Facebook Ads: 5 consigli per campagne B2B

facebook-business-b2b

Tradizionalmente, Facebook è considerato per sua natura uno strumento adatto a supportare campagne orientate direttamente al consumatore, più che comunicazioni business-to-business.

I dati sono impressionanti: con i suoi 1.71 miliardi di utenti attivi mensili e con un’incredibile crescita del 15% all’anno, Facebook è il social network più diffuso tra i consumatori e conseguentemente quello più presidiato dai marketer di tutto il mondo.

Il report “Social Media Marketing Industry Report 2016” pubblicato dal fondatore di Social Media Examiner, Michael Stelzner, ci fornisce dati interessanti su quanto i marketer si dedichino a costruire la loro presenza sui diversi canali social e su come prevedano di investire in futuro.

Ne emerge un dato per noi rilevante: i marketer B2B sfruttano i social media per fare lead generation e per stabilizzarsi come voci autorevoli sul mercato di riferimento, ovvero per accrescere la propria thought leadership (quest’ultima è stata definita come “l’arte di posizionare la propria azienda come leader nel suo campo attraverso contenuto di alta qualità, facendo sì che il brand sia associato a credibilità e autorevolezza”).
Mentre tra i marketer B2C è chiara la predominanza di Facebook sugli altri social network, quelli B2B per raggiungere i loro obiettivi scelgono di presidiare fortemente anche LinkedIn, Twitter e Google+.

social-network-b2b

La ragione dietro questi dati sta nel fatto che molti business non ritengono Facebook possa essere utile anche ad attività che non si rivolgono direttamente al consumatore: sembra proprio uno strumento complementare per campagne più classiche, perfetto per promuovere vendite, offrire sconti, ampliare l’audience.

Gli obiettivi dei marketer B2B possono essere riassunti così:

  • generare awareness e conoscenza rispetto a un prodotto o servizio;
  • raggiungere chi detiene ruoli chiave nelle fasi di acquisto di altre aziende e fornitori;
  • ottenere informazioni più dettagliate sui propri lead;
  • generare lead e condurli nelle diverse fasi del funnel di conversione.

social-media-b2b

Avere una pagina Facebook in realtà è di fondamentale importanza anche per aziende B2B che vogliono ottenere questi risultati. Vediamo ora 5 consigli su come utilizzare Facebook per brand B2B.

Facebook Ads: 5 consigli per campagne B2B

  • Estendi la tua audience reach

Il primo passaggio fondamentale è sicuramente ritagliarsi un’audience ben targettizzata a cui comunicare informazioni sulla nostra azienda e sul nostro prodotto. Una pagina Facebook comunica solamente con le persone che la seguono e, soprattutto se siamo nuovi sul canale, è difficile riuscire ad ottenere subito un numero consistente di follower.

Per non limitare il reach delle nostre comunicazioni, dobbiamo sfruttare Facebook Advertising con il quale possiamo attingere ad un bacino illimitato di contatti. La targettizzazione della propria audience non è essenziale solo per chi cerca di entrare in contatto diretto con consumatori a cui vuole vendere il proprio prodotto, ma è anzi linfa vitale anche per aziende orientate al B2B.


  • Targettizza categorie di lavoro

Abbiamo detto quanto sia rilevante la fase di targettizzazione delle campagne Facebook Ads: generalmente ci si concentra su dati legati all’età, al genere, alla localizzazione geografica. Per aziende B2B è però utile considerare anche altri aspetti, come ad esempio il titolo lavorativo che ciascun utente ha inserito o gli eventi importanti segnalati.

Alcuni criteri demografici che possiamo scegliere sono:

  • datore di lavoro: se sappiamo già quale azienda specifica, e quindi quale luogo di lavoro, ci interessa raggiungere, sarà più facile arrivare anche ai suoi dipendenti;
  • titolo di lavoro: come facciamo con LinkedIn Ads, targettizzare titoli specifici ci permette di raggiungere chi detiene ruoli chiave nelle aziende con le quali vogliamo entrare in connessione;
  • nuovo lavoro: spesso inserito come evento importante dagli utenti, ci dice che molto probabilmente chi ha ottenuto un nuovo lavoro sarà in cerca di idee innovative o vorrà fare dei cambiamenti in azienda. Mostrare il nostro servizio a questi utenti potrà rivelarsi molto efficace.

facebook-targeting


Concentrati sulla Lead Generation

Chi l’ha detto che solo aziende B2C possono fare lead generation con Facebook?

