La TV torna in positivo a novembre (2,7%).

La stampa continua a registrare un andamento negativo: a novembre, i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente l’1,5% e il 3,8%, portando la raccolta degli 11 mesi rispettivamente a -8,4% e -6,4%.

La radio è in trend positivo: in crescita del 5,8% nel periodo cumulato, grazie al +9,0% registrato a novembre.

Nel periodo gennaio – novembre chiude in positivo anche il web advertising con +7,5% (+1% se si escludono il search e il social).

Bene per la GoTV (+11,8%) e il transit (+4,7%) nel periodo cumulato.

Andamento positivo (+4,2%) anche per il cinema.

Outdoor e direct mail restano invece negativi, rispettivamente in calo del -12,6% e del -5,2%.

Investimenti pubblicitari: i settori trainanti

Relativamente ai settori merceologici degli investimenti, se ne segnalano 10 in crescita nel periodo cumulato, con un apporto complessivo di circa 54 milioni di euro.

Gli investimenti del settore automobilistico si fermano al +0,7%.

Buona la performance del farmaceutico che registra +1%.

Le telecomunicazioni scendono a – 3,9%) ma con un andamento positivo sul singolo mese di novembre ( +10,5%).

Male anche per gli alimentari (-2,9%), che però segnano un dato positivo sul singolo mese di novembre (+9,5%).

Se la cavano bene gli elettrodomestici nel periodo cumulato (+16,1%).

Limitatamente al singolo mese di novembre, crescono i settori cura persona, giochi/articoli scolastici e toiletries, rispettivamente del +21,4% (+1 nel periodo cumulato), +36,7% (+37,9%)e +22,7% (-12,1%) con un apporto complessivo di circa 16 milioni di euro.

Fonte: Engage

La diffusione dei Social network nel 2017 e il loro futuro

La diffusione dei Social network nel 2017 e il loro futuro

I social network sono parte integrante della nostra vita. Li usiamo ogni giorno per comunicare il nostro stato d’animo, per parlare di noi, per interagire con i nostri amici, per fare nuove conoscenze, per informarci e restare al passo con le ultime tendenze.

Una persona su tre (2,48 miliardi di persone in tutto il mondo) ha usato un social network nel 2017.

Il loro utilizzo sta crescendo in maniera esponenziale, anche nei mercati emergenti come Asia-Pacifico, America Latina, Medio Oriente e Africa. L’incremento è dell’8,7% rispetto al 2016.

Ce lo rivela l’ultimo report di eMarketer,”Worldwide Social Network Users Update: eMarketer’s Estimates and Forecast for 2016–2021, with a Focus on Instagram”.

Cosa avverrà in futuro?

Grazie all’ampliamento e al miglioramento dell’accesso a Internet nei mercati in via di sviluppo, alla diffusione di modelli di smartphone sempre più accessibili e agli investimenti pubblici nella copertura della banda larga mobile, i social si diffonderanno sempre di più.

Mobile

Ci si collega soprattutto con lo smartphone. L’ anno scorso, il 74,7% degli utenti Internet di telefonia mobile in tutto il mondo ha utilizzato il proprio dispositivo per accedere ai social media.

L’ 82,5% degli utenti dei social network di tutto il mondo ha utilizzato un dispositivo mobile per l’ accesso almeno una volta al mese.

I social più utilizzati

Facebook è senza ombra di dubbio il social network più popolare e frequentato al mondo. Più di 1,54 miliardi di persone, pari al 62,2% degli utenti dei social network, sono andate su Facebook almeno una volta al mese nel 2017.

Segue Instagram, usato regolarmente nel 2017 da quasi 594 milioni di persone in tutto il mondo, circa un quarto (24%) del totale degli utenti dei social network.

Nel 2018, 698,7 milioni di persone in tutto il mondo utilizzeranno Instagram almeno una volta al mese, pari al 26,4% degli utenti dei social network.

Entro il 2021 questa quota supererà il 30%.

Da questi dati, si evince chiaramente come comunicare in modo corretto sui social sia fondamentale per il posizionamento dei brand.

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017

Audiweb ha pubblicato i dati relativi alla “Total digital Audience” – l’insieme di utenti unici che hanno effettuato almeno un accesso a internet tramite i device rilevati – pc e/o device mobili (smartphone e/o tablet) – nel periodo di novembre 2017.

La total digital audience nel mese di novembre è rappresentata da 33,3 milioni di utenti unici mensili che si sono collegati a internet tramite i device rilevati – pc, smartphone e tablet -, il 60,6% degli italiani dai 2 anni in su, online complessivamente per circa 46 ore.

