Check-up SEO: 7 motivi per cui Google non indicizza il tuo sito web

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Nella sezione dedicata all’ottimizzazione SEO del nostro blog, abbiamo analizzato molti temi riguardo a come migliorare il posizionamento in SERP di Google: dalle guide sull’ottimizzazione SEO base, alle strategie di link-building, al SEO copywriting, con uno sguardo attento ai tool da utilizzare per misurare progressi ed errori.

Ogni maledetta ricerca: la SEO è una questione di centimetri.

Search Engine Land pubblica ogni anno la tavola periodica dei elementi SEO e prende in analisi più di 200 fattori che influiscono sull’ottimizzazione dei motori di ricerca.

PASSA DIRETTAMENTE AI 7 MOTIVI PER CUI GOOGLE NON INDICIZZA IL TUO SITO WEB

Prima di posizionare una pagina o, più in generale, il tuo sito web, cioè attrarre traffico qualificato in modo organico sfruttando il miglioramento in SERP di Google, bisogna però indicizzarla.

La differenza tra posizionare ed indicizzare è presto detta: un sito viene indicizzato quando il crawl di Google lo trova e lo inserisce nel proprio “database”; dal quel momento ha la possibilità di generare un’impressione a seconda delle parole chiave per cui è posizionato o – per meglio dire – per cui Google decide sia una tra le risposte migliori alle query di ricerca degli utenti.

Ovviamente avere come risultato in SERP la posizione numero 100 non porterà traffico, che non porterà lead, che non genererà conversioni.

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Posizionare significa comprendere come sia possibile fornire agli utenti la migliore risposta possibile alla loro domanda ed entrare nei primi risultati di ricerca.

La SEO non è una scienza esatta. Se l’algoritmo di Google fosse noto o facilmente decifrabile non esisterebbe competizione nel posizionamento organico.

Google non è un nemico e non bisogna cercare di fregarlo.

In questo articolo vi spieghiamo i 10 motivi principali per cui il tuo sito non viene indicizzato.


7 motivi per cui Google non indicizza il tuo sito web

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Prima di passare ai 10 motivi per cui Google non indicizza correttamente il tuo sito web, dobbiamo necessariamente comprendere la differenza tra crawling e crawlability.

Il crawling come detto poco sopra è l’operazione con cui lo spider di Google [il crawl, appunto] include le pagine del tuo sito nel suo indice di ricerca.

La crawlability è il rovescio della medaglia: il suo sito web permette a Google di farsi trovare in maniera fluida ed efficace?

Scopriamo allora i 7 motivi più importanti per cui Google potrebbe fare molta fatica ad indicizzarti o non riuscirci per niente.


  • Blocchi le pagina tramite robots.txt

Il file robots.txt è in assoluto il primo file che Google cerca e considera per poter effettuare l’indicizzazione.

Se blocchi una pagina o peggio tutto il sito tramite robots.txt, Google non lo troverà mai.

Assicurati di non leggere queste righe di codice:

User-agent: *
Disallow: /

robots-txt


  • Blocchi la pagina da metatag robot

In alcuni casi può essere una mossa corretta.

Se invece il tuo obiettivo è indicizzare la pagina, controlla che nel codice non venga inserita la stringa:

< meta name=”robots” content=”noindex” />


  • Blocchi l’indicizzazione dei link interni da metatag robot

Il passo successivo e correlato al precedente è controllare che il crawl indicizzi la tua pagina e anche i link al suo interno che puntano ad altre pagine del tuo sito.

Controlla sempre nel codice se trovi questa stringa:

< meta name=”robots” content=”nofollow” > 

O per un link singolo:

< a href=”pagename.html” rel=”nofollow” />

nofollow


  • Link interni

La sitemap e il robots.txt sono migliori amici. Chi è Google per dividerli? 🙂

Proprio insieme al robot.txt, la sitemap è il primo elemento che Google prende in considerazione per indicizzare il tuo sito.

Impostarla correttamente è il modo migliore per comunicare a Mr.G. la struttura del tuo sito, quali pagine considerare ed eventualmente quali non prendere in esame.

Oltre alla sitemap, ecco le tre azioni principali che dovrete eseguire nel controllo dei link interni:

  1. Controllate che ci sia almeno un’altra pagina del vostro sito che linki alla pagina che volete posizionare: se non esiste link createlo ad hoc altrimenti il crawl non ha la possibilità di indicizzarla;
  2. La regola dei 4 link: dovreste dare la possibilità alla pagina che cercate di posizionare di essere trovata dalla HP in non più di 4 passaggi altrimenti il bot non ci arriverà;
  3. Controllare di non avere più di 3000 link attivi in una pagina altrimenti anche Google – che è molto intelligente – va in confusione.

  • Redirect 301

I redirect sono importanti in caso di migrazioni, di cambio di struttura del sito, di passaggio a https o per rendere le url più efficaci.

Se la vecchia pagina o la vecchia url non devono più essere indicizzate punta tutto sul 301 e non su redirect 302 o 307.

Ricorda anche che, se due pagine si reindirizzano a vicenda, il crawl entra in un labirinto da cui non potrà più uscire.

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  • Velocità del server

La velocità di caricamento di una pagina non è solo uno dei fattori per migliorare il posizionamento ma anche per favorirne l’indicizzazione.

Più è veloce la pagina, più il crawl “scivolerà” al suo interno.

Utilizza Google PageSpeed per testare la velocità e risolvere eventuali problemi attraverso le modifiche suggerite.


  • 404

Una url corretta o una url rotta rappresentano comunque una url da verificare.
Oltre a rendere pessima l’esperienza per l’utente, se fai impiegare a Google molto tempo a considerare url che non portano a nulla, avrà meno tempo per indicizzare le url valide che portano ad un contenuto di qualità.

Controlla che le url interne che inserisci nelle pagine del tuo sito e che rimandano ad altre url, non abbiano errori di battitura; controlla anche di aver reindirizzato le vecchie url a quelle nuove se – ad esempio – hai modificato la struttura del sito o lo hai riprogettato, magari cambiando CMS.

Se hai un’area riservata, metti le url interne all’area in “no follow” in modo da non portarle in error 403.

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Facendo questo check-up SEO in 7 mosse, potrete comprendere ed analizzare se avete commesso errori in fase di progettazione del vostro sito: correggerli vi porterà ad un incremento sia nel posizionamento che nell’acquisizione di traffico qualificato organico.

Se hai bisogno di una audit più specifico e di un’analisi sullo stato della tua strategia SEO compila questo form.

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