Le prime usano spesso il lancio di offerte esclusive per portare gli utenti ad acquistare un certo  prodotto, ma anche marketer B2B possono usare tattiche simili.

Il nostro obiettivo non sarà portare un lead a comprare, ma a visitare il nostro sito e a lasciarci il suo indirizzo email. Anche in questo caso possiamo lanciare offerte speciali, che potranno essere sconti o periodi prova del servizio che offriamo.

È importante comprendere però che non dobbiamo lanciarci in una sfrenata caccia al contatto, non dobbiamo cercare di ingannare la nostra audience: dovremo impegnarci a proporre una comunicazione diretta, onesta e che racconti la nostra storia. Se sapremo comunicare il valore aggiunto che offriamo con i nostri contenuti, cattureremo un’audience di maggiore qualità e più fidelizzata.

facebook-b2b


  • Sfrutta la componente visiva di Facebook

Seppur con caratteristiche più varie di Instagram, anche Facebook è un social network che punta gran parte del suo successo sulla sua componente visiva, tanto che post con immagine generalmente ottengono un coinvolgimento 2.3 volte superiore rispetto a quelli senza. Questa importante caratteristica è sfruttabile non solo da chi ha un prodotto specifico da mostrare ma anche da chi offre servizi per altri business. 

Marketer B2B possono infatti utilizzare immagini per catturare l’attenzione degli utenti anche quando vogliono condividere informazioni sull’azienda o offrire spunti interessanti sulle dinamiche di settore.

Se osserviamo l’esempio qui sotto, possiamo dunque comprendere come sfruttare l’immagine per inserire alcuni elementi importanti e accattivanti per il nostro pubblico. Accenture ha ribadito il suo ruolo come autorità nel settore, ha comunicato una volontà di condividere le sue conoscenze ed esperienze nel settore direttamente tramite il suo managing director; e pur fornendo link e hashtag di riferimento, non ha dato l’impressione di voler solo vendere qualcosa.

facebook-b2b-immagini


  • Sfrutta Facebook Live

L’introduzione di Facebook Live ha segnato per chi si occupa di social media marketing una nuova possibilità di accesso all’incredibile reach di utenti di questo canale. Facebook ha addirittura riportato che i suoi utenti guardano i video live 3 volte più a lungo dei video registrati. Uno strumento del genere può essere efficacemente utilizzato soprattutto da brand B2B per coinvolgere i propri follower, crescere in autorevolezza e ampliare il proprio reach.

Un modo per sfruttarlo al meglio è programmare una trasmissione con una certa regolarità: potremmo proporre interviste a influencer, una lezione settimanale dove approfondiamo temi caldi del nostro settore di riferimento o aggiornamenti e news.

facebook-live-video


Per aziende B2B presenziare su Facebook significa ancora una volta non concentrarsi solo sulla promozione del brand, ma produrre contenuto di qualità e coltivare una vera e propria relazione stabile con la propria audience. Per chi non vede unicamente il follower come un consumatore, Facebook offre numerose possibilità per costruire un rapporto che porti anche a trovare nuovi lead e incrementare la propria thought leadership. 

Se hai bisogno di una consulenza specifica e di un’analisi sullo stato delle tue attività di social media marketing, compila questo form.

Verrai contattato in 24 ore e avrai a disposizione un digital business audit gratuito della durata di 2 ore per creare insieme la strategia di digital marketing per il tuo sito web.

Instagram Stories like a pro: 4 tecniche efficaci per promuovere il tuo business

instagram-stories

Nella nostra sezione sulla Social Media Optimization ci troviamo sempre più spesso a parlare di Instagram e delle possibilità che offre ai marketer e alle aziende per promuoversi.