Nel giorno medio l’audience online ha registrato 23,7 milioni di utenti unici, con 11,6 milioni di italiani che hanno navigato almeno una volta da desktop e 19,6 milioni anche o solo da dispositivi mobili.

La total digital Audience nel mese di novembre 2017

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017 - La total digital audience

Per quanto riguarda i dati demografici dell’Italia online nel giorno medio risultano online il 43,2% degli uomini (11,9 milioni) e il 43,1% delle donne (11,8 milioni), così suddivisi per età: il 61,7% dei 18-24enni (2,6 milioni), il 60,1% dei 24-34enni (4,1 milioni), il 59,4% dei 35-54enni (10,8 milioni) e il 38% degli over 55 (5,6 milioni).

Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online, risulta che nel giorno medio in quest’ultimo mese di rilevazione erano online il 45,7% degli italiani dell’area Nord Ovest (6,4 milioni), il 45,6% dell’area Nord Est (4,1 milioni), il 42,4% del Centro (4 milioni) e il 40,7% dell’area Sud e Isole (circa 9 milioni).

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017 - Utenti unici

Quanto tempo trascorriamo online?

La maggior parte degli italiani maggiorenni dedica più di 2 ore alla navigazione quotidiana. Infatti, ritroviamo i giovani dai 18 ai 24 anni con quasi 2 ore e mezza dedicati all’online nel giorno medio, seguiti dai 25-34enni online per circa 2 ore e 22 minuti e dai 35-54enni online per 2 ore e 15 minuti.

Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017- Il tempo trascorso online dagli utenti

Cosa facciamo online?

Infine, dai dati di consumo dei contenuti disponibili online, anche nel mese di novembre tra le prime 5 categorie di siti e applicazioni restano confermate le categorie:

Search, che ha raggiunto il 92,5% degli utenti online nel mese (30,8 milioni);

General Interest Portals & Communities dei portali generalisti, con l’84,9% degli utenti (28,3 milioni);

dei siti e applicazioni dedicati ai servizi online con l’84,7% (28,2 milioni);

dei social network con l’83,3% degli utenti (27,7 milioni) e i siti dedicati al download, aggiornamento e informazioni sui software con l’82,8% degli utenti (27,6 milioni).
Internet in Italia: i dati Audiweb di novembre 2017 - Cosa facciamo online?

Google Data Studio: come funziona e come si utilizza

Google Data Studio: come funziona e come si utilizza

Google Data Studio, attualmente disponibile in versione beta, consente di creare rapporti e dashboard dinamici e di forte impatto visivo.

Con Data Studio è possibile:

  • Collegarsi agevolmente a diverse origini dati.
  • Visualizzare i dati grazie a rapporti e dashboard dinamici, interattivi e dall’aspetto accattivante.
  • Condividere e collaborare con gli altri, seguendo la logica in uso su Google Drive.

Requisiti per l’utilizzo di Data Studio

Per visualizzare un rapporto di Data Studio, è sufficiente disporre di un browser web (quelli testati: Chrome, Firefox e Safari).

Per visualizzare i rapporti, non è necessario un account Google.

Ma per creare rapporti e origini dati, è necessario:

  • avere effettuato l’accesso a un account Google
  • trovarsi in uno dei paesi supportati (non lo sono: Repubblica popolare cinese, Russia, Isole Svalbard e Jan Mayen, Iran, Iraq, Crimea, Corea del Nord, Siria, Cuba)
  • essere in grado di utilizzare Google Drive.

In che modo Data Studio si connette ai dati

Le origini dati utilizzano pipeline ai set di dati sicure chiamate connettori. Quando Data Studio si connette per la prima volta a un determinato tipo di set di dati, ad esempio Google Analytics o AdWords, viene chiesta l’autorizzazione alla connessione, che può essere rimossa in qualsiasi momento. A questo punto, per connettersi a un certo tipo di set di dati, ad esempio, per Google Analytics, è possibile connettersi a un solo account, una proprietà e una vista; per AdWords, ci si connette a un account amministratore o standard; per BigQuery, si fornisce un progetto e una tabella o una query personalizzata e così via.

Al momento, un’origine dati può essere connessa a un solo set di dati.

Una volta specificati i dettagli, Data Studio crea una connessione tra il set di dati e l’origine dati. La nuova origine dati presenta la stessa struttura del set di dati, ma i dati in questione rimangono nel sistema originale e non vengono importati da Data Studio. Un’origine dati è una connessione dal vivo ai propri dati, pertanto, i rapporti vengono aggiornati periodicamente per mostrare i dati più recenti a disposizione.