Se infatti l’importanza di presidiare con una certa sistematicità tutti, o almeno gran parte, dei social network disponibili è chiara anche a chi muove i primi passi nel campo del digital marketing, allo stesso tempo non è così immediato comprendere come anche le aziende possano sfruttare social con possibilità di promozione meno esplicite come ad esempio Instagram.

In “Instagram e Social Media Marketing: il profilo perfetto in 5 mosse” abbiamo descritto le possibilità di promozione offerte da Instagram, adatte soprattutto ad aziende che vendono un prodotto specifico:

1. Veicolando il suo messaggio esclusivamente tramite immagini, Instagram permette la costruzione di uno storytelling nuovo e più coinvolgente.

2. È sempre più vicino alle esigenze di promozione delle aziende, che oggi possono pubblicizzarsi, lanciare call to action e connettersi agilmente agli altri canali social.

3. La sua efficacia è dovuta anche alla sua discrezione: Instagram permette di creare una narrativa che coinvolga il consumatore, senza necessariamente esplicitare la natura pubblicitaria del suo contenuto, diventando quindi un strumento strategico in chiave native advertising.

Tra le più recenti funzioni introdotte nel mondo dei social network, quella delle Stories di Instagram ha sicuramente fatto molto discutere, ma allo stesso tempo ha destato un certo interesse tra gli addetti al settore più attenti e sempre alla ricerca di nuove possibilità di sviluppo.

Abbiamo affrontato in “Instagram stories vs. Snapchat stories: chi vincerà la battaglia?” le ragioni alla base di critiche e dibattiti: le storie di Instagram sono state definite un tentativo, forse un po’ maldestro, di replicare funzioni e caratteristiche che fino a quel momento caratterizzavano principalmente Snapchat e lo differenziavano dal restante panorama di social network.

Oggi invece, vogliamo concentrarci su come i brand possano sfruttare le Instagram Stories, integrandole nella loro più ampia strategia di social media marketing.

Instagram Stories like a pro: 4 tecniche efficaci per promuovere il tuo business

instagram-stories-business

Innanzitutto di cosa si tratta: le Instagram Stories ci permettono di postare foto e video legate tra loro per raccontare una storia nel corso di una giornata; non compaiono nel classico stream feed, ma sono accessibili separatamente; si possono aggiungere filtri o scritte; dopo 24 ore scompariranno automaticamente.

Trattare le Instagram Stories come quelle di Snapchat sarebbe però un errore: lo stile dei contenuti ospitati da un canale come Snapchat, che punta in ogni suo aspetto sulla temporaneità e sulla immediatezza, risulta più improvvisato e forse un po’ più crudo. Per grandi o piccole aziende il cui target risulti più maturo di quello maggiormente presente sul social rivale (15-25 anni), può risultare più adatto mantenere uno stile più curato e professionale.

Certo, in entrambi i casi si deve puntare su immediatezza e temporaneità, ma su Instagram è specialmente importante far sì che le storie prodotte siano ben rappresentative dell’immagine del nostro brand che già veicoliamo su altri social.
Ora andiamo nel dettaglio di 4 tecniche per sfruttare al meglio le possibilità offerte da questa funzione.


  • Mostra il dietro le quinte

Soprattutto le piccole aziende possono sfruttare nuove occasioni come le Instagram Stories per esplorare strategie più innovative o sperimentali; grandi compagnie avranno sicuramente più difficoltà ad integrare nuovi strumenti con campagne già molto strutturate.

A questo proposito, possiamo dire che Instagram è uno strumento eccellente non solo per mostrare il prodotto o servizio che la nostra azienda propone, ma anche per dare ai nostri follower la possibilità di accedere al dietro le quinte di come questi vengono realizzati. Incuriosire gli utenti con l’occasione unica di assistere ai retroscena di produzione sarà ancora più efficace se veicolato utilizzando un canale che fa della temporaneità e dell’effimerità la sua carta vincente: il senso di urgenza prodotto, unito al contenuto esclusivo proposto, spingerà gli utenti ad accedere alle storie e ai nostri contenuti.

instagram-stories-behind-the-scene


  • Lancia offerte speciali

Per lo stesso motivo, risulterà particolarmente efficace anche lanciare con le Instagram Stories anche offerte speciali.

Dobbiamo ricordarci che le storie vanno pubblicate con meno regolarità rispetto ai normali post: combinando il loro scomparire dopo solo 24 ore e una certa scarsità, riusciremo a potenziarne ancor più gli effetti positivi.

Un modo per lanciare offerte speciali con le Instagram Stories potrebbe essere quello di inserire un coupon o codice sconto nella storia, specificando che una volta scomparsa questa, anche il codice non sarà più utilizzabile. Il coupon può indirizzare i nostri follower ad un link nella nostra bio, che lo porti poi ad una landing page dedicata, oppure può chiedere all’utente di risponderci con un messaggio diretto.

instagram-stories-offerta


  • Sfrutta un Takeover

Un modo per far crescere velocemente il nostro account è lanciare un takeover, ovvero lasciare il nostro account nelle mani di un’unica persona per un periodo breve, magari un giorno intero.

In questa fase, sono due gli aspetti molto importanti che dobbiamo prendere in considerazione:

  1. dobbiamo scegliere bene a chi affidare il nostro account: se riuscissimo a coinvolgere un influencer o qualcuno che è già riconosciuto come una voce autorevole nel nostro settore di riferimento, cattureremmo l’attenzione non solo della nostra fan base, ma anche della sua e di tutti coloro che non vorranno perdersi questa collaborazione così speciale;
  2. dobbiamo puntare sul rapporto tra la nostra azienda e il partner: lasciare che qualcuno gestisca il nostro account per un giorno, non vuol dire che le nostre storie debbano divenire una semplice occasione di pubblicità per il partner. Dobbiamo veicolare un messaggio di collaborazione e includere nelle storie un messaggio o call to action molto forte.

instagram-stories-takeover


  • Mostra un altro lato della tua azienda

Come abbiamo detto, la temporaneità di ciò che viene pubblicato nelle Instagram Stories non deve portarci a non curarne stile e contenuto. Allo stesso tempo, possiamo sfruttare le storie per dare un’immagine della nostra azienda che magari fatica ad emergere nella nostra presenza social più consueta: un’immagine più familiare e aperta magari.

Pur curandone lo stile, possiamo proporre storie più naturali e genuine; possiamo quindi raccontare i rapporti tra i dipendenti, il legame tra questi e il nostro brand, tra l’azienda e il suo pubblico.

Se il logo della nostra azienda comparirà con una certa regolarità tra le storie offerte ai nostri follower e se saremo in grado di trasmettere un’immagine calda e umanizzata del brand, creeremo nuove opportunità di coinvolgimento e ci assicureremo una fan base più leale e fidelizzata.


Alcuni dati più recenti ci dicono che nonostante i 500 milioni di utenti attivi al mese che Instagram può contare, solo il 36% dei marketers si impegna a sfruttare tutte le possibilità offerte da questo canale per sostenere un’attività di crescita aziendale.

Si tratta invece di uno strumento con un enorme potenziale, adottabile da aziende di ogni genere, piccole o grandi, che vendono prodotti o servizi. Per definire strategie complete ed efficaci, al giorno d’oggi non possiamo ignorare nessun canale a nostra disposizione, soprattutto uno in costante crescita come Instagram.

Se hai bisogno di una consulenza specifica e di un’analisi sullo stato delle tue attività di social media marketing e di lead generation, compila questo form.

Verrai contattato in 24 ore e avrai a disposizione un digital business audit gratuito della durata di 2 ore per creare insieme la strategia di digital marketing per il tuo sito web.

Mobile Advertising: i risultati dell’Engage Conference – “The Mobile Factor”

Mobile Advertising: i risultati dell'Engage Conference – “The Mobile Factor”

Gli utenti – e di conseguenza gli investimenti pubblicitari – del mobile sono in continua crescita sul mercato italiano. E’ quando emerge dall’Engage Conference – “The Mobile Factor”, l’evento organizzato da Edimaker e dedicato ai professionisti del marketing e della comunicazione, svoltosi lo scorso 25 ottobre 2016, a Milano, all’Auditorium IULM di via Carlo Bo.

I numeri degli investimenti su mobile

Il 64% del tempo che gli utenti italiani passano su internet avviene su dispositivi mobili.

Per l’anno in corso, si prevede un incremento del 45-50% degli investimenti su mobile, con un fatturato che raggiungerà i 670-680 milioni di euro, pari al 28% del totale dell’internet advertising italiano, circa 2,4 miliardi di euro, contro il 21% per un giro d’affari di 462 milioni di euro, del 2015, con una crescita del 53% rispetto al 2014.

Gli investimenti sono così suddivisi: il 74% del mobile advertising è garantito da pubblicità display, il 24% da search e il 2% da sms.

Cosa serve per avere successo su mobile?

Per avere successo in ambiente mobile servono reach, misurazione e creatività.

Parola di Valerio Perego, sales manager di Facebook Italia, che, nel corso della conferenza, ha tracciato una sintesi dei passaggi che hanno portato il social di Zuckerberg a ottenere proprio da mobile il 60% degli accessi e l’82% delle revenue pubblicitarie.

Dati

Per comunicare con gli utenti in maniera appropriata, i formati sono molto importanti ma la rilevanza dei contenuti lo è molto di più e per ottenerla i dati sono fondamentali.

Molto interessante è l’intervento di Francesca Lerario managing director di Ogury, piattaforma mobile specializzata in data driven advertising:

Raccogliamo i dati dalle app mobile che fanno parte del nostro network, chiedendo il consenso degli utenti. Questo ci consente di offrire ai nostri clienti una targettizzazione che supera le variabili sociodemo, andando a cogliere variabili di comportamento reale.

Creatività

Il convegno si è concluso con una tavola rotonda sul rapporto tra Tecnologia e Creatività, a cui hanno partecipato esponenti sia del mondo tech che creativo, con Andrea Ceccoli, country manager di SmartAdServer, Andrea Fiore, founder & ceo di DotAndMedia, Anna Cappellini, head of strategy di Userfarm e Pietro D’Ettorre, strategic marketing manager di Shaa, tutti concordi nell’affermare che è la creatività ad inseguire la tecnologia, e non viceversa.

Ad esempio, Andrea Fiore ha spiegato che:

Oggi la creatività è più indietro della tecnologia, è importante trovare i segmenti specifici di audience, ma poi la creatività deve adattarsi.

La tecnologia, però, deve essere funzionale alla creatività, come asseriscono Ceccoli e Cappellini:

La tecnologia deve facilitare il processo di industrializzazione della creatività, cosa che già in parte accade con il programmatic.

Molti gli spunti di riflessione emersi dalla conferenza, spunti su cui avremo modo di tornare nei prossimi post.

Fonte: Engage.it

Bing Ads: i 5 più importanti cambiamenti del 2016

bing-ads-2016

Non solo Google

Nel nostro blog, abbiamo dedicato un’apposita sezione a tutte le novità e le migliori strategie da implementare per massimizzare il ROI da una campagna di acquisizione traffico a pagamento su Google Adwords.

Da come costruire landing page efficaci, agli errori da non commettere, fino alle 10 tattiche migliori per il remarketing, abbiamo davvero affrontato quasi tutti gli argomenti correlati all’impostazione di una buona campagna.

Adwords ovviamente detiene il primato tra i tool per campagne ppc, se non altro perchè Google detiene il primato per le query di ricerca.

Mettiamola così: se hai un prodotto da vendere, vorrai comprare un affissione nella piazza principale della città, non certo in un vicolo cieco.
Ma cosa succederebbe se ad un certo punto, le piazze principali della città diventassero due, una già presidiata e una – più piccola ma molto alla moda – ancora da scoprire?

Quella piazza è proprio Bing.

In attesa di capire cosa succederà quando Yahoo smetterà di usare Bing come motore di ricerca predefinito, a causa della fine dell’accordo con Microsoft, si registrano davvero incrementi notevoli sia in termini di fatturato che di utenti attivi.

Microsoft revenue in the quarter ending Sept. 30 totaled $20.5 billion, up from $20.3 billion from the quarter a year prior, and net income was $4.7 billion, up from $4.6 billion from the same time last year, the company said Thursday.

Search revenue grew 9%, excluding traffic acquisition costs, according to the company, which cited both higher search volume and increased revenue per search.

The question is what happens to that business when Yahoo stops using Bing to power 51% of its desktop searches under a deal expiring Jan. 31.

In questo articolo vogliamo soffermarci e analizzare i 5 più importanti cambiamenti che Bing ha eseguito nella sua piattaforma di acquisizione traffico.

bing-ads

Bing Ads: i 5 più importanti cambiamenti

Il redesign di Bing Ads cambierà il modo con cui creare nuove campagne sulla piattaforma.

In accordo con il blog ufficiale di Bing, questi cambiamenti saranno davvero significativi e riguarderanno tutti i target che puoi impostare prima di “settare” le campagne.

Quando crei una campagna su Bing Ads, infatti, puoi decidere quale sia l’obiettivo delle tue conversioni:

  1. Visitare il tuo sito web;
  2. Visitare il tuo negozio;
  3. Convertire un acquisto;
  4. Chiamare il numero di telefono della tua azienda;
  5. Vendere i tuoi prodotti attraverso “Bing Shopping”.

Lo scopo di farti scegliere un obiettivo è semplicemente legato all’organizzazione delle funzioni che Bing ti metterà a disposizione premesso che – comunque – potrai accedere a tutte quelle disponibili.


  • Copiare le impostazioni delle campagne

Bing ha reso più semplice copiare le impostazioni presenti in campagne già esistenti nel tuo account.

Tutto quello che devi fare è semplicemente “flaggare” il box “Use campaign settings from another campaign” e poi selezionare una qualunque delle tue campagne già impostate.

Tutte le impostazioni verranno automaticamente applicate alla tua nuova campagna.

use-previous-campaign-preferences-bing-ads
Credit: SearchEngineJournal

  • Location targeting

Ora è più semplice scegliere un luogo specifico di destinazione dei tuoi annunci con precisione millimetrica.

Puoi scegliere tra:

  1. C.A.P.;
  2. Città [il raggio target di default è 50 chilometri];
  3. Provincia/Regione;
  4. Stato.
bing-ads-targeting
Credit: SearchEngineJournal

  • Suggerimenti di keyword

Il cambiamento più grande per l’user experience del marketer è la rivoluzione con cui vengono suggerite le keyword.

Basta inserire la URL del tuo sito web e Bing ti restituirà – dopo aver analizzato il codice – nuove keyword divise per gruppi.

Non solo, ti verrano mostrate:

  1. il volume delle ricerche mensili;
  2. il CPC medio mensile;
  3. la competizione sulla specifica keyword.
bing-ads-get-keyword-suggestions
Credit: SearchEngineJournal

  • Libreria delle estensioni

Nel setup delle campagne, Bing Ads ti mostrerà ora le estensioni – collegate agli obiettivi delle tue campagne – con cui completare gli annunci.

Se, ad esempio, l’obiettivo è attrarre utenti verso il tuo negozio, Bing mostrerà le estensioni per località all’inizio della libreria.

add-bing-ads-ad-extensions
Credit: SearchEngineJournal

  • Stima delle performance

Nella sezione dedicata al budget e ai bids con cui battere le aste, da ora potrai vedere la stima delle performance delle tue campagne:

  1. click;
  2. impressioni;
  3. spesa;
  4. posizione media.

La piattaforma ti mostrerà un’icona gialla di allarme per le campagne che stanno ottenendo performance più basse del previsto.

bing-ads-budget-bid-strategy
Credit: SearchEngineJournal

Attraverso queste 5 novità Bing Ads promette di avvicinarsi sempre di più alla sorella maggiore di Google e permetterà ai marketer di diversificare la propria strategia di acquisizione traffico, ottimizzando gli investimenti dedicati al marketing digitale.

Se hai bisogno di una audit più specifico e di un’analisi sullo stato delle tue campagne su Google Adwords e Bing Ads, compila questo form.

Verrai contattato in 24 ore e avrai a disposizione un digital business audit gratuito della durata di 2 ore per creare insieme la strategia di digital marketing per il tuo sito web.

Twitter: 5 modi per incrementare l’engagement

twitter-follower-engagement

Nel 2016 sui giornali di tutto il mondo si è letto della crisi di Twitter: il titolo è in rosso, crolla in borsa e il pubblico non cresce. Il numero di utenti che hanno utilizzato questo canale almeno una volta al mese è di 320 milioni, un dato leggermente in aumento rispetto all’anno scorso, ma che è inferiore alle aspettative. Si ritiene che nel 2016 solo il 9% della spesa pubblicitaria destinata ai social network nel mondo sarebbe stata assegnata a Twitter, un numero che certamente impallidisce in confronto al 65,1% di Facebook, che può contare ben 1,5 miliardi di utenti.

Nonostante questi dati però, non siamo certamente ancora arrivati al momento in cui dobbiamo chiederci se valga ancora la pena che la nostra azienda investa in pubblicità su questo canale.

Come abbiamo scritto nel nostro articolo “Twitter: 5 tattiche per aumentare le performance dei tweet”:

Twitter è uno strumento potentissimo per creare conversazioni riguardo il tuo mercato di riferimento e ha una grossa differenza rispetto ad altri social network, nello specifico Facebook: l’audience non è da costruire da zero.

Twitter si è rivelato uno strumento estremamente potente al servizio di brand, aziende e marketer che vogliono trovare e coinvolgere un’audience specifica. La sua natura immediata, economica e virale lo rende un luogo perfetto per piccole e grandi compagnie alla ricerca di nuovo pubblico.

Riuscire ad ottenere un buon seguito non è però affatto scontato, anzi, bisogna dedicarci tempo e risorse. Il nostro obiettivo non deve essere ottenere un volume di follower ampio e indiscriminato, ma uno qualificato anche se più ristretto.

Twitter: 5 modi per incrementare l’engagement

twitter-follower-fidelizzazione

Perché il nostro seguito su Twitter sia rilevante e di valore, dobbiamo assicurarci che la nostra audience sia coinvolta e quindi seguire questi elementi fondamentali:

  • trova e segui personalità e profili influenti;
  • twitta contenuto che possa essere interessante per la tua target audience;
  • coinvolgi i tuoi follower;
  • promuovi il tuo canale attraverso altri social network.

Oggi vogliamo concentrarci su come sviluppare il coinvolgimento con i nostri follower per trasformarli in veri e propri fan.


  • Abbandona ogni automatismo

Come marketer, la tentazione di utilizzare uno dei tanti strumenti a disposizione per automatizzare la pubblicazione di tweet è forte: indubbiamente si risparmia tempo e attraverso una buona pianificazione si può essere sicuri di non lasciare il nostro account in silenzio troppo a lungo.

Tuttavia come utenti abbiamo tutti presente quei fastidiosi tweet automatici che promuovono ultime novità, blog post o servizi: la sensazione è sempre si leggere spam o un tentativo un po’ pigro di promozione.

Se vogliamo creare un rapporto fidelizzato con i nostri follower dovremo abbandonare l’automazione e impegnarci invece in tweet giornalieri che si rivolgano direttamente ai lettori.

Questi sono già attori che frequentano la nostra industria di riferimento: sarà quindi importante ed efficace parlare di ciò che è più rilevante al momento nel settore in modo autentico ed originale, di modo che le persone possano rispondere e interagire. Il nostro obiettivo deve essere quello di creare un vero e proprio dialogo.

La lealtà dei nostri fan si consoliderà se saremo in grado di mostrarci come una voce autentica e autorevole nel nostro settore. Nessuno seguirà un profilo se non ne individuerà dietro un’identità che lo anima.

twitter-bot


  • Fai buon uso delle Liste

Se vogliamo ottenere un seguito leale e fidelizzato, dobbiamo essere noi ad iniziare la conversazione. Prima ancora di controllare le nostre notifiche, possiamo controllare su cosa i nostri follower stanno interagendo e a quel punto possiamo inserirci o iniziare una nuova conversazione. 

Certo, se seguiamo tante persone non è così facile individuare gli argomenti più rilevanti su cui si discute: per aiutarci in questa fase possiamo creare delle Liste in cui segmentiamo le persone che seguiamo secondo macro aree di interesse, come ad esempio clienti, influencer, fornitori, competitor.

Con delle liste costantemente aggiornate, avremo sempre modo di trovare i giusti spunti per iniziare conversazioni.

twitter-list


  • Sfrutta i Messaggi Diretti

Grazie ai Messaggi Diretti possiamo aprire conversazioni private con i nostri follower. 

Se facciamo in modo che il nostro profilo aziendale sia abilitato per ricevere messaggi privati, daremo un’immagine di disponibilità e affidabilità al nostro pubblico.

twitter-direct-messaging

Possiamo sfruttare questa funzione anche per garantire ai nostri follower uno strumento di customer support: dobbiamo quindi incentivare l’utilizzo di Twitter per far sì che i clienti si rivolgano direttamente a noi per qualsiasi necessità o per raccogliere più informazioni sui nostri servizi.

Grandi aziende come la Nike hanno addirittura un canale Twitter dedicato al supporto clienti: rispondono immediatamente per qualsiasi necessità, dimostrando che anche grandi compagnie sanno dedicarsi ai loro clienti e instaurare con loro un rapporto più personale.

twitter-support


  • Stay Relevant

Per dimostrare una presenza su Twitter che sia costante e che ci veda partecipi ai momenti di maggior interesse per i nostri follower, dobbiamo saper rispondere con immediatezza a ciò che succede e coinvolge i nostri utenti. 

Questo da un lato vuol dire pianificare interventi originali in occasioni programmate, come feste o grandi eventi, ma anche saper rispondere immediatamente a imprevisti o eventi eccezionali. Così facendo diremo al nostro pubblico che siamo presenti a ciò che succede nella loro quotidianità, che siamo una voce familiare e partecipe.

Un caso esemplare è quello della Oreo, che ha colpito tutti quando ha risposto con immediatezza al black out durante il Super Bowl del 2013: per un tale evento sportivo si spendono ogni anno milioni di dollari, ma quella che più ricordiamo è stata la più divertente, immediata ed economica.

twitter-relevance-oreo


  • Punta sulla familiarità

Come abbiamo detto, l’obiettivo è quello di far sentire i nostri follower coinvolti nel nostro racconto. Il rischio con Twitter è quello di non mostrare una forte identità, anche come brand, dietro al proprio profilo e di non vedere altro che un numero nei nostri follower. Presidiare i social media non vuol dire solo farsi pubblicità, ma creare un rapporto, dialogare direttamente con il nostro pubblico.

Non è un caso che grandi aziende come Starbucks si impegnino nella comunicazione diretta con il loro pubblico: puntando solo sulla promozione perderemo l’attenzione di chi ci segue, che non  vuole che Twitter divenga l’ennesimo canale dove essere tempestato da inviti all’acquisto; socializzando con chi ci segue, invece, il nostro messaggio sarà più efficace e avremo più possibilità di trovare nuovi follower altrettanto qualificati.

twitter-familiarita


Dietro questi consigli si nasconde un principio fondamentale per il buon utilizzo di ogni social network: l’utente non è solo un numero e chiede una vera e propria relazione con noi. Impegnandoci in un dialogo sincero saremo più efficaci nel veicolare il nostro messaggio e ci garantiremo una fan base più leale e solida.

Se hai bisogno di una consulenza specifica sulla tua presenza sui social network e di un’analisi sullo stato delle tue attività di social media marketing, compila questo form.

Verrai contattato in 24 ore e avrai a disposizione un digital business audit gratuito della durata di 2 ore per creare insieme la strategia di digital marketing per il tuo sito web.