Data Studio utilizza una cache per migliorare le prestazioni e ridurre i costi potenziali di BigQuery. Gli editor dei rapporti possono aggiornare manualmente i rapporti per mostrare i dati più attuali.

Per visualizzare i dati provenienti da un’origine dati, occorre aggiungerla a un rapporto. In questo modo, tutti i campi dell’origine dati possono essere utilizzati nei grafici e nei controlli. Condividendo il rapporto con altri editor, anche loro potranno utilizzare l’origine dati in questione per creare componenti all’interno del rapporto.

Chi può vedere i dati?

L’origine dati utilizza credenziali per determinare chi può visualizzare i dati.
Esistono sono due tipi di credenziali:

Credenziali del proprietario

Questa opzione autorizza l’accesso al set di dati tramite le credenziali del proprietario dell’origine dati. Viene considerato il proprietario chi crea l’origine dati o la persona a cui è stata trasferita la proprietà. L’opzione Credenziali del proprietario permette ad altre persone di visualizzare o creare rapporti che utilizzano i dati senza che debbano disporre di credenziali di accesso proprie per il set di dati. Questa è l’impostazione predefinita per la maggior parte dei tipi di origine dati.

Ad esempio, se un utente desidera comunicare dei dati relativi al suo canale YouTube a Tizio, che non ha accesso diretto ad esso. L’uso delle credenziali del proprietario nell’origine dati consente a Tizio di vedere i dati in tutti i rapporti che utilizzano tale origine dati, proprio come se si trattasse dell’utente proprietario.

Credenziali del visualizzatore

Questa opzione richiede a chiunque cerchi di visualizzare i dati forniti da un’origine dati di disporre di credenziali di accesso proprie al set di dati.

Creare un rapporto

Il modo più semplice per creare un rapporto Data Studio è utilizzare uno dei modelli di rapporto di esempio. Ciascuno di questi esempi dispone di un pulsante UTILIZZA MODELLO che consente di copiare il rapporto e utilizzare l’origine dati. Se non si è ancora in possesso di un’origine dati, è possibile crearne una al volo.

Per creare un rapporto da zero, occorre utilizzare l’editor rapporti. Quando si crea un nuovo rapporto, viene chiesto di aggiungere un’origine dati. E’ possibile selezionare un’origine dati a cui si ha accesso o crearne una nuova.

Per aggiungere grafici, controlli e altri elementi al rapporto, si utilizza la barra degli strumenti nella parte superiore della pagina per selezionare il componente desiderato. A questo punto, si fa clic sul canvas in cui si desidera inserirlo. Ogni volta che viene selzionato un componente sul canvas, è possibile configurarne i dati e le proprietà di stile tramite il riquadro a destra.

Utilizzare più origini dati in un rapporto

In un rapporto Data Studio è pssibile utilizzare quante origini dati vuoi e di qualsiasi tipo. Ad esempio, è possibile inserire una tabella del traffico del sito web di Google Analytics, una che mostra le impressioni dell’annuncio AdWords e un grafico a barre dei costi dei media offline provenienti da un foglio Google, tutti nello stesso rapporto.

Ogni componente può essere connesso a una sola origine dati.

Nozioni di base sulla condivisione

E’ possibile condividere rapporti e origini dati affinché altre persone possano visualizzarli o modificarli. Proprio come per i documenti di Google Drive, i rapporti e le origini dati Data Studio possono essere condivisi con indirizzi email singoli e Google Gruppi. I rapporti possono anche essere condivisi in forma anonima, in modo che non sia necessario disporre di credenziali di accesso a Google per visualizzarli. Per modificare i rapporti e visualizzare e modificare le origini dati è necessario eseguire l’accesso.

E’ possibile condividere un rapporto, senza condividerne l’origine dati. Anche se non viene condivisa un’origine dati con gli editor di un rapporto, questi ultimi possono comunque aggiungere dimensioni e metriche provenienti da tale origine dati, ma non saranno in grado di vederne la configurazione.

Personalizzare un’origine dati

E’ possibile estendere o riconfigurare un’origine dati esistente. Ad esempio, è possibile rinominare i campi, creare nuove dimensioni e metriche calcolate e modificare le aggregazioni di campi. Se un set di dati viene modificato, è possibile riconnettere l’origine dati per visualizzare tali modifiche in Data Studio.

Tutorial

Ecco alcuni video per comprendere al meglio le funzionalità dello strumento: